pioggiaopportuna

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2016

Notte di zanzare
Eravano io e voi
La vostra perfidia tremenda
Nella mia carne
Dolore e prurito dovunque

Poi un pensiero
La mia mente non era serena
Lei non perdonata
Vi davo libro acceso

Chiesi aiuto
Una coltre mi coprì
La mia mente unita
Spazio più non trovaste

Eravate illusione della mia mente

Amore
T'amai
Eravamo belli
Tu ed io
Io e te

Bello si,
Ma che male tutto questo amore
Che male che ci ha fatto
Finito

Non resta più nulla
Finito
Macerie

Tu ed io
Io e te

Un bacio ancora mio Amore

L'errore dei migranti
Leggeremo nei libri di storia dei tragici flussi di persone di questi anni, analizzeremo la loro fuga da paesi impazziti e in guerra, da lotte inter-religiose che non conoscono Dio.

Purtroppo su queste fughe tante persone fanno soldi senza avere cuore, gli scafisti, i vari funzionari e politici che gestiscono l'accoglienza.

C'è però un errore dei migranti?

Si.

È una fuga verso la morte, perché allora non restare nel proprio paese cercando la libertà dai vari dittatori sanguinari?
È sempre importante "lottare" per i propri diritti, lo hanno fatto i partigiani, lo hanno fatto gli operai di un tempo.

Queste lotte ci hanno dato libertà e democrazia, anche adesso bisogna continuare a farlo, ognuno deve mantenere la propria libertà che coincide con quella degli altri esseri umani.

Impiegati, operai, casalinghe, migranti, tutti, ricordiamo che la fuga non serve, la lotta si fa dove si sta adesso.

Tori
http://video.corriere.it/spagna-donna-uccisa-fiesta-de-los-toros/e0cc12ea-4dc5-11e6-adc7-2d4fdae5ffcd

Estate 2016.
Prima un torero morto e poi una donna morta, uccisi da tori scatenati. Erano anni che un torero non moriva, succede in quest'anno di terrore e morte.
Normalmente sono i tori che vengono uccisi, chissà quanti di loro (sarebbe di essi, ma essi si riferisce a cose, gli anima-li non sono cose) perdono la vita in queste macabre dimostrazioni di "coraggio umano".

I Tori sono come i bambini uccisi dai macabri portatori di morte dell'Isis, sono bambini, non hanno difese contro i macabri toreri umani.

I toreri si vestono a parata ed anche gli assassini dell'Isis, sono entrambi preda della follia del loro narcisismo. Guardate come ammazzo questo toro! Come sono bravo e forte. Guardate come ammazzo questo bambino! Come sono bravo e forte.
Macabre figure di esseri poco umani.



Pokemon Go
L'imam dell'Egitto ha detto che il gioco Pokemon Go è vietato a tutti i mussulmani, fa male secondo lui, le persone vengono distolte dal lavoro e dalla preghiera: ho subito scaricato il gioco.

Poi mio figlio mi ha detto che gli animalisti sono contrari e anche una associazione gay, a quel punto ci ho persino giocato.

Divertente Pokemon Go



L'oca
Piume soavi restano per terra
Scivolano fuori dal piumino
Qualcuno dirà
che triste fine hanno fatto quelle oche
Finite in un piumino

Che dolce tepore che arrecavano
Ora svolazzano per la stanza
Libere

Lei sta smembrando il dolce piumino
Rabbia e gelosia

E le piume continuano a svolazzare
Strappato in pezzi il non suo piumino

Povere oche il vostro sacrificio fu vano
Una vostra consimile mal vi supporta

Le carte dell'infinito: Fiori
I fiori sono i colori della vita, chi non ha fiori dentro di sé, non ha colori da spartire con altri, triste.
Triste per lui, per lei, triste per tutti.

La natura è piena di fiori, fiori dai colori vivaci, fiori delicati, fiori difficilmente visibili, ma sempre fiori.
Il fiore è il momento più alto della natura, il momento più energetico, più ancora dei frutti, non tutti ne faranno, non importa, concentrate nei fiori la vostra esistenza, profumerete d'incanto e colore donerete.

Figlie dei fiori
Figlie dei fiori
Soavi nei gesti
Fragili mi apparivano
Stolto ad aiutarle
Come un dio mi sentivo

Figlie dei fiori
Soavi nei gesti
Forti ora sono
Sagace a non aiutarle
Lascio a Dio il suo fardello

01 lug 2016  11:14

Era amore?
Non piansi
Tristezza poca ce n'era
Troppo poca

Ero diventato illuminato?
L'umana passione avevo superato?

Non seppi rispondere

I tuoi neri capelli svaniti
I nostri baci più non erano
Cobra dei profondi amplessi
più non vidi

Non seppi mai se t'avevo amata

Il dolore e l'energia
2016/06/25

Un calcolo renale molto doloroso mi diede questa intuizione: è ovvio che il dolore ci induce a porre attenzione ad una parte che ha bisogno, che richiama la nostra attenzione, - anche se, incredibilmente, esistono persone che non arrivano a questa minima comprensione, vedi coloro che hanno mal di schiena - ma il vero scopo del dolore è apportare energia alla zona sofferente: dolore, richiesta di attenzione, e dove va l'attenzione li si porta energia.

Eppure lo sapevo da anni, avevo avuto una infezione da lenti a contatto morbide. Scoprì troppo tardi che non bisogna mai fare il bagno in mare con le lenti a contatto morbide! Finii in ospedale, infezione alla pupilla, un disastro, sarebbe restata la cicatrice, successive operazioni col laser sperando di eliminarle. (Da tener conto che l'altro occhio era praticante cieco, da giovane ebbi un pesante distacco alla retina dopo una gomitata violenta nell'occhio giocando a calcio. In ospedale allora non sapevo nulla di mediazione, non avevo strumenti per guarirmi.)
Mi misi immobile a letto per 10 giorni. Giorno e notte portai energia alla pupilla malata e avvenne il miracolo, guarii e non restò traccia di cicatrice.

È essenziale aver cura di sé e questo vuol dire, se possibile, non prendere farmaci, se possibile, non mettersi nelle mani dei medici.
È essenziale comprendere perché ci si è ammalati e ascoltare, meditare e restare sulla parte malata sentendo l'energia che guarisce.

La struttura ed il Gong
2016/06/25

Venti anni fa, alla Fiera di Officinalia che si tiene a Belgioioso, comprai un Gong. Affascinante con quel suono rimbombante e molto adatto al centro dove insegno Tai Chi.
Sono passati 20 anni, il Gong c'è sempre, relegato in bella vista, appoggiato per terra. Troppo pesante per appenderlo o metterlo su come si fa con altri oggetti.

Tutto ha un significato nella vita e al mio 60° compleanno 8 miei allievi mi hanno regalato una bellissima struttura in legno per sorreggere il Gong. Una struttura con motivo cinese, ben adatta all'ambiente della pratica.

Ora il Gong risuona, è facile passando prendere il battente e dargli qualche colpo che rallegra la sala.

Ora il Gong è vivo

La struttura permette al Gong di risuonare.

Ho dedicato gli ultimi tre anni allo studio approfondito della struttura nel Tai Chi, a quello che definiamo Yi Gong. La struttura umana è essenziale, non è importante lavorare sui muscoli. La struttura contiene gli organi interni, organi vitali, organi energetici, organi che risuonano come il Gong. Se la struttura collassa o è bloccata, rigida, gli organi interni soffrono: pensate ad un cuore o ai polmoni tenuti stretti, come possono battere e respirare? O ad una schiena tenuta malamente indietro e dolorante, i poveri reni? Gli organi sessuali? Un bambino che deve trovare casa nella pancia di sua madre e crescere per 9 mesi? La testa che cade in avanti con una parte del cervello che è malamente alimentata e così via.

L'altro aspetto del Tai Chi è il Qi Gong, è l'aspetto energetico, è il lavoro sui tre centri, testa, cuore, pancia, i tre Tan Tien. Questo l'avevo compreso da anni, da 20 anni? Da quando ho comprato il Gong? Si Gong e Qi Gong, straordinaria assonanza del termine, significativo.

Significativo il regalo della struttura per il mio 60° compleanno, ho compreso come unire il Qi Gong all'Yi Gong, ho capito il significato della struttura e del Gong, devono essere assieme, uno senza l'altro non hanno senso. Il Qi, l'energia non può esistere senza una struttura e la struttura da sola non ha senso. Un corpo umano, non ha senso senza l'energia, un corpo umano strutturalmente aperto assieme alla mente risuonano, sono vivi.

Gli 8 trigrammi, rappresentano le posizioni del Qi Gong e 8 sono le persone a cui devo questo regalo, ad ognuna un trigramma.

Te
Con te nello spazio più profondo
Seguendo sogni infiniti
Al ritmo della musica celeste
Volteggiando liberi
Belli

2008

Su Pene e Vagina
Un giorno mi resi conto che il pene era come un albero. Cominciai a sentire, facendo l'amore, che la base del pene erano le radici e da lì iniziava il tronco.

Realizzai che sino ad allora ero stato troppo preso dalla punta, dal cercare di arrivare bene dentro la vagina per trovare così godimento e dare godimento. Era sbagliato, dovevo partire dal tronco. L'energia era così in entrambi molto potente.

L'energia sessuale è energia e segue la mente. Una mente ampia muove molta energia, una mente ristretta ne muove poca.
Una mente che comprende diventa ampia ed  avevo compreso che il pene è un albero.

Il dubbio adesso era che non sentivo bene la punta del pene in questa comprensione. Un albero ha una chioma, la cappella è più punta che chioma.

La soluzione venne da lì a breve: la vagina era la chioma! Il pene e la vagina erano le due parti di un albero che diventa uno all'atto della penetrazione.
La cappella si "innesta" perfettamente nella vagina che è la parte alta dell'albero, la chioma ed i rami.

Con questa immagine nella mente l'energia è al massimo della sua potenza.

Il pene non più "arma" fallica come tutti i maschi inconsciamente hanno, ma come completamento dell'amore nel rapporto sessuale.

L'albero della vita, di biblica memoria, che Adamo ed Eva avevano perso, cioè l'albero del perfetto completamento sessuale ed energetico.

Ps
Anche la mano nella masturbazione maschile completa il pene come "chioma" mentre la donna cerca più le dita come completando opposto.

Meditazioni tombali
Vanno molto di moda le meditazioni da tomba.
Sono quelle meditazioni che cercano di spegnere la mente, cercano di portarla su un piano tombale, antecedono la morte vera e propria.

I tombali hanno il viso grigio, questo fatto è causato dal blocco rigoroso che attuano fermando la loro mente nella meditazione, mente che invece potrebbe usare la meditazione per sciogliere ogni nodo che si è procurata nella vita quotidiana con pensieri e decisioni che stringono e limitano la sua potenza vitale e così guarire l'intero nostro essere.

Quale potente mezzo di vita è la meditazione!

Le persone che seguono la "meditazione tombale" si trovano bene con queste, hanno già deciso che non vale più la pena continuare la loro vita e così, grazie ad esse, cesellano la loro bara.


 

Da, Un corso in Miracoli

T-11.V.1. No one can escape from illusions unless he looks at them, for not looking is the way they are protected.

1. Nessuno può sfuggire alle illusioni a meno che non le guardi, perché il non guardarle è il modo per proteggerle.

L'autostrada ed il Ginkgo
25/4

Le nostre autostrade esemplificato bene l'essere umano moderno, auto sfreccianti dovunque. Lavori in corso, limite a 80 chilometri orari, se rispetti il limite sei l'unico fesso e costringi chi va a 160 a rallentare e a incollarsi al poverino che ti sta sorpassando a 130 all'ora.

Pazzi scatenati di una vita senza senso, una vita che ci sfreccia addosso come un'auto sull'autostrada e che al termine non avremo vissuto.
Sessantenni che muoiono o si ammalano gravemente senza neppure sapere perché, troppo abituati a correre nella vita senza neppure conoscersi, senza essersi fermati a pensare a se stessi.

Diamoci un attimo di "respiro"...

Al Ginkgo si scende una scala a chiocciola, si è subito costretti a rallentare, si "scende"dall'auto.
Si entra sottoterra, come in una grotta.

Il ritmo all'ingresso è ancora dissonante, si cerca subito la "conversazione" con l'altro, la mente cerca di spostarsi in una attività di distrazione, cerca di tornare "normale", sfrecciante in autostrada.

I primi movimenti lenti la fanno fermare, gli esercizi in cui finalmente si "respira" e ci si "apre" fanno entrare in un'altra realtà e chi arriva in ritardo dà subito l'idea della diversità col suo modo di essere ancora da carroarmato...

Entrati nello "stato di grazia" si ritorna esseri umani con tutte le nostre potenzialità, si ritorna sani ed in salute, i malanni spariscono, restano solo a chi ancora non cede, a chi ancora sta sfrecciando nel tentativo di sorpassare un altro essere umano.

La meditazione ancora viene evitata, sono soprattutto gli uomini che al momento della meditazione se ne vanno in fretta, sono loro i guidatori peggiori, quelli che investirebbero anche la vecchina che intralcia il loro andare...

Uscendo dal Ginkgo lo stato di essere umano è raggiunto. Si è scesi dall'auto, ora si è se stessi, si può godere della vita.

Sommi saggi o falsi predicatori?
Si legge spesso in testi scritti da "grandi saggi" che fare l'amore è da trascendere, è da lasciare alle spalle per ottenere le più alte vette della spiritualità.

Il vero motivo per cui questi autori la pensano così è perché l'amore si fa in due, per fare bene l'amore bisogna che i due diventino una unità, si amalgamino alla perfezione.

Che fastidio quindi per dei signori arrivati a così alti livelli spartire la loro saccenza con un altro essere umano che poi è quasi sempre donna.

È veramente difficile che una donna arrivi ai massimi livelli di spiritualità condannando l'amore fra due esseri.

I pesci
La sera incontro Vecchio, il saggio della mia Valle. La prima volta che lo vidi era uno spaventapasseri, si nascondeva, poi assunse il suo ruolo di guida.

Vecchio stasera dice che il riposo è bello, si può riposare sempre, inutile fare fatica nella vita. Chi fa fatica non ha compreso.

Guardo bene, Vecchio sta pescando, stivali e canna.

La pesca è rilassante dice, si aspetta che arrivino i pesci, poi bisogna che non se ne vadano.

Ha una tinozza piena di pesci.

Chi pesca è in pace.

Prende le cose, le raduna. Si incammina.

Adesso butta i pesci, li butta in Lago.
Questi pesci ora interagiscono con noi, ravvivano Lago. Si domandano dove sono. Sono attratti
Qui c'è amore.
Questi sono allievi. Vecchio pescava allievi. Sono gli allievi che restano nel Lago.

Si è attratti dal vuoto quando si sale in alto perché non ci si permette mai di lasciarsi andare.

Sono attratti perché sentono che possono imparare ad entrare in loro stessi, non vivere più sulla superficie.

I pesci sono pesci, prima di essere "catturati" sono tutti estranei.
Gesù era definito pescatore di uomini
Un pescatore cattura pesci. Ogni allievo è catturato dal Tai Chi.
Si da sempre una definizione negativa alla parola catturare, perché l'ego odia essere catturato, lo spirito no.
L'amore cattura, non piace  all'ego, infatti rifugge dall'essere innamorato, chiude il cuore.

I pesci adesso esplorano Lago, all'inizio stavano assieme un po' timidi, adesso vanno loro.

Vecchio dice di entrare in Lago, fatevi catturare da Lago.

Lago è la gioia. È pace

Mari d'amore
Distese infinite
Dove i cuori si trovano
Mari senza fine
Di acqua d'amore
Incontrai alla fine
Quando anche l'ultima barriera si infranse
Del mio ego tormentante
Allora ti vidi

Cercavi la cattiveria di tuo padre
Disperata cercando il suo Amore
Che mai avevi visto
Colpisti me ancora
La lama affilata entrò nel petto
Barcollai esangue
Tu soddisfatta distruggesti ancora noi

Caddi nel mare
La ferita in un istante svanì
Seppi che era del troppo amore
Mi lasciai andare a quella distesa di pace

Ancora ti aspetto
Un giorno scoprirai questo mare
Un giorno tutti saranno qui
E risa di bimbi
E gioia dovunque
Sentiremo noi due

22 Marzo 2015


I battiti
Sei soffice come la neve

Suona bene questa frase su di te mio amore

Soffice
Fredda

Il tuo cuore chiuso per anni
Il mio triste per anni
Il dispiacere annacquai di qui e di lì

Ed ora sei a poche ore di treno
La vicinanza aumenta i nostri battiti
I tuoi finalmente risvegliati dal lungo inverno
I miei tornati pieni come allora
Otto anni passati ad aspettarci

Non ci incroceremo
I nostri sguardi non si poseranno sui nostri visi
Le nostre mani non toccheranno il desiderio
La nostra pelle resterà sola

Non importa questo ai nostri cuori
I battiti ora li sentiamo
Ci eravamo scordati che esistevano
Tristi anni senza dar loro retta
Ora ci chiamano allegri al nostro amore

18 Marzo 2016

La meditazione estesa
2016/03/13 18:00

Chiudiamo gli occhi, un momento di pace, un momento di godimento per noi.

Lo spazio attorno a noi è sacro, la mente spazia, godiamoci lo spazio come fossimo a passeggio in un bel giardino.

Troviamo il centro dello spazio, un prato meraviglioso, semplice, con fiorellini ci chiama. Ci sediamo.

Qui siamo perfettamente centrati, immobili.

La nostra mente è potente, sentiamola, percepiamola: questo spazio è il regno di Dio.

Ora lo estendiamo a tutti, in tutte le direzioni a tutti. Tutti coloro che vengono in mente, amici nemici entrano in questo spazio perfetto.

Lo estendiamo a tutto e tutto diventa sacro.

Lasciamo che l'estensione sia infinita, senza tempo mentre noi in completa pace, immobili ne godiamo.

How do I do this?
2016/03/10 Sheila Sanchez

How do I do this?
write
feel
breathe
without thinking?
How did I
live
love
and let be
without thinking?
How can I
get back
to a day before
tears
fears
and doubt
plagued me?
Like this?
One
step
at a time?

Come posso fare questo?
scrivere
sentire
respirare
senza pensare?
Come ho fatto a
vivere
amare
e lasciar che sia
senza pensare?
Come posso io
ritornare
ad un giorno prima di
lacrime
paure
e dubbi
che mi hanno afflitto?
Così?
Un
passo
alla volta?

2016 mar 10

Single e i bambini adottati
2016/2/14

È San Valentino, non è una festa da buttare, è la festa di chi si ama, non importa se qualcuno vuol vendere più cioccolatini oggi, resta la festa degli innamorati.

Coppie che si sposano, non importa se uomini e donne o donne donne o uomini uomini, l'importante è che si amino. Non importerebbe neppure il matrimonio, ma la società esige contratti per poter amare e se devi stare accanto al tuo amato/a in ospedale devi esser qualcuno sulla carta, per cui ben venga il contratto fra chi si ama.

Però non sono d'accordo su dare figli adottivi alle coppie. Perché questa discriminazione? E i single? Perché a loro no?
L'adozione alla persona che vuole aiutare un bambino restato senza genitori, se poi è single o in coppia questo è cosa diversa.



Noi stessi
2016/01/31

Ho sentito dire: "Mi alzo presto ogni giorno perché altrimenti mi viene mal di testa". Ogni giorno questa persona punta la sveglia alle 6 e 30 e si alza, persino nel fine settimana.

L'espediente serve a non entrare mai in se stessi, passare dallo stato di sonno a quello di veglia senza passare nello stato di "me stesso".

La meditazione ci insegna che esiste uno stato dell'essere che si pone fra l'attività diurna e il sonno, in quel momento entriamo in uno spazio diverso, uno spazio in cui non dobbiamo fare nulla e possiamo permettere a quel "tutto noi stessi" di emergere, possiamo anche riflettere in questo spazio!

Questa persona teme il mal di testa. Il mal di testa è sempre un "non detto", qualcosa che emerge da dentro noi, ma che non vogliamo ascoltare. E mettendo la sveglia alle 6 e 30 anche la domenica non corriamo più nessun rischio di entrare in noi stessi, certo rischiamo di farci venire un ictus o un infarto o un tumore perché quel nostro lato negato, da qualche parte vorrà esprimersi e se non ha sbocchi esce in malattie.

Molte persone appena sveglie si alzano immediatamente e magari non devono neppure andare al lavoro e comunque che bella scusa il lavoro per non stare in se stessi!

Coraggio, cerchiamo di dedicare un po' di tempo a noi stessi, altrimenti la vita scorre inutilmente.

Le tre amiche
2016/01/14

Un viandante arriva da un saggio Leone e lo interroga così:

C'è una donna ammalata e sola che ce l'ha col mondo, si incontra con un uomo che l'aiuta molto, lei gli concede solo baci perché lui è sposato. Secondo te Leone, lei segue Dio?

No

Poi arrivano a trovare la donna due amiche e una delle due le dice di lasciare l'uomo che la sta aiutando perché questo è sposato.
Secondo te Leone, questa segue Dio?

No

La terza ascolta le due amiche, ma preferisce stare in silenzio.

Ora ti chiedo Leone, chi fra le tre non ha seguito di più Dio?

La terza

Gli occhi del cuore
2016/01/04

Sono in disaccordo con questa cosa del "vedere negli occhi", del "a, un buon libro di carta", sono espressioni identiche di coloro che un tempo dicevano "a, ai miei tempi", "a, si stava meglio quando c'era la guerra".

Ogni manifestazione d'amore è massima e non ha bisogno di strumenti e gli occhi sono uno strumento. In USA i matrimoni di persone conosciute attraverso il web durano di più di quelle formate dagli incontri "di viso". Sapete perché? Perché gli occhi ingannano e il cuore no; il cuore percepisce bene il cuore di una persona che sta a mille chilometri di distanza che ci ha appena chattato. Spesso chi usa troppo gli occhi ha il cuore chiuso.

2015

La sciocca società in cui viviamo.
2015/12/28

Produrre, soldi, crisi, sovrappopolazione, guerre, immigrazioni, inquinamento.

Qualcuno la chiama evoluzione umana, esistono personaggi pagati per fare tutti questi disastri, personaggi pagati per fare i politici che distruggono legge dopo legge, banchieri pagati per rubare tutto quello che possono, amministratori pagati per distruggere ed inquinare e poi ci sono i pecoroni che stanno lì, coi loro pastori pagati per sfruttarle.

Ogni tanto una pecora diventa pastore, ma sono entrambi sfruttatori di questo mondo che va alla rovina, devastato anno dopo anno e nessuno si ferma mai a pensare a riflettere se veramente questa è vita.

Triste tutto questo, ma le pecore non aprono gli occhi, sono lì a brucare il loro piccolo orticello, e hanno paura della pecora vicina: "lascia stare la mia erba", la testa bassa aspettando ineluttabilmente la fine.



Amare verità
Entrai in te e piansi
Non seppi mai il motivo
Piangere non è da uomo
Non ne volli sapere
Continuai il gioco
Lo stesso gioco
degli ultimi dieci anni
Fra noi era così
Non poteva non essere così

Mi svegliai il giorno dopo
Era così presto
E una poesia scrissi
Scrissi del mio pianto
Ormai lontano nello spazio
Vicino nel tempo
Perché piansi nel gioco? 
Non eri più mia
Giocavi per farmi felice
L'amara verità non volli sapere
Mai

22 Dicembre 2015

Babbo Natale
20 December 2015

Le chiese hanno sempre voluto coprire con le loro festività e i loro santi i vari eventi naturali della vita umana. Santificare un essere umano è creare una diversità fra lui/lei e noi, una dicotomia che mina alle fondamenta la religione. Gesù ha dimostrato che ogni essere umano è Cristo, è figlio di Dio, se siamo tutti figli di Dio, non possono esistere i santi, gli esseri speciali. Il sistema dei santi serve a tenerci lontani da Dio: "siete peccatori, seguite i nostri diktat e sarete salvi!".
Così l'umana razza non capisce più Dio e si ritrova peccatrice a perpetrare, secolo dopo secolo, bassezze su bassezze, guerre su guerre, crimini su crimini.

Siamo a Natale ed anche qui la copertura dei santi ha portato inconsapevolezza sul naturale significato di questo momento che è semplicemente la fine di un ciclo: l'anno vecchio, impersonificato da Babbo Natale, lascia il posto all'anno nuovo, il bambino, impersonificato dal bambin Gesù.

Babbo Natale non è un santo, così non può essere santa Lucia a portare i regali (nota 1); rappresenta il ciclo produttivo che finisce, la natura che conclude il suo ciclo e porta i suoi doni (Nota 2). Ogni ciclo produttivo, porta doni, così anche l'anno solare.

I doni quindi li porta Dio e Babbo Natale è Dio e porta doni ad ogni essere umano senza distinzione di razza, di cultura, di età, di sesso, di nulla. Certo li porta soprattutto ai bambini perché noi siamo suoi figli ed il bambin Gesù che molti mettono nel presepe ci rappresenta molto bene nella nostra vera natura di figli di Dio.

Indecisi fra Albero o Presepe o nulla? L'albero è l'asse verticale, il presepe è l'asse orizzontale, infatti il bambin Gesù viene posto sdraiato nella mangiatoia. I due assi sono la croce, simbolo religioso universale, simbolo molto naturale di equilibrio interiore quando i due assi sono vissuti in equilibrio.

Carlo Lopez




Note

1 - Il 13 Dicembre, santa Lucia, non è ancora tornata la luce, la scintilla Yang dell'anno nuovo che coincide invece con il solstizio invernale, quest'anno il 22 dicembre.

2 - Sembra che sia stata la Coca Cola ad inventare il moderno costume rosso di Babbo Natale.
Il consumismo che cerca di riappropriarsi del vero significato dei doni a Natale? Faremo iBabbo Natale 4.0 :)

Altri post pubblicati sul Natale: I



Narnia, una Valle del Tao

Sull'Albero, sul Presepe

http://pioggiaopportuna.blogspot.de/2014/01/sulla-befana-sui-re-magi-sui-tre-centri.html

La Pace

Sulla croce  



La Croce della vita

Gesù e la croce

Sulla vecchiaia
2015/12/03

La vecchiaia è vista male dall'essere umano, "che brutta malattia la vecchiaia" è una frase spesso usata da chi arrivato ad una certa età si ritrova pieno di malanni e acciacchi.

È veramente così? Può la vita essere così stupida da metterci al mondo e poi punirci così? No, perché la vita è un processo di apprendimento e questo è continuo per tutta la vita.

Il decadimento fisico è necessario: cosa impariamo dal decadimento fisico? Impariamo che il fisico è poco importante, ben più importante è la nostra crescita interiore. Senza decadimento fisico non cresceremmo più!

Vi è la primavera della vita, questa stagione arriva sino ai ventiquattro anni, questo è il periodo della crescita fisica, poi vi è l'estate, questo il periodo in cui ci si relaziona col mondo fisico.
A quarantotto anni arriva l'autunno, è tempo ora della trasformazione, della crescita non più sul piano fisico, ma su quello dell'evoluzione interna, spirito, mente. Se adesso non avviene il graduale passaggio, saremo preda di mille problemi fisici perché resteremo attaccati ad un piano che non è più il nostro e non crescemo più. Dai quarantotto anni qualsiasi problema fisico vi deve portare a pensare che state sbagliando qualcosa, che è ora di cambiare e la vita ci propone una crescita di tipo diverso dove la spiritualità, la comprensione della vita stessa, la comprensione di se stessi ad un livello profondo diventano di primaria importanza. Non che non lo fossero anche a vent'anni, ma a quell'epoca l'aspetto fisico viene meno toccato dagli errori di vita.

Per fortuna il corpo invecchia! Se non fosse così non avremmo speranze di evolvere, saremmo sempre eterni giocatori di tennis, il mondo non avrebbe nessuna spiritualità, non vi sarebbe saggezza.

Ah, mi direte che invero il mondo sembra una palestra di estetica? Che ormai ogni attrice ha le labbra rifatte e che tutti usano dissennatamente il botulino? E che di saggezza se ne vede ben poca? Si, è vero, questo succede perché siamo soverchiati da falsi ideali, abbiamo paura di accettare noi stessi, la vecchiaia è mostrata triste e solitaria. Cambiamo, se comprendiamo le stagioni della vita cambiamo noi per primi, e questa comprensione porta ad un mondo migliore, il botulino no.

Un tempo il teatro greco usava le maschere, maschere che esprimevano stati d'animo, paure, situazioni emotive, queste maschere moderne sono tristi, tutte uguali a se stesse, uccidono la vecchiaia.

Poesia per me
Scriver di donne? 
Lontane sono ora.

Scriver di te? 
Il pensier si accalora
Ma troppo lunga la nostra storia.

Scriver di chi? 
Di nessun ho memoria.

Forse di me?

Ai, son rimasto solo io
qual cialtron pomposo...

Ma ogni tanto d'amor per sé
è d'uopo pasciarsi.

27 Novembre 2015

Sul perdono
2015/11/27

Ci si fa male col matrimonio, con i rapporti di coppia. Ci hanno insegnato, genitori, società, chiesa che è giusta la famiglia e noi viviamo convinti di questo e quando è tempo di cambiare restiamo intrappolati e non sappiamo che fare, mogli, mariti, compagni, figli, genitori cominciano ad odiarsi e stanno male e cercano all'esterno qualcuno che li comprenda e finiscono col vivere sdoppiati o arrivano ad una nuova relazione, famiglia.

Ogni volta che la chiesa, lo stato insiste sulla bontà della famiglia, sulla indissolubilità della stessa, sulle facilitazioni a suo vantaggio, la mente delle persone viene imprigionata sempre più dall'ideale della famiglia e si intrappola in un meccanismo mentale che non è libertà dell'essere, comunione fra persone.

Eppure la soluzione c'è, ed è il perdono dell'altro, un perdono liberatorio, un perdono che lascia andare nella propria mente tutte le energie ed i pensieri che si bloccano nel tenere l'altro rinchiuso dal nostro odio.

Capire la potenza del perdono è difficile, troppo zuccheroso l'atteggiamento che la chiesa e lo stato di riflesso, succube del suo modello, ci ha inculcato nei secoli senza neppure dare il buon esempio, anzi la chiesa è tuttora un esempio di rapporti umani di odio e non perdono.

Consiglio vivamente il perdono soprattutto per chi è malato, la malattia è sempre un non perdono e si guarisce perdonando perché ci si libera energeticamente.

Fate così, se sapete chi non state perdonando, sentite che lo abbracciate e restate così finché una luce fra voi non si accende.
A volte ci si nasconde chi dobbiamo perdonare, magari sono i genitori o è un'amica o è una persona che neppure ricordiamo, il non perdono può restare annidato nella mente per decenni: scovate chi dovete liberare, usare la mente per liberare la mente e magari perdonate anche voi stessi!

Buon perdono e buona guarigione.

I Saggi antichi
2015/11/17

Tempi difficili, il radicalismo religioso islamico è alle stelle: vietato ascoltare musica che provenga da strumenti e che non sia religiosa. Io che ascolto i Draconian sono come tutti da eliminare.
Da noi le cose negli ultimi decenni vanno meglio, i preti alla fine accettano che esistano persone che non la pensano come loro, eppure alcuni, ancora tengono le liste inviate loro dalla Chiesa delle "cose del diavolo" e, Shiatsu, Tai Chi, spesso rientrano in questo elenco. Il mio mestiere è insegnare Tai Chi!

Come scrissi tempo addietro per diventare veramente religiosi bisognerebbe abolire le chiese perché Dio ama il Tai Chi, Dio ama la musica, anzi Dio è Tai Chi, Dio è musica.

Dio è energia, è quell'energia che ci tiene vivi, la musica è energia, dà sensazioni energetiche, smuove chi è assopito, chi non c'è nella vita, il Tai Chi fa la stessa cosa, smuove l'energia, ci apre, richiama Dio in noi, ci dà consapevolezza.
L'imam e il prete vorrebbero tenerci senza energia, ogni cosa che dà energia per loro è peccato, il prete e l'imam vogliono allontanare Dio da dentro di noi, ci vogliono morti anzitempo, il prete e l'imam sono dei parassiti, odiano Dio, odiano il mondo che Lui ha fatto, lo detestano. Vi sono tanti preti e vi sono tanti imam, sono tanti perché gli esseri umani danno loro ascolto, danno loro retta. Toccare, ascoltare musica, vivere, respirare sono peccato e miliardi di persone credono loro e danno loro potere, li rendono forti.

La nostra consapevolezza è ancora poco "umana", abbiamo dogmi che le chiese ci inculcano e così non possiamo vivere "noi" le nostre vite, non possiamo fare i nostri sbagli naturali e così tante persone vivono poco e male. Devi fare questo, devi fare quello, devi essere al servizio dei genitori, del marito, della moglie e non si vive la propria vita, la vita che Dio vorrebbe per noi.

I saggi antichi non erano preti, ne imam, i saggi sanno che non sarebbero saggi se fossero dentro una casta, se fossero chiusi in una struttura di pensiero che pensa per loro; il saggio vuole pensare, vuole pensare con Dio. Non troveremo un saggio dentro una chiesa, confessori dei "nostri" peccati, si, ma saggi che sanno farsi sentire il sorriso di Dio perché hanno il cuore aperto, no.

La spada che fu riforgiata
2015/11/12

Oggi dovevo far di conto, pagare bollette e segnare i nostri associati. Non l'ho fatto, mi sono steso a scrivere sul mio taccuino. Un bel taccuino, portentoso, un pozzo dove tutto entra e resta. Una app per il mio cellulare Android, la app si chiama Workflowy e ve la consiglio vivamente.

Ora scriverò sulla spada. Antico strumento di morte, risuona il detto: chi di spada ferisce, di spada perisce. Un monito ben preciso, la spada non deve ferire. Perché allora nel Tai Chi pratichiamo la spada? Avevo un tempo un allievo pacifista che non voleva avere a che fare con le armi, sentivo che bloccava all'interno ogni aggressività e l'impugnare una spada anche di legno, sarebbe stato troppo per lui, rischiava di usarla per ferire, le sue pulsioni trattenute potevano esplodere.

Tenere dentro non va mai bene, questa energia, se non esce, ci causa danni, danneggia noi stessi, ci colpirà da qualche parte, ci ammaleremo. D'altronde chi di spada ferisce, di spada perisce... Chiunque usi violenza finisce prima o poi male e vive male.

Ed allora come fare?

Ci viene in aiuto il nostro amico taoista Semola, il protagonista del film di Walt Disney, la Spada nella Roccia. Qui tutto trova una spiegazione.

La Spada è usata male, energumeni bellicosi, assetati di potere, (chi riesce ad estrarla diventa re), cercano di togliere la spada dalla roccia. Questa non si muove, non può muoversi se si usa la forza muscolare per tirarla.

La nostra società non ha capito questo, lo sport, la conoscenza fisica è tutta incentrata sui muscoli, sul loro uso, sulla loro conoscenza. I nostri allievi che affrontano gli esami stabiliti dall'ente sportivo preposto al rilascio del loro diploma di Insegnanti di Tai Chi e Qi Gong, sono costretti a studiare i muscoli, i loro nomi, come tonificarli, come essere dotati di bei muscoli pronti all'azione.

Li si sta invitando ad usare la spada per ferire.

