Davide Lopez

Aforismi
Da "Il mondo della persona"

Raffaello Cortina Editore 1991





Note

P = paziente
A = Analista

1
Costante preoccupazione dei monaci Zen era: tenere pulito lo specchio (metafora della mente).
A un livello più alto di maturità, avrebbero potuto permettersi di lasciarlo anche sporco.
Vi è ancora sporcizia nella preoccupazione e nella ossessività!


2
Le soluzioni impossibili dell’inferiorità.
P: “Al congresso ho ascoltato un oratore che speravo fosse un grande pensatore. Parlava di cose che sapevo già: che fesso! Un secondo oratore era esattamente ciò che io desideravo. Ho pensato: che rabbia mi fa! Perché non ci ho pensato anch’io?”.
A: “E stato astuto, altrimenti lo avrebbe considerato fesso”.

3
P: “Non so perché mi sento così piccola: una bambina”,
A: “Vi è un grande dentro di Lei che La vede piccola.
Guai agli altri, se lo impersonasse: vedrebbe tutti piccoli!"

Elogio a Jonathan Swlft



4
Conversazione tra due partner.
La parola e’ d’argento, il silenzio è d’oro!
L’uomo dice: “E una metafora. Il suo significato referenziale deriva dal rapporto uomo-donna. La donna è forte con la parola, l’uomo vince con il silenzio. Spesso i’uomo si frega, perche' parla troppo”.
La donna di rimando: “Ti ho fregato! L’uomo è debole, perché ha bisogno di vincere”.

5
Sulla collusione narcisismo-masochismo.
“Guarda quel furgoncino che si sforza inutilmente di trainare un autobus. Che presuntuoso!”
“Che masochista, direi!”
Masochismo e presunzione sono gemelli siamesi.

6
6 La sanità inizia con la recita della sanità.

7
L’autoeliminazione è la forma estrema del masochismo, risultato della morale sociale, e non tanto di quella rigida, quanto, ancora di più, di quella indulgente e benevolente.
Ciò spiega la frequenza dei suicidi tra i giovani.

8
A: “Da adulta, vuole la mano del padre nella Sua, per sentirsi finalmente bambina. Da bambina, invece, rifiutava quella mano per essere adulta. Da adulta, dunque, può far rivivere la bambina, senza lo svantaggio di esserlo”.

9
Ridurre ogni fantasia e verbalizzazione del paziente al simbolico, è palesemente l'opposto dell’assorbire fantasia e parola nel concreto e nell'azione. In questo caso si avrebbe la distruzione del simbolico. Da un lato Melanie Klein, dall’altro Wilhelm Reich.
Il segreto è mantenere la tensione tra fantasia e realtà, desiderio e cosa, parola e azione: da qui deriva la fecondità della psicoanalisi della tensione relazionale.

10
L’analisi riesce perfino a resuscitare i morti, e non solo a ricostruire i ricordi del passato, come per Freud.

“Dio è morto”, esclama Nietzsche.

L’analisi può far rinascere Dio. Lo stesso Dio? Il Dio del passato? No! Un Dio nuovo.

11
Vi sono uomini che offrono la loro spalla al pianto delle donne. Sono strozzini che investono a interessi esosi la loro disponibilità.
Alcuni vogliono il corpo, altri, più avidi, l’anima. Attenzione, dunque, ai preti, ma ancora di più ai poeti!

12
La compassione è il più crudele fra tutti i sentimenti: corrompe, fiacca e avvilisce la mente. Può distruggere un popolo.

13
Ogni rinuncia accumula odio: così, la si fa pagare a sé stessi e agli altri.

14
I contributi della psicoanalisi all’arte, da Freud alla Klein, da Kris fino ai più recenti kleiniani, non riescono a superare, da un lato, l’enfasi contenutistica, dall’altro, la dipendenza dalla critica estetica: le suggestioni dell’estetismo.

Nel suo ponderoso libro Ricerche psicoanalitiche sull'arte, Kris conserva la scissione fondamentale, platonica, fra realtà e illusione estetica. L’arte permane, così, nell’ambito della finzione.