La Spada nella roccia non si limita a mostrarci l'aspetto stupido dell'uso della spada, non tutti i personaggi che cercano di estrarla hanno le spalle larghe e la vita stretta, uno, Semola, è esattamente come il suo nome, ancora ragazzo, è mingherlino, senza un muscolo. Arriva alla roccia e senza alcuno sforzo estrae la Spada e la porta in alto. Meraviglia, nel film il cielo si apre, la cupezza sparisce, appaiono i raggi del sole, i raggi della vera conoscenza e si sente una musica celeste.

Quello che avviene non è un miracolo, Semola si è preparato a questo evento, non ha certo studiato i muscoli, non sa neppure cosa siano, eppure diventa re.

Nel film Semola dice di non averne, Merlino chiede ... e come fai a muoverti? E poi ammette ... quelli bastano.

Mi sovviene l'immagine della mia allieva più anziana. Beatrice ha quasi 90 anni e lei a lezione è solida, centrata. Un paio d'anni fa cadde all'indietro urtando un ostacolo, tutti fummo sgomenti, ma lei si rialzò in un attimo e ci chiese perché la guardassimo così. Invece di studiare i muscoli ha praticato Tai Chi col suo insegnante dal 1991, per quasi 25 anni ed è diventata Semola, ha appreso a fondo i principi della Spada. Lei non trattiene dentro e non usa la spada per ferire. La usa per stare bene, per godere della vita. Un altro episodio. Andrea Capriotti, esperto conoscitore di varie arti marziali, capace di rompere tombini di ghisa persino con la testa, venne da me ad imparare Tai Chi. Lo misi con Beatrice allora giovane settantacinquenne. Lui vedendo che lo inserivo in un gruppo di nonnine resto molto perplesso e un po' offeso. Durante il Qi Gong, Beatrice notando che Andrea non riusciva più a tenere in posizione le braccia, si girò verso di lui dicendogli, Andrea, prova a rilassare le spalle. Andrea colse l'insegnamento di Semola e continuò Tai Chi a lungo.

Nel film possiamo carpire i segreti di Semola, osserviamoli. Ha un maestro, questo è necessario, ma se si vuole apprendere un maestro arriva e Semola è fortunato, trova un maestro Taoista, niente meno che il mago Merlino. Per Merlino Semola è importante, lo ha aspettato, ora ha il materiale su cui lavorare, per gli altri, Semola è nessuno, buono per fare lo sguattero, al limite per fare da scudiero al fratellastro, un energumeno pieno di muscoli, muscoli che sicuramente conosce bene.

Cosa apprende Semola?

Impara i tre mondi in cui viviamo, diventa pesce e impara a fluire nel mondo dell'acqua, impara a gestire il Tan Tien inferiore, la pancia.

Poi conosce il mondo dell'aria, diventa uccello, il Tan Tien superiore, la testa, impara a volare, impara che la mente umana deve saper volare.

E poi apprende l'uso del Tan Tien del cuore, diventa scoiattolo e conosce una scoiattola che si innamora di lui.

Testa, Cuore, Pancia, ora è completo.

Vi starete chiedendo cosa c'entra questo con la Spada? I Taoisti ben sapevano che la Spada è la nostra colonna vertebrale, Semola ha allineato testa, cuore e pancia, ora è un'unità completa, il diaframma si apre come un mantice e l'energia fluida gira. Semola non è più Semola, ora è un re, re Artù.

Abbiamo nel Signore degli anelli un altro esempio, il ramingo Aragorn riforgia la spada che fu spezzata e diventa anche lui re. Ognuno di noi ha la spada spezzata, la nostra colonna vertebrale è disassata perché ogni nostro centro va per conto suo, la testa vuole una cosa, la pancia un'altra e il cuore un'altra ancora.

Gli energumeni che usano i muscoli hanno la spada spezzata, ecco il significato della Spada che è nella roccia, usano i muscoli per tutto quel che fanno. Semola no, usa testa, pancia e così riesce anche a mettere il cuore mentre estrae la Spada:  il cielo si apre a lui.

Per finire osserviamo l'immagine della spada, quando è nella roccia l'impugnatura è in alto, il baricentro, che si trova ad un terzo dall'inizio dell'impugnatura, è in alto. Si usano le spalle, l'impugnatura è nel collo, il baricentro nel cuore lo appesantisce, la vita pesa. Semola gira la spada, mette l'impugnatura nell'osso sacro ed il baricentro della spada torna al suo posto naturale, nella pancia.

In questi anni ho un debito di riconoscenza verso Semola, lo ringrazio e mi chino a lui Maestro. Verso Merlino ho solo un appunto da fargli, se usato un Leone invece dello scoiattolo per l'apprendimento del cuore sicuramente Ginevra avrebbe amato Artù e non Lancillotto.

Halloween
2015/10/28

Halloween piace e non piace. Molti snobbano questa festa, la si definisce un'americanata.
Nella vita c'è bisogno di consapevolezza, di fuoco direbbe un taoista, un fuoco nella Valle della vita, nella Valle del Tao.
La consapevolezza ci induce a domandarci perché c'è Halloween. Anche da noi abbiamo due giorni festivi, Ognissanti e la giornata dedicata ai morti, l'1 e 2 di Novembre.

Le giornate si accorciano, è tornata l'ora solare, fa buio presto e farà sempre più buio, i bambini hanno paura del buio; gli americani sono un popolo pauroso e per scacciare la paura hanno inventato Halloween. Dolcetto o scherzetto? Una formula allegra che pacifica il terrore dello Yin, della morte dell'anno.

Noi siamo più "antichi", Halloween qui si chiama "Tutti i morti", accettiamo più facilmente l'accesso che avviene in questi giorni, la porta, verso l'interiorità della vita.
La notte di Halloween è un momento energetico particolare: accogliamo la richiesta della natura di un po' di interiorità, di ascolto, di consapevolezza di noi stessi e fermiamoci ad udire il buio della notte che cala fra Ottobre e Novembre.

Nato stolto
Sei nato, non sei morto
Mai sei morto perché neppure te ne accorgi
Ridi della via allora
Non puoi morire
Ed allora, che paura puoi avere mai?

Gli stolti si occupano dei soldi
Non sanno loro che c'è chi provvede a tutto
Aspettano la morte raccogliendo a più non posso
L'amore passa loro accanto
Mai lo vedono
Ai, ai
Svegliatevi o voi stolti!
O voi si che morrete: mai siete nati!

24 Ottobre 2015

L'istante
2015/10/24

Si nasce ogni giorno? 
No
Si muore ogni notte? 
No

Non c'è nascita
Non c'è morte

Ogni cosa è un attimo
Un istante d'amore


Dopo 30 anni, incontro con un maestro
2015/10/15

Eccomi qui, trentanni dopo. Era il 1985 quando incontrai il maestro. Praticavo Tai Chi da un paio di anni, il mio insegnante era un uomo taciturno e alquanto burbero, a lezione per lo più restava seduto ad osservarci. Ero finito in una classe più avanzata di me al Pime in via Santorre di Santarosa a Milano, copiavo entusiasta i movimenti della forma di Tai Chi Chuan dei miei compagni. Stavo fermo in Qi Gong davanti al maestro, era Ermanno Cozzi, per noi un mito, spesso si recava ad Hong Kong direttamente a casa del Grande Maestro Yang Sau Chung, figlio maggiore del leggendario Yang Chen Fu.
Le poche volte che faceva la forma con noi i nostri sguardi spiavano ogni suo gesto: ricordo ancora la fluidità assoluta della sua forma, dopo trent'anni non ho incontrato nessuno più fluido. Era però alquanto parco, io, avido di qualsiasi cosa riguardasse il Tai Chi Chuan mi recavo alla libreria Hoepli di Milano ad ordinare testi provenienti da oltre l'Oceano, speranzoso di insegnamenti e notizie riguardanti la mia appassionante arte. Libri poi inutili, forme strane, consigli persino errati (non perdete troppo tempo a seguire i libri di Tai Chi e Qi Gong).

Un giorno, su un muro del Pime vidi un foglietto minuscolo: stage del maestro Chu King Hung, discepolo di Yang Sau Chung. Ecco! Che fosse in Germania a me e alla mia compagna di corso Tiziana Ottoni poco importava, era anche carissimo, da pagate in costosi marchi tedeschi. Facemmo richiesta di partecipazione e il responsabile della Itcca tedesca, Frieder Anders ci accetta allo stage.
Partiamo pieni di entusiasmo, e pieni di timidezza per la nostra pratica ancora inadeguata, ero al secondo anno, non conoscevo ancora tutta la forma.
Passiamo la Svizzera, entriamo in Germania, ecco Lindau, bella cittadina sul lago omonimo, ci addentriamo per pochi chilometri nella campagna bavarese, ecco il posto, la Humbold House, immersa nella natura, struttura bassa, costruita per ospitare stage, un posto incantevole. Frieders Anders ci accoglie, completiamo l'iscrizione, mi viene mostrata la bella camerata dove dormirò su un letto a castello, giusto il tempo di cambiarsi, alle 15 inizia la prima lezione, correzione della forma. Mi avvio con la mia inadeguata tuta grigia in mezzo a tedeschi molto più in tema nelle loro divise da Tai Chi scure con polsini e colletti bianchi. Ecco la luminosa sala ed ecco, silenzio, entra il maestro... Che meraviglia, comincia a spiegare tutto, in due ore ho compreso i miei due anni di Tai Chi e ho capito che i maestri cinesi parlano contrariamente a quel che Ermanno Cozzi soleva dire.
Esco dalla mia prima lezione col maestro Chu entusiasta e mi siedo nel locale adibito a caffetteria, ero ignaro di quel che mi stava per capitare, vi entra anche il maestro, sudo freddo, non c'è nessun altro li dentro e si compie quel che mai mi sarei aspettato: Chu King Hung si siede al mio tavolo e mi rivolge la parola nel suo stentato inglese di allora. Letteralmente sudo freddo, mi chiede da dove vengo, la mia timidezza mi paralizza, blatero qualche scusa e scappo in camerata a nascondermi nel mio piccolo quadernetto che sarà riempito di appunti dello stage.



Era il 1985, ora sono qui, trent'anni dopo, in una camera del residence dove il maestro riceve e istruisce  i suoi insegnanti. Non ho più quella tuta grigia, ho parecchie belle divise, ho fatto anche carriera, ho seminato tutta l'Italia per il maestro portandogli molti frutti, diventando suo discepolo, ho mangiato con lui innumerevoli volte senza più fuggire dalla sua presenza, adesso ho la mia strada da percorrere, il proseguimento della strada che lui ha portato a compimento, la stessa strada che Yang Sau Chung aveva compiuto e presa dal padre, il quale a sua volta l'aveva iniziata con la seconda e prima dinastia della famiglia Yang, una strada ancora più antica, erede dei millenni passati, erede dei primi taoisti.
Forse non ringraziai allora il maestro per essersi seduto con me, per aver divulgato il suo sapere, ora è il momento di farlo, grazie maestro.

Tai Chi e medicina
2015/09/20

Ecco un articolo del The Guardian, pubblicato il 17 Settembre 2015, sui benefici del Tai Chi e del Qi Gong sulle persone anziane.

Anno dopo anno innumerevoli articoli, migliaia di studi medici sui benefici ad ampio spettro sulla salute degli esseri umani di questa antica arte.
C'è stupore da parte della comunità scientifica, negli ospedali, medici e paramedici si ritrovano per consultarsi sulle proprie esperienze di pratiche alternative e cercavo di capirne la portata e come introdurle nelle proprie strutture. Si scontrano però con la burocrazia medica, servono prove scientifiche sulla efficacia e le chiedono al Tai Chi. Questa è una visione miope, è il medico l'esperto in scienza medica, è la medicina che deve spiegare perché il Tai Chi, il Qi Gong e altre pratiche del benessere fanno bene.
L'insegnante di Tai Chi svolge un'altra funzione, insegna Tai Chi, Qi Gong, Meditazione. ne trasmette gli aspetti energetici e di movimento, ha cura del benessere dei suoi allievi, lo fa con la metodologia che gli è stata insegnata, non si sposta su un piano, quello medico, di cui non ha né competenza, né interesse, sa che il Tai Chi fa bene, lo sente su se stesso e trasmette questo.

Il Tai Chi non ha bisogno della medicina, la medicina ha bisogno del Tai Chi, questo dovrebbe essere compreso, sia da quegli insegnanti che sentono la necessità di doversi giustificare dando "prove" mediche dell'efficacia del loro insegnamento, sia dalla medicina che è ancora miope su come funziona l'essere umano nella sua intierezza.

La Valle dell'amore
2015/09/12

Facendo l'amore è bene che la donna arrivi senza indugio al suo orgasmo. Quando questo avviene deve tenerlo aperto, lungo e deve rimanerci. L'uomo naturalmente deve fare l'opposto, il suo orgasmo deve arrivare alla fine del rapporto amoroso. Se vi arriva troppo presto priva la coppia del naturale godimento e dello scambio energetico necessario all'amore. Procrastinare l'orgasmo è una tecnica che si impara, e fa si che il rapporto rimanga in una Valle, passiamo chiamarlo la Valle dell'orgasmo, uno stato di benessere, di piacere continuo, in cui i due partner si confondono fra loro e diventano uno.

La donna deve assolutamente evitare di far venire l'uomo, purtroppo ci sono donne che hanno questo come scopo, è un meccanismo più o meno inconscio di "appropriazione dell'orgasmo maschile", di potere, ma porta solo al termine del loro stesso piacere.

L'uomo col tempo può imparare ad avere un "orgasmo interno". L'orgasmo esterno della donna avviene con la stimolazione del clitoride, quello interno della vagina, l'orgasmo dell'uomo è un orgasmo esterno e si può imparare ad avere un orgasmo interno senza emissione del seme molto simile a quello della donna: è questione di ascolto, si accorgerà così che avvengono degli apici nel rapporto che possono essere prolungati e intensificati sino ad avere questo orgasmo interno.

Non è bene cambiare spesso posizione, non si può fare l'amore stando in testa. Chi è in testa ama fare cose strane, cambiare posizione spesso, fantastica, si spinge verso la pornografia e cerca molte altre cose inutili. È un problema della nostra società l'essere in testa, ma conduce a rapporti frettolosi e generalmente insoddisfacenti. È possibile imparare a "scendere": piano piano, durante il rapporto, eliminate il bisogno di altro, concentratevi sul vostro piacere e sul partner, aprite il corpo e respirare, entrare nella Valle dell'amore e sarete entrati in uno stato di meditazione e meditazione è benessere, salute e gioia.

La mente che mente
2015/09/01

La mente mente. È bene tenerla ferma, raggiungere l'immobilità della mente: solo a questo punto si entra in uno "spazio" dove la vita è vita, dove l'energia ci inonda e ci cura, dove esiste sanità e la mente non è meschina a soppesare i pro e i contro di ogni nostra azione, dove i soldi la fanno da padrone perché li siano schiavi della paura.

Come tenere immobile la mente? La meditazione aiuta, ci sono innumerevoli tecniche, dal respiro alla percezione energetica, dalla visualizzazione della Valle al movimento lento del Tai Chi; lo scopo è lo stesso, fermare la mente ed entrare nello spazio sacro dove siamo uno col Tao, con Dio.

Neppure la meditazione basta, ci deve essere un desiderio continuo, una voglia di esser lì, di esser tutt'uno, mente, corpo, energia, di esser fermi nell'istante sacro dove non ci si sposta nel passato e dove non si scivola nel futuro.

La gola può essere un buon punto di ascolto, nella nostra società è molto chiusa energeticamente. Testa e cuore separati.
Fermo a sentire l'energia della gola, davanti e dietro, aspetto la guida energetica, il Qi, il Prana in Oriente, lo Spirito Santo in Occidente; quando sento il movimento energetico, ecco, ascolto immobile e realizzo.
Il mento si scioglie, non mento più a me stesso come nella mente che mente avviene, ma ora la Mente mi culla nel suo abbraccio vitale.

Se scappiamo via, deve esserci consapevolezza, non lasciamo ai nostri pensieri il consueto dominio di noi, fermiamoci ancora, ritroviamo il miele dell'esser fermi, fra le due sponde del respiro, di nuovo a casa.



Le carte dell'individuo: La spugna
La spugna assorbe, si gonfia, si gonfia. Trattiene a fatica ciò che ha assorbito e così può dare, basta poco, una stretta della mano e la spugna dà tutto ciò che ha, restando senza nulla, restando spugna.

Assorbe e dà, assorbe e dà, è sempre se stessa, sempre spugna, qualcuno, con una visione meschina può accusarla di prendere a più non posso, ma subito gioiosa dà via quel che ha preso ed è dunque generosa, prende a chi ha e dà a chi non ha, novella Robin Hood.

12 Agosto 2015

Giochi di sabbia
2015/08/02

Il mondo reale è come la sabbia, puoi costruire tutto, anche la cosa più bella, ma prima o poi torna sabbia e noi ce ne andiamo senza neppure un granello di questa sabbia.

Ciò che l'ego costruisce con immani sforzi non è null'altro che un gioco di bimbi, pur tuttavia questi si divertono!

Quanti castelli di sabbia inutili.



Nera
2015/07/15

Nera come la notte
Pelle vellutata
Sulla mia scivolava
Caldo dei nostri cuori
I respiri erano pronti
Prudenza pensasti
E l'amor lasciasti

La puntina e il solco
2015/07/08

Una puntina è essenziale che passi sul solco di un disco affinché possa riprodurre musica.
Questo binomio Yin Yang lo ritroviamo in miriadi di cose: sto scrivendo col mio smartphone queste parole, musica più o meno bella, strisciando il mio dito, la puntina, su una tastiera, il solco.
Una mano che sfiora la pelle, una bocca che bacia, un pene in una vagina sono tutte puntine a contatto col solco che suonano musica. Il risultato del contatto materiale è centuplicato energeticamente!

Si ha paura dell'energia, chiese e materialisti ne han paura, la musica va in profondità.

Le famiglie, i gender
2015/06/25

Non sono molto per la famiglia, chi vuole sposarsi, lo faccia, ma si vive assieme bene anche senza matrimonio, anzi, sposati scattano meccanismi inconsci strani e credo che le coppie sposate durino, nella nostra epoca, meno di quelle non sposate.
Se siete in linea con chi incita al "family day" o similari, ricordiamo che i principali promotori di tali manifestazioni, sono tutti sposati più volte. Kiko, il capo dei neoeucumenici che hanno promosso il recente family day sostiene che la colpa delle violenze sulle donne è della stessa donna che lascia il marito per un'altra donna ed il malcapitato si trova disperato perché non ha conosciuto Dio che lo avrebbe salvato dall'angoscia dell'abbandono. Invero sembra che Kiko dica che lo stesso succede alle donne quando l'uomo se ne va. Non si sa perché la donna voglia andarsene con un'altra donna e non con un'altro uomo. Il pensare di Kiko non ha consapevolezza, basta fargli notare cosa hanno fatto i preti pedofili della chiesa: loro hanno Dio, eppure fanno ben di peggio di una donna che lascia il compagno.
Se due vogliono sposarsi liberi di farlo, ci vuole libertà, non possiamo mai imporre la nostra volontà. C'è una regola, lasciare liberi tutti a meno che la mia libertà non vada ad intaccare la tua, è una regola taoista, è una regola che a Dio piace. Due maschi vogliono sposarsi? Bene, è una loro scelta, se poi io non lo farei perché non mi sposerei neppure, questo è un mio problema.

C'è il problema dei figli, una coppia gay vuole dei figli? Su questo persino le coppie gay non sono d'accordo, Dolce e Gabbana hanno espresso parere contrario. Io penso che un bambino piccolo stia meglio con un essere umano che lo curi e allevi piuttosto che in un orfanotrofio, darei la possibilità al singolo di avere figli adottati, non alla coppia. Se poi il singolo è in coppia, questo può essere un di più. Quindi terrei la definizione madre e padre, e non genitore 1 e genitore 2 che è orribile. Affidando ad un singolo si può mettere madre o padre. E comunque in una coppia gay sia maschile che femminile c'è sempre uno che ricopre più un ruolo e l'altro l'altro.
Purtroppo si usano i figli per i propri scopi narcisistici, ma questo succede in tutte le famiglie, genitori che vogliono figli come supporto, per uno scopo nella vita. Si dovrebbe essere completi in sé prima di avere figli, poi quando i figli crescono si paga sempre lo scotto perché non si è lavorato su di sé e resta il vuoto che può portare anche a malattie gravi.
Se poi i figli non arrivano, credo sia giusto fare un lavoro su di sé prima di usare tecniche non naturali, perché se non arrivano, una parte di sé non li vuole, è contro; l'inconscio esiste, va compreso, cercare le cause del proprio non volere figli può aiutare ad averli. Anche solo fare cose per sé può aiutare, ad esempio molte coppie ritenute sterili o con gravidanze a rischio facendo Qi Gong e Tai Chi hanno potuto avere figli in maniera naturale.
Comunque vale la regola della libertà altrui per cui, ognuno faccia figli come meglio crede.

Noi non nasciamo mamme come non nasciamo papà, noi nasciamo e restiamo esseri umani. Esiste una seconda legge, quella dello Yin e Yang, l'essere umano, come tutte le cose è Yin e Yang, ha un aspetto maschile ed un altro femminile, chi nega ciò è un integralista, si scinde e all'esterno di sé vede la sua parte negata, il diverso. Ad esempio, il classico macho nega la sua parte femminile, la cerca all'esterno. Questo spiega anche perché si può preferire un uomo o una donna, dipende da quale nostro lato ha bisogno di svilupparsi.
Per la regola dello Yin e dello Yang esistono donne ed esistono uomini, ma ognuno resta invero essere umano, in secondo ordine è donna o uomo.
Retaggi di una società malata dei secoli passati hanno fatto sì che essere madri abbia preso il posto di essere esseri umani. Mamme, non mamme, ricordate, siete in primo luogo esseri umani, se siete mamme o non lo siete, nulla cambia, non siete meglio o peggio.

In conclusione, direi a tutti i benpensanti e religiosi di rispettare sempre la regola della libertà altrui, Dio ama tutti in ugual misura e metterei in guardia da aspetti troppo narcisistici, la regola per tutti è seguire l'amore, Dio desidera questo.

Wakan Tanka, ovvero Dio
2015/06/17

Non possiamo non tener conto del concetto di Dio nella nostra vita. Quando c'è sofferenza, malessere o quanto altro che ci affligge, abbiamo perso Dio.
Non c'entra l'appartenenza ad una religione o ad un credo, c'entra il proprio rapporto con Dio.
Molti non amano la parola Dio, la Chiesa l'ha fatta detestare con la sua miseria, epperò Dio non c'entra nulla con la Chiesa, Dio è una esperienza personale, possiamo chiamarlo Tao, Allah, Manitù, Jahvè, il Grande Spirito, non ha importanza.
L'equazione è semplice, o io o Dio. L'umano vive facendo tutto da sé, sforzi su sforzi per arrivare da nessuna parte, con la schiena dolorante e infelice. Vuole essere Dio, vuole risolvere ogni cosa da solo. Lasciamo questi compiti faticosi a Dio che in quanto Dio non fa certo fatica a farli!

L'uomo

2015/06/13



L'uomo dicono sempre.
Anche le donne dicono uomo.

E le donne dico io?

Uno sguardo vuoto percorre...
L'uomo?
Si intende anche la donna, replicano.

Ah! Faccio io.

Sul lavarsi i denti
2015/06/11

Non piegatevi in avanti, così facendo chiudereste la bocca ed i denti si serrano.
Invece, alzate la testa, aprite per fare questo le costole sul davanti, alzate il petto e così la bocca si schiude ed i denti si aprono in maniera naturale.
Una persona mi disse che in codesta maniera avrebbe schizzato lo specchio; può aver ragione, ma lavarsi i denti come propongo è più gioioso e più sano, magari potete provare a farlo da seduti, è una ottima soluzione.
La scelta è fra amare i propri denti, quindi amare se stessi o odiarli. La rabbia chiude il petto ed i denti si stringono mettendosi in una posizione non naturale, di notte così si digrigna, aprire è la soluzione.
Quando vi accorgete di avere problemi ai denti considerate che state dando colpi ai vostri denti perché siete troppo duri, fermatevi e portate loro energia con l'apertura, i denti vi ringrazieranno e torneranno a funzionare!

She
She

2015/06/07

Long years passed
The sea between us
A whisper of the wind
Words in my back
Coming from nowhere
I knew was you

7 Giugno 2015

La Valle

2015/05/27



Dentro la Valle, dentro se stessi.
Finalmente fermi in noi.
Una Tigre improvvisa, un Cervo che guarda.
Rumore di ali, onde misteriose.
Una grotta per riposare, una foresta che disvela.
Profondo il nostro essere.
Nessuno lo sapeva, noi neppure.



Tai Chi
2015/05/27

Un fiore nasce, cresce e muore.
La sua bellezza resta nell'essere un fiore.
Una breve brezza ondeggia i suoi petali.
Il Tai Chi ci fa tornare noi stessi.
Ondeggiamo lenti, sospinti dalla brezza della vita.
Incuranti dei falsi problemi che ci siamo costruiti.
Ora siamo quei fiori dai mille colori.

La Croce della vita
2015/05/24

La vita ha due assi, uno orizzontale ed uno verticale.
La vita quotidiana si svolge sull'asse orizzontale, l'asse della superficie. Da un lato il lavoro, dall'altro lo svago, il piacere. Un binomio Yin e Yang. Il segreto della vita è comprendere il punto centrale, l'incrocio dei due assi.

Più si lavora e più si cerca piacere. Agogno un viaggio in isole o terre remote, ma più l'agogno e più mi sposto dal centro e più significativa è la mia alienazione dalla realtà e l'asse comincia a ballare, come una bilancia impazzita.

L'asse verticale è l'asse della profondità, i popoli orientali nel passato erano orientati su quest'asse, i monaci zen, l'adepto taoista, lo yogi, entravano in stati di vita profonda con la meditazione, a volte talmente profondi che non si muovevano più. È lo stato dell'immobiiItà, contrapposto allo stato del movimento rappresentato dall'asse orizzontale.

Viviamo ormai di quest'asse, il movimento globale, la comunicazione globale, il terzo occhio sempre aperto che fagocita, che mangia tutto. Polifemo con il suo gigantesco, unico occhio, ben lo rappresenta. Ulisse è il grande saggio occidentale che riesce a "chiudere" il terzo occhio e si centra.
Centrarsi, cioè avvicinarsi all'interazione dei due assi senza più oscillare paurosamente di qui e di là come stiamo facendo.

Il Tai Chi rallenta, ci porta più verso il centro, ci aiuta a capire la necessità di avere un asse verticale nella nostra vita, il saggio, l'illuminato non si sposta più dal centro della croce.

Comunque lieta
2015/05/14

Sopra di te
Sopra di me
A lato
Comunque lieta

Rumor di sciacquio 
Eccitante
A fondo
Ecco, ora eravamo profondi
E tu
Comunque lieta

Ruggiva Leone
Quattro ruggiti
Tormenti d'amore
Svaniti nel nostro respiro
Dovetti uscire da te
Restasti
Comunque lieta

Sul respiro
2015/04/10

Nasciamo ispirando, moriamo espirando, Yin, Yang, un ciclo, la vita è un ciclo completo.
Durante tutto l'arco di questa vita ci portiamo sempre con noi il respiro, non nasciamo con soldi in tasca, questi vanno e vengono, sono episodici, così come lo sono tutti i beni, i possessi. Di questi alcune persone ne hanno di più, altre di meno, ma tutti abbiamo il respiro. Siamo tutti esseri umani perché respiriamo, è questo che ci rende vivi, è questo che ci accomuna col tutti gli esseri sulla terra, animali, vegetali.

Il respiro è l'unico atto nell'essere umano che è sia involontario, sia volontario, ma se è volontario, perché lo è? Ve lo siete mai domandati?  La risposta è semplice, perché ci è stata data la possibilità di respirare, di respirare come vogliamo, di far entrare l'aria che vogliamo.
Si dice, "il respiro è vita", ma quante volte al giorno ci accorgiamo di respirare? Per nostra fortuna è anche un atto involontario, altrimenti la terra sarebbe spopolata, siamo troppo occupati nella nostra vita per respirare. Se poi ci si ammala, non c'è da stupirsene, ci siamo dimenticati di respirare.

Per respirare a fondo dobbiamo usare il diaframma. Cosa è questo? Milioni di persone vivono e respirano senza saperlo. Il diaframma è la componente fondamentale del respiro ed espleta molte funzioni importantissime: tosse, voce, canto, vomito, parto, un tempo ne ho contate una ventina. Se non sapete cos'è il diaframma, sbadigliate, si stenderà, fra cassa toracica e stomaco, verso i fianchi e dietro sui reni.
Quando respirate non prendere l'insana abitudine che ormai tante pratiche insegnano: non ispirate gonfiando la pancia, questo tipo di respiro taglia, blocca il diaframma. Ispirate facendo salire e aprendo il diaframma e suggete dall'ombelico, né più, né meno di come facevamo nella pancia della mamma.

Se volete capire bene il meccanismo, smontate una pompa della bicicletta, all'interno ci sarà una membrana adibita al risucchio dell'aria, il diaframma. L'aria entrerà ed uscirà da una parte, ma lo stantuffo che aspirerà l'aria si troverà dall'altra parte, come naso ed ombelico.

Se poi volete veramente comprendere bene tutto il meccanismo del respiro, prendete un bell'ombrello, l'ombrello è identico al respiro, ne ha ogni componente.

Gli ammalati hanno giovamento da una sana respirazione, non solo per l'apporto di ossigeno al sangue e per il potente lavoro del diaframma sugli organi interni, ma il respiro influisce sugli stati dell'essere: un depresso non respira, non ha voglia di inspirare, non ha ispirazione. Chi ha paura non esala, ha paura della morte.
La sanità sempre si accompagna al respiro.

Buon respiro, buona vita.

Le carte dell'infinito: la Pasqua
Morti ammazzati dappertutto, corruzione, malaffare. A leggere un giornale si capisce che non siamo messi bene; eravamo una generazione post guerra e ci eravamo abituati bene: pace, pace per lunghi anni nelle nostre terre.
L'ulivo è simbolo di pace, si dona un ramoscello d'ulivo, un segno di pace, ma gli ulivi millenari della Puglia, il baricentro d'Italia sono infetti, stanno morendo, non riescono più a mantenere la pace. Significativo.
Aumentiamo nei nostri cuori il livello di Pace, estendiamola, portiamola dappertutto.
Non più cristiani, musulmani, ebrei, atei, ma esseri umani, questo siamo, spargiamo la voce.

Buona Pasqua
Carlo

5 Aprile 2015

Lago
2015/03/25


Siamo in una Valle, la Valle del nostro essere.




Camminiamo verso Nord, verso l'alto, osserviamo.
Stiamo cercando un Lago.
Diamo il benvenuto a qualsiasi elemento incontriamo.



Eccolo, Lago. Lo salutiamo e ci sediamo ad osservarlo.

Nel momento in cui ci sediamo un uccello si posa sulla nostra spalla sinistra.

L'uccello si acquieta. Anche noi.

L'acqua del Lago diventa immobile, la testa dell'uccello pure.

Restiamo in profondo silenzio ed immobili per quanto vogliamo, anche per pochi secondi.

Al termine ringraziamo Lago e Uccello


Narnia, una Valle del Tao


Il primo libro delle Cronache di Narnia, "Il Leone, la Strega, l'Armadio" è un bell'esempio di "Valle del Tao". Alcune delle mie annotazioni saranno più comprensibili a chi ha una minima conoscenza della "Valle", pur tuttavia il filo conduttore della vicenda ha profondi risvolti sulla vita di ognuno.

Mi rifaccio al film perché il libro l'ho letto molto tempo fa.




Quattro ragazzi si ritrovano in Narnia, un mondo fantastico. Vi entrano da un armadio, da una porta. Si entra sempre da una porta nel mondo interiore, mondo precluso dalla nostra coscienza, sempre vigile affinché si resti nel cosiddetto mondo reale. Ogni meditazione esige una porta, Narnia ne ha una: l'armadio. Anche Tolkien, nel Signore degli anelli, fa entrare i quattro hobbit protagonisti nella "Valle" di Tom Bombadill da un cancello di una lunghissima e inaccessibile siepe.


La porta segna il passaggio da un emisfero cerebrale ad un altro. Purtroppo viene troppo poco cercata nella nostra frenetica civiltà.




Siamo a Londra, seconda guerra mondiale, durante i violenti bombardamenti nazisti. I giovani venivano messi in salvo nelle campagne.


I nostri quattro protagonisti si ritrovano, soli e tristi in una bella tenuta. L'apertura della porta che da l'accesso a Narnia avviene grazie alla più piccola, quella che mantiene ancora in sé lo spirito puro dei neonati, ancora non corrotto dall'ego come i fratelli che litigano fra di loro. Il nostro bambino interiore, non ancora bambino vampiro.





La Valle al di là della porta è piena di neve, fredda. È come il loro umore, come il mondo in guerra, il mondo dove l'ego impazza: una Valle fredda è sempre interpretabile in questo modo.


La bambina che al termine sarà la regina dell'est, cioè del nostro lato Yang, incontra un Fauno (qui vi rimando ad un altro mio articolo, il labirinto del fauno). Il fauno ha gli zoccoli, è un quadrupede.




La piccola accende una scintilla di speranza portando il suo candore-calore nella Valle e il Fauno ne è subito influenzato, liberandosi dagli influssi dell'ego. Ego che Lewis, l'autore di Narnia, rappresenta con una donna, la regina di ghiaccio. Al fratello minore, il più turbato dalla guerra, che al termine sarà il re dell'Ovest, la nostra parte Yin, avviene di incontrarla subito appena fa il suo ingresso nella Valle, lui, il suo ego, tiene la Valle bloccata e l'incontro fra i due, non è casuale. Il lato uccello, la mente è turbata.




L'asse Nord-Sud della Valle è rappresentato dagli altri due fratelli, il maggiore diventerà il re del Nord, la testa, mentre la sorella sarà regina del Sud, la pancia. Nonostante i loro dubbi e le loro ansie, entrano bene in Narnia e ben presto assieme alla sorellina si avviano alla ricerca dell'elemento essenziale della Valle, il centro, il cuore, rappresentato da Aslan, il Leone. Ogni Valle è preda dell'ego senza lo spirito, senza il cuore.


I nostri tre ragazzi passano un altro elemento base della Valle: Fiume. Questo è ghiacciato, l'acqua, la vita non può quindi fluire, la causa è l'assenza dell'elemento equilibrante di Fiume: Fuoco. Non può esserci fuoco perché la regina del ghiaccio spegne ogni vita col suo mortale tocco, trasformando ogni essere vivente della Valle in pietra. Nella valli si trovavo tante pietre, sono tutti gli episodi della nostra vita accadutici che abbiamo voluto rimuovere senza usare consapevolezza per scioglierli, per capirli. La coscienza, l'ego, li rimuove, si difende così in maniera stolta e la persona perde vita man mano che la vita procede.



I ragazzi avvicinandosi al Leone, cioè all'equilibrio di acqua e fuoco, fanno sì che avvenga il disgelo, che torni il calore che scioglie il ghiaccio e rispunta dopo cento anni la primavera. Qui avviene un episodio che un adulto potrebbe trovare ridicolo, arriva Babbo Natale portando doni ai ragazzi. Eppure il simbolismo e profondo, Babbo Natale è il vecchio saggio, l'anno vecchio che finisce e quindi rappresenta il ciclo della vita che può ricominciare.




Ogni ciclo porta doni, il ciclo produce sempre qualcosa. E i ragazzi ricevono questi doni, il Nord una spada, il simbolo della saggezza che taglia il vero dal falso, il Sud riceve un arco col quale decide di vita e morte come i nostri genitali, l'Est ha in dono una pozione guaritrice come la nostra mano destra sa fare. Manca sempre l'Ovest. Il ricongiungimento avviene quando tutti e quattro arrivano da Aslan, cioè sono ora al centro della Valle.


Sconfitto l'ego i quattro ragazzi sono ora re e regine e governano i loro punti cardinali, e Aslan è al loro centro. Ora la Valle è in perfetto equilibrio è la persona, (Una persona, una Valle) è completa.

L'autore purtroppo lascia che Aslan vada via e i nostri ragazzi si ritrovano fuori dalla Valle, fuori dalla porta dell'armadio e li vediamo alla fine del film bisticciare  ancora fra di loro. Senza Aslan questo è la normalità.





Nota per il Sud: Se il seme esce e la vagina accetta si ha vita esteriore.

Se il seme esce e si disperde o la vagina non accetta si ha morte esteriore ed interiore.

Se il seme non esce e la vagina accetta si ha vita interiore con l'orgasmo di entrambi.


22 Marzo 2015


Uova fritte
2015/03/18

Nota introduttiva: questo articolo è pubblicato sul mio blog unicamente per fare audience; sono invidioso della mia amica Irene che ha raggiunto col suo blog di cucina vegana un milione di visitatori, quindi è un articolo che serve solo ad attirare polli. Se siete fra questi, cliccate su g+ che sta, rosso su bianco come le uova, da qualche parte sulla pagina.

Veniamo al contenuto del post, sul perfetto cucinare le uova fritte.

Prendete tre uova, non una di più, non una di meno, una per la testa, una per il cuore, una per la pancia.

Nel mentre scaldate una padella assolutamente antiaderente così da dover mettere solo un leggerissimo strato d'olio.

Appena l'olio è caldo, cioè subito e se burro, subitissimo, con abile mossa rompete con eleganza le uova sul bordo della pentola. Evitate di sporcare, questo sarà determinante nell'attribuirvi un punteggio dall'1-al 10 (non barate).

Se le uova si rompono sappiate che eran vecchie, non è mai colpa vostra e questo significa che mangiate troppe poche uova! Le uova sono altamente energetiche, vi nutrono bene.

Tre uova ci stanno bene in una pentola, l'occhio vuole la sua parte per cui osservate la forma a triangolo che giace davanti ai vostri occhi. Questa è la parte più meditativa del vostro cucinare, distogliete lo sguardo solo per aggiungere un pizzico di sale, se ne mettete troppo sappiate che dovrete buttarle, se non ne mettete cambiate blog: il sale è il sale della vita e se per voi non si deve mai aggiungere sale, be... rinascerete su questa terra per molti Kalpa come dicono i buddisti...

Tornate a posare lo sguardo sulle uova, i piedi leggermente aperti, il peso si sposta lentamente da una gamba all'altra. Osservate ora gli effetti di Fuoco, elemento fondante della vita, osservate la trasformazione alchemica delle vostre tre uova. L'albume magicamente diventa sempre più bianco, un bianco puro, potete muovere delicatamente la padella per appianare eventuali accumuli di albume su determinati punti, il tre diventa uno. Se siete del tipo di persone che cominciano a interferire troppo col cucchiaio di legno, e le vostra uova saranno "uova strapazzate" al termine della cottura, sappiate che dovete dar mano a correggere la vostra esistenza in quanto siete troppo autodistruttivi.

Ricordatevi, siamo in meditazione! Continuate a rimirare le vostre tre uova, scacciate tutti quegli stupidi pensieri che vi frullano in testa tutto il giorno: guardate le piccole bollicine che ora si formano, ecco che si sprigiona il profumo, l'aria attorno a noi cambia, ne è invaso, è il fuoco che tutto trasforma. Riflettete sugli odori, è sempre il calore che li causa, il raggio del sole sprigiona la fragranza dei fiori, delle resine.

Ora è della massima importanza osservare il tuorlo, era rosso, appena cambia di colore siate pronti a spegnere il fuoco, certo, vi piace il bianco ben cotto, quasi bruciato, ma il rosso è primario,

Ecco! Il momento è arrivato, spegnete la fiamma.

Adesso viene il momento più tragico, alcuni per non rompete le uova preferiscono mangiarle nella padella, ma ciò non va bene, dovete spostarle sul piatto. All'uopo, questo termine ben si adatta all'uovo, usate possibilmente uno di quei moderni utensili di plastica nera piatti sottilissimi che le uova amano, se avete in mano uno di quegli antichi cosi in alluminio, tornare a leggere il punto sopra sui distruttori di vita.

Ora scodellate le vostra uova su di un bel piatto bianco, altri colori non sono ammessi, sedetevi e gustatevi tutto il profumo e la fragranza delle uova che giacciono lì davanti a voi.

Non abboffatevi, ricordate che il mangiare, come il cucinare, come la vita tutta, è un atto meditativo. Mangiate le uova come meglio credete, ma non mandatele giù senza gustare ogni più piccolo boccone. È consentito usate lo smartphone per chattare con gli amici, per leggere la posta, per leggere dei nuovi arresti per tangenti, siate moderni, uno smartphone è maneggevole, un giornale vero è troppo ingombrante e distoglie troppo dalle vostre amate uova, un libro pure, scaricatelo sul vostro lettore digitale e buon appetito.

ps

Volete un piatto migliore di questo? Aggiungete alle uova della mozzarella, ummmm, che bontà.

Se non vi piacciono le uova, sappiate che le uova hanno una forte simbologia sessuale, il bianco ricorda lo sperma, i fluidi vaginali, il rosso il sangue, non c'è bisogno dello psicoanalista, troppo costoso, però cercate di riesumare il trauma che vi impedisce di mangiare questo ben di Dio.

Per i vegani non so che dire, certo, vegano suona bene, da persona fica, l'ego vuole la sua parte, ma appena potete, trasformatevi in vegetariani, comprate uova bio, salverete molte galline dagli allevamenti intensivi e contribuirete a moltiplicare la loro specie.

Volver - il flusso della vita

Almodovar ci regala un bel film sulla fluidità: sei donne, di tre generazioni diverse, sono coinvolte in due omicidi, ma riescono a trovare la fluidità necessità per continuare a vivere serenamente. Nei momenti tragici del film, appaiono delle pale a vento che girano placidamente, in quei momenti la tragedia umana ritrova il suo flusso, volver, tornare.









Il fluire e la consapevolezza sono i due elementi di una vita sana, l'acqua ed il fuoco del taoismo, Fiume e Fuoco della Valle taoista.



Nel film non c'è la classica tragedia finale tanto cara a molti registi, la morale "occhio per occhio, dente per dente" tipica del vecchio testamento, morale che l'ego vuole sempre. Anzi nel film non c'è un solo intoppo che fermi le nostre protagoniste, non un solo poliziotto, simbolo caro all'ego sempre vigile e attento a regole e leggi, e quanti film di guerra e di polizia ci propina l'ego nella nostra società!



Almodovar lascia che la vita continui, le nostre donne, grazie al loro cuore, si ritrovano e fluiscono nella loro vita fatta di nobili sentimenti ed aiuti a se stesse e agli altri. Tutte donne, è vero, alcuni uomini vengono presentati come perversi e la loro vita finisce per la loro incapacità di fluire, ma alcuni uomini, il ragazzo della troupe televisiva ed il proprietario del ristorante, sono fluidi anch'essi.



Il contrasto col mondo "normale", mondo dell'ego viene mostrato da Almodovar in due momenti. Il primo all'inizio del film, nel cimitero dove vengono inquadrate molte vedove intente a pulire le tombe dei propri cari.







Il mondo dell'ego è un mondo di morte, la morte per l'ego è fondamentale per mantenere la presa sull'essere umano. Lucidare le tombe, simbolo di morte, serve a far risplendere il tema caro all'ego. Una delle nostre protagoniste viene ogni giorno ad accudire la sua tomba, rifugio finale della sua visione di morte a cui il cancro la sta portando; lei sarà l'ultima a trascendere l'ego diventando fluida durante uno show televisivo dove risvegliandosi dalla pagliacciata collettiva che l'ego sempre mostra ai telespettatori suoi schiavi, si alza ed abbandona lo studio tv.



L'altro momento è durante la veglia funebre della cara zia, dove tutti gli uomini sono mostrati in attesa, all'aperto, vestiti tutti di nero, in cravatta con volti contriti e nella camera mortuaria, tutte le donne, sempre rigorosamente in nero, sono sedute anch'esse contrite attorno al corpo della zia.







Qui entra una delle protagoniste e viene ripetutamente abbracciata e baciata da tutte con un gesto rituale, manierato, tipico dell'ego, ma ci rimane poco, si alza con l'amica ed esce, a significare che lei non appartiene più a quel mondo perché si è risvegliata e fluisce.



Ben diversa è la tomba che Penelope Cruz regala a suo marito, è posta accanto a un fiume, accanto al fiume della vita, quel fiume che dovremmo sempre lasciar fluire.

L'uomo è morto, ma la morte non esiste e le nostre protagoniste vogliono mostrarlo a lui, a noi.









Festa delle donne

2015/03/08



Può una donna avere una festa?
una sola festa all'anno?

lo Yin in me sorride
non sempre ha il suo spazio

lo Yang anche sorride
non sempre ha il suo spazio

ed allora che sia
festa per il mio Yin tutto l'anno
festa per il mio Yang tutto l'anno

si stringono assieme felici
ed il mio cuore è lieto

8 Marzo

2015/03/08



Nella vita l'uomo deve imparare a conoscere il suo lato Yin e così conosce molto meglio il suo lato Yang e vive 365 giorni nello Yin e nello Yang e festeggia la giornata dell'uomo e della donna 365 volte l'anno.

Naturalmente anche le donne devono conoscere il loro lato Yang.

Entrambi sono ora completi.

Capra

2015/03/05



È l'anno della capra nell'oroscopo cinese, capra o pecora, in questa cultura non fa differenza, è uno dei dodici animali prescelti per simboleggiare un aspetto dell'essere umano, aspetto che muta ogni anno e si ripresenta ogni dodici anni, ma con varianti legate al fatto che l'animale di turno può essere di fuoco, di acqua, di legno, di metallo e di terra.

Anche da noi la capra, il capricorno trova spazio nei dodici segni dello zodiaco.
Un animale importante quindi, eletto a simbolo caratteriale in gran parte del mondo.

Aspetto interessante è che, mentre nella cultura orientale, capra e pecora non vengono divisi, restano un unico animale, un aspetto yin e un aspetto yang di un unica specie, nella cultura occidentale i due sono scissi, la pecora è un forte simbolo Cristiano, l'agnello di Dio, l'agnello che si immola per la salvezza dell'umanità, mentre il caprone è diventato, dal medioevo, il simbolo del diavolo.
A capra e pecora questo poco importa, vanno anche pascolando assieme; chi è nato nell'anno della capra è onesto e creativo. Qui avviene la scissione: l'onesto è pecora, il creativo è capra, l'onesto è un fesso, il creativo un ladro. Stiamo scontando questa stupida legge voluta dai potenti della chiesa.
La cultura occidentale è chiamata da quella orientale, cultura dualista: lo yin sembra una cosa, mentre lo yang sembra un'altra cosa. Dio e il diavolo sono scissi, non tenuti assieme. Il fondamentalista proietta la sua scissione sugli altri, lui è il bene, il baluardo del giusto, del santo, l'altro è il male, il peccatore, il cattivo. Il taoismo ben comprende che Yin e Yang sono componenti di una unità: la notte ed il giorno sono uno, posso vedere la loro diversità, ma non posso pensarle due cose separate, sono l'aspetto di un unico ciclo. Questa è sanità.

Riporto sulla Capra:

Narra la leggenda che la capra arrivò tra i primi dodici animali a cospetto dell'imperatore  lavorando in squadra con il gallo e la scimmia.

La capra ha una predominante dell'elemento femminile yin ed è un animale armonico. La sua luce illuminerà il cammino di tutti. Poiché è un erbivoro ed è dominato dall'elemento terra, farà crescere l'erba e le piante. Per questo è un animale legato alla creatività e al mondo delle arti.

L'anno della capra, in questo ciclo dominato dall'elemento legno, sarà un momento in cui fermarsi a riflettere sul cammino che si vuole intraprendere.

Compagna di scuola
2015/03/05

Compagna di scuola
Ti rividi una notte

Sembrava ieri quand'eravamo in classe
Quel bacio a lungo atteso fra i banchi ormai vuoti
la sera diventò notte fra i nostri lunghi discorsi e i gemiti dell'orgasmo

Ora mi sfiorasti
La tua energia penetrò
molto più dentro delle tue dita
molto più nell'anima di quel che pensasti

fummo costretti
l'orgasmo 40 anni dopo
fu tale e quale
ma il sorriso stavolta non svanì

Plastica

2015/03/02



Ti baciai, sapevi di plastica
ti ribaciai, sapevi di plastica
la tua lingua dov'era?
serpentina e plasticosa

Ti guardai nei tuoi occhi
color noce plastica
ti scossi le spalle
rumore di plastica

Aspira! Aspira i miei baci
riprovai
plastica colorata

Ma... ecco lì in fondo
nascosto in te
il dolce polline apparve
l'ape in me succhiò
rasserenata

Dio e la Bibbia
Gridai un grido
un grido di dolore
leggevo la bibbia
turpe e bassa

Dio, che ci fai lì dentro!

Dio mi sorrise e mi rispose:
Carlo, non temere
son dentro di te
son dentro di loro
lì c'è solo il loro ego

1 Marzo 2015

L'allieva
2015/02/28

Tornasti
Due settimane mancasti
Il sorriso radioso per la lezione vicina
Ti baciai contento di vederti

Profumo, non me n'ero accorto
Annusai il mio respiro

Quella sera la lezione, lieta
Ti ringraziai con questi versi

Il labirinto del Fauno







Consiglio questo film a chi è interessato a comprendere meglio la vita. Il regista Del Toro ci mostra, grazie alla protagonista, Ofelia, una bimba non ancora ragazzina, la separazione fra il mondo dell'ego ed il mondo interiore, il mondo dello spirito.







Ofelia non accetta il mondo dell'ego, rappresentato da due genitori ben radicati in questo mondo, il padre, uno spietato capitano franchista (il vero padre è un sarto, un uomo che cuce, un creatore, morto e sepolto nel mondo dell'ego, che è capace solo di distruggere) e la madre, una donna attratta dai bei vestiti e dalle apparenze e cerca, attraverso la lettura dei suoi libri di fiabe, una comprensione diversa. La richiesta viene esaudita, incontra un fauno di pietra, di pietra è la comprensione dell'umanità del mondo interiore.







Ofelia risveglia questo mondo rimettendo a posto l'occhio del fauno che era "caduto". Adesso Ofelia ha la visione interiore aperta, ha riequilibrato Yin e Yang, e una fatina conduce Ofelia nel labirinto, il labirinto della vita, e la guida sino al centro di se stessa. Qui c'è il fauno, un essere visto da Ofelia in maniera ambigua. Il mondo interiore fa paura, non è ben compreso, il lato ombra sembra a chi vive nell'ego spaventevole, Dio è cattivo, vendicativo, esigente.







Il fauno propone ad Ofelia tre prove, se le supera diventerà la principessa che un tempo fu, diventerà se stessa. Le tre prove sono per i nostri tre mondi, testa, cuore, pancia. Semola le affronta nella "Spada nella roccia" per diventare Re Artù, diventa pesce, uccello, scoiattolo.







La prima prova è per la pancia e viene ben superata. Ofelia striscia all'interno di un enorme albero secolare per salvarlo. Striscia, è capace di mettersi nella posizione orizzontale, quella dove non si ha paura, dove il diaframma si apre, ben conosciuta ai praticanti di Tai Chi della Itcca Italia. Il regista con molta intelligenza filmica e interiore ci mostra il vestito bello, che Ofelia giustamente si è tolta durante la prova, orgoglio della madre, distrutto dal fango e dall'acqua; sono elementi della pancia, dei reni. Ofelia ha scelto, non indosserà stupidi orpelli costrittivi, ha scelto di poter muovere il corpo liberamente durante la propria vita. Quante persone purtroppo non fanno questa scelta e costringono se stesse in posture rigide che inevitabilmente portano ad acciacchi vari? Quando arriva un mal di schiena, fermatevi e considerate che state fallendo questa prova.







La seconda prova purtroppo per lei Ofelia la fallisce, è la prova della testa. C'è tanta bella frutta, Ofelia-testa è attratta. La testa è attratta da tutto, siamo in un mondo dispersivo, quante belle cose ci sono da fare, da vedere: si chiama consumismo. È la nostra società che fallisce continuamente questa prova, invece di fare le cose che veramente ci piacciono e fanno bene, siamo dispersi in sciocchezze. Un essere mostruoso viene risvegliato dal fallimento di Ofelia. È senza occhi, ci ricorda Polifemo, il gigante con un unico occhio. Polifemo rappresenta bene il mondo della testa, il terzo occhio, l'occhio famelico e fagocitante che tutto divora quello che trova. Polifemo è l'emblema del nostro moderno spettatore col telecomando in mano davanti alla tv o seduto davanti al pc. Ulisse riesce a sconfiggerlo, lui si che supera questa prova.







Ofelia comunque si salva e riesce a chiudere la porta, riesce a spegnere il terzo occhio, ma perde il collegamento con lo spirito, col Fauno. Adesso il mondo dell'ego diventa padrone e la violenza del film aumenta. È il mondo del padre testa: belle le inquadrature del capitano che si rasa con lo specchio davanti, perso nel suo narcisismo e sin tentato di tagliarsi la gola. Vuol restare solo testa e la testa senza cuore è un mostro spietato ed il capitano lo è.



Ofelia, disperata, riesce a ritrovare il collegamento col Fauno; evidentemente ha chiesto, sempre se si chiede arriva aiuto dal mondo dello spirito. Il Fauno, che ora sembra il diavolo, - a chi è scisso e conosce solo lo Yang, lo Yin fa terrore, ben lo sapevano i nostri uomini di chiesa che mettevano al rogo le donne... - le offre la prova del cuore. È la prova del cuore e Ofelia brillantemente la supera: sacrifica il suo ego per salvare il bambino interiore rappresentato dal fratellino appena nato.

Il mondo dell'ego scompare. È simbolicamente mostrato dal nostro regista dalla morte della madre, del padre e della stessa Ofelia, oggetti interni distruttivi. Resta la vera Ofelia con i suoi veri genitori interni, le due colonne della vita, il nostro lato sinistro e il nostro lato destro, regina e re.



I benefici del Qi Gong della famiglia Yang

2015/02/26




La famiglia Yang è universalmente nota  per il suo Tai Chi, per la sua forma: la "Forma Yang".









È però meno nota per il suo Qi Gong. Il motivo è semplice, il Qi Gong è il motore del Tai Chi, la sua essenza, la sua anima, e in tempi passati i maestri cinesi non divulgavano volentieri i segreti della loro arte. Forma si, la si insegnava, l'aspetto marziale si, ma quello che valeva, che faceva la differenza, che li ha resi la " famiglia invincibile", no, questi "segreti", i segreti del Qi Gong, era meglio tenerli in famiglia, tramandarli di padre in figlio.








Ad una famiglia marziale come fu la famiglia Yang contava l'efficacia, senza efficacia non sarebbero rimasti per tre generazioni imbattuti e ben sapevano che se una cosa è veramente efficace lo è anche a livello di benessere: Yang Chen Fu, la "terza generazione" della famiglia Yang, comprendendo questo, cominciò a divulgare il Tai Chi di famiglia in tutta la Cina con questo scopo.







Yang Sau Chung, suo figlio, "quarta generazione", il fondatore della nostra scuola non ebbe figli maschi, da qui la decisione di tramandare i segreti del Qi Gong alle figlie e ai tre discepoli.







In Europa siamo fortunati, uno di questi tre discepoli, il Gran Maestro Chu King Hung, "quinta generazione" della famiglia Yang, ha rivelato nei decenni del suo insegnamento pubblico questi segreti: Qi Gong, Yi Gong, Esercizi Taoisti, Meditazione, Massaggi Taoisti.









Carlo Lopez, "sesta generazione" e Patrizia Roberti, maestra di Tai Chi e di Qi Gong, insegnano tutta la profondità dei 6 Qi Gong e dei legami con i trigrammi taoisti; dei 5 Yi Gong, i 5 elementi della medicina cinese, dei legami con i 5 blocchi energetici con connessioni ai 7 Chakra e ai 5 tipi caratteriali di W. Reich; dei 24 esercizi taoisti e del profondo lavoro sul diaframma, reso possibile dalla stupefacente profondità di tali esercizi; della meditazione, con l'approfondimento della "Valle Taoista", il nostro spazio sacro.


La voglia o non voglia di fare Tai Chi

2015/02/24



Allieva - F.


Capita anche ad altri? Io più faccio Tai Chi e più lo farei, e meno lo faccio, e meno lo farei.

E' come se fosse una lotta: il Tai Chi mi affascina e mi piace, più mi avvicino e più mi convince, ma non appena qualcosa mi distrae o mi impedisce di praticare, subito una parte di me coglie l'occasione per allontanarsi.

E riavvicinarsi è sempre difficile.

Adoro le lezioni, ma ogni volta mi devo forzare per venirci. Ma perché, mi chiedo.

Tanti anni, e ancora non mi sono decisa a dire di sì a questa disciplina.

Eppure sento che per me è essenziale, il Tai Chi è l'unico ossigeno e spazio che do ad alcune parti vitali di me. Non potrei stare senza.

Non so.

Maestro


E' semplice, in noi esistono due istanze, l'ego e noi.

Ieri ho scritto questo: Sui benefici del Tai Chi e del Qi Gong e della Meditazione

Il rallentamento permette di entrare in se stessi, questo è l'effetto che senti e si sta bene in se stessi.

Il problema è l'ego, questo non vuole che tu stia bene, e lotta contro.

Se non fai Tai Chi entri nell'ego e allora non è facile uscirne e tornare a far Tai Chi.

Allieva F.


Interessante. Nel mio caso, penso sia vero, infatti a volte quando pratico la forma mi dimentico di tutto, me la godo e basta.

Però obietto: non pensi che anche nella pratica di una disciplina "spirituale" ci possano essere importanti aspetti egoici? Ad esempio, se pratico pensando che voglio diventare brava, voglio imparare, voglio voglio voglio... non è sempre l'ego?

Maestro


Certo, infatti l'ego si introduce sempre, è un tiranno, non vuole altro, altri. Epperò dolcemente il Tai Chi, che non c'entra nulla col bravo, bello dell'ego, riporta dentro e lo spirito gioisce.



Sui benefici del Tai Chi e del Qi Gong e della Meditazione

2015/02/22




Quando iniziai a praticare il Tai Chi era il 1983. Giocavo a calcio in campetti di periferia con gli amici, ero appassionato di sport sin da ragazzo, dovevo muovermi, a 17 anni ero stato campione italiano juniores di corsa campestre con la squadra della Pro Patria, correre era faticoso, si correva nel traffico attorno a San Siro e all'ippodromo, smisi.

Mi sposai troppo presto, a 21 anni: dovetti trovarmi un lavoro, lo sport lo lasciai perdere.

Un giorno guardando la bilancia superare i 100 chili capii che qualcosa non andava, dovevo ricominciare a fare del movimento. Salii in bicicletta con mio cognato verso la Brianza, quasi mi venne un infarto. Lasciai perdere il ciclismo nonostante la bicicletta fosse stata il mio mezzo di locomozione preferito; in città, a Milano, volavo sopra strade sconnesse, binari e scivolavo in mezzo al traffico per raggiungere gli amici al cinema di turno o per andare a scuola.

La mia cultura sportiva era bassissima, negli anni capii che la cultura sportiva dell'intero Occidente è inesistente. Ancora oggi nel 2015 è molto scarsa, gli stessi medici non conoscono se stessi pur conoscendo ogni nome di ogni parte del proprio corpo. Troppa enfasi sul corpo.

Cominciai a leggere libri sul jogging, consigli utili, non forzare, soppesare le proprie capacità, andavo la mattina al Parco di Monza, bello, correvo senza vedere nessuno per un'ora, è un parco vasto, ferito si dal campo di Golf, dall'autodromo, dalle strade che la deturpano con la loro regolarità, ma è vasto.

La domenica mattina invece, era riservata alla partitella di calcio, il calcio è bello da praticare, molto divertente, ma vedevo i miei amici rovinarsi, i.campi erano duri, pericolosi, Luciano con la spalla che ormai gli scendeva ogni volta, Vladimiro con le ginocchia a pezzi. Un giorno anche io ebbi l'incidente: un occhio colpito da una gomitata assassina di uno sconosciuto, capitato lì per caso, una domenica mattina qualsiasi. Ospedale, intervento sulla retina: lei ora deve star fermo, immobile. Fermo? Ci provai, le ore passavano lente in ospedale, soffrivo, non sapevo cosa fare, era un inferno stare lì. A casa andava meglio, ma l'occhio era praticamente andato, un cerchiaggio, una parte della retina tolta, visibilità quasi zero. Stop col calcio, ma stop anche con il jogging, i miei autori erano morti correndo, lo stesso inventore del jogging era morto a 52 anni d'infarto. Nessuno lo sa, ma anche l'inventrice dell'aerobica, tanto in voga a quei tempi, Jane Fonda, ha avuto un infarto.



Cosa potevo fare? Decisi di approfondire i miei studi sullo Yoga; avevo da anni un paio di libri e mi affascinava. Iniziai con Maurizio Morelli, era il 1982, andai avanti due anni, mi piaceva stare sulla testa, lo trovavo incredibile, sconvolgeva il mio mondo e le meditazioni erano affascinanti, ricordo ancora quella con la luce blu per la gola; ma la mia schiena impazziva, uscivo piangendo e smisi: comunque avevo scoperto il Tai Chi. Era il 1983, il mio amico di gioventù, Walter Russo, attualmente allievo diretto di Yang Ma Lee, figlia del fondatore della Itcca, mi invitò ad una lezione del compianto Maestro Ermanno Cozzi, allievo diretto di Yang Sau Chung.



Erano i primi anni del Tai Chi in Italia, quasi totalmente sconosciuto nel nostro paese. Ermanno mi fece sedere a guardare la lezione, restai profondamente colpito, ecco, questo è quello che farò da grande, mi dico. Avrei cominciato subito, ma Ermanno era un puro, no, puoi cominciare ad Ottobre, quando ricominciano i corsi. Rimasi un po' sconcertato e andai subito alla libreria Hoepli, allora era l'unico accesso al mondo, niente Web, niente Youtube. Tai Chi? Provi fra le Arti Marziali mi dissero. Fui fortunato, trovai il libro di Muradoff, ballerino persiano che a Roma si era messo ad insegnare Tai Chi. Aspettando la mia prima lezione cominciai a copiare i gesti delle sue foto, aveva i pantaloni a zampa d'elefante...









Questo articolo voleva essere un trattato sul perché il Tai Chi fa bene, ne è venuto fuori una auto-biografia, credo vada bene, ho sperimentato su di me i benefici del Tai Chi: la mia schiena è mille volte più a posto ora che ho 59 anni di quando ne avevo 24, i miei occhi non si lamentano, le ginocchia rovinate dallo sport reggono. Ebbi un intervento, un dieci anni fa, sull'altro occhio a causa di un'infezione dovuta alle lenti a contatto morbide, nessuno vi viene a dire che sono molto pericolose nell'acqua di mare. Aver imparato col Tai Chi a star fermo mi permise, questa volta, di restar immobile a letto in ospedale per una settimana e l'occhio guarì contrariamente alle previsioni mediche. Naturalmente portavo il Qi verso la pupilla costantemente per guarirla.



Nel 1983 quando iniziai a praticarlo non c'erano ricerche scientifiche sul Tai Chi e sul Qi Gong, oggi sono più di 1000. Perché fa bene? La risposta che mi sono dato è: la lentezza.

Rallentare porta sanità. Rallentare il corpo, rallentare la mente, non si possono dissociare.

Rallento e respiro, rallento e vivo, rallento e medito. Ovvero, non c'è molto da dire, i benefici del Tai Chi e del Qi Gong e della Meditazione (tre nomi per una sola cosa) sono dovuti alla lentezza.

Gli antichi Taoisti avevano studiato gli animali più lenti e compreso che, come la Tartaruga, i più lenti sono i più longevi.


Sulla morte

2015/02/22



Tutti hanno paura della morte, chi più, chi meno.

È l'ego che ha paura di morire, abbiano paura di perdere noi stessi.

 Epperò vogliamo in fondo essere diversi, migliori, non vogliamo essere il nostro ego.

 Allora, se muore l'ego, che paura abbiamo?




Uccellini
2015/02/20

Nel 2008 scrissi una favola in inglese. Il protagonista maschile era un mago, Lao, mentre la protagonista femminile un angelo, Kallystra. Lao vede Kallystra dietro un muro e se ne innamora, vede in lei l'angelo, enormi ali blu. Kallystra si fa convincere dall'amore di Lao e comincia a comprendere il suo reale stato, non più un piccolo uccellino in gabbia come pensava, ma una donna, amabile, amata.

Lao pieno di fiducia la invita ad andare con lui, lei sembra pronta, ma è ancora indecisa e passa il tempo e più passa, più ritorna ad essere un uccellino in gabbia. L'esito triste vede Lao e noi lettori andarsene col cuore gonfio di tristezza.

La favola invero era una storia vera, anzi di storie vere così c'è ne sono molte, persone che si identificano con un piccolo uccello in gabbia, un amore che sopraggiunge a liberarle; quasi sempre l'occasione sfuma portando tristezza.

Lo sprovveduto era Lao, troppo pieno di sé, arriva e crede di compiere il miracolo, crede di salvare il povero uccellino in gabbia, riempie il suo ego per l'azione narcisistica. Invero l'uccellino si è inventato una trappola, una geniale trappola per gli ignari e tronfi Lao che ci cascano sempre: è Lao che finisce in gabbia.

Il premio del narciso, premio che sempre porta alla depressione, alla fine è dell'uccellino che sfoga sul Lao di turno, irrisolti odi per uomini e donne del suo passato.

Non stimoliamo il nostro aspetto da uccellino, quello che si commuove per sciocche frasi o video strappalacrime da Facebook. Uccellino in noi si ciba di sentimentalismo, non di amore.


 

Ps

Un bell'esempio dal passato è il caro Titti alle prese col gatto Lao-Silvestro, questa serie di cartoon ci insegna che i due protagonisti sono sempre in lotta, e che lo sciocco Silvestro perde sempre.

Ci si identifica con il povero Titti senza veder che è una piccola iena...



La Febbre

2015/02/13



Quando giunge la febbre, chi l'ha, chi gli sta vicino, i dottori stessi, si lanciano in una guerra per abbatterla. Tachipirina a volontà, un tempo era aspirina, poi rivelatasi nociva.
La tachipirina è l'amica, la febbre la nemica.
Che abbaglio! La nemica è la malattia, la febbre è l'amica, quella che arriva in aiuto contro gli agenti patogeni.
La febbre normalmente è benefica sino ai 40 gradi, sembra che oltre i 39 distrugga persino le cellule tumorali.

Quando arriva la febbre aiutiamola, sdraiamoci a letto, immobili come gli animali o i bambini piccoli; la febbre chiede questo, non muoviamoci, godiamo questo momento di "Non fare", così naturale in natura. Più siamo capaci di far questo e prima guariremo, freschi e rinnovati. In alternativa prendete la tachipirina, andate subito a lavorare e trascinatevi per tutto l'inverno malati.

Tàaroa

2015/02/12



Tàaroa, il Creatore di Ogni Cosa, abitava in una conchiglia.
Questa conchiglia sferica, simile ad un uovo, girava nello spazio infinito.
Non esisteva né cielo, né terra, né luna, né stelle.
Poi Tàaroa con una scossa uscì dalla conchiglia e trovò solo oscurità e silenzio.
Era completamente solo
e decise di ritirarsi in una nuova conchiglia per molte eternità.

Quindi intraprese la sua opera di creazione.

Con le conchiglie creò il Cielo e la Terra, poi scosse le sue piume rosse e gialle che cadendo sulla Terra presero la forma di alberi, di foglie e mazzi di piantaggine.

Mito delle Isole della Società, Oceano Pacifico

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Taroa è completamente in sè, non ci sono mancanze così può creare qualsiasi cosa.
Non essere sempre attivi per essere creativi, di notte, ad esempio, entriamo nella conchiglia di Taroa, immobili, senza pensieri, senza stimoli.
È il principio della perla.



La Tempesta di Giorgione
2015/01/11

La Valle della Tempesta




Vi proponiamo un'interpretazione del capolavoro di Giorgione:
"La Tempesta"
fatta con l'uso della "Valle Taoista"

Vedo per prima cosa il fiume,
dà la possibilità di passare,
invita l'uomo a sinistra col bastone

Lui è timoroso
non ha lui il bambino sulla pancia
guarda la donna

Il bastone significa che ora ha raggiunto la saggezza

la donna pure lei tiene il bambino sulla pancia
lo protegge, ma allo stesso tempo ha l'aspetto che lo lascia aperto
Libero arbitrio in questa Valle

Perché l'uomo è timoroso se è saggio?

Non lo era prima saggio
lo è diventato con la nascita del bimbo
la gravidanza lo rendeva timoroso

Perché?

Per paura della trasformazione
non sa cosa può perdere lui
ha timore di perdere qualcosa di se stesso
ma quando capisce di avere conquistato se stesso diventa saggio
la nascita è la scintilla x questa comprensione

La Tempesta?

Si può vedere come il conflitto

Conflitto che è lontano

Si, lo è
Guardava di nascosto
Prima
Ma ha il bastone
Quindi già si prevede la sua saggezza


 

L'immortale capolavoro ci mostra nel medesimo istante passato e presente in quella che "sembra" una raffigurazione statica, ma che ad ogni visione mostra nuovi profondi elementi.

Come noi attuali viventi manchiamo di profondità!

Sull'esser religiosi
2015/01/11

Pensate che bello se non ci fossero più religioni. Queste sono sempre state apportatrici di guerre e morte perché difendono dei credi umani che sono in antitesi all'essere "religiosi", cioè rispettosi dell'altro diverso da sé.
La religione distrugge la religiosità perché vuole incanalare Dio. Dio è libero.

2014

Casa dolce casa

2014/11/17



La casa non è dove abiti,
Casa, dolce casa...

La casa non è il tuo corpo
Questo è però più casa della tua casa

La casa è la mente

Lao Tzu dice: "Conosci il mondo senza uscire di casa"

Sagge parole davvero. 

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Your home is not where you live
Home, sweet home

Home is not your body
This one however is more home that your home

Home is the mind

Lao Tzu says:  "Know the world without leaving home"

Wise words indeed.

Un cuore verde
Gli anni passavano,
il tuo viso pian piano riluceva,
giunta ad un'età dove molti se ne vanno,
i tuoi occhi splendevano,
verdi d'inverno,
grigi perla d'estate.