ll platonismo e, a tutt’oggi, il peccato d’origine della psicoanalisi. Quindi, si osserva un curioso paradosso: la realtà è, da un lato, idealizzata e assolutizzata, ipervalorizzata, in contrapposizione appunto alla fantasia e alla finzione - l’esame di realtà, come principio supremo regolatore della vita psichica -, dall’altro, e abbassata e ridotta a dato di fatto, a realtà fattuale. Simultaneamente, vi è l’assimilazione tendenziale di fantasia, sogno e arte. Kris da un lato, i kleiniani dall’altro, si sono spinti oltre Freud, il quale accettava passivamente la visione aristotelica dell’arte tragica come catarsi purificatrice mediante scariche istintuali, a comprendere la funzione di controllo dell’Io nella creazione artistica su emozioni e istinti.
Come Reich, ignorato in psicoanalisi con una rimozione radicale, viene lentamente riscoperto, soprattutto dagli psicoanalisti americani, così Nietzsche stenta a essere conosciuto dagli psicoanalisti. Eppure, se si vogliono fare passi sostanziali nella comprensione dell’arte, soprattutto dell’arte tragica, lo si deve prendere in seria considerazione, per andare oltre il punto di vista, ormai stantio, sull’estetismo e la finzione artistica.
Nietzsche ha mostrato che, come l’approfondirsi del sogno può condurre all’incubo, così nella grande arte l’artista va oltre il sogno a occhi aperti, carezzevole e piacevole come leniente musica apollinea (l’arte come cura), e attinge uno stadio in cui le emozioni travolgenti della specie umana irrompono e spezzano la melodiosa levigatezza di Apollo. E Dioniso, lo Shiva greco, celebra, qui e ora, la sua danza festosa, il suo rito cruento di morte e il suo peana di rigenerazione della vita.
L’arte non è dunque soltanto finzione e illusione estetica, ma questione di vita e di morte, ricreazione di un nuovo cosmo, di un uomo nuovo, e la realtà non è solo realtà fattuale, ma realtà libidico-emotiva in divenire: fantasia, progetto.
La grande arte è vita e realtà all’ennesima potenza, così come la realtà può essere grande arte.
La psicoanalisi ha semplificato e ridotto la mistica e l’esutasi all’ipomania.
Questa mistificazione è possibile a causa di un’incompiuta distinzione tra l'identificazione ipomaniacale dell'Io con l’Io ideale, dove l’Io egotista, episodico, effimero e individualista, rimanendo tale, assorbe megalomanicamente l‘Io ideale, e l’identificazione mistica, dove l’Io si apre e s’immerge nell’ideale.
L’estasi, a sua volta, è la potenza di rivivere simbolicamente, e non solo simbolicamente, il primordiale incontro relazionale, simbiotico-fusionale, con la mammella.

16
P: “Mia moglie mi mette i piedi in testa! Naturalmente, dottore, come antidepressivo per se stessa. Credo di avere ormai abbastanza forza e autonomia per sopportarla. Se lo scopo dell’analisi è questo, credo di averlo raggiunto”.
A: “Se l'autonomia consiste nel portarsi felicemente la moglie sulla testa…

17
Invidia e gratitudine.
Sillogismo di Melanie Klein.
La gratitudine è il sentimento più apprezzabile.
Tu non mi sei grato.
Dunque, tu sei invidioso.

18
Alle insistenti manifestazioni di interesse da parte degli altri, noi reagiamo credendo che essi si comportino cosi per affetto, per ammirazione, o perché vogliono qualcosa da noi. Così, noi attribuiamo loro, proiettivamente, ciò verso cui noi siamo sensibili e suscettibili.
In verità, è il narcisismo che fa da barriera alla nostra comprensione. Quando cade il velo del narcisismo, noi comprendiamo con mente chiara che ciò che essi vogliono è qualcosa che riguarda esclusivamente loro.
Qualche volta avevamo scambiato una fregatura per un vero interesse, qualche altra avevamo preso un genuino interesse per una lregatura.

19
Fino a che punto la paranoia sia determinata dalla scissione del sé e sia, quindi, la manifestazione di due sé, è mostrato da questo esempio.
In un sogno un paziente è in camera da letto con la moglie e una ragazza sconosciuta. La ragazza risponde alla sua seduzione. Ma, nella scena successiva, la moglie se la fa con un ragazzo che ha metà dell’età del paziente. Nel sogno il paziente si rassicura rispetto al suo delirio di gelosia su base proiettiva e narcisistica, pensando che egli è più maturo del ragazzo. La rassicurazione è il risultato di una rapida comprensione preconscia che ha permesso la reintegrazione della scissione: l’età del ragazzo è proprio quella in cui il paziente ha iniziato il rapporto amoroso con la moglie, e l’età della ragazza è quella della moglie nella stessa epoca.
La riconquistata superiorità dell’uomo adulto che segue il breve delirio di gelosia è dovuta alla reintegrazione della coppia del passato nella realtà del rapporto presente.
In precedenza il paziente aveva provato grande ansìetà all’idea che il figlio vivesse una notte di angoscia, poiche' egli aveva fatto l’amore con la moglie: egli, nel ruolo del padre, provava colpa per quel se' bambino geloso, identificato proiettivamente con il figlio.
In entrambi i casi, il delirio di gelosia era dovuto ai doppi ruoli, cioè alla scissione del sé.