I capelli faticavan ad ingrigirsi.
Cercavo il segreto della tua giovinezza,
compresi che veniva da dentro,
il tuo cuore era sempre lo stesso,
il cuore del tuo primo giorno di vita.

14 Ottobre 2014

Fiori e Tai Chi

2014/08/24


Nella Forma sii come un fiore: diritto come il suo stelo, chiuso, aperto come i suoi petali, morbido come la sua essenza, respira il suo profumo.


L'Albero e il Serpente
2014/08/03

Meditazione nella valle, in due, Yin, Yang



Yang: Vedo l'orizzonte, quegli orizzonti lontani lunghi

Yin: Lo vedo, un diaframma l'orizzonte

Yang: Qui dove siamo è verde
scuro
un po' bagnato, forse rugiada
si, gli steli di erba hanno gocce di rugiada
si possono leccare
per farlo dobbiamo metterci a quattro zampe
così cambia la prospettiva
l'orizzonte non è più tanto lontano
non interessa più
a quattro zampe si vede altro

passiamo fra l'erba a bagnarci il pelo di rugiada
siamo bassi
forse serpenti
o piccoli animali

Yin: strisciamo

Yang: è lo stesso
siamo confusi con l'erba

siamo arrivati da Albero (Albero è un elemento consueto delle meditazioni con la valle)
non siamo passati sotto Arco (Il bipede, l’umano, per arrivare ad Albero deve “piegarsi” passando sotto un arco fatto di arbusti che si trova prima di Albero. Il piegarsi serve a “scendere” mentalmente.)

Yin: Il prato e molto grande

Yang: come Serpenti siam già piegati
ecco le radici di Albero

Yin: le vedo chiare

Yang: facilmente ci passiamo attraverso
sopra, sotto
per noi è semplice
morbido
sicuro
possiamo sentire anche le venature del loro legno
le radici sono molto più lisce della corteccia
hanno la liscezza di pene e vagina
e ci rotoliamo addosso a loro

Yin: serpeggiamo

Yang: e troviamo una radice più grossa di un pene e ci arrotoliamo stringendola
poi la lasciamo
legno
massaggia il corpo mentre scivoliamo
poi ecco una radice che si apre con buco
la penetriamo
è stretta
comprime il corpo che si fa pene per passare
per far uscire la coda bloccata un po' ci avvolgiamo su una radice più alta e tiriamo
plop
la coda esce
Albero ride

Yin: si vede il sorriso

Yang: ora con la corteccia ci vuole più rispetto
Albero è molto largo
per salire dobbiamo fare più attenzione
trovare dei nodi che ci aiutino
siamo arrivati ai rami
sono meno scivolosi delle radici
e hanno foglie
però salire ora e facile
avvolgiamo una parte su un ramo e saltiamo slanciandovi su un altro
un gioco
vedo dei frutti anche
forse melograno o cachi
sono maturi
un caco vuole che mi sporchi assaggiandolo
e così maturo
che si apre
come una vagina bagnatissima
entro
buono
lo succhio
mi dona tutta la sua energia
e bontà
ci riposiamo un po' ora dopo il pasto che sembrava un coito
siamo molto in alto e il sole fa capolino fra le fronde
questo è un buon posto per riposare dice Albero
Albero ti invita a parlare

Yin: albero e completo, dice che la vita è come questa meditazione
dalle radici al cielo
ci dona l'essenza
il succo
generoso si lascia respirare
nutriente

Yang: Albero dice di notare la differenza delle forti e scivolose radici, simili a peni
con l'alto più intricato, ma che offre frutti simili a vagine
la bocca sta in alto e la bocca è come un frutto e l'hanno donne e uomini
un bacio è come il dono che Caco ci ha fatto
ora l'energia fluisce lungo la colonna
è il percorso di Albero
sentiamo la linfa che si muove
ascoltiamo dove
senza fare nulla
i piedi e le gambe e i genitali e il bacino sono importanti, è da li che Albero sugge l'acqua, la linfa vitale che porta col tronco in alto fra le foglie nutriendole
i piedi spesso devono stare nudi
sono i nostri serpenti
anche le gambe sono radici
ma serpenti e radici sono simili
scivolosi
e avvolgenti
le gambe di due amanti si avvolgono arrotolandosi con piacere
e questo dona linfa
anche scivolando fra di loro stesse donano linfa
una gamba e Yin ed una è Yang
gambe che non si toccano sono sconosciute
non conosciamo noi stessi, i nostri due lati maschile e femminile
l'emisfero destro, l'emisfero sinistro
come la noce
la durezza del guscio nasconde la bontà delle due parti di cui è formato l'interno
delizioso al gusto come lo sono i pensieri d'amore del nostro cervello quando è unito al nostro cuore
Albero ha tante cose da insegnare
potrebbe parlarci degli uccelli che si posano su di lui
o delle innumerevoli stagioni che passano mentre lui e fermo a godersele
ma ci dice ora di godere solo l'attimo presente
qui fra i rami dove il sole fa capolino

L'Erba, l'Amore
2014/08/01

Dobbiamo essere capaci di amare ogni specie vivente, ogni regno, animale, vegetale, umano. 

Se ci troviamo ad amare solo gatti e cani e non anche gli esseri umani, allora siamo carenti di amore, quel gatto adorato è solo un amore narcisistico per se stessi, riflesso, non amiamo veramente il gatto.

Molti umani poi amano qualche umano e ne rifuggono altri, scelgono, eppure siamo tutti figli di Dio, poveri Palestinesi, poveri Israeliani!

Anche le piante e i fiori vanno amati, ma l'essere umano non li ama, in nome del profitto stermina sempre più verde. Il verde è il colore del cuore nei Chakra, il verde è il colore dell'amore.
E l'erba? Umile, semplice, tanto verde, tanto amore, meno ne rimane, meno amore rimane sul nostro pianeta. 

Qui potete scaricare, o ascoltare un file audio di una meditazione di 5 minuti:il file d'Erba.


Sui peli

2014/07/18



È una mania, niente peli, vagine rasate, ma anche uomini. 

Gli animali hanno i peli, liberarsi dei peli è cercare una non animalità, è diventare bestiali.

Sul mal di schiena
Il mal di schiena è un evento sociale della nostra epoca, pochi sono quelli che ne sono immuni. Il Qi Gong e la sua estensione, il Tai Chi Chuan,  sono noti per le loro capacità di beneficio anche su questo malessere immobilizzante.

Come agiscono? Getto li una provocazione: curano la mente. Un maestro Zen direbbe che noi viviamo in una società cosiddetta 'dualistica', se ci viene mal di schiena, mai associamo questo alla nostra condizione mentale, il male è sempre 'altro da noi', è qualcosa che purtroppo
ci è capitato e aimé, dobbiamo sopportare con abnegazione e magari con qualche medicinale di conforto.

Il mal di schiena nel Qi Gong e nel Tai Chi viene trattato come un problema posturale, un 'disallineamento' e conseguentemente come un problema energetico, il Qi, il Prana a causa del disallineamento non circola bene. Un maestro direbbe però che il vero problema è nella mente del sofferente.

Strutturalmente possiamo dire che chi ha mal di schiena tende a spostare il peso del corpo sull'avanpiede, noi usiamo il tallone e la punta del piede, se camminiamo questo lo possiamo percepire, tacco, punta, tacco punta, yin e yang, sempre yin yang. Dieci anni addietro ho scritto un articolo per una rivista di psicoanalisi, sulla funzionalità dei piedi, 'Achille piè veloce', se avete voglia di leggerlo è attinente al nostro tema, anzi, è un caso: Achille sicuramente soffriva di mal di schiena link.

Ed ecco il nostro maestro: Carlo, hai mal di schiena? Cosa ti fa fare il mal di schiena? Cosa vuole la tua schiena da te? Vuole che tu stia fermo. Carlo, questo è il punto nodale, la schiena sta dietro di te, è schiena e sta tirando dietro, tu non l'ascolti, non le dai retta e continui ad andare in avanti, in avanti con la mente, non sai fermarti, non sai stare sui talloni, Carlo stop, il mal di schiena ti
sta pregando di fermare qualcosa nella tua vita, ferma almeno qualche volta l'incessante attività mentale, grazie maestro! Sono però fortunato, non ho mal d schiena da quando ho iniziato a praticare Qi Gong e Tai Chi nel 1983.

Il nostro atteggiamento mentale si riflette nella postura del corpo: il
pensare  è sempre attivo? Nella vita non riesco a fermarmi, la postura si sposta col bacino avanti. Per capire come, basta provare a mettere dei tacchi alti.

Un esercizio taoista della Itcca di grande beneficio per la schiena , La Tartaruga Sacra guazza.

1)Posizione di partenza, piedi paralleli posti un po' più larghi delle spalle, peso sui talloni, avambraccia piegate con i gomiti che sfiorano il corpo. Pensate di essere un o una pianista che si siede
per un concerto e pone le mani sul piano.

2)Massima attenzione sull'osso sacro, chiave di volta per eliminare il mal di schiena, lo facciamo scivolare indietro, lentamente, senza nessuna fretta, ci stiamo piegando, la testa ed il petto scivolano avanti. Yin e yang, voglio andare avanti con la testa? Devo andare
indietro con l'osso sacro. Arrivo sino ad essere con la schiena parallela al terreno, le braccia durante il movimento si sono aperte ai lati ed ora sono in avanti, ai lati della testa, la sguardo e un po' davanti.

Il segreto dell'esercizio sta nel portare l'attenzione sul movimento che parte dall'osso sacro, la nostra coda e non muoverci partendo dalla
testa.

Durante questa fase inspiriamo aprendo bene tutto il corpo, la tartaruga si
estende.



3)Espirando torniamo su, la tartaruga torna nel suo guscio.


Troppo abituati ad una medicina che risolve per noi i nostri problemi, molti
in caso di mal di schiena chiedono aiuto al medico e rischiano di finire inutilmente sotto i ferri della chirurgia. Una ragazza di New York mi raccontò il suo triste episodio, a 15 anni era un po' curva e il padre non voleva che lei lo fosse, la portò a fare delle cure.
Dopo alcuni mesi di terapie i medici dissero al padre che per raddrizzarla totalmente avrebbero dovuto operarla. Fra le lacrime disperate della figlia, il padre acconsentì all'operazione. Dopo
anni la ragazza è più diritta, ha dei chiodi nella colonna vertebrale e una grande cicatrice lungo tutta la spina dorsale.

La soluzione al mal di schiena è semplice: fermarsi, fermarsi a riflettere. Qualcosa nella nostra vita ci sta procurando questo
dolore, è necessario trovarne le cause e modificare qualcosa. La riflessione ci porterà a comprendere che stiamo trascurando una parte di noi a danno di un'altra; il taoismo concepisce l'essere
umano nei suoi tre aspetti, cuore, pancia, testa, aspetti fisici, emozionali e mentali, ogni aspetto deve avere il suo cibo, se noi trascuriamo una nostra parte, la postura fisica si modella sulle
nostre scelte, il corpo è bravissimo ad adattarsi sul nostro modo di pensare e una postura anomala procura dolori alla persona.

La vita è Yin e Yang, fermarsi ed andare, dobbiamo rispettare questo ritmo, l'inglese lo rende bene: stop and go. Siamo come auto in corsa, la nostra mente "occidentale" non si ferma mai, la testa si protende a causa di ciò, la colonna "tira" e lavsaggezza del corpo ci suggerisce: fermati!

Molte cose in questo caso possono essere benefiche, io insegno Tai Chi, Qi Gong e Meditazione, tutte queste "fermano", a me piacciono, ma ognuno dovrebbe trovare il suo stop & go adatto a sé.

Joseph, Giuseppe è uno dei miei nomi



Le favole della Valle: L'amore di Fenice

2014/06/05



La Fenice era tormentata, un giorno entrò nella Valle e andò a chiedere consiglio al re.

Arrivò al centro della Valle dove maestoso il Leone seduto l'aspettava.
La Fenice disse: "Leone aiutami, ho sempre questa persona in testa!"
Il Leone rispose: "Fenice, ascolta il cuore e saprai che non è lui che ami".

Fenice vagando per la Valle rifletteva sulle sagge parole di Leone: "Quindi... quella persona è solo una conquista per me... è nella mia testa, non è nel mio cuore", però continuò vagando a pensarci.
In quel mentre apparve Lupo ringhiante.
Fenice spaventata chiese a Lupo: "Lupo perché ringhi?"
Lupo rispose: "Ringhio all'uomo nella tua testa, Leone mi ha mandato a te per aiutarti, ogni volta che incontrerai la persona sbagliata gli ringhierò contro, ma chi va bene per te lo leccherò, così tu potrai capire".

Il cuore di Fenice fu pieno di gioia e riconoscenza per Lupo e Leone e quell'uomo uscì dalla sua testa e scomparve.
Ora era libera per l'amore.

Le favole della Valle: Tai Chi Chuan
2014/05/08

Corvo: “La valle del Tai Chi Chuan”
Cerva: “È imponente
Cerva: “Immobile”
Cerva: “Sacra”
Cerva: “La sento nel cuore”
Cerva: “Ora vedo un prato e degli alberelli”
Cerva: “C'è una bella luce”
Cerva: “È mattino”
Cerva: “Ora vedo un vecchio. Sembra un eremita”
Cerva: “Sta seduto immobile”
Cerva: “Credo che mediti”
Cerva: “Fa segno di sederci”
Cerva: “Sediamoci”
Cerva: “Tira fuori una pipa e l'erba. La carica”
Corvo: “Bello”
Cerva: “Gesti lenti ed eleganti, regali”
Cerva: “Noi guardiamo in silenzio”
Cerva: “Anche lui ci guarda. È un bello sguardo”
Cerva: “Ora la pipa è carica”
Cerva: “Te la porge. Mi sa che devi accendere tu”
Corvo: “La prendo”
Cerva: “Lui prende l'accendino”
Cerva: “E avvicina la fiamma”
Corvo: “Tiro”
Cerva: “Si attizza”
Corvo: “Tiro lungo”
Corvo: “Aspiro”
Corvo: “Espiro”
Corvo: “Buona”
Cerva: :)
Corvo: “Tre volte”
Cerva: “Si”
Corvo: “La passo a te”
Cerva: “Si”
Corvo: “Ecco”
Cerva: “La prendo”
Cerva: “Aspiro”
Cerva: “A fondo”
Cerva: “Non brucia”
Cerva: “Buona”
Cerva: “Espiro”
Cerva: “Tre anch'io”
Cerva: “La passo al vecchio”
Cerva: “Ora fuma lui”
Cerva: “Finita. Svuota la pipa”
Cerva: “La ripone
Cerva: “Dice “questa è la Valle del Tai Chi. il Tai Chi è la Via. Il fumo sacro è la Via. La meditazione è la Via. Restate nella Valle, nella Via.”
Corvo: “Bello”
Cerva: “Lo sento molto nel cuore. Dopo fumato di più”
Corvo: “Un fumo che apre il cuore”
Corvo: “Il fumo è il respiro?”
Cerva: “Il fumo sacro. Si”
Cerva: “Porta a Dio”
Cerva: “Ho sentito il Leone ruggire”
Cerva: “È il vecchio”
Cerva: “Il vecchio è Leone”
Cerva: “Infatti aveva una folta e lunga capigliatura”
Cerva: “Anche la barba lunga e folta”
Cerva: “È molto bello qui”
Corvo: “Si”
Corvo: “Grazie”
Cerva: “Grazie”

Il Tao
2014/04/18

Il Tao che tutto unisce e tutto abbraccia. Sono parole del Tao Te Ching, antico e fondamentale testo Taoista.

Perché un taoista ha fede? È una filosofia laica, molto poco bigotta, adatta al credente e al non credente, eppure le parole: il Tao che tutto unisce e tutto abbraccia non lasciano dubbi, unisce ed abbraccia, tutto, se ci riflettiamo è un'espressione di Dio molto bella.

Un taoista ha fede perché il taoismo si basa sulla comprensione dell'e-e, se c'è Yin, c'è Yang, se c'è Yang, c'è Yin, se c'è la donna, c'è l'uomo, se c'è il giorno, c'è la notte. Ne traiamo la naturale conseguenza: se c'è l'essere umano, c'è il Tao.
L'ateo o il religioso sono scissi, non hanno fede, sono o-o. L'ateo crede di essere solo, separato, è presuntuoso, ci sono io. Il religioso crede in Dio, non crede in sé, si separa da Dio.
L'ateo crede in sé, il religioso crede in Dio, chi ha fede crede in sé ed in Dio, non è separato, il Tao tutto unisce e tutto abbraccia.

Pregare
2014/03/27

Si prega camminando
sentendo la terra sotto i piedi

Si prega seduti
guardando il mare, sentendo il suo profumo spargersi

Si prega volando
con le ali aperte nel cielo, sentendo la sua leggerezza

Si prega sdraiati, immobili, immobilità che vede

In ginocchio è solo per punirsi di peccati creati
Dio non lo chiede

Le carte dell'infinito: l'attesa del contadino (dell'insegnante)
Il contadino aspetta
respira la terra 
respira i frutti 
al contadino interessan solo i frutti 
null'altro 
sa che li deve attendere 
non vi è altra possibilità 
osserva giorno per giorno 
respira la terra 
la odora 
in ogni attimo 
attento ad ogni brezza 
ad ogni goccia di acqua 
sa che non tutto fiorisce 
non tutto darà frutti 
ma paziente coltiva tutto 
paziente 
respira 
vive 

(l'insegnante vede sempre frutti)

29 Gennaio 2014

Le carte dell'Infinito: Ringraziare
Ringrazio 
come è difficile farlo 
ancor più difficile capir 
che qualcuno ci ha dato qualcosa 
ringraziare...
ringrazio te o mia cara 
ringrazio te o mio caro 
mamma grazie 
papà grazie 
sempre più difficile 
eppur necessario 
Grazie Dio!

15 Gennaio 2014



Il Lago, il Cigno
2014/01/10

Il Lago è uno specchio, riflette noi stessi; il Brutto Anatroccolo diventa Cigno nel momento in cui si accorge che può guardare se stesso riflesso nel Lago.

Il Lago è il nostro inconscio, non è separato da noi, prima lo era: il Brutto Anatroccolo era scisso e non poteva non vedersi brutto, senza l'inconscio non siamo completi.

La gola è il Lago. Si scende in profondità, molto in profondità, si va verso il Cuore ed oltre...

Nell'I Ching il Lago rappresenta la Gioia, la Serenità.

Il Cigno scopertosi Cigno spiega le ali, ora può volare, prima no, era legato alla forza di gravità, schiacciato da essa, dalla sua umanità. Adesso si libra in volo, lo vediamo dispiegare il lungo collo, è riuscito ad aprire il Chakra della gola, porta i messaggi del cuore in alto, verso la testa e oltre.

Sulla Befana, sui Re Magi, sui tre centri

2014/01/07



Arriva la Befana volando alta sulla scopa, è notte.
Arrivano i Re Magi da lontano a portare i loro doni, è notte.

La Befana porta doni, carbone o caramelle? La calza nasconde la sorpresa, cosa conterrà?
I 3 Re Magi hanno doni per pancia, testa e cuore, mirra, incenso e oro, portano completezza alla nostra nuova nascita in un nuovo anno solare: sapremo usarli?

Sapremo scegliere il dono giusto che la Befana ci porta oggi? Biancaneve sbagliò scelta, la strega/befana le diede in dono una mela, metà era avvelenata, metà no. Biancaneve fu attratta dal lato estetico e perì. Molto simbolico, molto reale, la Befana è la vita: che scelta facciamo?

Noi del Tai Chi non abbiam dubbi, oggi cosa scegliamo? Una Forma sicuramente! Un po' di Meditazione, fatti con testa, pancia e cuore, incenso per bene dire, mirra per la saggezza e oro per l'amore.

2013

Le carte dell'Infinito: Porte
Non sono affascinanti le porte? aperte, chiuse, da aprire, da chiudere, tra mondi ... 

di più ancora i mondi,
restare sulla porta? 
a far che? 
paura?
no no 
entra dai 
vedrai che tutto cambierà
la porta serve per un attimo
un istante 
vuoi restar li per l'eternità? 
entra!

29 Dicembre 2013


Le carte dell'Infinito: il tatto ... toccare
Tatto, tocco 
dolce carezza 
vellutato amore 
mamma? 
toccami 
sono il tuo bimbo 
te ne sei dimenticata? 
Ragazzo, non mi carezzi più... 
il mio amore dolore ora è 
Leone che tocca 
uccello in volo 
tocca l'aria 
scender librando 
con il vento carezzevole 
il mondo ci tocca! 
tutto il mondo 
tutta l'energia 
sempre 

22 Dicembre 2013



Le carte dell'Infinito: Compleanni
Compleanni
ogni anno son 6 miliardi di compleanni
6 miliardi di anni ogni anno
sembran tanti
eppure son solo un anno
anno dopo anno
la vita passa
nacqui, morì
tutto li
quanti respiri in un anno?
milioni
6 miliardi di milioni di respiri in un anno
peccato
pochi profondi
ci provo un po'
aahhhh
che bel respiro ora questo
che felice compleanno!

5 Dicembre 2013

Le carte dell'Infinito: Autorizzarsi
Autorizzarsi
Darsi un permesso, le leggi son sacre
come posso io misera infrangerle?
Debbo seguirle
supinamente
accidenti
che vita grama
piena di leggi
fatte da chissà chi
fatte da me
e si certo, fatte da me
ed adesso per infrangerle
o al limite per riuscire a sopravvivere
devo autorizzarmi!
hahaha, ma che sciocca la mia vita...

3 Dicembre 2013

Le carte dell'Infinito: La gentilezza
Gentilezza non è poesia
gentilezza è naturalezza
vuoi essere gentile?
non esserlo
e lo sarai
chi si occupa di essere gentile
gentile non lo è davvero
falso dentro egli è
falso davvero
sii feroce
sarai gentile

26 Novembre 2013


2012

Capelli rossi
Era graziosa
senza età
più che altro una bimba
Le sue mani mi tiravano
un tirare profondo, amorevole.
Mi amava...

ancora non so perché
i suoi occhi scintillanti
fermi nei miei.

Dammi la tua mano
camminiamo assieme
un altro po' di strada ancora

17 Ottobre 2012

La Valle oscura
Lao Tzu la chiamò la valle oscura
arrivò il tuo orgasmo
ecco la valle
da quell'attimo iniziò
pienezza e gioia
scintille divine
era lunga
oscura si, ma stelle brillavano
passò il tempo
arrivò il mio orgasmo
il termine della valle
ci addormentammo beati

29 Agosto 2012

Stelle cadenti
Una stella cadente
i miei occhi l'hanno colta
é stato un attimo
un breve scintillante attimo
nulla é rimasto
ecco ne arriva un'altra
in questa calda notte d'estate
anche in me ci sono stelle che cadono
a fatica riesco a vederle
troppo veloci e troppo fioche
le ultime rocce cadenti di te
nel mio cuore

11 Agosto 2012

Le carte dell'infinito: il pensiero
Noi non siamo quello che pensiamo.
Credere di essere il proprio pensiero è illusorio e micidiale, porta sempre al dolore, allo scappare da questo dolore, ad una vita falsa e di facciata.
Il nostro mondo è ormai una facciata, ferrovie e ospedali ad esempio, si costruiscono sale d'aspetto di grande bellezza e comodità o negozi di lusso e ci si domentica che il cuore è il treno.
La soluzione è semplice, non siamo ciò che pensiamo, fermiamo il pensiero, non diamogli quel potere che ha su di noi e ascoltiamoci dentro.

Il pensiero è uno strumento utile a capirci, ma non siamo noi il pensiero, è come pensare siamo il piatto e non la pasta aglio olio e peperoncino che è lì sopra :)

3 Marzo 2012


Le carte dell'infinito: Il pendolo
Tic toc tic toc fa il pendolo e non si esaurisce mai, continua e continua e batte il tempo.
Se estrai la carta del pendolo sei un pendolare, non sbagli mai un colpo: il ritmo è la tua forza. Puoi fare la forma del Tai Chi con ritmo e la vita continua con ritmo, ma se un giorno decidi di uscire da questo ritmo, ecco che cominciano i guai: il pendolo ha un subbuglio e va in tilt e rischia di fermarsi, poi vuole riprendere, ricercare il ritmo, ma il desiderio di cambiare fa a pugni con la necessità di risentire il tranquillizzante tic toc tic toc e nasce un conflitto molto profondo. Solo dopo aver trovato un nuovo equilibrio che spesso é migliore, allora il pendolo ricomincia
tic toc tic toc

27 Gennaio 2012



Le carte dell'infinito: Il bosco
Il bosco silente sta quieto aspettando che qualcuno entri. Appena il piede spezza un ramoscello, il bosco si accorge della nuova presenza, tutti al suo interno drizzano le orecchie e i nuovi suoni cambiano il bosco.
L'equilibrio cambia ma il bosco è un insieme composto da tante individualità che tutte lavorano per il bosco; un tran tran quotidiano lungo anni e anni che produce un sacco di energie e sostiene milioni di esseri viventi, nulla va perso e tutto ha un senso.
L'umanità non ha capito il bosco, cerca di riprodurlo ma distrugge e non ha ciclo: una distruzione perversa.
Se l'umano vede il bosco, pensa solo a sfruttarlo; L'umano sfrutta il bosco, fruttifica chi sceglie il bosco. Costui deve darsi tempo x creare il suo ciclo, deve immedesimarsi nel bosco e capire qual'è il ciclo, qual'è il momento giusto per far cadere le foglie e quale per seminare e raccogliere.
Decidete quale esempio seguire, lo sfruttamento o il fruttificare e se scegliete il secondo, eliminate tutto ciò che inutilmente danneggia.

27 Gennaio 2012

Scelte di morte
Quante volte assieme tu ed io

quanti momenti gioiosi fatti di risa e sesso

fugati in un attimo
sciolti in una decisione

un amore spezzato
per correre dietro illusioni

per scappare da noi

26 Giugno 2012

Una Resurrezione...
Mamma...

siedo accanto a te
dormi, non serena
costretta dai farmaci

sveglia ti tormenti
hai scelto in questa vita l'inferno

fra breve avrai pace 
ti libererai delle tue catene
ed io potrò abbracciarti

8 Aprile 2012

Mamma (una coppa del nonno)
Lecca le tue labbra mamma
questa vecchia coppa è quasi finita
un gelato che era dei nostri tempi

piano mamma
piano
potrebbe essere l'ultima
piano
godila
godi ogni leccata

l'ultima coppa

26 Marzo 2012

Il Drago d'acqua
Il drago è senza fuoco!
corrergli vicino
salirgli sopra
scivolare giù
ancora ed ancora
come quando eravamo bimbi
sorride divertito
ma il suo rombo è ancora tremendo
ridendo ci richiama per giocare ancora

24 Gennaio 2012

Miele salato
La goccia scendeva
lenta
sulla tua guancia

la leccai

miele salato

contento di tale dolcezza
triste per la nostra tristezza
come un vampiro ti ferii ancora
per un'altra goccia di miele salato

19 Gennaio 2012

2011

Il verme
Eri un verme, 

strisciavi un po' viscida ed umile, 
ebbi cura di darti terra ed acqua, 
ti trasformavi a poco a poco 

ecco, il bozzolo, 
la metamorfosi... 

ne uscisti verme ancor più grossa, 
tracotante orgoglio e meschinità, 
trattenni la mia suola 
ti lascia li, sulla polvere a te cara. 

Sbagliai io, eri un verme, non un bruco.

18 Dicembre 2012

Sogni
Un nuovo sogno 
l'altro se n'era andato 
era bello 
ma poi... come tutti i sogni svanì 

sogni, sogni 
sogni 

nessuno rimane 
eppure tu sei 
e il mio cuore 
ha la tua luce 

perché non sei rimasta?

15 Ottobre 2011

Fare
Fare, fare, fare
quale malattia

tutti fanno
se non fanno si disperano

cosa faccio oggi?
cosa faccio adesso?

Ah... triste la vita così
l'amore scompare
diventa relazione

fare, fare, fare
vera malattia dell'umanità

15 Luglio 2011



La tua vita
Con una poesia non mangerai
con un bacio non guadagnerai denari
col nostro amore non sarai famosa

Cibo, soldi, notorietà
li hai tutti ora
sepolti con te

7 Luglio 2011

Una principessa
Buio nella notte
una tigre aspetta
selvaggia

gli hai tolto i denti?
OMD, ora sei una mucca
muu muu
o una pecora
bee bee
perché ti vuoi così?

Attenta!
la mia tigre sta venendo a mangiarti
corri via, corri via!
oppur rimettiti ancora i denti
ed andremo a danzare sotto la pioggia!

(OMD=o mio dio)

1 Luglio 2011

Una principessa
Aleggiavi nell'ala del tuo castello
il fascino discreto di una principessa
il tuo orgoglio infine schiacciato dal tuo amore
la bocca ardente di desiderio
l'anima contenta di soli sguardi
mi sorridesti comunque lieta

28 Giugno 2011

Solchi
Tracciamo un solco
nella dura pietra
del nostro carattere

In uno un segno resta lieve

nell'altro neppure una traccia

nel mio un fiume scorre 
or che ti ho incontrata

26 Giugno 2011

Il dolce bacio
Quella sera ero dentro di te

profondo

sospiravi

c'era una luce li
restammo immobili a sentirla
non c'era più spazio
eppur si apriva l'infinito
poi il dolce bacio

25 Giugno 2011

Giochi strani
Giochi strani fa la vita
amori distrutti, incapaci di esistere

Si amavano, lui morì,
dolore, dolore, dolore
diciott'anni di dolore
ma lui era sempre lì,
l'amore intatto
poi una notte l'inatteso aiuto
si strinsero ancora
la gioia lungo la colonna
il ritrovato contatto
l'unione perfetta

25 Giugno 2011

Non ti do zucchero, è amore
Cercavi da me parole mielate, dolci,
sbattesti la porta non capendo

Volevi carezze e tenerezze,
la vagina ben serrata, moneta di scambio

Chiedevi certezze e accondiscendenza
il cuore nascosto nel più profondo

Aprivi e la tua energia mi inondava
ti baciai dolcemente le labbra

Scappasti a gambe levate
quell'uomo vuole solo...

non era zucchero, era amore

22 Giugno 2011

Un gioco stupido
Notte bagnata
una stella umida
sofferente...

il cuore tira ancora
come un'animale morente
nessuna lacrima rimasta...

erano speranze vane
un matrimonio finto
erba in un cimitero...

stupido silenzio
giocato da una bimba cresciuta
solo una lama nel petto...

22 Giugno 2011

Un caffè
Eri li sulla sabbia
il fragore di un mare bianco
l'onda ti lambì il piede
lo stesso che tenevo in mano
quando le nostre forme si intrecciavano
in un'amalgama
dove non eravamo mai stati
in un mondo nuovo

l'onda defluí e il tuo sorriso
mischiato al caffé al ginseng
diede pace e bianco candore

20 Giugno 2011

10 all'ora
Sei la mia pioggia,

la mia acqua
sono libero
pronto per le tue gocce
alzo il viso e mi bagno
teneri tocchi
piedi intrecciati
a 10 all'ora
uno stop improvviso
per un altro bacio
memori del Pelide
che non seppe fermarsi
tratteniamo l'amore
e celere cresce in noi
fra risa di gioia
albero secolare
sradica cemento
vita opportuna

11 Giugno 2011

Luisa
Il ricordo lontano
vivo nella memoria
qualche istante accanto a te

il tuo viaggio
rivelatosi senza ritorno
un dolore sottile

ti ritrovo sorridente
lontana negli occhi
per te un ricordo qualunque
di un passato di tormento
che scacci nel tempo

le mie dita ti lasciano
svaniscon anche queste parole

27 Maggio 2011

Strati
C'era una bella ragazza
vorticava nello spazio
i capelli tutt'attorno

lei é li ora
aspetta me per danzare
un sorriso sul suo viso

veloce vado
il suo cuore ride
come posso non essere felice?

26 Maggio 2011

My white tyger

2011/07/20



I write this poem for you
my sadness is everywhere
sticking in your loss skin
white like snow
far and lost in the North
where the sun can't shine more than you
I told you here was earth for you
I was meaning for your heart
I was telling this for your soul
... you lost yourself
and I lost my white tyger

I Ching

2011/12/11



L'I Ching o Yi Jing, nel passato, I King, stessa pronuncia, è un'affascinante lascito della cultura taoista.

Menomata nei millenni dalla cultura ufficiale, confuciana, lascia ancora trasparire verità nascoste grazie al fatto che è basata su semplici linee grafiche Yin o Yang."

La linea Yin si dice "spezzata", interrotta", mentre la linea Yang è detta "intera". Tale uso è conseguenza della poca comprensione dell'aspetto Yin nel confucianesimo, da noi nei millenni di cultura patriarcale non è andata meglio.

Lo Yin è l'aspetto femminile della vita, lo Yang quello maschile e la bellezza e profonda visione del Taoismo è racchiusa con semplicità in questo: sono semplicemente aspetti dell'unità delle cose così come una giornata è per forza di cose composto da giorno e notte.

La più grave lacuna dell'intera letteratura sull'I Ching è l'attribuzione di negatività allo Yin e conseguente preferenza dello Yang. Il mondo è uno e uomini ossessionati dalla loro incompresa parte Yin, hanno torturato, bruciato, umiliato tante donne.



Vuoto e pieno sono due lati dell'essere umano, il Chan, poi Zen è probabilmente il massimo traguardo del genere umano dedido alla ricerca del vuoto interiore. Non c'è polvere, non c'è specchio replicava ad un dotto dei suoi tempi, il sesto patriarca Chan, il profondo maestro Hui Neng.



Gli amori di Paolo e Francesca, dei nostri poeti, di tutta la cultura Occidentale sono il pieno, quell'aspetto che i mistici dell'Oriente spesso non hanno compreso nel loro estremo solipsismo.



Nel Taoismo avviene l'unione dei due aspetti della vita, Yin e Yang, vuoto e pieno vivono sempre assieme, ruotano nel simbolo dei Tai Chi fluendo.



Leibniz comprese il sistema binario studiando i simboli dell'Yi Ching e comprese che la rappresentazione dello Yin e Yang in pile verticali, i cosidetti trigrammi o il loro raddoppio, gli esagrammi, erano rappresentazioni numeriche, le stesse che sono alla base del funzionamenti di tutti i computer.



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Questo è il primo di una serie di post sul tema dell’I Ching, dei Trigrammi e del Taoismo.

Cliccate sui link a destra: I Ching, Taoismo, Trigrammi per altri futuri articoli





Altri post sull'I Ching:

1) I Ching - 2) Gli otto Trigrammi - 3) I Trigrammi Lago e Montagna - 4) Esagrammi 11 e 12: Guerra e Pace - 5) Esagramma 29: Kan


2010

Fjords

2010/06/26



I sing for you, my beautiful star
a sad song of love.
You come one night in my dreams
and slowly, moment after moment,
the enchantment never is gone.
You are too beautiful for me,
you are too young for me,
but leave that I can breath for an instant more near your beautiful soul


 
Are you a dream for me or a sign?
a dream of a born love, but never lived and still intact
a sign of destiny of a soul too pure, so light in her brightness
I knew you as Ash, blond ash of star
I know you as Elisabeth, dark hair of a summer night
still I don't know you enough,
but always a tear fulfills my heart when you write me a word

Dedicate to Ash

Meditazione per guarire occhi e orecchie
2010/08/12

Questo è l'inizio di una meditazione di guarigione per gli occhi e le orecchie.
Dovete stare sdraiati, il naso in questa posizione è come una montagna, gli occhi sono due laghi.
Per la combinazione di questi due elementi potete leggere il mio post di due anni addietro: Un'antica montagna, un giovane lago
C'è acqua (energia) che viene giù dal naso, fluisce verso gli occhi da entrambi i lati del ponte in una cascata energetica e va direttamente all'angolo interno dei due laghi. State immobili finché non sentite questo flusso, se non sentite nulla, dovete ripetere questa meditazione, ogni giorno per alcuni minuti, un occhio alla volta, fino a quando non è chiara la sensazione.
C'è un altro flusso di energia che proviene da sotto il naso, dall'interno della montagna (questa parte è in diretto contatto col cuore); sentite un fiume sotterraneo che esce nell'angolo interno degli occhi, sotto il lago. Entrambe le correnti (il primo connesso con la pancia), sono due tipi diversi di energia e si mescolano qui, all'angolo interno degli occhi.
Questo flusso d'acqua (energia) va a coprire gli occhi: sentite la corrente che va in quattro direzioni, verso la parte alta (Nord) e verso la parte bassa (Sud) dell'occhio, verso la profondità (Nadir) e verso la sommità (Zenith) degli stessi.
Rimanete a sentire questo per un po'. All'inizio potete lavorare su una direzione sola, poi sulla coppia, North/Sud e Nadir/Zenith, quando avete poco tempo sentite entrambi gli occhi completamente coperti.
La corrente continua arrivando alla parte esterna degli occhi e qui forma una grande cascata che cade verso le orecchie, ma prima l'energia riempie le tempie, due importanti punti di agopuntura, state qui finché vi piace, quindi seguite l'acqua cadente che raggiunge le orecchie, aprendole. L'orecchio deve sempre essere aperto per la salute della persona.
Lasciate che l'acqua penetri e sentite come se le orecchie fossero grotte sotto il livello del suolo. Dovete andare bene in profondità, così tanto che entrambe i fiumi si ricongiungono nel centro della testa.
Questa è la prima parte di una bella e benefica meditazione che le mie guide mi han dato.

English version

Meditazione dei due cuori
2010/07/24

Centra il tuo cuore con la tua amata/o, devono essere assolutamente in sincrono, poi lascialo battere e senti il suo battito, senti la sua luce che con la tua diventa illuminescente e respira, respira con lei e diventate l'universo intero e la vostra luce, il vostro battito, il vostro respiro riempiono ogni posto, ognuno, ogni oggetto.

Poi riposa felice.

L'acqua che scorre

2010/07/16



Questa è una piccola meditazione per tutti, semplice. L'acqua rappresenta la vita, il suo scorrere il tempo, lasciarsi andare all'acqua che scorre vuol dire accettare che la vita scorre e vuol dire galleggiare in essa, liberi, senza intoppi, senza cercare cose che non ci sono, che non possono essere, lasciando andare si accettano cose belle che verranno naturalmente.

Sdraiati ad occhi chiusi ci si immagina un fiume più o meno turbolento, ci si lascia andare in questo fiume, l'acqua non bagna, la schiena è sotto; la corrente ora ci muove, noi rimaniamo a sentirla beati e ci facciamo portare via, se c'è paura la togliamo con dolcezza, non serve, distoglie solamente. Poco alla volta sentiamo che la corrente, prima forte è solo un'illusione e non ci disturba più.

Si, nei miti, nei film, l'eroe o l'eroina bambini che venivano gettati nel fiume, simbolicamente, sono esseri che fluiscono, per quello sono eroi e gli altri no.

2008

The old sun, the young night
2008/12/02

The morning, the child, like the sun appearing on the horizon, meets the mother, the night leaving place to the day.

Same was your story, you, the day going down, met Sheila, the young night coming out.

The moment is magic, all things stop, a door of energy is open, hearts stop beating for some instants.
At one moment, you don't know exactly, all is gone, the day disappeared, the night is there all over, covering everything.

This was you love Carlo and Sheila, was beautiful, but... this happens day after day, not only one day

Meaningless Riot
2008/09/25

"And there I was," he said,
"It was me against the world.
It was a huge and nasty riot.
Everyone asked me questions and
insisted I answered every single one of them."
"Wow," said the little girl, "What did you do?"
"Oh, that's simple," he said, "I told them
to look for the answer within themselves.
No matter what chaos they created, my answer stayed."
"Did they?" She held her teddy bear closer.
"No, they all ignored me as they have
for centuries now. They expect me to give
them the answer to everything. It's absurd, really."
The girl looked at him, "I don't expect you to answer,
I will listen and look within."
She said this as if offering comfort.
He smiled, "I know you would. But you are a child,
your questions are different.
You don't ask why your life is not joyful,
why you don't have the job you wanted,
why you could not get married,
why you could not have children,
why you aren't beautiful,
why life isn't simple,
why you are in jail,
why you are not in school.
These are really not questions I should be asked.
These are questions people must ask themselves.
But they refuse to believe they hold the fault
for everything and anything
that they think is not right in their own lives."
The little girl sighed and looked out to the sky,
"Why do we have clouds?"
God laughed,
"Now that is a question I would answer!"

by kind permission of Sheila "zaphi" Sanchez

2003

Achille piè veloce
Lo studio del taoismo sulla sacralità del Corpo è anche studio del movimento: si osservano i movimenti naturali degli esseri umani, in particolare dei bambini, perché più liberi da blocchi, e degli animali: nei monasteri era comune trovare tartarughe e gru anche per comprendere la loro longevità. Queste osservazione e questi studi hanno dato vita ad esercizi fisici che sono parte integrante della vita taoista e che mirano al raggiungimento di una salute che coinvolge anche l’aspetto mentale.

Uno dei prodotti più raffinati è il Tai Chi Chuan, arte alla moda ai nostri giorni ma anche svuotata di contenuti dagli occidentali. Il nostro pensiero lineare non ammette se non la superiorità delle civiltà presenti: siamo la massima evoluzione in tutto! Ed ecco allora che teorie energetiche, fisiche e di movimento studiate per secoli sono messe in discussione solo perché le nostre tavole anatomiche sono le più perfezionate (così afferma un rinomato insegnante di Tai Chi Chuan americano). In realtà il gap tra noi ed il funzionamento del nostro Corpo è arrivato ad un punto di grave frattura, che punte masochiste come il body building o lo sport agonistico ed estremo mettono in luce, mentre pratiche nelle quali l’uso della tensione muscolare è di ostacolo sono ancora difficilmente comprensibili.

La conoscenza del nostro Corpo non è facile, esige anche momenti di quiete, di meditazione, di ascolto, tutte situazioni non agevoli al mondo d'oggi. Proviamo a stare in piedi, lasciando il bacino e l’osso sacro libero, oscillando la colonna come un pendolo, potremo goderci lo spostamento del peso dai talloni (Yin) all'avampiede (Yang) e conquistare un'insolita sensazione di libertà.

Approfondendo lo studio del movimento sui piedi con il Qi Gong e il Tai Chi Chuan andremo in profondità e potremo penetrare la sacralità del Corpo: sul tallone, posizione Yin, sentiremo la possibilità di essere in asse, di avere i tre centri allineati, le braccia si apriranno facilmente come fossero ali ed allora il nostro diaframma libero ci consentirà una profonda inspirazione, sarà più facile aprirci all'interno e sentire quelle emozioni che spesso ci nascondiamo. Sull'avampiede – posizione Yang - potremo rilasciare il bacino e goderci un’espirazione libera, che scarica completamente le nostre tensioni.

Il mito narra che Achille aveva un unico punto debole, vulnerabile: il tallone. Nel Tai Chi Chuan diremmo che aveva un problema di Yin, non riusciva a stare sui talloni, a fermarsi. Colui che sta sempre sulle punte, continua ad andare, ad esempio accelera ai semafori (punta) invece di frenare (tacco).

La discendenza divina, la quasi invulnerabilità lasciano intendere una situazione più evoluta rispetto ai suoi compagni ed ai suoi nemici intenti solo alla guerra ed alla distruzione reciproca. In effetti nell’Odissea ad un certo punto Achille si ferma, “Disse così; al Pelide venne dolore, il suo cuore nel petto peloso fu incerto tra due: se, sfilando la daga acuta via dalla coscia, facesse alzare gli altri, ammazzasse l’Atride, o se calmasse l’ira e contenesse il cuore”. Smette le armi e si domanda le ragioni della guerra contro i Troiani, sa che non nutre motivi personali contro di loro. In quel momento Achille “è” nel suo tallone: in questa posizione si può inspirare, si è più aperti nel Corpo, le emozioni nascoste si aprono all’esterno ed anche i pensieri si fanno più profondi. In questa posizione è invulnerabile. Achille, nonostante le pressioni dei suoi amici Achei, riesce a stare in questa posizione Yin, ma “Yin e Yang amano alternarsi continuamente”, ora comincia l’oscillazione verso lo Yang.

Nella sua storia a questo punto sopraggiungono due problematiche: dapprima gli viene sottratta Briseide, successivamente muore il suo amico Patroclo. Sono due elementi Yin, Briseide una donna e Patroclo un uomo ma dall’animo gentile. Il dolore è troppo forte e Achille si chiude, chiude il suo diaframma ed in esso il dolore. Perde il collegamento con il tallone ed il dolore trattenuto si trasforma in ira, e per l’eroe giunge la fine. Torna una situazione Yang non armonica, reattiva, eccessiva, l’ira funesta senza freno; sarà il Dio Apollo a colpirlo nel calcagno e con la morte a farlo tornare in una nuova situazione Yin. Avrebbe dovuto ritrovare all’interno di se i due elementi Yin perduti per bilanciare l’eccesso di Yang.

Situazione molto attuale: anche noi come Achille, non riusciamo a trovare una soluzione allo Yang, a bilanciare Yin e Yang, siamo capaci solo di usare la rabbia e la forza fisica, degli eserciti, dell’autoritarismo e/o a chiuderci in uno Yin spento, senza luce. Lo Yang nel Tai Chi Chuan è, al contrario, forza che si appoggia allo Yin, forza energetica, che ha respiro, esplosione morbida ma potente, forza neutralizzante, forza svuotata dall’aggressività, non reattiva, forza che ha cuore.

Pubblicato nel numero 5 dei quaderni degli argonauti Giugno 2003

3 Giugno 2003

Gesù e la croce
In ogni epoca troviamo la simbologia della croce: usata dai Cinesi, dagli Indiani d’America, dal Buddismo, dall'Induismo, dai Celti, dal Cristianesimo, dal Nazismo, da ogni cultura, con rappresentazioni diverse e con vari significati.

L’asse orizzontale non sempre è posto alla stessa altezza, in alcune croci è al centro dell’asse verticale; alcune hanno due assi orizzontali, normalmente nel Cristianesimo l'asse orizzontale è posto più in alto del centro, come una spada conficcata nella roccia (la spada è una croce). Nel cristianesimo nei primi tre secoli dopo Cristo non vi è traccia della croce.

“La coppia Yin e Yang si forma dappertutto”. Sull'asse che segue la gravità terrestre le varie culture di volta in volta pongono coppie di opposti: “Terra e Cielo”, “Nord e Sud”, “Gioventù e Vecchiaia”; nel cristianesimo abbiamo “il Figlio (Yin) ed il Padre (Yang) ”. Sull'asse dell’orizzonte possiamo trovare “Madre e Padre”, “Est ed Ovest”, “ Corpo e Spirito”, “Nascita e Morte” e nel cristianesimo lo “Spirito Santo”, in cui Yin e Yang sono rivelati dalla parola doppia. Spirito Santo che in Oriente è chiamato Qi, Ki, Prahna, e da noi ora semplicemente energia.

Apocalisse 22:17 “Lo Spirito e la sposa dicono: ‘Vieni’. E chi ode, dica: ‘Vieni’. Chi ha sete, venga; chi vuole, prenda in dono dell'acqua della vita.” Qi, Spirito Santo che è il principio, la forza generativa, e sempre scaturisce dall’incontro tra i due poli Yin e Yang, sempre in coppia: polmoni, (in alcune croci rappresentati sui lati sotto l’asse orizzontale), ovaie, testicoli, reni, ventricoli del cuore, emisferi cerebrali, occhi, orecchie, mani.

Mani che nella meditazione orientale (e nel Presepe sua rappresentazione), unite sotto l’ombelico sono coppia generatrice, (Maria e Giuseppe), e creano la scintilla divina, (il bambin Gesù), nel Tan Tien della pancia (la mangiatoia), che un’altra coppia, Milza e Fegato, (l’asinello ed il bue), scalda.

Normalmente le persone cattoliche tracciano il segno della croce molto in alto, tra testa e cuore; la sfera del bacino, il suo centro, il bambin Gesù cioè il Figlio è del tutto assente, ed alcuni in tarda età tracciano il simbolo solo sul viso, sparisce anche la sfera del cuore.

Nel Tai Chi la stabilità fisica è indice anche di stabilità interiore, e si ottiene quando il baricentro, come un galleggiante, è sospeso nella zona appena sotto l’ombelico ed il Corpo aperto e rilassato. Provando a spingere delicatamente una persona dopo che questa ha tracciato il segno della croce si nota che questa stabilità diminuisce e diminuisce tanto più quanto più alto è il tracciato.

Corinzi 6:19 “Il Corpo è il tempio dello Spirito” ed il segno della croce, come i gesti di tante religioni, prima di diventare un rituale, doveva essere un atto energetico di riunificazione, due coppie di Yin e Yang che portano al centro della croce, al cuore; per un Cattolico sarebbe interessante ritrovare il significato energetico.

Ognuno porta il suo Corpo ed ogni Corpo è immagine del carattere, porta i segni del vissuto. Ogni persona è rispecchiata nel suo Corpo e più è chiuso, più è piegato, più è rigido, più è muscoloso, più è disprezzato, più è trascurato, più è usato come una macchina, più è scisso dalla consapevolezza, e più è una croce pesante da portare. Le spalle sopportano oggetti e situazioni immaginarie o volute e si curvano, le braccia sono dure, il baricentro si sposta in alto e il cuore è afflitto, il diaframma bloccato taglia il Corpo in due. Si crea una situazione conflittuale, masochista, di sensi di colpa, pesante, dualistica: l'Inferno è sotto, sotto terra, sotto il diaframma, nei visceri, nei genitali, si fa "peccato" se uno stimolo viene recepito da questa zona diventata impura e l’energia, lo Spirito Santo non ci avvolge più.

Il Sacro resta bloccato in alto, nel cuore e nella mente, zone diventate pure, e diventa idealizzato, lontano, irraggiungibile. Dio posto in alto diventa giudicante.

“Yin e Yang vivono sempre assieme”, come il nostro sedere e l’osso sacro.

La sfera del bacino è il Sud, il posto dell'energia rigogliosa, della crescita, della libido. La sfera della pancia, del bacino é la sfera dell'anima-litá, la sfera dove siamo cullati per nove mesi prima di nascere, la sfera con cui procreiamo, la sfera del piacere e della creatività. I genitori diventano genitori con la sfera del bacino, i figli diventano figli con la sfera del bacino.

La croce tracciata senza che la mano arrivi al Tan Tien della pancia ricrea la situazione descritta nel libro di Tolkien: il mago Saruman, il Diavolo, si é impossessato della sfera del bacino, ci ha invaso dal diaframma in giù; Saruman che voleva distruggere tutti gli umani con le sue orde di orchi non è nient’altro che il riflesso in basso del Padre scisso, la nostra volontà di potenza si ritorce contro di noi, quelle pulsioni genitali che da bimbi erano naturali ora sono fiamme dell’inferno.

Quando la mano che scende tocca il cuore lo pone a Sud, non al centro del segno, centro che invece sarà nella gola, tagliata dall'asse orizzontale. Il cuore bloccato tra una gola ed un diaframma chiusi non può dirigere quella libido che sta a Sud e che lasciata sola diventa sete di potere, vendetta narcisistica, l'anima-le in noi, diventa belva: donne e uomini bruciati sui roghi, crociate, guerre in nome di Dio... Luca 9:58 “E Gesù gli rispose: Le volpi hanno delle tane (sfera del bacino) e gli uccelli del cielo dei nidi (sfera della testa), ma il Figliuol dell'uomo (sfera del cuore) non ha dove posare il capo.” (schiacciando lo sterno per chiudere il cuore il capo non trova appoggio e la gola si serra).

Aragorn, il cuore, è un “ramingo”, è solo, senza popolo, senza un posto dove andare, è erede di una leggendaria spada che porta con sé ma che è rotta. Al termine del “Signore degli Anelli” Aragorn, con la spada ricostruita, dopo aver sconfitto, grazie all'aiuto di Nani, Elfi, Hobbit, Uomini e Donne, cioè delle nostre parti sane, i vari “mostri” assetati di potere, s’insedierà nel suo regno e riunificherà il mondo che torna libero.

La vita c’insegna a non negare mai una nostra parte, cerca sempre di ricondurci sulla via della consapevolezza, anche grazie alla malattia: quanti disturbi al giorno d’oggi nella parte “bassa” del Corpo , un richiamo di attenzione, una richiesta di libertà.

La rappresentazione del Cristo sulla croce nelle nostre chiese è di un corpo morto, appeso, che pende dalla croce e dà chi guarda, soprattutto ai bambini, una sensazione, spesso inconsapevole, di blocco, di pesantezza, di angoscia.

Gesù Risorto ha integrato il suo Corpo, la croce, nella persona, lo ha reso vuoto, leggero, aperto, energetico; è volato in cielo (il simbolo della colomba), ha estratto la spada, non sente più il Padre in alto che lo schiaccia ma si siede accanto a lui. Padre, Figlio e Spirito Santo, i tre centri si sono integrati nel Cristo. La croce scompare, coincide con lo scheletro, il Corpo siamo noi, le spalle e le braccia non più strumenti di fatica sono libere, diventano simili ad ali (osserviamo i dipinti degli Angeli): ora nella vita si può volare. Non c'è più dualismo, il baricentro scende nella pancia, il diaframma è libero, l'inferno pure, tutto diventa sacro, tutto diventa profano, si torna come quando bimbi di pochi mesi amavamo mettere in bocca i nostri piedi.

Il Cristianesimo ha preso come simbolo Gesù morto sulla croce mettendo così in secondo piano il Cristo Risorto, non ha aiutato gli esseri umani a liberarsi dalla Croce che il Cristo ha fatto “sparire” e gli ha lasciati per secoli con la paura di perdere la propria croce narcisistica attivando un meccanismo Yin e Yang di ritorno: piegati e deboli sotto il suo peso, pieni di sensi di colpa.

E’ facile controllare persone e bambini e se stessi chiudendo il Corpo: si respira poco, le pulsioni si bloccano, si ritorcono verso l’interno e non danno fastidio. In Cina negli ultimi decenni il Tai Chi Chuan e gli esercizi energetici del Qi Gong sono stati modificati, resi ginnici, sportivi, chiusi per mantenere la popolazione asservita. Movimenti che si rifanno a stili più antichi, più aperti, come il Fa Lun Gong, sono banditi ed operano in clandestinità.

Un esempio occidentale si trova nel galateo, a tavola i gomiti vanno tenuti chiusi, ottima posizione per bloccare le pulsioni dei figli, soprattutto delle figlie. Si appende la croce in classe quando il potere politico diventa più autoritario.

Marco 14:36 “Padre! Ogni cosa ti è possibile; allontana da me questo calice! Però, non quello che io voglio, ma quello che tu vuoi.” Gesù si affida al padre, cosa voleva insegnare il Padre a Gesù e per suo tramite all'umanità?

Si inizia la vita inspirando, la si termina espirando. Gesù muore, esala, ma poi risorto, di nuovo inspira: il Padre gli dà, ci dà la certezza che dopo l’espirazione, anche se l’ultima, avremo sempre una nuova inspirazione, non importa se resuscitati o in Paradiso o nel Nirvana o in una possibile reincarnazione o come atomi sparsi nell'universo. Se espiro totalmente in quest’istante, dovunque mi trovo, anche su una croce, avrò sempre una nuova possibilità di inspirare. Il Padre ci ha mostrato che “dopo lo Yang c’è di nuovo lo Yin”, Gesù che espira diventa il Cristo che inspira.

Gli Scribi del tempio, chiusi nella loro religione senza più linfa, religione di potere, scissi come una testa isolata domina il Corpo senza accorgersi che così toglie vita anche a se stessa vogliono la morte di Gesù e lo fanno crocifiggere sul Golgota (testa): non potevano accettare quello che è sempre stato un metodo rivoluzionario, usato da Lao Tze, da Buddha, da qualsiasi essere in contatto con se stesso e non identificato in una sola parte di sé, testa, cuore o pancia.

Gesù lo chiamava “Padre”, Lao Tze “il non-agire”, l’azione che nasce dalla non reazione, Davide Lopez, direbbe si affida alla potenza del preconscio, nel fertile rapporto tra questa e la consapevolezza.

Certo Gesù non intendeva limitare l'intera divinità al solo “Padre”, come tuttavia è accaduto: se all'inizio del segno della croce, toccandoci la fronte diciamo "nel nome del Padre" e per secoli identifichiamo Dio esclusivamente con il Padre stiamo scindendo la trinità e menomando il Corpo. La testa diventa Dio, un Dio razionale e maschile, e Dio diventa un mostro, più un Diavolo che opprime ed uccide, come è successo e succede in occidente. Ma Dio è anche Dia - perché limitarlo - ed il Padre é anche cuore e pancia, ne ha ben diritto! Anche nell'induismo abbiamo una trinità, Brahma, “la prima manifestazione”, è posto nella pancia, regge il cuore, Vishnu e la testa, Shiva.

Problema molto attuale per l’umanità il monoteismo, questa ricerca ossessiva dell’unità, del proprio Dio migliore di quell'altro a propria immagine e somiglianza senza comprendere che l'uno si scinde sempre in Yin e Yang, il due, e che esiste anche lo zero, il vuoto e Dio ama celarsi in esso.

Lao Tzu direbbe che il Creatore è il grande “Tao” che tutto e nulla abbraccia.

1 Giugno 2003

I tre centri
“I tre centri”

Nel taoismo la sacralità del Corpo si esprime nelle sue molte rappresentazioni - paesaggi con monti, laghi, fiumi, campi - e nei poetici nomi: il cuscino di giada è la nuca, la pagoda a dodici piani è la gola, il fondo dell’oceano è il perineo. Corpo tenuto in grande considerazione perché è il nostro dono, è la nostra possibilità di vita sulla Terra. La meditazione taoista è andata molto in profondità nell’esplorazione del nostro veicolo, esplorazione che ha dato secoli fa grandi possibilità artistiche e risposte scientifiche: la medicina cinese, la chimica, la fisica quantistica, la comprensione di leggi universali.

Chu King Hung, maestro di Tai Chi Chuan dei nostri giorni, grazie all’ombrello o all’automobile o all’aereo, dà profonde spiegazioni sulla funzionalità del nostro Corpo: mani e piedi come ruote, il diaframma come pistone, la mente come batteria, l’apertura e la chiusura dell’ombrello come la nostra respirazione e così via. Non che il Corpo sia una macchina ma tutti i ritrovati tecnici, spiega, sono ad immagine e somiglianza e funzionalità del Corpo. Comprensione che dà ai nostri insegnanti di Tai Chi la possibilità di trovarsi di fronte a bambini, ad adulti, ad anziani in luoghi diversi: scuole, associazioni, ospedali, e persino carceri a spiegare cose semplici che molti hanno disimparato, come piegarsi per allacciare le scarpe senza soffrire.

Un sommelier quando alza il gomito per assaporare il vino vi dirà che lo fa per l'estetica del gesto, è vero ma c’è di più: alzando il gomito, il diaframma e la gola si aprono, l'olfatto ed il gusto sono potenziati. E’ questo gesto che ne fa un Sommelier e intuiremo da dove nasce l'espressione “alzare il gomito”.

La nostra cultura ginnica e sportiva, le varie arti come la danza classica, invece hanno usato il Corpo come una macchina, utilizzandolo e devastandolo a fini narcisistici di prestazioni e competizione. I culturisti ad esempio: potenziano muscoli che poi impediranno loro una respirazione libera ed una deambulazione normale.

Un amore per il Corpo, per noi stessi, che nei secoli abbiamo dimenticato ed il cui recupero osteggiato e deriso, lascia chiaramente intravedere un dominio di uno dei tre centri sugli altri due. Testa, cuore, pancia: tre mondi, tre centri, tre sfere; un disallineamento od uno squilibrio di uno di questi porta alla disarmonia fisica e mentale.

La colonna vertebrale è l'asse, la colonna portante: in alto la testa, in mezzo cuore, polmoni e braccia, in basso reni, pancia, bacino e gambe.

Punti nodali, piani di unione delle tre sfere sono gola e diaframma, qualsiasi tensione e chiusura si riflette su di essi.

Il profondo e geniale lavoro sul carattere ed il linguaggio del corpo di Wilhelm Reich fanno sospettare in lui conoscenze taoiste. L’essere umano percepito come sfera, il neonato preso a modello: è come una palla, rotondo, morbido, potente energeticamente, respira con il diaframma. Poi il bambino, crescendo, perde questo stato, blocchi emotivi si ripercuotono nel suo Corpo che tenderà a chiudersi. Un bambino va a scuola, trova una situazione che non capisce, calata dall’alto, piange, sente una situazione di giudizio intorno a sé, si vergogna, schiaccia lo sterno per bloccare il pianto. A questo punto il respiro si accorcia, la gola si stringe perché la sfera del cuore si svuota e la testa trova meno appoggio. Sentirà meno dolore perché questo è bloccato nella sfera del cuore, potrà avere crisi d’asma che serviranno a liberare da questa sfera energia in eccesso, forse gli faranno dei test allergici e lo “cureranno”. Ora l’energia è più bloccata con rischi per il cuore più alti; la vita gli darà molte possibilità di ritrovare quella condizione di sfera aperta, dovrà lavorare su tre piani: energetico, emotivo e mentale e avrà bisogno del suo Corpo e della sua consapevolezza per fare questo.

Ogni sfera ha un centro, un Tan Tien: il Palazzo di Cristallo all’interno della testa, dietro gli occhi, tra le orecchie, centro dello Yi, dell’intenzione, la mente; il Palazzo Scarlatto, il cuore, residenza dell’imperatore, centro della sfera tra gola e diaframma, centro delle emozioni, ed il Campo di Cinabro, punto energetico misterioso da sempre (Hara per i Giapponesi, punto vitale dove facevano Hara-Kiri) sotto l’ombelico, centro della sfera tra diaframma e perineo, baricentro del Corpo fisico, sede del Qi, l’energia e punto di partenza del respiro, simile al pulsante di apertura dell’ombrello.

Ogni centro è importante nello stesso modo: nel taoismo la salute si raggiunge quando arriviamo alla consapevolezza dell’uguale importanza delle tre sfere e riusciamo a tenerle collegate ed in armonia.


Ne Il Signore degli anelli di Tolkien abbiamo un epico inseguimento di tre eroi: il nano Gimli che usa l'ascia, guerriero di grande forza fisica, abita sotto terra, è la nostra pancia, il bacino; l'elfo Legolas, con l'arco non manca mai il bersaglio, ha una vista da falco, e il suo popolo vive sopra gli alberi, rappresenta la nostra testa; l'umano Aragorn, che capta le tracce degli amici Hobbit con l'intuito, decide la via, rappresenta il cuore. Tutti e tre di stirpe reale al termine dell'inseguimento incontreranno il mago Gandalf “il grigio”, che pensavano morto in un incredibile duello con un Balrog, terribile demone di fuoco. Ora è Gandalf “il bianco”. L'incontro simboleggia il termine di una scissione dei nostri tre centri: ora riuniti nuovamente nel mago, sono molto più forti. Ma cosa inseguivano i nostri tre eroi? Due piccoli Hobbit, cioè due bambini, rapiti dai tremendi Orchi o meglio perduti e confusi con loro. E’ la ricerca del bambino interiore, cioè la ricerca di quelle pulsioni naturali, di quelle emozioni, di quella intelligenza del Corpo che abbiamo dovuto "perdere" in una società giudicante e squilibrata nei suoi tre centri, in cui il nostro bambino interiore è percepito come il diavolo mentre è la nostra parte più antica e quindi più saggia. Gli orchi, e con loro l'identificazione delle pulsioni con il male, saranno distrutti dai cavalieri di Rohan. Sono uomini a cavallo: hanno il centro della sfera del bacino, il baricentro, collegato col cavallo; la loro energia di base è di supporto al resto della persona. I due Hobbit sono ora liberi, salvi in una foresta con dei pastori di alberi, gli Ent, antichissime entità sagge della natura; sono tra loro simili.

Nel libro di Tolkien il male è rappresentato da due personaggi maschili, entrambi vivono in due alte torri. Il primo, Sauron, è un occhio infuocato ed è situato ad Est, posizione dove nasce il sole. Ad Est per gli indiani d'America si pone il Grande Spirito, il padre. Il secondo cattivo è il mago Saruman, la sua torre svetta isolata a Sud in una valle resa arida dalla sua sete di potere. Sud è il luogo dove gli indiani d’America pongono l’infanzia, l’energia della crescita, il sole a mezzogiorno, ed anche l’essere umano, mentre per l’occidente spesso il Sud è il luogo del diavolo. Saruman è sconfitto dai due Hobbit, aiutati dagli Ent, quando l'acqua, come un orgasmo, rotti gli argini della diga spazza la desolata dimora del mago ed il Sud torna ad essere una valle incantevole.

Contemporaneamente, in cammino verso Est, verso il monte Fato, un vulcano vicino alla torre di Sauron, l’altro malvagio, troviamo Sam Gangee, e Frodo Baggins. Frodo – il cuore - ha l’incarico di salvare il mondo gettando l’anello del potere, creato da Sauron, all’interno del cratere. Si perdono, sono solo in due, non hanno la testa. Ne trovano una “pazza” in Gollum, un essere strisciante alla ricerca del “suo tesoro”, l’anello di cui un tempo era in possesso. Gollum detesta Sam - la pancia – e vorrebbe uccidere i due Hobbit per riprendere l’anello, riprendere il comando sugli altri due centri, situazione che lo aveva un tempo quasi distrutto. Poco alla volta sente la fiducia di Frodo, del cuore, e torna a galla la parte sana della mente, si ricorda che il suo vero nome era Smeagol, ora è in sintonia con i due Hobbit e salva Frodo dalla morte. In seguito, una circostanza avversa, gli fa crollare questa fiducia e Smeagol viene di nuovo soppiantato da Gollum; riesce comunque ad indicare la direzione in mezzo a mille pericoli.

L’arrivo alla meta nel tratto finale è impresa titanica, compiuta da Sam che porta Frodo sulle spalle su per il monte Fato; per loro fortuna l’occhio malevole di Sauron era troppo intento nella conquista del mondo e quando si accorge che tre piccoli esseri sono ormai al centro del suo regno con il suo anello è troppo tardi. L’epilogo vede sul ciglio del vulcano la lotta tremenda tra la testa ed il cuore, Gollum nel momento in cui si crede vittorioso ed ha in mano l’anello del potere inciampa e scompare dentro il vulcano fumante. Solo il cuore tra tutti poteva portare l’anello senza esserne sopraffatto. A questo punto l’impero di Sauron crolla, il mondo è libero dal male, a salvare Sam e Frodo arriva su di un’aquila il mago Gandalf, ha con se altre due aquile per i piccoli Hobbit; sono di nuovo in tre.

1 Gennaio 2003

La spada nella doccia
La spada è un simbolo importante in tutte le culture, ha due tagli, è doppia come la mente che crea e distrugge; per il Taoismo rappresenta l'acqua, lo Yin, contrapposta alla sciabola, il fuoco, lo Yang.  

Nelle arti marziali come il Tai Chi Chuan, la spada è manovrabile se il suo baricentro cade ad un terzo dall’impugnatura. La spada rappresenta anche la colonna vertebrale: l'impugnatura coincide con l'osso sacro, il baricentro con il “Campo di Cinabro” (baricentro del Corpo umano), il secondo terzo con il cuore e la punta corrisponde alla testa.


Il film per bambini (?) di Walt Disney La Spada nella roccia

ci fornisce una chiave interpretativa semplice e profonda.

     

I tempi sono cupi, l'Inghilterra non ha re: la leggenda vuole che lo diventi

solo colui che riuscirà ad estrarre una spada dalla roccia.

Nessuno ci è mai riuscito ed allora si organizza un torneo: il vincitore sarà incoronato re.

     

La lotta, la sfida con le armi come unico mezzo che l’uomo sempre trova per risolvere i suoi conflitti, genera tempi cupi e la spada, segno dei tempi, è infissa nella roccia, girata verso il basso, nei Tarocchi segno infausto.  


L'osso sacro è tenuto fermo come roccia, e quindi la colonna è rigida, il movimento del Corpo parte dall’alto, dalla testa, il baricentro è nel cuore e non nella pancia, siamo squilibrati, il diaframma è bloccato e il respiro superficiale, la testa è troppo pesante, piena di pensieri gira a vuoto...

Semola, così è soprannominato colui che sarà il futuro re Artù, ragazzo mingherlino, si trova a far da scudiero al fratellastro, un ragazzo con molti muscoli ma di scarso cervello. All'inizio del torneo si accorge di aver dimenticato la spada del fratello alla locanda, vi ritorna ma la trova chiusa, lì accanto vede una spada nella roccia, la prende e la porta al fratello! Qui il padrino riconosce che è quella spada ed i valenti e forti cavalieri si stupiscono che un ragazzino sia riuscito ad estrarla. Tornano allora alla roccia per una riprova. Subito fa capolino l'ingordigia, ora altri vogliono provare pensando che sia ormai un gioco da ragazzi… ma non ci riescono.


Il motivo è semplice, tutti la estraggono per un fine egocentrico, non riescono a farne un “gioco da ragazzi”, tutti usano la forza, la spada non può essere estratta con la forza. Quando una motivazione nasce “di testa” e come se la spada (la colonna vertebrale) fosse impugnata dall’alto, il movimento di tirare nasce dalle spalle ed è usata la forza muscolare. Il bacino, l'osso sacro, l'acqua si blocca e la punta della spada, in giù, è nella roccia e rimane rovesciata. Per il Tai Chi la capacità energetica del Corpo è inversamente proporzionale alla forza muscolare applicata.


A questo punto un nobile cavaliere ferma tutti e fa riprovare Semola. La spada scivola fuori e punta verso il cielo dove le nubi finalmente s'aprono, un raggio di sole scende su di essa (lo Yang, il fuoco che incontra lo Yin, l'acqua) e ora il ragazzo diventa re Artù, meritato re: è stato l'unico a non usare la forza muscolare, a non estrarla per sé, per un se testa, ma per sé essere completo.


Naturalmente Semola non era così sprovveduto, aveva un maestro, il grande mago Merlino e con lui aveva superato tre stadi: nel primo era stato pesce, aveva affrontato l'acqua, aveva aperto le sensazioni corporee, il bacino; nel secondo era stato uccello, aveva affrontato l'aria, aveva aperto la mente; nel terzo era stato scoiattolo ed una scoiattola si era innamorata di lui, aveva aperto il cuore.