20
Per l’adulto, immergersi voluttuosamente nel conllitto edipico significa rubare il sé stesso.


21
Paradosso della competizione è mantenere in vita il rivale, mediante l’identificuzione mimetica con lui.

22
Mani assassine.
P: “Ho poca aggresswnà, dottore: avevo pensato di fare il chirurgo, ma mi è venuta la nausea solo all’idea di sporcarmi le mani di sangue” .
A: ‘È troppo crudele perfino per fare il chirurgo”.

23
P (psicologo): “Ho più paura del solito nell’affrontare l’esame di selezione per diventare studente della SPI”.
LA: “Perché?”.
P: “Questa volta penso di avere più chanche, e temo di farmi lo sgambetto da solo”.
A: “Evidentemente, ha un nemico interno più pericoloso di quelli esterni. È possibile che Lei si presenti agli esaminatori ed esclami: ‘Fregatemi!’, se si identifica con la parte masochistica di sé stesso; oppure esclami: ‘Aiutatemi a fregarlo!’, nel caso si identifichi con il Suo persecutore interno, cioè con Lucifero che teme gli sfugga di mano la Sua anima”.

24
Contrariamente al punto di vista comune, ciò che è naturale è il risultato finale dell’artificio, dell’esperimento, del tormento della coscienza e della volontà.
La natura viene dopo la cultura.

25
Cercare sempre, puntigliosamente, le cause della nevrosi nel passato, questa ossessionante ricerca storico-scientifica significa, a un livello più alto di consapevolezza, il rifiuto di assumersi la piena responsabilità del presente, di accettare che vi è anche il divenire.
E, dunque, le formulazioni clinico-teoriche della psicoanalisi poggiano, ancora, su una visione statica dell’Essere: manca la prospettiva.

26
I problema della simbiosi si chiarisce quando si comprende che essa è una delle due fondamentali posizioni dell'Essere ed è quindi naturale. L’altra posizione è quella schizoide, anch'essa naturale.
Ognuna di queste posizioni genera la nevrosi, quando è unilaterale e coatta.

27
Sono disposti a darti una mano, se non ne hai bisogno, provano gusto a ritirarla, non appena avvertono i minimi segni del tuo interesse!

28
P: “Mi secca che mia moglie preferisca muoversi nel fare l’amore e non tolleri il mio movimento”.
A: “E preferibile lasciar fare alle donne. E un segreto, sconosciuto ai più, che l’uomo tanto più gode quanto meno si muove, e quanto più si muove la sua partner. Perciò, dovrebbe essere contento”.
P: “A ben pensarci, ieri ho accettato un po’ di più l’attività di mia moglie, ed è andata meglio del solito”.

29
P: “Mi sento un po’ il fiato grosso, come se temessi di arrancare nella Vita”.
A: “Il Suo ideale iperattivo La rende febbrile. Lei, che prima di questa analisi ha fatto una terapia di rilassamento, dovrebbe saperlo. Il rilassamento, preso come ideale di vita, alla maniera orientale, è parziale e riduttivo”.
È più difficile, ma anche più sano, tenere insieme la capacità di rilassarsi con la tensione verso la meta. Questo principio è la base della psicoanalisi della tensione relazionale.

30
P: “Mi sento bene; tuttavia, mi sembra di non avere nulla da dire”.
A: “Si è liberato di sintomi, conflitti tormentosi, incubi, deformazioni caratteriali, e ha raggiunto il vuoto. Lei teme ora di non avere più nulla da dire in analisi. Ciò equivale ad affermare di non avere più nulla da dire nella vita. In verità, Lei non ha più nulla da dire sul passato; ora, si tratta di creare!”.

31
L’illusione è considerata, in genere, feticcio espropriante, Araba Fenice.
Ma l’illusione che feconda la consapevolezza è la base di ogni potenzialità di realizzazione.

32
Per alcuni aspetti, “narcisismo” è il nome eufemistico del sadismo; Ciò non è stato ancora ufficializzato dalla psicoanalisi.

33
Dal fatto che penitenza e ribellione fanno parte di uno stesso sistema, si può dedurre fino a che punto preti e delinquenti siano fratelli gemelli.

34
Una paziente sogna il volto della madre nel pozzo - versione del mito di Narciso.
La paziente si trova in quella delicata e pericolosa situazione in cui non si sa ancora se verrà attratta nel pozzo o se riuscirà a liberarsi dalla simbiosi fusionale, cioè dall’attrazione degli abissi, e a ricondurre la madre nella realtà.

35
La verità, tanto famosa quanto idolatrata da filosofi, moralisti, scienziati e psicoanalisti, ha finito per assumere il volto alienante ed espropriante di un idolo.
Ma gli idoli si frantumano, e la persona decide di trasformare la verità, di darle un nuovo volto, quello dell'avvenire.