1 Gennaio 2003



Aforismi

Sommi saggi o falsi predicatori?
Si legge spesso in testi scritti da "grandi saggi" che fare l'amore è da trascendere, è da lasciare alle spalle per ottenere le più alte vette della spiritualità.

Il vero motivo per cui questi autori la pensano così è perché l'amore si fa in due, per fare bene l'amore bisogna che i due diventino una unità, si amalgamino alla perfezione.

Che fastidio quindi per dei signori arrivati a così alti livelli spartire la loro saccenza con un altro essere umano che poi è quasi sempre donna.

È veramente difficile che una donna arrivi ai massimi livelli di spiritualità condannando l'amore fra due esseri.

Consapevolezza

Gesù e la croce
In ogni epoca troviamo la simbologia della croce: usata dai Cinesi, dagli Indiani d’America, dal Buddismo, dall'Induismo, dai Celti, dal Cristianesimo, dal Nazismo, da ogni cultura, con rappresentazioni diverse e con vari significati.

L’asse orizzontale non sempre è posto alla stessa altezza, in alcune croci è al centro dell’asse verticale; alcune hanno due assi orizzontali, normalmente nel Cristianesimo l'asse orizzontale è posto più in alto del centro, come una spada conficcata nella roccia (la spada è una croce). Nel cristianesimo nei primi tre secoli dopo Cristo non vi è traccia della croce.

“La coppia Yin e Yang si forma dappertutto”. Sull'asse che segue la gravità terrestre le varie culture di volta in volta pongono coppie di opposti: “Terra e Cielo”, “Nord e Sud”, “Gioventù e Vecchiaia”; nel cristianesimo abbiamo “il Figlio (Yin) ed il Padre (Yang) ”. Sull'asse dell’orizzonte possiamo trovare “Madre e Padre”, “Est ed Ovest”, “ Corpo e Spirito”, “Nascita e Morte” e nel cristianesimo lo “Spirito Santo”, in cui Yin e Yang sono rivelati dalla parola doppia. Spirito Santo che in Oriente è chiamato Qi, Ki, Prahna, e da noi ora semplicemente energia.

Apocalisse 22:17 “Lo Spirito e la sposa dicono: ‘Vieni’. E chi ode, dica: ‘Vieni’. Chi ha sete, venga; chi vuole, prenda in dono dell'acqua della vita.” Qi, Spirito Santo che è il principio, la forza generativa, e sempre scaturisce dall’incontro tra i due poli Yin e Yang, sempre in coppia: polmoni, (in alcune croci rappresentati sui lati sotto l’asse orizzontale), ovaie, testicoli, reni, ventricoli del cuore, emisferi cerebrali, occhi, orecchie, mani.

Mani che nella meditazione orientale (e nel Presepe sua rappresentazione), unite sotto l’ombelico sono coppia generatrice, (Maria e Giuseppe), e creano la scintilla divina, (il bambin Gesù), nel Tan Tien della pancia (la mangiatoia), che un’altra coppia, Milza e Fegato, (l’asinello ed il bue), scalda.

Normalmente le persone cattoliche tracciano il segno della croce molto in alto, tra testa e cuore; la sfera del bacino, il suo centro, il bambin Gesù cioè il Figlio è del tutto assente, ed alcuni in tarda età tracciano il simbolo solo sul viso, sparisce anche la sfera del cuore.

Nel Tai Chi la stabilità fisica è indice anche di stabilità interiore, e si ottiene quando il baricentro, come un galleggiante, è sospeso nella zona appena sotto l’ombelico ed il Corpo aperto e rilassato. Provando a spingere delicatamente una persona dopo che questa ha tracciato il segno della croce si nota che questa stabilità diminuisce e diminuisce tanto più quanto più alto è il tracciato.

Corinzi 6:19 “Il Corpo è il tempio dello Spirito” ed il segno della croce, come i gesti di tante religioni, prima di diventare un rituale, doveva essere un atto energetico di riunificazione, due coppie di Yin e Yang che portano al centro della croce, al cuore; per un Cattolico sarebbe interessante ritrovare il significato energetico.

Ognuno porta il suo Corpo ed ogni Corpo è immagine del carattere, porta i segni del vissuto. Ogni persona è rispecchiata nel suo Corpo e più è chiuso, più è piegato, più è rigido, più è muscoloso, più è disprezzato, più è trascurato, più è usato come una macchina, più è scisso dalla consapevolezza, e più è una croce pesante da portare. Le spalle sopportano oggetti e situazioni immaginarie o volute e si curvano, le braccia sono dure, il baricentro si sposta in alto e il cuore è afflitto, il diaframma bloccato taglia il Corpo in due. Si crea una situazione conflittuale, masochista, di sensi di colpa, pesante, dualistica: l'Inferno è sotto, sotto terra, sotto il diaframma, nei visceri, nei genitali, si fa "peccato" se uno stimolo viene recepito da questa zona diventata impura e l’energia, lo Spirito Santo non ci avvolge più.

Il Sacro resta bloccato in alto, nel cuore e nella mente, zone diventate pure, e diventa idealizzato, lontano, irraggiungibile. Dio posto in alto diventa giudicante.

“Yin e Yang vivono sempre assieme”, come il nostro sedere e l’osso sacro.

La sfera del bacino è il Sud, il posto dell'energia rigogliosa, della crescita, della libido. La sfera della pancia, del bacino é la sfera dell'anima-litá, la sfera dove siamo cullati per nove mesi prima di nascere, la sfera con cui procreiamo, la sfera del piacere e della creatività. I genitori diventano genitori con la sfera del bacino, i figli diventano figli con la sfera del bacino.

La croce tracciata senza che la mano arrivi al Tan Tien della pancia ricrea la situazione descritta nel libro di Tolkien: il mago Saruman, il Diavolo, si é impossessato della sfera del bacino, ci ha invaso dal diaframma in giù; Saruman che voleva distruggere tutti gli umani con le sue orde di orchi non è nient’altro che il riflesso in basso del Padre scisso, la nostra volontà di potenza si ritorce contro di noi, quelle pulsioni genitali che da bimbi erano naturali ora sono fiamme dell’inferno.

Quando la mano che scende tocca il cuore lo pone a Sud, non al centro del segno, centro che invece sarà nella gola, tagliata dall'asse orizzontale. Il cuore bloccato tra una gola ed un diaframma chiusi non può dirigere quella libido che sta a Sud e che lasciata sola diventa sete di potere, vendetta narcisistica, l'anima-le in noi, diventa belva: donne e uomini bruciati sui roghi, crociate, guerre in nome di Dio... Luca 9:58 “E Gesù gli rispose: Le volpi hanno delle tane (sfera del bacino) e gli uccelli del cielo dei nidi (sfera della testa), ma il Figliuol dell'uomo (sfera del cuore) non ha dove posare il capo.” (schiacciando lo sterno per chiudere il cuore il capo non trova appoggio e la gola si serra).

Aragorn, il cuore, è un “ramingo”, è solo, senza popolo, senza un posto dove andare, è erede di una leggendaria spada che porta con sé ma che è rotta. Al termine del “Signore degli Anelli” Aragorn, con la spada ricostruita, dopo aver sconfitto, grazie all'aiuto di Nani, Elfi, Hobbit, Uomini e Donne, cioè delle nostre parti sane, i vari “mostri” assetati di potere, s’insedierà nel suo regno e riunificherà il mondo che torna libero.

La vita c’insegna a non negare mai una nostra parte, cerca sempre di ricondurci sulla via della consapevolezza, anche grazie alla malattia: quanti disturbi al giorno d’oggi nella parte “bassa” del Corpo , un richiamo di attenzione, una richiesta di libertà.

La rappresentazione del Cristo sulla croce nelle nostre chiese è di un corpo morto, appeso, che pende dalla croce e dà chi guarda, soprattutto ai bambini, una sensazione, spesso inconsapevole, di blocco, di pesantezza, di angoscia.

Gesù Risorto ha integrato il suo Corpo, la croce, nella persona, lo ha reso vuoto, leggero, aperto, energetico; è volato in cielo (il simbolo della colomba), ha estratto la spada, non sente più il Padre in alto che lo schiaccia ma si siede accanto a lui. Padre, Figlio e Spirito Santo, i tre centri si sono integrati nel Cristo. La croce scompare, coincide con lo scheletro, il Corpo siamo noi, le spalle e le braccia non più strumenti di fatica sono libere, diventano simili ad ali (osserviamo i dipinti degli Angeli): ora nella vita si può volare. Non c'è più dualismo, il baricentro scende nella pancia, il diaframma è libero, l'inferno pure, tutto diventa sacro, tutto diventa profano, si torna come quando bimbi di pochi mesi amavamo mettere in bocca i nostri piedi.

Il Cristianesimo ha preso come simbolo Gesù morto sulla croce mettendo così in secondo piano il Cristo Risorto, non ha aiutato gli esseri umani a liberarsi dalla Croce che il Cristo ha fatto “sparire” e gli ha lasciati per secoli con la paura di perdere la propria croce narcisistica attivando un meccanismo Yin e Yang di ritorno: piegati e deboli sotto il suo peso, pieni di sensi di colpa.

E’ facile controllare persone e bambini e se stessi chiudendo il Corpo: si respira poco, le pulsioni si bloccano, si ritorcono verso l’interno e non danno fastidio. In Cina negli ultimi decenni il Tai Chi Chuan e gli esercizi energetici del Qi Gong sono stati modificati, resi ginnici, sportivi, chiusi per mantenere la popolazione asservita. Movimenti che si rifanno a stili più antichi, più aperti, come il Fa Lun Gong, sono banditi ed operano in clandestinità.

Un esempio occidentale si trova nel galateo, a tavola i gomiti vanno tenuti chiusi, ottima posizione per bloccare le pulsioni dei figli, soprattutto delle figlie. Si appende la croce in classe quando il potere politico diventa più autoritario.

Marco 14:36 “Padre! Ogni cosa ti è possibile; allontana da me questo calice! Però, non quello che io voglio, ma quello che tu vuoi.” Gesù si affida al padre, cosa voleva insegnare il Padre a Gesù e per suo tramite all'umanità?

Si inizia la vita inspirando, la si termina espirando. Gesù muore, esala, ma poi risorto, di nuovo inspira: il Padre gli dà, ci dà la certezza che dopo l’espirazione, anche se l’ultima, avremo sempre una nuova inspirazione, non importa se resuscitati o in Paradiso o nel Nirvana o in una possibile reincarnazione o come atomi sparsi nell'universo. Se espiro totalmente in quest’istante, dovunque mi trovo, anche su una croce, avrò sempre una nuova possibilità di inspirare. Il Padre ci ha mostrato che “dopo lo Yang c’è di nuovo lo Yin”, Gesù che espira diventa il Cristo che inspira.

Gli Scribi del tempio, chiusi nella loro religione senza più linfa, religione di potere, scissi come una testa isolata domina il Corpo senza accorgersi che così toglie vita anche a se stessa vogliono la morte di Gesù e lo fanno crocifiggere sul Golgota (testa): non potevano accettare quello che è sempre stato un metodo rivoluzionario, usato da Lao Tze, da Buddha, da qualsiasi essere in contatto con se stesso e non identificato in una sola parte di sé, testa, cuore o pancia.

Gesù lo chiamava “Padre”, Lao Tze “il non-agire”, l’azione che nasce dalla non reazione, Davide Lopez, direbbe si affida alla potenza del preconscio, nel fertile rapporto tra questa e la consapevolezza.

Certo Gesù non intendeva limitare l'intera divinità al solo “Padre”, come tuttavia è accaduto: se all'inizio del segno della croce, toccandoci la fronte diciamo "nel nome del Padre" e per secoli identifichiamo Dio esclusivamente con il Padre stiamo scindendo la trinità e menomando il Corpo. La testa diventa Dio, un Dio razionale e maschile, e Dio diventa un mostro, più un Diavolo che opprime ed uccide, come è successo e succede in occidente. Ma Dio è anche Dia - perché limitarlo - ed il Padre é anche cuore e pancia, ne ha ben diritto! Anche nell'induismo abbiamo una trinità, Brahma, “la prima manifestazione”, è posto nella pancia, regge il cuore, Vishnu e la testa, Shiva.

Problema molto attuale per l’umanità il monoteismo, questa ricerca ossessiva dell’unità, del proprio Dio migliore di quell'altro a propria immagine e somiglianza senza comprendere che l'uno si scinde sempre in Yin e Yang, il due, e che esiste anche lo zero, il vuoto e Dio ama celarsi in esso.

Lao Tzu direbbe che il Creatore è il grande “Tao” che tutto e nulla abbraccia.

1 Giugno 2003

Halloween
2015/10/28

Halloween piace e non piace. Molti snobbano questa festa, la si definisce un'americanata.
Nella vita c'è bisogno di consapevolezza, di fuoco direbbe un taoista, un fuoco nella Valle della vita, nella Valle del Tao.
La consapevolezza ci induce a domandarci perché c'è Halloween. Anche da noi abbiamo due giorni festivi, Ognissanti e la giornata dedicata ai morti, l'1 e 2 di Novembre.

Le giornate si accorciano, è tornata l'ora solare, fa buio presto e farà sempre più buio, i bambini hanno paura del buio; gli americani sono un popolo pauroso e per scacciare la paura hanno inventato Halloween. Dolcetto o scherzetto? Una formula allegra che pacifica il terrore dello Yin, della morte dell'anno.

Noi siamo più "antichi", Halloween qui si chiama "Tutti i morti", accettiamo più facilmente l'accesso che avviene in questi giorni, la porta, verso l'interiorità della vita.
La notte di Halloween è un momento energetico particolare: accogliamo la richiesta della natura di un po' di interiorità, di ascolto, di consapevolezza di noi stessi e fermiamoci ad udire il buio della notte che cala fra Ottobre e Novembre.

Guarigione

Il dolore e l'energia
2016/06/25

Un calcolo renale molto doloroso mi diede questa intuizione: è ovvio che il dolore ci induce a porre attenzione ad una parte che ha bisogno, che richiama la nostra attenzione, - anche se, incredibilmente, esistono persone che non arrivano a questa minima comprensione, vedi coloro che hanno mal di schiena - ma il vero scopo del dolore è apportare energia alla zona sofferente: dolore, richiesta di attenzione, e dove va l'attenzione li si porta energia.

Eppure lo sapevo da anni, avevo avuto una infezione da lenti a contatto morbide. Scoprì troppo tardi che non bisogna mai fare il bagno in mare con le lenti a contatto morbide! Finii in ospedale, infezione alla pupilla, un disastro, sarebbe restata la cicatrice, successive operazioni col laser sperando di eliminarle. (Da tener conto che l'altro occhio era praticante cieco, da giovane ebbi un pesante distacco alla retina dopo una gomitata violenta nell'occhio giocando a calcio. In ospedale allora non sapevo nulla di mediazione, non avevo strumenti per guarirmi.)
Mi misi immobile a letto per 10 giorni. Giorno e notte portai energia alla pupilla malata e avvenne il miracolo, guarii e non restò traccia di cicatrice.

È essenziale aver cura di sé e questo vuol dire, se possibile, non prendere farmaci, se possibile, non mettersi nelle mani dei medici.
È essenziale comprendere perché ci si è ammalati e ascoltare, meditare e restare sulla parte malata sentendo l'energia che guarisce.

I Ching

I Ching

2011/12/11



L'I Ching o Yi Jing, nel passato, I King, stessa pronuncia, è un'affascinante lascito della cultura taoista.

Menomata nei millenni dalla cultura ufficiale, confuciana, lascia ancora trasparire verità nascoste grazie al fatto che è basata su semplici linee grafiche Yin o Yang."

La linea Yin si dice "spezzata", interrotta", mentre la linea Yang è detta "intera". Tale uso è conseguenza della poca comprensione dell'aspetto Yin nel confucianesimo, da noi nei millenni di cultura patriarcale non è andata meglio.

Lo Yin è l'aspetto femminile della vita, lo Yang quello maschile e la bellezza e profonda visione del Taoismo è racchiusa con semplicità in questo: sono semplicemente aspetti dell'unità delle cose così come una giornata è per forza di cose composto da giorno e notte.

La più grave lacuna dell'intera letteratura sull'I Ching è l'attribuzione di negatività allo Yin e conseguente preferenza dello Yang. Il mondo è uno e uomini ossessionati dalla loro incompresa parte Yin, hanno torturato, bruciato, umiliato tante donne.



Vuoto e pieno sono due lati dell'essere umano, il Chan, poi Zen è probabilmente il massimo traguardo del genere umano dedido alla ricerca del vuoto interiore. Non c'è polvere, non c'è specchio replicava ad un dotto dei suoi tempi, il sesto patriarca Chan, il profondo maestro Hui Neng.



Gli amori di Paolo e Francesca, dei nostri poeti, di tutta la cultura Occidentale sono il pieno, quell'aspetto che i mistici dell'Oriente spesso non hanno compreso nel loro estremo solipsismo.



Nel Taoismo avviene l'unione dei due aspetti della vita, Yin e Yang, vuoto e pieno vivono sempre assieme, ruotano nel simbolo dei Tai Chi fluendo.



Leibniz comprese il sistema binario studiando i simboli dell'Yi Ching e comprese che la rappresentazione dello Yin e Yang in pile verticali, i cosidetti trigrammi o il loro raddoppio, gli esagrammi, erano rappresentazioni numeriche, le stesse che sono alla base del funzionamenti di tutti i computer.



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Questo è il primo di una serie di post sul tema dell’I Ching, dei Trigrammi e del Taoismo.

Cliccate sui link a destra: I Ching, Taoismo, Trigrammi per altri futuri articoli





Altri post sull'I Ching:

1) I Ching - 2) Gli otto Trigrammi - 3) I Trigrammi Lago e Montagna - 4) Esagrammi 11 e 12: Guerra e Pace - 5) Esagramma 29: Kan


La Valle del Tao

Uccellini
2015/02/20

Nel 2008 scrissi una favola in inglese. Il protagonista maschile era un mago, Lao, mentre la protagonista femminile un angelo, Kallystra. Lao vede Kallystra dietro un muro e se ne innamora, vede in lei l'angelo, enormi ali blu. Kallystra si fa convincere dall'amore di Lao e comincia a comprendere il suo reale stato, non più un piccolo uccellino in gabbia come pensava, ma una donna, amabile, amata.

Lao pieno di fiducia la invita ad andare con lui, lei sembra pronta, ma è ancora indecisa e passa il tempo e più passa, più ritorna ad essere un uccellino in gabbia. L'esito triste vede Lao e noi lettori andarsene col cuore gonfio di tristezza.

La favola invero era una storia vera, anzi di storie vere così c'è ne sono molte, persone che si identificano con un piccolo uccello in gabbia, un amore che sopraggiunge a liberarle; quasi sempre l'occasione sfuma portando tristezza.

Lo sprovveduto era Lao, troppo pieno di sé, arriva e crede di compiere il miracolo, crede di salvare il povero uccellino in gabbia, riempie il suo ego per l'azione narcisistica. Invero l'uccellino si è inventato una trappola, una geniale trappola per gli ignari e tronfi Lao che ci cascano sempre: è Lao che finisce in gabbia.

Il premio del narciso, premio che sempre porta alla depressione, alla fine è dell'uccellino che sfoga sul Lao di turno, irrisolti odi per uomini e donne del suo passato.

Non stimoliamo il nostro aspetto da uccellino, quello che si commuove per sciocche frasi o video strappalacrime da Facebook. Uccellino in noi si ciba di sentimentalismo, non di amore.


 

Ps

Un bell'esempio dal passato è il caro Titti alle prese col gatto Lao-Silvestro, questa serie di cartoon ci insegna che i due protagonisti sono sempre in lotta, e che lo sciocco Silvestro perde sempre.

Ci si identifica con il povero Titti senza veder che è una piccola iena...



I pesci
La sera incontro Vecchio, il saggio della mia Valle. La prima volta che lo vidi era uno spaventapasseri, si nascondeva, poi assunse il suo ruolo di guida.

Vecchio stasera dice che il riposo è bello, si può riposare sempre, inutile fare fatica nella vita. Chi fa fatica non ha compreso.

Guardo bene, Vecchio sta pescando, stivali e canna.

La pesca è rilassante dice, si aspetta che arrivino i pesci, poi bisogna che non se ne vadano.

Ha una tinozza piena di pesci.

Chi pesca è in pace.

Prende le cose, le raduna. Si incammina.

Adesso butta i pesci, li butta in Lago.
Questi pesci ora interagiscono con noi, ravvivano Lago. Si domandano dove sono. Sono attratti
Qui c'è amore.
Questi sono allievi. Vecchio pescava allievi. Sono gli allievi che restano nel Lago.

Si è attratti dal vuoto quando si sale in alto perché non ci si permette mai di lasciarsi andare.

Sono attratti perché sentono che possono imparare ad entrare in loro stessi, non vivere più sulla superficie.

I pesci sono pesci, prima di essere "catturati" sono tutti estranei.
Gesù era definito pescatore di uomini
Un pescatore cattura pesci. Ogni allievo è catturato dal Tai Chi.
Si da sempre una definizione negativa alla parola catturare, perché l'ego odia essere catturato, lo spirito no.
L'amore cattura, non piace  all'ego, infatti rifugge dall'essere innamorato, chiude il cuore.

I pesci adesso esplorano Lago, all'inizio stavano assieme un po' timidi, adesso vanno loro.

Vecchio dice di entrare in Lago, fatevi catturare da Lago.

Lago è la gioia. È pace

Volver - il flusso della vita

Almodovar ci regala un bel film sulla fluidità: sei donne, di tre generazioni diverse, sono coinvolte in due omicidi, ma riescono a trovare la fluidità necessità per continuare a vivere serenamente. Nei momenti tragici del film, appaiono delle pale a vento che girano placidamente, in quei momenti la tragedia umana ritrova il suo flusso, volver, tornare.









Il fluire e la consapevolezza sono i due elementi di una vita sana, l'acqua ed il fuoco del taoismo, Fiume e Fuoco della Valle taoista.



Nel film non c'è la classica tragedia finale tanto cara a molti registi, la morale "occhio per occhio, dente per dente" tipica del vecchio testamento, morale che l'ego vuole sempre. Anzi nel film non c'è un solo intoppo che fermi le nostre protagoniste, non un solo poliziotto, simbolo caro all'ego sempre vigile e attento a regole e leggi, e quanti film di guerra e di polizia ci propina l'ego nella nostra società!



Almodovar lascia che la vita continui, le nostre donne, grazie al loro cuore, si ritrovano e fluiscono nella loro vita fatta di nobili sentimenti ed aiuti a se stesse e agli altri. Tutte donne, è vero, alcuni uomini vengono presentati come perversi e la loro vita finisce per la loro incapacità di fluire, ma alcuni uomini, il ragazzo della troupe televisiva ed il proprietario del ristorante, sono fluidi anch'essi.



Il contrasto col mondo "normale", mondo dell'ego viene mostrato da Almodovar in due momenti. Il primo all'inizio del film, nel cimitero dove vengono inquadrate molte vedove intente a pulire le tombe dei propri cari.







Il mondo dell'ego è un mondo di morte, la morte per l'ego è fondamentale per mantenere la presa sull'essere umano. Lucidare le tombe, simbolo di morte, serve a far risplendere il tema caro all'ego. Una delle nostre protagoniste viene ogni giorno ad accudire la sua tomba, rifugio finale della sua visione di morte a cui il cancro la sta portando; lei sarà l'ultima a trascendere l'ego diventando fluida durante uno show televisivo dove risvegliandosi dalla pagliacciata collettiva che l'ego sempre mostra ai telespettatori suoi schiavi, si alza ed abbandona lo studio tv.



L'altro momento è durante la veglia funebre della cara zia, dove tutti gli uomini sono mostrati in attesa, all'aperto, vestiti tutti di nero, in cravatta con volti contriti e nella camera mortuaria, tutte le donne, sempre rigorosamente in nero, sono sedute anch'esse contrite attorno al corpo della zia.







Qui entra una delle protagoniste e viene ripetutamente abbracciata e baciata da tutte con un gesto rituale, manierato, tipico dell'ego, ma ci rimane poco, si alza con l'amica ed esce, a significare che lei non appartiene più a quel mondo perché si è risvegliata e fluisce.



Ben diversa è la tomba che Penelope Cruz regala a suo marito, è posta accanto a un fiume, accanto al fiume della vita, quel fiume che dovremmo sempre lasciar fluire.

L'uomo è morto, ma la morte non esiste e le nostre protagoniste vogliono mostrarlo a lui, a noi.









La Valle

2015/05/27



Dentro la Valle, dentro se stessi.
Finalmente fermi in noi.
Una Tigre improvvisa, un Cervo che guarda.
Rumore di ali, onde misteriose.
Una grotta per riposare, una foresta che disvela.
Profondo il nostro essere.
Nessuno lo sapeva, noi neppure.



Lago
2015/03/25


Siamo in una Valle, la Valle del nostro essere.




Camminiamo verso Nord, verso l'alto, osserviamo.
Stiamo cercando un Lago.
Diamo il benvenuto a qualsiasi elemento incontriamo.



Eccolo, Lago. Lo salutiamo e ci sediamo ad osservarlo.

Nel momento in cui ci sediamo un uccello si posa sulla nostra spalla sinistra.

L'uccello si acquieta. Anche noi.

L'acqua del Lago diventa immobile, la testa dell'uccello pure.

Restiamo in profondo silenzio ed immobili per quanto vogliamo, anche per pochi secondi.

Al termine ringraziamo Lago e Uccello


Narnia, una Valle del Tao


Il primo libro delle Cronache di Narnia, "Il Leone, la Strega, l'Armadio" è un bell'esempio di "Valle del Tao". Alcune delle mie annotazioni saranno più comprensibili a chi ha una minima conoscenza della "Valle", pur tuttavia il filo conduttore della vicenda ha profondi risvolti sulla vita di ognuno.

Mi rifaccio al film perché il libro l'ho letto molto tempo fa.




Quattro ragazzi si ritrovano in Narnia, un mondo fantastico. Vi entrano da un armadio, da una porta. Si entra sempre da una porta nel mondo interiore, mondo precluso dalla nostra coscienza, sempre vigile affinché si resti nel cosiddetto mondo reale. Ogni meditazione esige una porta, Narnia ne ha una: l'armadio. Anche Tolkien, nel Signore degli anelli, fa entrare i quattro hobbit protagonisti nella "Valle" di Tom Bombadill da un cancello di una lunghissima e inaccessibile siepe.


La porta segna il passaggio da un emisfero cerebrale ad un altro. Purtroppo viene troppo poco cercata nella nostra frenetica civiltà.




Siamo a Londra, seconda guerra mondiale, durante i violenti bombardamenti nazisti. I giovani venivano messi in salvo nelle campagne.


I nostri quattro protagonisti si ritrovano, soli e tristi in una bella tenuta. L'apertura della porta che da l'accesso a Narnia avviene grazie alla più piccola, quella che mantiene ancora in sé lo spirito puro dei neonati, ancora non corrotto dall'ego come i fratelli che litigano fra di loro. Il nostro bambino interiore, non ancora bambino vampiro.





La Valle al di là della porta è piena di neve, fredda. È come il loro umore, come il mondo in guerra, il mondo dove l'ego impazza: una Valle fredda è sempre interpretabile in questo modo.


La bambina che al termine sarà la regina dell'est, cioè del nostro lato Yang, incontra un Fauno (qui vi rimando ad un altro mio articolo, il labirinto del fauno). Il fauno ha gli zoccoli, è un quadrupede.




La piccola accende una scintilla di speranza portando il suo candore-calore nella Valle e il Fauno ne è subito influenzato, liberandosi dagli influssi dell'ego. Ego che Lewis, l'autore di Narnia, rappresenta con una donna, la regina di ghiaccio. Al fratello minore, il più turbato dalla guerra, che al termine sarà il re dell'Ovest, la nostra parte Yin, avviene di incontrarla subito appena fa il suo ingresso nella Valle, lui, il suo ego, tiene la Valle bloccata e l'incontro fra i due, non è casuale. Il lato uccello, la mente è turbata.




L'asse Nord-Sud della Valle è rappresentato dagli altri due fratelli, il maggiore diventerà il re del Nord, la testa, mentre la sorella sarà regina del Sud, la pancia. Nonostante i loro dubbi e le loro ansie, entrano bene in Narnia e ben presto assieme alla sorellina si avviano alla ricerca dell'elemento essenziale della Valle, il centro, il cuore, rappresentato da Aslan, il Leone. Ogni Valle è preda dell'ego senza lo spirito, senza il cuore.


I nostri tre ragazzi passano un altro elemento base della Valle: Fiume. Questo è ghiacciato, l'acqua, la vita non può quindi fluire, la causa è l'assenza dell'elemento equilibrante di Fiume: Fuoco. Non può esserci fuoco perché la regina del ghiaccio spegne ogni vita col suo mortale tocco, trasformando ogni essere vivente della Valle in pietra. Nella valli si trovavo tante pietre, sono tutti gli episodi della nostra vita accadutici che abbiamo voluto rimuovere senza usare consapevolezza per scioglierli, per capirli. La coscienza, l'ego, li rimuove, si difende così in maniera stolta e la persona perde vita man mano che la vita procede.



I ragazzi avvicinandosi al Leone, cioè all'equilibrio di acqua e fuoco, fanno sì che avvenga il disgelo, che torni il calore che scioglie il ghiaccio e rispunta dopo cento anni la primavera. Qui avviene un episodio che un adulto potrebbe trovare ridicolo, arriva Babbo Natale portando doni ai ragazzi. Eppure il simbolismo e profondo, Babbo Natale è il vecchio saggio, l'anno vecchio che finisce e quindi rappresenta il ciclo della vita che può ricominciare.




Ogni ciclo porta doni, il ciclo produce sempre qualcosa. E i ragazzi ricevono questi doni, il Nord una spada, il simbolo della saggezza che taglia il vero dal falso, il Sud riceve un arco col quale decide di vita e morte come i nostri genitali, l'Est ha in dono una pozione guaritrice come la nostra mano destra sa fare. Manca sempre l'Ovest. Il ricongiungimento avviene quando tutti e quattro arrivano da Aslan, cioè sono ora al centro della Valle.


Sconfitto l'ego i quattro ragazzi sono ora re e regine e governano i loro punti cardinali, e Aslan è al loro centro. Ora la Valle è in perfetto equilibrio è la persona, (Una persona, una Valle) è completa.

L'autore purtroppo lascia che Aslan vada via e i nostri ragazzi si ritrovano fuori dalla Valle, fuori dalla porta dell'armadio e li vediamo alla fine del film bisticciare  ancora fra di loro. Senza Aslan questo è la normalità.





Nota per il Sud: Se il seme esce e la vagina accetta si ha vita esteriore.

Se il seme esce e si disperde o la vagina non accetta si ha morte esteriore ed interiore.

Se il seme non esce e la vagina accetta si ha vita interiore con l'orgasmo di entrambi.


22 Marzo 2015


La Tempesta di Giorgione
2015/01/11

La Valle della Tempesta




Vi proponiamo un'interpretazione del capolavoro di Giorgione:
"La Tempesta"
fatta con l'uso della "Valle Taoista"

Vedo per prima cosa il fiume,
dà la possibilità di passare,
invita l'uomo a sinistra col bastone

Lui è timoroso
non ha lui il bambino sulla pancia
guarda la donna

Il bastone significa che ora ha raggiunto la saggezza

la donna pure lei tiene il bambino sulla pancia
lo protegge, ma allo stesso tempo ha l'aspetto che lo lascia aperto
Libero arbitrio in questa Valle

Perché l'uomo è timoroso se è saggio?

Non lo era prima saggio
lo è diventato con la nascita del bimbo
la gravidanza lo rendeva timoroso

Perché?

Per paura della trasformazione
non sa cosa può perdere lui
ha timore di perdere qualcosa di se stesso
ma quando capisce di avere conquistato se stesso diventa saggio
la nascita è la scintilla x questa comprensione

La Tempesta?

Si può vedere come il conflitto

Conflitto che è lontano

Si, lo è
Guardava di nascosto
Prima
Ma ha il bastone
Quindi già si prevede la sua saggezza


 

L'immortale capolavoro ci mostra nel medesimo istante passato e presente in quella che "sembra" una raffigurazione statica, ma che ad ogni visione mostra nuovi profondi elementi.

Come noi attuali viventi manchiamo di profondità!

Le favole della Valle: Tai Chi Chuan
2014/05/08

Corvo: “La valle del Tai Chi Chuan”
Cerva: “È imponente
Cerva: “Immobile”
Cerva: “Sacra”
Cerva: “La sento nel cuore”
Cerva: “Ora vedo un prato e degli alberelli”
Cerva: “C'è una bella luce”
Cerva: “È mattino”
Cerva: “Ora vedo un vecchio. Sembra un eremita”
Cerva: “Sta seduto immobile”
Cerva: “Credo che mediti”
Cerva: “Fa segno di sederci”
Cerva: “Sediamoci”
Cerva: “Tira fuori una pipa e l'erba. La carica”
Corvo: “Bello”
Cerva: “Gesti lenti ed eleganti, regali”
Cerva: “Noi guardiamo in silenzio”
Cerva: “Anche lui ci guarda. È un bello sguardo”
Cerva: “Ora la pipa è carica”
Cerva: “Te la porge. Mi sa che devi accendere tu”
Corvo: “La prendo”
Cerva: “Lui prende l'accendino”
Cerva: “E avvicina la fiamma”
Corvo: “Tiro”
Cerva: “Si attizza”
Corvo: “Tiro lungo”
Corvo: “Aspiro”
Corvo: “Espiro”
Corvo: “Buona”
Cerva: :)
Corvo: “Tre volte”
Cerva: “Si”
Corvo: “La passo a te”
Cerva: “Si”
Corvo: “Ecco”
Cerva: “La prendo”
Cerva: “Aspiro”
Cerva: “A fondo”
Cerva: “Non brucia”
Cerva: “Buona”
Cerva: “Espiro”
Cerva: “Tre anch'io”
Cerva: “La passo al vecchio”
Cerva: “Ora fuma lui”
Cerva: “Finita. Svuota la pipa”
Cerva: “La ripone
Cerva: “Dice “questa è la Valle del Tai Chi. il Tai Chi è la Via. Il fumo sacro è la Via. La meditazione è la Via. Restate nella Valle, nella Via.”
Corvo: “Bello”
Cerva: “Lo sento molto nel cuore. Dopo fumato di più”
Corvo: “Un fumo che apre il cuore”
Corvo: “Il fumo è il respiro?”
Cerva: “Il fumo sacro. Si”
Cerva: “Porta a Dio”
Cerva: “Ho sentito il Leone ruggire”
Cerva: “È il vecchio”
Cerva: “Il vecchio è Leone”
Cerva: “Infatti aveva una folta e lunga capigliatura”
Cerva: “Anche la barba lunga e folta”
Cerva: “È molto bello qui”
Corvo: “Si”
Corvo: “Grazie”
Cerva: “Grazie”

Il Lago, il Cigno
2014/01/10

Il Lago è uno specchio, riflette noi stessi; il Brutto Anatroccolo diventa Cigno nel momento in cui si accorge che può guardare se stesso riflesso nel Lago.

Il Lago è il nostro inconscio, non è separato da noi, prima lo era: il Brutto Anatroccolo era scisso e non poteva non vedersi brutto, senza l'inconscio non siamo completi.

La gola è il Lago. Si scende in profondità, molto in profondità, si va verso il Cuore ed oltre...

Nell'I Ching il Lago rappresenta la Gioia, la Serenità.

Il Cigno scopertosi Cigno spiega le ali, ora può volare, prima no, era legato alla forza di gravità, schiacciato da essa, dalla sua umanità. Adesso si libra in volo, lo vediamo dispiegare il lungo collo, è riuscito ad aprire il Chakra della gola, porta i messaggi del cuore in alto, verso la testa e oltre.

Le carte dell'infinito

Le carte dell'infinito: Fiori
I fiori sono i colori della vita, chi non ha fiori dentro di sé, non ha colori da spartire con altri, triste.
Triste per lui, per lei, triste per tutti.

La natura è piena di fiori, fiori dai colori vivaci, fiori delicati, fiori difficilmente visibili, ma sempre fiori.
Il fiore è il momento più alto della natura, il momento più energetico, più ancora dei frutti, non tutti ne faranno, non importa, concentrate nei fiori la vostra esistenza, profumerete d'incanto e colore donerete.

Le carte dell'individuo: La spugna
La spugna assorbe, si gonfia, si gonfia. Trattiene a fatica ciò che ha assorbito e così può dare, basta poco, una stretta della mano e la spugna dà tutto ciò che ha, restando senza nulla, restando spugna.

Assorbe e dà, assorbe e dà, è sempre se stessa, sempre spugna, qualcuno, con una visione meschina può accusarla di prendere a più non posso, ma subito gioiosa dà via quel che ha preso ed è dunque generosa, prende a chi ha e dà a chi non ha, novella Robin Hood.

12 Agosto 2015

Le carte dell'infinito: la Pasqua
Morti ammazzati dappertutto, corruzione, malaffare. A leggere un giornale si capisce che non siamo messi bene; eravamo una generazione post guerra e ci eravamo abituati bene: pace, pace per lunghi anni nelle nostre terre.
L'ulivo è simbolo di pace, si dona un ramoscello d'ulivo, un segno di pace, ma gli ulivi millenari della Puglia, il baricentro d'Italia sono infetti, stanno morendo, non riescono più a mantenere la pace. Significativo.
Aumentiamo nei nostri cuori il livello di Pace, estendiamola, portiamola dappertutto.
Non più cristiani, musulmani, ebrei, atei, ma esseri umani, questo siamo, spargiamo la voce.

Buona Pasqua
Carlo

5 Aprile 2015

Le carte dell'infinito: l'attesa del contadino (dell'insegnante)
Il contadino aspetta
respira la terra 
respira i frutti 
al contadino interessan solo i frutti 
null'altro 
sa che li deve attendere 
non vi è altra possibilità 
osserva giorno per giorno 
respira la terra 
la odora 
in ogni attimo 
attento ad ogni brezza 
ad ogni goccia di acqua 
sa che non tutto fiorisce 
non tutto darà frutti 
ma paziente coltiva tutto 
paziente 
respira 
vive 

(l'insegnante vede sempre frutti)

29 Gennaio 2014

Le carte dell'Infinito: Ringraziare
Ringrazio 
come è difficile farlo 
ancor più difficile capir 
che qualcuno ci ha dato qualcosa 
ringraziare...
ringrazio te o mia cara 
ringrazio te o mio caro 
mamma grazie 
papà grazie 
sempre più difficile 
eppur necessario 
Grazie Dio!

15 Gennaio 2014



Le carte dell'Infinito: Porte
Non sono affascinanti le porte? aperte, chiuse, da aprire, da chiudere, tra mondi ... 

di più ancora i mondi,
restare sulla porta? 
a far che? 
paura?
no no 
entra dai 
vedrai che tutto cambierà
la porta serve per un attimo
un istante 
vuoi restar li per l'eternità? 
entra!

29 Dicembre 2013


Le carte dell'Infinito: il tatto ... toccare
Tatto, tocco 
dolce carezza 
vellutato amore 
mamma? 
toccami 
sono il tuo bimbo 
te ne sei dimenticata? 
Ragazzo, non mi carezzi più... 
il mio amore dolore ora è 
Leone che tocca 
uccello in volo 
tocca l'aria 
scender librando 
con il vento carezzevole 
il mondo ci tocca! 
tutto il mondo 
tutta l'energia 
sempre 

22 Dicembre 2013



Le carte dell'Infinito: Compleanni
Compleanni
ogni anno son 6 miliardi di compleanni
6 miliardi di anni ogni anno
sembran tanti
eppure son solo un anno
anno dopo anno
la vita passa
nacqui, morì
tutto li
quanti respiri in un anno?
milioni
6 miliardi di milioni di respiri in un anno
peccato
pochi profondi
ci provo un po'
aahhhh
che bel respiro ora questo
che felice compleanno!

5 Dicembre 2013

Le carte dell'Infinito: Autorizzarsi
Autorizzarsi
Darsi un permesso, le leggi son sacre
come posso io misera infrangerle?
Debbo seguirle
supinamente
accidenti
che vita grama
piena di leggi
fatte da chissà chi
fatte da me
e si certo, fatte da me
ed adesso per infrangerle
o al limite per riuscire a sopravvivere
devo autorizzarmi!
hahaha, ma che sciocca la mia vita...

3 Dicembre 2013

Le carte dell'Infinito: La gentilezza
Gentilezza non è poesia
gentilezza è naturalezza
vuoi essere gentile?
non esserlo
e lo sarai
chi si occupa di essere gentile
gentile non lo è davvero
falso dentro egli è
falso davvero
sii feroce
sarai gentile

26 Novembre 2013


Le carte dell'infinito: il pensiero
Noi non siamo quello che pensiamo.
Credere di essere il proprio pensiero è illusorio e micidiale, porta sempre al dolore, allo scappare da questo dolore, ad una vita falsa e di facciata.
Il nostro mondo è ormai una facciata, ferrovie e ospedali ad esempio, si costruiscono sale d'aspetto di grande bellezza e comodità o negozi di lusso e ci si domentica che il cuore è il treno.
La soluzione è semplice, non siamo ciò che pensiamo, fermiamo il pensiero, non diamogli quel potere che ha su di noi e ascoltiamoci dentro.

Il pensiero è uno strumento utile a capirci, ma non siamo noi il pensiero, è come pensare siamo il piatto e non la pasta aglio olio e peperoncino che è lì sopra :)

3 Marzo 2012


Le carte dell'infinito: Il pendolo
Tic toc tic toc fa il pendolo e non si esaurisce mai, continua e continua e batte il tempo.
Se estrai la carta del pendolo sei un pendolare, non sbagli mai un colpo: il ritmo è la tua forza. Puoi fare la forma del Tai Chi con ritmo e la vita continua con ritmo, ma se un giorno decidi di uscire da questo ritmo, ecco che cominciano i guai: il pendolo ha un subbuglio e va in tilt e rischia di fermarsi, poi vuole riprendere, ricercare il ritmo, ma il desiderio di cambiare fa a pugni con la necessità di risentire il tranquillizzante tic toc tic toc e nasce un conflitto molto profondo. Solo dopo aver trovato un nuovo equilibrio che spesso é migliore, allora il pendolo ricomincia
tic toc tic toc

27 Gennaio 2012



Le carte dell'infinito: Il bosco
Il bosco silente sta quieto aspettando che qualcuno entri. Appena il piede spezza un ramoscello, il bosco si accorge della nuova presenza, tutti al suo interno drizzano le orecchie e i nuovi suoni cambiano il bosco.
L'equilibrio cambia ma il bosco è un insieme composto da tante individualità che tutte lavorano per il bosco; un tran tran quotidiano lungo anni e anni che produce un sacco di energie e sostiene milioni di esseri viventi, nulla va perso e tutto ha un senso.
L'umanità non ha capito il bosco, cerca di riprodurlo ma distrugge e non ha ciclo: una distruzione perversa.
Se l'umano vede il bosco, pensa solo a sfruttarlo; L'umano sfrutta il bosco, fruttifica chi sceglie il bosco. Costui deve darsi tempo x creare il suo ciclo, deve immedesimarsi nel bosco e capire qual'è il ciclo, qual'è il momento giusto per far cadere le foglie e quale per seminare e raccogliere.
Decidete quale esempio seguire, lo sfruttamento o il fruttificare e se scegliete il secondo, eliminate tutto ciò che inutilmente danneggia.

27 Gennaio 2012

Meditazione

Il dolore e l'energia
2016/06/25

Un calcolo renale molto doloroso mi diede questa intuizione: è ovvio che il dolore ci induce a porre attenzione ad una parte che ha bisogno, che richiama la nostra attenzione, - anche se, incredibilmente, esistono persone che non arrivano a questa minima comprensione, vedi coloro che hanno mal di schiena - ma il vero scopo del dolore è apportare energia alla zona sofferente: dolore, richiesta di attenzione, e dove va l'attenzione li si porta energia.

Eppure lo sapevo da anni, avevo avuto una infezione da lenti a contatto morbide. Scoprì troppo tardi che non bisogna mai fare il bagno in mare con le lenti a contatto morbide! Finii in ospedale, infezione alla pupilla, un disastro, sarebbe restata la cicatrice, successive operazioni col laser sperando di eliminarle. (Da tener conto che l'altro occhio era praticante cieco, da giovane ebbi un pesante distacco alla retina dopo una gomitata violenta nell'occhio giocando a calcio. In ospedale allora non sapevo nulla di mediazione, non avevo strumenti per guarirmi.)
Mi misi immobile a letto per 10 giorni. Giorno e notte portai energia alla pupilla malata e avvenne il miracolo, guarii e non restò traccia di cicatrice.

È essenziale aver cura di sé e questo vuol dire, se possibile, non prendere farmaci, se possibile, non mettersi nelle mani dei medici.
È essenziale comprendere perché ci si è ammalati e ascoltare, meditare e restare sulla parte malata sentendo l'energia che guarisce.

Su Pene e Vagina
Un giorno mi resi conto che il pene era come un albero. Cominciai a sentire, facendo l'amore, che la base del pene erano le radici e da lì iniziava il tronco.

Realizzai che sino ad allora ero stato troppo preso dalla punta, dal cercare di arrivare bene dentro la vagina per trovare così godimento e dare godimento. Era sbagliato, dovevo partire dal tronco. L'energia era così in entrambi molto potente.

L'energia sessuale è energia e segue la mente. Una mente ampia muove molta energia, una mente ristretta ne muove poca.
Una mente che comprende diventa ampia ed  avevo compreso che il pene è un albero.

Il dubbio adesso era che non sentivo bene la punta del pene in questa comprensione. Un albero ha una chioma, la cappella è più punta che chioma.

La soluzione venne da lì a breve: la vagina era la chioma! Il pene e la vagina erano le due parti di un albero che diventa uno all'atto della penetrazione.
La cappella si "innesta" perfettamente nella vagina che è la parte alta dell'albero, la chioma ed i rami.

Con questa immagine nella mente l'energia è al massimo della sua potenza.

Il pene non più "arma" fallica come tutti i maschi inconsciamente hanno, ma come completamento dell'amore nel rapporto sessuale.

L'albero della vita, di biblica memoria, che Adamo ed Eva avevano perso, cioè l'albero del perfetto completamento sessuale ed energetico.

Ps
Anche la mano nella masturbazione maschile completa il pene come "chioma" mentre la donna cerca più le dita come completando opposto.

Meditazioni tombali
Vanno molto di moda le meditazioni da tomba.
Sono quelle meditazioni che cercano di spegnere la mente, cercano di portarla su un piano tombale, antecedono la morte vera e propria.

I tombali hanno il viso grigio, questo fatto è causato dal blocco rigoroso che attuano fermando la loro mente nella meditazione, mente che invece potrebbe usare la meditazione per sciogliere ogni nodo che si è procurata nella vita quotidiana con pensieri e decisioni che stringono e limitano la sua potenza vitale e così guarire l'intero nostro essere.

Quale potente mezzo di vita è la meditazione!

Le persone che seguono la "meditazione tombale" si trovano bene con queste, hanno già deciso che non vale più la pena continuare la loro vita e così, grazie ad esse, cesellano la loro bara.


 

Da, Un corso in Miracoli

T-11.V.1. No one can escape from illusions unless he looks at them, for not looking is the way they are protected.

1. Nessuno può sfuggire alle illusioni a meno che non le guardi, perché il non guardarle è il modo per proteggerle.

La meditazione estesa
2016/03/13 18:00

Chiudiamo gli occhi, un momento di pace, un momento di godimento per noi.

Lo spazio attorno a noi è sacro, la mente spazia, godiamoci lo spazio come fossimo a passeggio in un bel giardino.

Troviamo il centro dello spazio, un prato meraviglioso, semplice, con fiorellini ci chiama. Ci sediamo.

Qui siamo perfettamente centrati, immobili.

La nostra mente è potente, sentiamola, percepiamola: questo spazio è il regno di Dio.

Ora lo estendiamo a tutti, in tutte le direzioni a tutti. Tutti coloro che vengono in mente, amici nemici entrano in questo spazio perfetto.

Lo estendiamo a tutto e tutto diventa sacro.

Lasciamo che l'estensione sia infinita, senza tempo mentre noi in completa pace, immobili ne godiamo.

La Valle dell'amore
2015/09/12

Facendo l'amore è bene che la donna arrivi senza indugio al suo orgasmo. Quando questo avviene deve tenerlo aperto, lungo e deve rimanerci. L'uomo naturalmente deve fare l'opposto, il suo orgasmo deve arrivare alla fine del rapporto amoroso. Se vi arriva troppo presto priva la coppia del naturale godimento e dello scambio energetico necessario all'amore. Procrastinare l'orgasmo è una tecnica che si impara, e fa si che il rapporto rimanga in una Valle, passiamo chiamarlo la Valle dell'orgasmo, uno stato di benessere, di piacere continuo, in cui i due partner si confondono fra loro e diventano uno.

La donna deve assolutamente evitare di far venire l'uomo, purtroppo ci sono donne che hanno questo come scopo, è un meccanismo più o meno inconscio di "appropriazione dell'orgasmo maschile", di potere, ma porta solo al termine del loro stesso piacere.

L'uomo col tempo può imparare ad avere un "orgasmo interno". L'orgasmo esterno della donna avviene con la stimolazione del clitoride, quello interno della vagina, l'orgasmo dell'uomo è un orgasmo esterno e si può imparare ad avere un orgasmo interno senza emissione del seme molto simile a quello della donna: è questione di ascolto, si accorgerà così che avvengono degli apici nel rapporto che possono essere prolungati e intensificati sino ad avere questo orgasmo interno.

Non è bene cambiare spesso posizione, non si può fare l'amore stando in testa. Chi è in testa ama fare cose strane, cambiare posizione spesso, fantastica, si spinge verso la pornografia e cerca molte altre cose inutili. È un problema della nostra società l'essere in testa, ma conduce a rapporti frettolosi e generalmente insoddisfacenti. È possibile imparare a "scendere": piano piano, durante il rapporto, eliminate il bisogno di altro, concentratevi sul vostro piacere e sul partner, aprite il corpo e respirare, entrare nella Valle dell'amore e sarete entrati in uno stato di meditazione e meditazione è benessere, salute e gioia.

La mente che mente
2015/09/01

La mente mente. È bene tenerla ferma, raggiungere l'immobilità della mente: solo a questo punto si entra in uno "spazio" dove la vita è vita, dove l'energia ci inonda e ci cura, dove esiste sanità e la mente non è meschina a soppesare i pro e i contro di ogni nostra azione, dove i soldi la fanno da padrone perché li siano schiavi della paura.

Come tenere immobile la mente? La meditazione aiuta, ci sono innumerevoli tecniche, dal respiro alla percezione energetica, dalla visualizzazione della Valle al movimento lento del Tai Chi; lo scopo è lo stesso, fermare la mente ed entrare nello spazio sacro dove siamo uno col Tao, con Dio.

Neppure la meditazione basta, ci deve essere un desiderio continuo, una voglia di esser lì, di esser tutt'uno, mente, corpo, energia, di esser fermi nell'istante sacro dove non ci si sposta nel passato e dove non si scivola nel futuro.

La gola può essere un buon punto di ascolto, nella nostra società è molto chiusa energeticamente. Testa e cuore separati.
Fermo a sentire l'energia della gola, davanti e dietro, aspetto la guida energetica, il Qi, il Prana in Oriente, lo Spirito Santo in Occidente; quando sento il movimento energetico, ecco, ascolto immobile e realizzo.
Il mento si scioglie, non mento più a me stesso come nella mente che mente avviene, ma ora la Mente mi culla nel suo abbraccio vitale.

Se scappiamo via, deve esserci consapevolezza, non lasciamo ai nostri pensieri il consueto dominio di noi, fermiamoci ancora, ritroviamo il miele dell'esser fermi, fra le due sponde del respiro, di nuovo a casa.



Lago
2015/03/25


Siamo in una Valle, la Valle del nostro essere.




Camminiamo verso Nord, verso l'alto, osserviamo.
Stiamo cercando un Lago.
Diamo il benvenuto a qualsiasi elemento incontriamo.



Eccolo, Lago. Lo salutiamo e ci sediamo ad osservarlo.

Nel momento in cui ci sediamo un uccello si posa sulla nostra spalla sinistra.

L'uccello si acquieta. Anche noi.

L'acqua del Lago diventa immobile, la testa dell'uccello pure.

Restiamo in profondo silenzio ed immobili per quanto vogliamo, anche per pochi secondi.

Al termine ringraziamo Lago e Uccello


Uova fritte
2015/03/18

Nota introduttiva: questo articolo è pubblicato sul mio blog unicamente per fare audience; sono invidioso della mia amica Irene che ha raggiunto col suo blog di cucina vegana un milione di visitatori, quindi è un articolo che serve solo ad attirare polli. Se siete fra questi, cliccate su g+ che sta, rosso su bianco come le uova, da qualche parte sulla pagina.

Veniamo al contenuto del post, sul perfetto cucinare le uova fritte.

Prendete tre uova, non una di più, non una di meno, una per la testa, una per il cuore, una per la pancia.

Nel mentre scaldate una padella assolutamente antiaderente così da dover mettere solo un leggerissimo strato d'olio.

Appena l'olio è caldo, cioè subito e se burro, subitissimo, con abile mossa rompete con eleganza le uova sul bordo della pentola. Evitate di sporcare, questo sarà determinante nell'attribuirvi un punteggio dall'1-al 10 (non barate).

Se le uova si rompono sappiate che eran vecchie, non è mai colpa vostra e questo significa che mangiate troppe poche uova! Le uova sono altamente energetiche, vi nutrono bene.

Tre uova ci stanno bene in una pentola, l'occhio vuole la sua parte per cui osservate la forma a triangolo che giace davanti ai vostri occhi. Questa è la parte più meditativa del vostro cucinare, distogliete lo sguardo solo per aggiungere un pizzico di sale, se ne mettete troppo sappiate che dovrete buttarle, se non ne mettete cambiate blog: il sale è il sale della vita e se per voi non si deve mai aggiungere sale, be... rinascerete su questa terra per molti Kalpa come dicono i buddisti...

Tornate a posare lo sguardo sulle uova, i piedi leggermente aperti, il peso si sposta lentamente da una gamba all'altra. Osservate ora gli effetti di Fuoco, elemento fondante della vita, osservate la trasformazione alchemica delle vostre tre uova. L'albume magicamente diventa sempre più bianco, un bianco puro, potete muovere delicatamente la padella per appianare eventuali accumuli di albume su determinati punti, il tre diventa uno. Se siete del tipo di persone che cominciano a interferire troppo col cucchiaio di legno, e le vostra uova saranno "uova strapazzate" al termine della cottura, sappiate che dovete dar mano a correggere la vostra esistenza in quanto siete troppo autodistruttivi.

Ricordatevi, siamo in meditazione! Continuate a rimirare le vostre tre uova, scacciate tutti quegli stupidi pensieri che vi frullano in testa tutto il giorno: guardate le piccole bollicine che ora si formano, ecco che si sprigiona il profumo, l'aria attorno a noi cambia, ne è invaso, è il fuoco che tutto trasforma. Riflettete sugli odori, è sempre il calore che li causa, il raggio del sole sprigiona la fragranza dei fiori, delle resine.

Ora è della massima importanza osservare il tuorlo, era rosso, appena cambia di colore siate pronti a spegnere il fuoco, certo, vi piace il bianco ben cotto, quasi bruciato, ma il rosso è primario,

Ecco! Il momento è arrivato, spegnete la fiamma.

Adesso viene il momento più tragico, alcuni per non rompete le uova preferiscono mangiarle nella padella, ma ciò non va bene, dovete spostarle sul piatto. All'uopo, questo termine ben si adatta all'uovo, usate possibilmente uno di quei moderni utensili di plastica nera piatti sottilissimi che le uova amano, se avete in mano uno di quegli antichi cosi in alluminio, tornare a leggere il punto sopra sui distruttori di vita.

Ora scodellate le vostra uova su di un bel piatto bianco, altri colori non sono ammessi, sedetevi e gustatevi tutto il profumo e la fragranza delle uova che giacciono lì davanti a voi.

Non abboffatevi, ricordate che il mangiare, come il cucinare, come la vita tutta, è un atto meditativo. Mangiate le uova come meglio credete, ma non mandatele giù senza gustare ogni più piccolo boccone. È consentito usate lo smartphone per chattare con gli amici, per leggere la posta, per leggere dei nuovi arresti per tangenti, siate moderni, uno smartphone è maneggevole, un giornale vero è troppo ingombrante e distoglie troppo dalle vostre amate uova, un libro pure, scaricatelo sul vostro lettore digitale e buon appetito.

ps

Volete un piatto migliore di questo? Aggiungete alle uova della mozzarella, ummmm, che bontà.

Se non vi piacciono le uova, sappiate che le uova hanno una forte simbologia sessuale, il bianco ricorda lo sperma, i fluidi vaginali, il rosso il sangue, non c'è bisogno dello psicoanalista, troppo costoso, però cercate di riesumare il trauma che vi impedisce di mangiare questo ben di Dio.

Per i vegani non so che dire, certo, vegano suona bene, da persona fica, l'ego vuole la sua parte, ma appena potete, trasformatevi in vegetariani, comprate uova bio, salverete molte galline dagli allevamenti intensivi e contribuirete a moltiplicare la loro specie.

Tàaroa

2015/02/12



Tàaroa, il Creatore di Ogni Cosa, abitava in una conchiglia.
Questa conchiglia sferica, simile ad un uovo, girava nello spazio infinito.
Non esisteva né cielo, né terra, né luna, né stelle.
Poi Tàaroa con una scossa uscì dalla conchiglia e trovò solo oscurità e silenzio.
Era completamente solo
e decise di ritirarsi in una nuova conchiglia per molte eternità.

Quindi intraprese la sua opera di creazione.

Con le conchiglie creò il Cielo e la Terra, poi scosse le sue piume rosse e gialle che cadendo sulla Terra presero la forma di alberi, di foglie e mazzi di piantaggine.

Mito delle Isole della Società, Oceano Pacifico

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Taroa è completamente in sè, non ci sono mancanze così può creare qualsiasi cosa.
Non essere sempre attivi per essere creativi, di notte, ad esempio, entriamo nella conchiglia di Taroa, immobili, senza pensieri, senza stimoli.
È il principio della perla.



L'Erba, l'Amore
2014/08/01

Dobbiamo essere capaci di amare ogni specie vivente, ogni regno, animale, vegetale, umano. 

Se ci troviamo ad amare solo gatti e cani e non anche gli esseri umani, allora siamo carenti di amore, quel gatto adorato è solo un amore narcisistico per se stessi, riflesso, non amiamo veramente il gatto.

Molti umani poi amano qualche umano e ne rifuggono altri, scelgono, eppure siamo tutti figli di Dio, poveri Palestinesi, poveri Israeliani!

Anche le piante e i fiori vanno amati, ma l'essere umano non li ama, in nome del profitto stermina sempre più verde. Il verde è il colore del cuore nei Chakra, il verde è il colore dell'amore.
E l'erba? Umile, semplice, tanto verde, tanto amore, meno ne rimane, meno amore rimane sul nostro pianeta. 

Qui potete scaricare, o ascoltare un file audio di una meditazione di 5 minuti:il file d'Erba.


Meditazione per guarire occhi e orecchie
2010/08/12

Questo è l'inizio di una meditazione di guarigione per gli occhi e le orecchie.
Dovete stare sdraiati, il naso in questa posizione è come una montagna, gli occhi sono due laghi.
Per la combinazione di questi due elementi potete leggere il mio post di due anni addietro: Un'antica montagna, un giovane lago
C'è acqua (energia) che viene giù dal naso, fluisce verso gli occhi da entrambi i lati del ponte in una cascata energetica e va direttamente all'angolo interno dei due laghi. State immobili finché non sentite questo flusso, se non sentite nulla, dovete ripetere questa meditazione, ogni giorno per alcuni minuti, un occhio alla volta, fino a quando non è chiara la sensazione.
C'è un altro flusso di energia che proviene da sotto il naso, dall'interno della montagna (questa parte è in diretto contatto col cuore); sentite un fiume sotterraneo che esce nell'angolo interno degli occhi, sotto il lago. Entrambe le correnti (il primo connesso con la pancia), sono due tipi diversi di energia e si mescolano qui, all'angolo interno degli occhi.
Questo flusso d'acqua (energia) va a coprire gli occhi: sentite la corrente che va in quattro direzioni, verso la parte alta (Nord) e verso la parte bassa (Sud) dell'occhio, verso la profondità (Nadir) e verso la sommità (Zenith) degli stessi.
Rimanete a sentire questo per un po'. All'inizio potete lavorare su una direzione sola, poi sulla coppia, North/Sud e Nadir/Zenith, quando avete poco tempo sentite entrambi gli occhi completamente coperti.
La corrente continua arrivando alla parte esterna degli occhi e qui forma una grande cascata che cade verso le orecchie, ma prima l'energia riempie le tempie, due importanti punti di agopuntura, state qui finché vi piace, quindi seguite l'acqua cadente che raggiunge le orecchie, aprendole. L'orecchio deve sempre essere aperto per la salute della persona.
Lasciate che l'acqua penetri e sentite come se le orecchie fossero grotte sotto il livello del suolo. Dovete andare bene in profondità, così tanto che entrambe i fiumi si ricongiungono nel centro della testa.
Questa è la prima parte di una bella e benefica meditazione che le mie guide mi han dato.

English version

Meditazione dei due cuori
2010/07/24

Centra il tuo cuore con la tua amata/o, devono essere assolutamente in sincrono, poi lascialo battere e senti il suo battito, senti la sua luce che con la tua diventa illuminescente e respira, respira con lei e diventate l'universo intero e la vostra luce, il vostro battito, il vostro respiro riempiono ogni posto, ognuno, ogni oggetto.

Poi riposa felice.

L'acqua che scorre

2010/07/16



Questa è una piccola meditazione per tutti, semplice. L'acqua rappresenta la vita, il suo scorrere il tempo, lasciarsi andare all'acqua che scorre vuol dire accettare che la vita scorre e vuol dire galleggiare in essa, liberi, senza intoppi, senza cercare cose che non ci sono, che non possono essere, lasciando andare si accettano cose belle che verranno naturalmente.

Sdraiati ad occhi chiusi ci si immagina un fiume più o meno turbolento, ci si lascia andare in questo fiume, l'acqua non bagna, la schiena è sotto; la corrente ora ci muove, noi rimaniamo a sentirla beati e ci facciamo portare via, se c'è paura la togliamo con dolcezza, non serve, distoglie solamente. Poco alla volta sentiamo che la corrente, prima forte è solo un'illusione e non ci disturba più.

Si, nei miti, nei film, l'eroe o l'eroina bambini che venivano gettati nel fiume, simbolicamente, sono esseri che fluiscono, per quello sono eroi e gli altri no.

Poesie

Notte di zanzare
Eravano io e voi
La vostra perfidia tremenda
Nella mia carne
Dolore e prurito dovunque

Poi un pensiero
La mia mente non era serena
Lei non perdonata
Vi davo libro acceso

Chiesi aiuto
Una coltre mi coprì
La mia mente unita
Spazio più non trovaste

Eravate illusione della mia mente

Amore
T'amai
Eravamo belli
Tu ed io
Io e te

Bello si,
Ma che male tutto questo amore
Che male che ci ha fatto
Finito

Non resta più nulla
Finito
Macerie

Tu ed io
Io e te

Un bacio ancora mio Amore

L'oca
Piume soavi restano per terra
Scivolano fuori dal piumino
Qualcuno dirà
che triste fine hanno fatto quelle oche
Finite in un piumino

Che dolce tepore che arrecavano
Ora svolazzano per la stanza
Libere

Lei sta smembrando il dolce piumino
Rabbia e gelosia

E le piume continuano a svolazzare
Strappato in pezzi il non suo piumino

Povere oche il vostro sacrificio fu vano
Una vostra consimile mal vi supporta

Figlie dei fiori
Figlie dei fiori
Soavi nei gesti
Fragili mi apparivano
Stolto ad aiutarle
Come un dio mi sentivo

Figlie dei fiori
Soavi nei gesti
Forti ora sono
Sagace a non aiutarle
Lascio a Dio il suo fardello

01 lug 2016  11:14

Era amore?
Non piansi
Tristezza poca ce n'era
Troppo poca

Ero diventato illuminato?
L'umana passione avevo superato?

Non seppi rispondere

I tuoi neri capelli svaniti
I nostri baci più non erano
Cobra dei profondi amplessi
più non vidi

Non seppi mai se t'avevo amata

Te
Con te nello spazio più profondo
Seguendo sogni infiniti
Al ritmo della musica celeste
Volteggiando liberi
Belli

2008

Mari d'amore
Distese infinite
Dove i cuori si trovano
Mari senza fine
Di acqua d'amore
Incontrai alla fine
Quando anche l'ultima barriera si infranse
Del mio ego tormentante
Allora ti vidi

Cercavi la cattiveria di tuo padre
Disperata cercando il suo Amore
Che mai avevi visto
Colpisti me ancora
La lama affilata entrò nel petto
Barcollai esangue
Tu soddisfatta distruggesti ancora noi

Caddi nel mare
La ferita in un istante svanì
Seppi che era del troppo amore
Mi lasciai andare a quella distesa di pace

Ancora ti aspetto
Un giorno scoprirai questo mare
Un giorno tutti saranno qui
E risa di bimbi
E gioia dovunque
Sentiremo noi due

22 Marzo 2015


I battiti
Sei soffice come la neve

Suona bene questa frase su di te mio amore

Soffice
Fredda

Il tuo cuore chiuso per anni
Il mio triste per anni
Il dispiacere annacquai di qui e di lì

Ed ora sei a poche ore di treno
La vicinanza aumenta i nostri battiti
I tuoi finalmente risvegliati dal lungo inverno
I miei tornati pieni come allora
Otto anni passati ad aspettarci

Non ci incroceremo
I nostri sguardi non si poseranno sui nostri visi
Le nostre mani non toccheranno il desiderio
La nostra pelle resterà sola

Non importa questo ai nostri cuori
I battiti ora li sentiamo
Ci eravamo scordati che esistevano
Tristi anni senza dar loro retta
Ora ci chiamano allegri al nostro amore

18 Marzo 2016

Amare verità
Entrai in te e piansi
Non seppi mai il motivo
Piangere non è da uomo
Non ne volli sapere
Continuai il gioco
Lo stesso gioco
degli ultimi dieci anni
Fra noi era così
Non poteva non essere così

Mi svegliai il giorno dopo
Era così presto
E una poesia scrissi
Scrissi del mio pianto
Ormai lontano nello spazio
Vicino nel tempo
Perché piansi nel gioco? 
Non eri più mia
Giocavi per farmi felice
L'amara verità non volli sapere
Mai

22 Dicembre 2015

Poesia per me
Scriver di donne? 
Lontane sono ora.

Scriver di te? 
Il pensier si accalora
Ma troppo lunga la nostra storia.

Scriver di chi? 
Di nessun ho memoria.

Forse di me?

Ai, son rimasto solo io
qual cialtron pomposo...

Ma ogni tanto d'amor per sé
è d'uopo pasciarsi.

27 Novembre 2015

Nato stolto
Sei nato, non sei morto
Mai sei morto perché neppure te ne accorgi
Ridi della via allora
Non puoi morire
Ed allora, che paura puoi avere mai?

Gli stolti si occupano dei soldi
Non sanno loro che c'è chi provvede a tutto
Aspettano la morte raccogliendo a più non posso
L'amore passa loro accanto
Mai lo vedono
Ai, ai
Svegliatevi o voi stolti!
O voi si che morrete: mai siete nati!

24 Ottobre 2015

L'istante
2015/10/24

Si nasce ogni giorno? 
No
Si muore ogni notte? 
No

Non c'è nascita
Non c'è morte

Ogni cosa è un attimo
Un istante d'amore


Nera
2015/07/15

Nera come la notte
Pelle vellutata
Sulla mia scivolava
Caldo dei nostri cuori
I respiri erano pronti
Prudenza pensasti
E l'amor lasciasti

L'uomo

2015/06/13



L'uomo dicono sempre.
Anche le donne dicono uomo.

E le donne dico io?

Uno sguardo vuoto percorre...
L'uomo?
Si intende anche la donna, replicano.

Ah! Faccio io.

She
She

2015/06/07

Long years passed
The sea between us
A whisper of the wind
Words in my back
Coming from nowhere
I knew was you

7 Giugno 2015

La Valle

2015/05/27



Dentro la Valle, dentro se stessi.
Finalmente fermi in noi.
Una Tigre improvvisa, un Cervo che guarda.
Rumore di ali, onde misteriose.
Una grotta per riposare, una foresta che disvela.
Profondo il nostro essere.
Nessuno lo sapeva, noi neppure.



Comunque lieta
2015/05/14

Sopra di te
Sopra di me
A lato
Comunque lieta

Rumor di sciacquio 
Eccitante
A fondo
Ecco, ora eravamo profondi
E tu
Comunque lieta

Ruggiva Leone
Quattro ruggiti
Tormenti d'amore
Svaniti nel nostro respiro
Dovetti uscire da te
Restasti
Comunque lieta

Festa delle donne

2015/03/08



Può una donna avere una festa?
una sola festa all'anno?

lo Yin in me sorride
non sempre ha il suo spazio

lo Yang anche sorride
non sempre ha il suo spazio

ed allora che sia
festa per il mio Yin tutto l'anno
festa per il mio Yang tutto l'anno

si stringono assieme felici
ed il mio cuore è lieto

Compagna di scuola
2015/03/05

Compagna di scuola
Ti rividi una notte

Sembrava ieri quand'eravamo in classe
Quel bacio a lungo atteso fra i banchi ormai vuoti
la sera diventò notte fra i nostri lunghi discorsi e i gemiti dell'orgasmo

Ora mi sfiorasti
La tua energia penetrò
molto più dentro delle tue dita
molto più nell'anima di quel che pensasti

fummo costretti
l'orgasmo 40 anni dopo
fu tale e quale
ma il sorriso stavolta non svanì

Plastica

2015/03/02



Ti baciai, sapevi di plastica
ti ribaciai, sapevi di plastica
la tua lingua dov'era?
serpentina e plasticosa

Ti guardai nei tuoi occhi
color noce plastica
ti scossi le spalle
rumore di plastica

Aspira! Aspira i miei baci
riprovai
plastica colorata

Ma... ecco lì in fondo
nascosto in te
il dolce polline apparve
l'ape in me succhiò
rasserenata

Dio e la Bibbia
Gridai un grido
un grido di dolore
leggevo la bibbia
turpe e bassa

Dio, che ci fai lì dentro!

Dio mi sorrise e mi rispose:
Carlo, non temere
son dentro di te
son dentro di loro
lì c'è solo il loro ego

1 Marzo 2015

L'allieva
2015/02/28

Tornasti
Due settimane mancasti
Il sorriso radioso per la lezione vicina
Ti baciai contento di vederti

Profumo, non me n'ero accorto
Annusai il mio respiro

Quella sera la lezione, lieta
Ti ringraziai con questi versi

Un cuore verde
Gli anni passavano,
il tuo viso pian piano riluceva,
giunta ad un'età dove molti se ne vanno,
i tuoi occhi splendevano,
verdi d'inverno,
grigi perla d'estate.

I capelli faticavan ad ingrigirsi.
Cercavo il segreto della tua giovinezza,
compresi che veniva da dentro,
il tuo cuore era sempre lo stesso,
il cuore del tuo primo giorno di vita.

14 Ottobre 2014

Pregare
2014/03/27

Si prega camminando
sentendo la terra sotto i piedi

Si prega seduti
guardando il mare, sentendo il suo profumo spargersi

Si prega volando
con le ali aperte nel cielo, sentendo la sua leggerezza

Si prega sdraiati, immobili, immobilità che vede

In ginocchio è solo per punirsi di peccati creati
Dio non lo chiede

Capelli rossi
Era graziosa
senza età
più che altro una bimba
Le sue mani mi tiravano
un tirare profondo, amorevole.
Mi amava...

ancora non so perché
i suoi occhi scintillanti
fermi nei miei.

Dammi la tua mano
camminiamo assieme
un altro po' di strada ancora

17 Ottobre 2012

La Valle oscura
Lao Tzu la chiamò la valle oscura
arrivò il tuo orgasmo
ecco la valle
da quell'attimo iniziò
pienezza e gioia
scintille divine
era lunga
oscura si, ma stelle brillavano
passò il tempo
arrivò il mio orgasmo
il termine della valle
ci addormentammo beati

29 Agosto 2012

Stelle cadenti
Una stella cadente
i miei occhi l'hanno colta
é stato un attimo
un breve scintillante attimo
nulla é rimasto
ecco ne arriva un'altra
in questa calda notte d'estate
anche in me ci sono stelle che cadono
a fatica riesco a vederle
troppo veloci e troppo fioche
le ultime rocce cadenti di te
nel mio cuore

11 Agosto 2012

Scelte di morte
Quante volte assieme tu ed io

quanti momenti gioiosi fatti di risa e sesso

fugati in un attimo
sciolti in una decisione

un amore spezzato
per correre dietro illusioni

per scappare da noi

26 Giugno 2012

Una Resurrezione...
Mamma...

siedo accanto a te
dormi, non serena
costretta dai farmaci

sveglia ti tormenti
hai scelto in questa vita l'inferno

fra breve avrai pace 
ti libererai delle tue catene
ed io potrò abbracciarti

8 Aprile 2012

Mamma (una coppa del nonno)
Lecca le tue labbra mamma
questa vecchia coppa è quasi finita
un gelato che era dei nostri tempi

piano mamma
piano
potrebbe essere l'ultima
piano
godila
godi ogni leccata

l'ultima coppa

26 Marzo 2012

Il Drago d'acqua
Il drago è senza fuoco!
corrergli vicino
salirgli sopra
scivolare giù
ancora ed ancora
come quando eravamo bimbi
sorride divertito
ma il suo rombo è ancora tremendo
ridendo ci richiama per giocare ancora

24 Gennaio 2012

Miele salato
La goccia scendeva
lenta
sulla tua guancia

la leccai

miele salato

contento di tale dolcezza
triste per la nostra tristezza
come un vampiro ti ferii ancora
per un'altra goccia di miele salato

19 Gennaio 2012

Il verme
Eri un verme, 

strisciavi un po' viscida ed umile, 
ebbi cura di darti terra ed acqua, 
ti trasformavi a poco a poco 

ecco, il bozzolo, 
la metamorfosi... 

ne uscisti verme ancor più grossa, 
tracotante orgoglio e meschinità, 
trattenni la mia suola 
ti lascia li, sulla polvere a te cara. 

Sbagliai io, eri un verme, non un bruco.

18 Dicembre 2012

Sogni
Un nuovo sogno 
l'altro se n'era andato 
era bello 
ma poi... come tutti i sogni svanì 

sogni, sogni 
sogni 

nessuno rimane 
eppure tu sei 
e il mio cuore 
ha la tua luce 

perché non sei rimasta?

15 Ottobre 2011

Fare
Fare, fare, fare
quale malattia

tutti fanno
se non fanno si disperano

cosa faccio oggi?
cosa faccio adesso?

Ah... triste la vita così
l'amore scompare
diventa relazione

fare, fare, fare
vera malattia dell'umanità

15 Luglio 2011



Una principessa
Buio nella notte
una tigre aspetta
selvaggia

gli hai tolto i denti?
OMD, ora sei una mucca
muu muu
o una pecora
bee bee
perché ti vuoi così?

Attenta!
la mia tigre sta venendo a mangiarti
corri via, corri via!
oppur rimettiti ancora i denti
ed andremo a danzare sotto la pioggia!

(OMD=o mio dio)

1 Luglio 2011

La tua vita
Con una poesia non mangerai
con un bacio non guadagnerai denari
col nostro amore non sarai famosa

Cibo, soldi, notorietà
li hai tutti ora
sepolti con te

7 Luglio 2011

Una principessa
Aleggiavi nell'ala del tuo castello
il fascino discreto di una principessa
il tuo orgoglio infine schiacciato dal tuo amore
la bocca ardente di desiderio
l'anima contenta di soli sguardi
mi sorridesti comunque lieta

28 Giugno 2011

Solchi
Tracciamo un solco
nella dura pietra
del nostro carattere

In uno un segno resta lieve

nell'altro neppure una traccia

nel mio un fiume scorre 
or che ti ho incontrata

26 Giugno 2011

Il dolce bacio
Quella sera ero dentro di te

profondo

sospiravi

c'era una luce li
restammo immobili a sentirla
non c'era più spazio
eppur si apriva l'infinito
poi il dolce bacio

25 Giugno 2011

Giochi strani
Giochi strani fa la vita
amori distrutti, incapaci di esistere

Si amavano, lui morì,
dolore, dolore, dolore
diciott'anni di dolore
ma lui era sempre lì,
l'amore intatto
poi una notte l'inatteso aiuto
si strinsero ancora
la gioia lungo la colonna
il ritrovato contatto
l'unione perfetta

25 Giugno 2011

Non ti do zucchero, è amore
Cercavi da me parole mielate, dolci,
sbattesti la porta non capendo

Volevi carezze e tenerezze,
la vagina ben serrata, moneta di scambio

Chiedevi certezze e accondiscendenza
il cuore nascosto nel più profondo

Aprivi e la tua energia mi inondava
ti baciai dolcemente le labbra

Scappasti a gambe levate
quell'uomo vuole solo...

non era zucchero, era amore

22 Giugno 2011

Un gioco stupido
Notte bagnata
una stella umida
sofferente...

il cuore tira ancora
come un'animale morente
nessuna lacrima rimasta...

erano speranze vane
un matrimonio finto
erba in un cimitero...

stupido silenzio
giocato da una bimba cresciuta
solo una lama nel petto...

22 Giugno 2011

10 all'ora
Sei la mia pioggia,

la mia acqua
sono libero
pronto per le tue gocce
alzo il viso e mi bagno
teneri tocchi
piedi intrecciati
a 10 all'ora
uno stop improvviso
per un altro bacio
memori del Pelide
che non seppe fermarsi
tratteniamo l'amore
e celere cresce in noi
fra risa di gioia
albero secolare
sradica cemento
vita opportuna

11 Giugno 2011

Luisa
Il ricordo lontano
vivo nella memoria
qualche istante accanto a te

il tuo viaggio
rivelatosi senza ritorno
un dolore sottile

ti ritrovo sorridente
lontana negli occhi
per te un ricordo qualunque
di un passato di tormento
che scacci nel tempo

le mie dita ti lasciano
svaniscon anche queste parole

27 Maggio 2011

Strati
C'era una bella ragazza
vorticava nello spazio
i capelli tutt'attorno

lei é li ora
aspetta me per danzare
un sorriso sul suo viso

veloce vado
il suo cuore ride
come posso non essere felice?

26 Maggio 2011

Poems

How do I do this?
2016/03/10 Sheila Sanchez

How do I do this?
write
feel
breathe
without thinking?
How did I
live
love
and let be
without thinking?
How can I
get back
to a day before
tears
fears
and doubt
plagued me?
Like this?
One
step
at a time?

Come posso fare questo?
scrivere
sentire
respirare
senza pensare?
Come ho fatto a
vivere
amare
e lasciar che sia
senza pensare?
Come posso io
ritornare
ad un giorno prima di
lacrime
paure
e dubbi
che mi hanno afflitto?
Così?
Un
passo
alla volta?

2016 mar 10

Smell of life

2011/02/22



« Bad and good

Winds »


You will live with him
in time you will hate him
his smell was not the right one

You will live alone
in time you will hate yourself
my smell nowhere around you

You will live with me
in time you will love God
my smell only for you

My white tyger

2011/07/20



I write this poem for you
my sadness is everywhere
sticking in your loss skin
white like snow
far and lost in the North
where the sun can't shine more than you
I told you here was earth for you
I was meaning for your heart
I was telling this for your soul
... you lost yourself
and I lost my white tyger

Fjords

2010/06/26



I sing for you, my beautiful star
a sad song of love.
You come one night in my dreams
and slowly, moment after moment,
the enchantment never is gone.
You are too beautiful for me,
you are too young for me,
but leave that I can breath for an instant more near your beautiful soul


 
Are you a dream for me or a sign?
a dream of a born love, but never lived and still intact
a sign of destiny of a soul too pure, so light in her brightness
I knew you as Ash, blond ash of star
I know you as Elisabeth, dark hair of a summer night
still I don't know you enough,
but always a tear fulfills my heart when you write me a word

Dedicate to Ash

Sessualità

Su Pene e Vagina
Un giorno mi resi conto che il pene era come un albero. Cominciai a sentire, facendo l'amore, che la base del pene erano le radici e da lì iniziava il tronco.

Realizzai che sino ad allora ero stato troppo preso dalla punta, dal cercare di arrivare bene dentro la vagina per trovare così godimento e dare godimento. Era sbagliato, dovevo partire dal tronco. L'energia era così in entrambi molto potente.

L'energia sessuale è energia e segue la mente. Una mente ampia muove molta energia, una mente ristretta ne muove poca.
Una mente che comprende diventa ampia ed  avevo compreso che il pene è un albero.

Il dubbio adesso era che non sentivo bene la punta del pene in questa comprensione. Un albero ha una chioma, la cappella è più punta che chioma.

La soluzione venne da lì a breve: la vagina era la chioma! Il pene e la vagina erano le due parti di un albero che diventa uno all'atto della penetrazione.
La cappella si "innesta" perfettamente nella vagina che è la parte alta dell'albero, la chioma ed i rami.

Con questa immagine nella mente l'energia è al massimo della sua potenza.

Il pene non più "arma" fallica come tutti i maschi inconsciamente hanno, ma come completamento dell'amore nel rapporto sessuale.

L'albero della vita, di biblica memoria, che Adamo ed Eva avevano perso, cioè l'albero del perfetto completamento sessuale ed energetico.

Ps
Anche la mano nella masturbazione maschile completa il pene come "chioma" mentre la donna cerca più le dita come completando opposto.

Tai Chi, Qi Gong

La struttura ed il Gong
2016/06/25

Venti anni fa, alla Fiera di Officinalia che si tiene a Belgioioso, comprai un Gong. Affascinante con quel suono rimbombante e molto adatto al centro dove insegno Tai Chi.
Sono passati 20 anni, il Gong c'è sempre, relegato in bella vista, appoggiato per terra. Troppo pesante per appenderlo o metterlo su come si fa con altri oggetti.

Tutto ha un significato nella vita e al mio 60° compleanno 8 miei allievi mi hanno regalato una bellissima struttura in legno per sorreggere il Gong. Una struttura con motivo cinese, ben adatta all'ambiente della pratica.

Ora il Gong risuona, è facile passando prendere il battente e dargli qualche colpo che rallegra la sala.

Ora il Gong è vivo

La struttura permette al Gong di risuonare.

Ho dedicato gli ultimi tre anni allo studio approfondito della struttura nel Tai Chi, a quello che definiamo Yi Gong. La struttura umana è essenziale, non è importante lavorare sui muscoli. La struttura contiene gli organi interni, organi vitali, organi energetici, organi che risuonano come il Gong. Se la struttura collassa o è bloccata, rigida, gli organi interni soffrono: pensate ad un cuore o ai polmoni tenuti stretti, come possono battere e respirare? O ad una schiena tenuta malamente indietro e dolorante, i poveri reni? Gli organi sessuali? Un bambino che deve trovare casa nella pancia di sua madre e crescere per 9 mesi? La testa che cade in avanti con una parte del cervello che è malamente alimentata e così via.

L'altro aspetto del Tai Chi è il Qi Gong, è l'aspetto energetico, è il lavoro sui tre centri, testa, cuore, pancia, i tre Tan Tien. Questo l'avevo compreso da anni, da 20 anni? Da quando ho comprato il Gong? Si Gong e Qi Gong, straordinaria assonanza del termine, significativo.

Significativo il regalo della struttura per il mio 60° compleanno, ho compreso come unire il Qi Gong all'Yi Gong, ho capito il significato della struttura e del Gong, devono essere assieme, uno senza l'altro non hanno senso. Il Qi, l'energia non può esistere senza una struttura e la struttura da sola non ha senso. Un corpo umano, non ha senso senza l'energia, un corpo umano strutturalmente aperto assieme alla mente risuonano, sono vivi.

Gli 8 trigrammi, rappresentano le posizioni del Qi Gong e 8 sono le persone a cui devo questo regalo, ad ognuna un trigramma.

La Croce della vita
2015/05/24

La vita ha due assi, uno orizzontale ed uno verticale.
La vita quotidiana si svolge sull'asse orizzontale, l'asse della superficie. Da un lato il lavoro, dall'altro lo svago, il piacere. Un binomio Yin e Yang. Il segreto della vita è comprendere il punto centrale, l'incrocio dei due assi.

Più si lavora e più si cerca piacere. Agogno un viaggio in isole o terre remote, ma più l'agogno e più mi sposto dal centro e più significativa è la mia alienazione dalla realtà e l'asse comincia a ballare, come una bilancia impazzita.

L'asse verticale è l'asse della profondità, i popoli orientali nel passato erano orientati su quest'asse, i monaci zen, l'adepto taoista, lo yogi, entravano in stati di vita profonda con la meditazione, a volte talmente profondi che non si muovevano più. È lo stato dell'immobiiItà, contrapposto allo stato del movimento rappresentato dall'asse orizzontale.

Viviamo ormai di quest'asse, il movimento globale, la comunicazione globale, il terzo occhio sempre aperto che fagocita, che mangia tutto. Polifemo con il suo gigantesco, unico occhio, ben lo rappresenta. Ulisse è il grande saggio occidentale che riesce a "chiudere" il terzo occhio e si centra.
Centrarsi, cioè avvicinarsi all'interazione dei due assi senza più oscillare paurosamente di qui e di là come stiamo facendo.

Il Tai Chi rallenta, ci porta più verso il centro, ci aiuta a capire la necessità di avere un asse verticale nella nostra vita, il saggio, l'illuminato non si sposta più dal centro della croce.

La spada che fu riforgiata
2015/11/12

Oggi dovevo far di conto, pagare bollette e segnare i nostri associati. Non l'ho fatto, mi sono steso a scrivere sul mio taccuino. Un bel taccuino, portentoso, un pozzo dove tutto entra e resta. Una app per il mio cellulare Android, la app si chiama Workflowy e ve la consiglio vivamente.

Ora scriverò sulla spada. Antico strumento di morte, risuona il detto: chi di spada ferisce, di spada perisce. Un monito ben preciso, la spada non deve ferire. Perché allora nel Tai Chi pratichiamo la spada? Avevo un tempo un allievo pacifista che non voleva avere a che fare con le armi, sentivo che bloccava all'interno ogni aggressività e l'impugnare una spada anche di legno, sarebbe stato troppo per lui, rischiava di usarla per ferire, le sue pulsioni trattenute potevano esplodere.

Tenere dentro non va mai bene, questa energia, se non esce, ci causa danni, danneggia noi stessi, ci colpirà da qualche parte, ci ammaleremo. D'altronde chi di spada ferisce, di spada perisce... Chiunque usi violenza finisce prima o poi male e vive male.

Ed allora come fare?

Ci viene in aiuto il nostro amico taoista Semola, il protagonista del film di Walt Disney, la Spada nella Roccia. Qui tutto trova una spiegazione.

La Spada è usata male, energumeni bellicosi, assetati di potere, (chi riesce ad estrarla diventa re), cercano di togliere la spada dalla roccia. Questa non si muove, non può muoversi se si usa la forza muscolare per tirarla.

La nostra società non ha capito questo, lo sport, la conoscenza fisica è tutta incentrata sui muscoli, sul loro uso, sulla loro conoscenza. I nostri allievi che affrontano gli esami stabiliti dall'ente sportivo preposto al rilascio del loro diploma di Insegnanti di Tai Chi e Qi Gong, sono costretti a studiare i muscoli, i loro nomi, come tonificarli, come essere dotati di bei muscoli pronti all'azione.

Li si sta invitando ad usare la spada per ferire.

La Spada nella roccia non si limita a mostrarci l'aspetto stupido dell'uso della spada, non tutti i personaggi che cercano di estrarla hanno le spalle larghe e la vita stretta, uno, Semola, è esattamente come il suo nome, ancora ragazzo, è mingherlino, senza un muscolo. Arriva alla roccia e senza alcuno sforzo estrae la Spada e la porta in alto. Meraviglia, nel film il cielo si apre, la cupezza sparisce, appaiono i raggi del sole, i raggi della vera conoscenza e si sente una musica celeste.

Quello che avviene non è un miracolo, Semola si è preparato a questo evento, non ha certo studiato i muscoli, non sa neppure cosa siano, eppure diventa re.

Nel film Semola dice di non averne, Merlino chiede ... e come fai a muoverti? E poi ammette ... quelli bastano.

Mi sovviene l'immagine della mia allieva più anziana. Beatrice ha quasi 90 anni e lei a lezione è solida, centrata. Un paio d'anni fa cadde all'indietro urtando un ostacolo, tutti fummo sgomenti, ma lei si rialzò in un attimo e ci chiese perché la guardassimo così. Invece di studiare i muscoli ha praticato Tai Chi col suo insegnante dal 1991, per quasi 25 anni ed è diventata Semola, ha appreso a fondo i principi della Spada. Lei non trattiene dentro e non usa la spada per ferire. La usa per stare bene, per godere della vita. Un altro episodio. Andrea Capriotti, esperto conoscitore di varie arti marziali, capace di rompere tombini di ghisa persino con la testa, venne da me ad imparare Tai Chi. Lo misi con Beatrice allora giovane settantacinquenne. Lui vedendo che lo inserivo in un gruppo di nonnine resto molto perplesso e un po' offeso. Durante il Qi Gong, Beatrice notando che Andrea non riusciva più a tenere in posizione le braccia, si girò verso di lui dicendogli, Andrea, prova a rilassare le spalle. Andrea colse l'insegnamento di Semola e continuò Tai Chi a lungo.

Nel film possiamo carpire i segreti di Semola, osserviamoli. Ha un maestro, questo è necessario, ma se si vuole apprendere un maestro arriva e Semola è fortunato, trova un maestro Taoista, niente meno che il mago Merlino. Per Merlino Semola è importante, lo ha aspettato, ora ha il materiale su cui lavorare, per gli altri, Semola è nessuno, buono per fare lo sguattero, al limite per fare da scudiero al fratellastro, un energumeno pieno di muscoli, muscoli che sicuramente conosce bene.

Cosa apprende Semola?

Impara i tre mondi in cui viviamo, diventa pesce e impara a fluire nel mondo dell'acqua, impara a gestire il Tan Tien inferiore, la pancia.

Poi conosce il mondo dell'aria, diventa uccello, il Tan Tien superiore, la testa, impara a volare, impara che la mente umana deve saper volare.

E poi apprende l'uso del Tan Tien del cuore, diventa scoiattolo e conosce una scoiattola che si innamora di lui.

Testa, Cuore, Pancia, ora è completo.

Vi starete chiedendo cosa c'entra questo con la Spada? I Taoisti ben sapevano che la Spada è la nostra colonna vertebrale, Semola ha allineato testa, cuore e pancia, ora è un'unità completa, il diaframma si apre come un mantice e l'energia fluida gira. Semola non è più Semola, ora è un re, re Artù.

Abbiamo nel Signore degli anelli un altro esempio, il ramingo Aragorn riforgia la spada che fu spezzata e diventa anche lui re. Ognuno di noi ha la spada spezzata, la nostra colonna vertebrale è disassata perché ogni nostro centro va per conto suo, la testa vuole una cosa, la pancia un'altra e il cuore un'altra ancora.

Gli energumeni che usano i muscoli hanno la spada spezzata, ecco il significato della Spada che è nella roccia, usano i muscoli per tutto quel che fanno. Semola no, usa testa, pancia e così riesce anche a mettere il cuore mentre estrae la Spada:  il cielo si apre a lui.

Per finire osserviamo l'immagine della spada, quando è nella roccia l'impugnatura è in alto, il baricentro, che si trova ad un terzo dall'inizio dell'impugnatura, è in alto. Si usano le spalle, l'impugnatura è nel collo, il baricentro nel cuore lo appesantisce, la vita pesa. Semola gira la spada, mette l'impugnatura nell'osso sacro ed il baricentro della spada torna al suo posto naturale, nella pancia.

In questi anni ho un debito di riconoscenza verso Semola, lo ringrazio e mi chino a lui Maestro. Verso Merlino ho solo un appunto da fargli, se usato un Leone invece dello scoiattolo per l'apprendimento del cuore sicuramente Ginevra avrebbe amato Artù e non Lancillotto.

Dopo 30 anni, incontro con un maestro
2015/10/15

Eccomi qui, trentanni dopo. Era il 1985 quando incontrai il maestro. Praticavo Tai Chi da un paio di anni, il mio insegnante era un uomo taciturno e alquanto burbero, a lezione per lo più restava seduto ad osservarci. Ero finito in una classe più avanzata di me al Pime in via Santorre di Santarosa a Milano, copiavo entusiasta i movimenti della forma di Tai Chi Chuan dei miei compagni. Stavo fermo in Qi Gong davanti al maestro, era Ermanno Cozzi, per noi un mito, spesso si recava ad Hong Kong direttamente a casa del Grande Maestro Yang Sau Chung, figlio maggiore del leggendario Yang Chen Fu.
Le poche volte che faceva la forma con noi i nostri sguardi spiavano ogni suo gesto: ricordo ancora la fluidità assoluta della sua forma, dopo trent'anni non ho incontrato nessuno più fluido. Era però alquanto parco, io, avido di qualsiasi cosa riguardasse il Tai Chi Chuan mi recavo alla libreria Hoepli di Milano ad ordinare testi provenienti da oltre l'Oceano, speranzoso di insegnamenti e notizie riguardanti la mia appassionante arte. Libri poi inutili, forme strane, consigli persino errati (non perdete troppo tempo a seguire i libri di Tai Chi e Qi Gong).

Un giorno, su un muro del Pime vidi un foglietto minuscolo: stage del maestro Chu King Hung, discepolo di Yang Sau Chung. Ecco! Che fosse in Germania a me e alla mia compagna di corso Tiziana Ottoni poco importava, era anche carissimo, da pagate in costosi marchi tedeschi. Facemmo richiesta di partecipazione e il responsabile della Itcca tedesca, Frieder Anders ci accetta allo stage.
Partiamo pieni di entusiasmo, e pieni di timidezza per la nostra pratica ancora inadeguata, ero al secondo anno, non conoscevo ancora tutta la forma.
Passiamo la Svizzera, entriamo in Germania, ecco Lindau, bella cittadina sul lago omonimo, ci addentriamo per pochi chilometri nella campagna bavarese, ecco il posto, la Humbold House, immersa nella natura, struttura bassa, costruita per ospitare stage, un posto incantevole. Frieders Anders ci accoglie, completiamo l'iscrizione, mi viene mostrata la bella camerata dove dormirò su un letto a castello, giusto il tempo di cambiarsi, alle 15 inizia la prima lezione, correzione della forma. Mi avvio con la mia inadeguata tuta grigia in mezzo a tedeschi molto più in tema nelle loro divise da Tai Chi scure con polsini e colletti bianchi. Ecco la luminosa sala ed ecco, silenzio, entra il maestro... Che meraviglia, comincia a spiegare tutto, in due ore ho compreso i miei due anni di Tai Chi e ho capito che i maestri cinesi parlano contrariamente a quel che Ermanno Cozzi soleva dire.
Esco dalla mia prima lezione col maestro Chu entusiasta e mi siedo nel locale adibito a caffetteria, ero ignaro di quel che mi stava per capitare, vi entra anche il maestro, sudo freddo, non c'è nessun altro li dentro e si compie quel che mai mi sarei aspettato: Chu King Hung si siede al mio tavolo e mi rivolge la parola nel suo stentato inglese di allora. Letteralmente sudo freddo, mi chiede da dove vengo, la mia timidezza mi paralizza, blatero qualche scusa e scappo in camerata a nascondermi nel mio piccolo quadernetto che sarà riempito di appunti dello stage.



Era il 1985, ora sono qui, trent'anni dopo, in una camera del residence dove il maestro riceve e istruisce  i suoi insegnanti. Non ho più quella tuta grigia, ho parecchie belle divise, ho fatto anche carriera, ho seminato tutta l'Italia per il maestro portandogli molti frutti, diventando suo discepolo, ho mangiato con lui innumerevoli volte senza più fuggire dalla sua presenza, adesso ho la mia strada da percorrere, il proseguimento della strada che lui ha portato a compimento, la stessa strada che Yang Sau Chung aveva compiuto e presa dal padre, il quale a sua volta l'aveva iniziata con la seconda e prima dinastia della famiglia Yang, una strada ancora più antica, erede dei millenni passati, erede dei primi taoisti.
Forse non ringraziai allora il maestro per essersi seduto con me, per aver divulgato il suo sapere, ora è il momento di farlo, grazie maestro.

Tai Chi e medicina
2015/09/20

Ecco un articolo del The Guardian, pubblicato il 17 Settembre 2015, sui benefici del Tai Chi e del Qi Gong sulle persone anziane.

Anno dopo anno innumerevoli articoli, migliaia di studi medici sui benefici ad ampio spettro sulla salute degli esseri umani di questa antica arte.
C'è stupore da parte della comunità scientifica, negli ospedali, medici e paramedici si ritrovano per consultarsi sulle proprie esperienze di pratiche alternative e cercavo di capirne la portata e come introdurle nelle proprie strutture. Si scontrano però con la burocrazia medica, servono prove scientifiche sulla efficacia e le chiedono al Tai Chi. Questa è una visione miope, è il medico l'esperto in scienza medica, è la medicina che deve spiegare perché il Tai Chi, il Qi Gong e altre pratiche del benessere fanno bene.
L'insegnante di Tai Chi svolge un'altra funzione, insegna Tai Chi, Qi Gong, Meditazione. ne trasmette gli aspetti energetici e di movimento, ha cura del benessere dei suoi allievi, lo fa con la metodologia che gli è stata insegnata, non si sposta su un piano, quello medico, di cui non ha né competenza, né interesse, sa che il Tai Chi fa bene, lo sente su se stesso e trasmette questo.

Il Tai Chi non ha bisogno della medicina, la medicina ha bisogno del Tai Chi, questo dovrebbe essere compreso, sia da quegli insegnanti che sentono la necessità di doversi giustificare dando "prove" mediche dell'efficacia del loro insegnamento, sia dalla medicina che è ancora miope su come funziona l'essere umano nella sua intierezza.

Tai Chi
2015/05/27

Un fiore nasce, cresce e muore.
La sua bellezza resta nell'essere un fiore.
Una breve brezza ondeggia i suoi petali.
Il Tai Chi ci fa tornare noi stessi.
Ondeggiamo lenti, sospinti dalla brezza della vita.
Incuranti dei falsi problemi che ci siamo costruiti.
Ora siamo quei fiori dai mille colori.

Sul respiro
2015/04/10

Nasciamo ispirando, moriamo espirando, Yin, Yang, un ciclo, la vita è un ciclo completo.
Durante tutto l'arco di questa vita ci portiamo sempre con noi il respiro, non nasciamo con soldi in tasca, questi vanno e vengono, sono episodici, così come lo sono tutti i beni, i possessi. Di questi alcune persone ne hanno di più, altre di meno, ma tutti abbiamo il respiro. Siamo tutti esseri umani perché respiriamo, è questo che ci rende vivi, è questo che ci accomuna col tutti gli esseri sulla terra, animali, vegetali.

Il respiro è l'unico atto nell'essere umano che è sia involontario, sia volontario, ma se è volontario, perché lo è? Ve lo siete mai domandati?  La risposta è semplice, perché ci è stata data la possibilità di respirare, di respirare come vogliamo, di far entrare l'aria che vogliamo.
Si dice, "il respiro è vita", ma quante volte al giorno ci accorgiamo di respirare? Per nostra fortuna è anche un atto involontario, altrimenti la terra sarebbe spopolata, siamo troppo occupati nella nostra vita per respirare. Se poi ci si ammala, non c'è da stupirsene, ci siamo dimenticati di respirare.

Per respirare a fondo dobbiamo usare il diaframma. Cosa è questo? Milioni di persone vivono e respirano senza saperlo. Il diaframma è la componente fondamentale del respiro ed espleta molte funzioni importantissime: tosse, voce, canto, vomito, parto, un tempo ne ho contate una ventina. Se non sapete cos'è il diaframma, sbadigliate, si stenderà, fra cassa toracica e stomaco, verso i fianchi e dietro sui reni.
Quando respirate non prendere l'insana abitudine che ormai tante pratiche insegnano: non ispirate gonfiando la pancia, questo tipo di respiro taglia, blocca il diaframma. Ispirate facendo salire e aprendo il diaframma e suggete dall'ombelico, né più, né meno di come facevamo nella pancia della mamma.

Se volete capire bene il meccanismo, smontate una pompa della bicicletta, all'interno ci sarà una membrana adibita al risucchio dell'aria, il diaframma. L'aria entrerà ed uscirà da una parte, ma lo stantuffo che aspirerà l'aria si troverà dall'altra parte, come naso ed ombelico.

Se poi volete veramente comprendere bene tutto il meccanismo del respiro, prendete un bell'ombrello, l'ombrello è identico al respiro, ne ha ogni componente.

Gli ammalati hanno giovamento da una sana respirazione, non solo per l'apporto di ossigeno al sangue e per il potente lavoro del diaframma sugli organi interni, ma il respiro influisce sugli stati dell'essere: un depresso non respira, non ha voglia di inspirare, non ha ispirazione. Chi ha paura non esala, ha paura della morte.
La sanità sempre si accompagna al respiro.

Buon respiro, buona vita.

I benefici del Qi Gong della famiglia Yang

2015/02/26




La famiglia Yang è universalmente nota  per il suo Tai Chi, per la sua forma: la "Forma Yang".









È però meno nota per il suo Qi Gong. Il motivo è semplice, il Qi Gong è il motore del Tai Chi, la sua essenza, la sua anima, e in tempi passati i maestri cinesi non divulgavano volentieri i segreti della loro arte. Forma si, la si insegnava, l'aspetto marziale si, ma quello che valeva, che faceva la differenza, che li ha resi la " famiglia invincibile", no, questi "segreti", i segreti del Qi Gong, era meglio tenerli in famiglia, tramandarli di padre in figlio.








Ad una famiglia marziale come fu la famiglia Yang contava l'efficacia, senza efficacia non sarebbero rimasti per tre generazioni imbattuti e ben sapevano che se una cosa è veramente efficace lo è anche a livello di benessere: Yang Chen Fu, la "terza generazione" della famiglia Yang, comprendendo questo, cominciò a divulgare il Tai Chi di famiglia in tutta la Cina con questo scopo.







Yang Sau Chung, suo figlio, "quarta generazione", il fondatore della nostra scuola non ebbe figli maschi, da qui la decisione di tramandare i segreti del Qi Gong alle figlie e ai tre discepoli.







In Europa siamo fortunati, uno di questi tre discepoli, il Gran Maestro Chu King Hung, "quinta generazione" della famiglia Yang, ha rivelato nei decenni del suo insegnamento pubblico questi segreti: Qi Gong, Yi Gong, Esercizi Taoisti, Meditazione, Massaggi Taoisti.









Carlo Lopez, "sesta generazione" e Patrizia Roberti, maestra di Tai Chi e di Qi Gong, insegnano tutta la profondità dei 6 Qi Gong e dei legami con i trigrammi taoisti; dei 5 Yi Gong, i 5 elementi della medicina cinese, dei legami con i 5 blocchi energetici con connessioni ai 7 Chakra e ai 5 tipi caratteriali di W. Reich; dei 24 esercizi taoisti e del profondo lavoro sul diaframma, reso possibile dalla stupefacente profondità di tali esercizi; della meditazione, con l'approfondimento della "Valle Taoista", il nostro spazio sacro.


La voglia o non voglia di fare Tai Chi

2015/02/24



Allieva - F.


Capita anche ad altri? Io più faccio Tai Chi e più lo farei, e meno lo faccio, e meno lo farei.

E' come se fosse una lotta: il Tai Chi mi affascina e mi piace, più mi avvicino e più mi convince, ma non appena qualcosa mi distrae o mi impedisce di praticare, subito una parte di me coglie l'occasione per allontanarsi.

E riavvicinarsi è sempre difficile.

Adoro le lezioni, ma ogni volta mi devo forzare per venirci. Ma perché, mi chiedo.

Tanti anni, e ancora non mi sono decisa a dire di sì a questa disciplina.

Eppure sento che per me è essenziale, il Tai Chi è l'unico ossigeno e spazio che do ad alcune parti vitali di me. Non potrei stare senza.

Non so.

Maestro


E' semplice, in noi esistono due istanze, l'ego e noi.

Ieri ho scritto questo: Sui benefici del Tai Chi e del Qi Gong e della Meditazione

Il rallentamento permette di entrare in se stessi, questo è l'effetto che senti e si sta bene in se stessi.

Il problema è l'ego, questo non vuole che tu stia bene, e lotta contro.

Se non fai Tai Chi entri nell'ego e allora non è facile uscirne e tornare a far Tai Chi.

Allieva F.


Interessante. Nel mio caso, penso sia vero, infatti a volte quando pratico la forma mi dimentico di tutto, me la godo e basta.

Però obietto: non pensi che anche nella pratica di una disciplina "spirituale" ci possano essere importanti aspetti egoici? Ad esempio, se pratico pensando che voglio diventare brava, voglio imparare, voglio voglio voglio... non è sempre l'ego?

Maestro


Certo, infatti l'ego si introduce sempre, è un tiranno, non vuole altro, altri. Epperò dolcemente il Tai Chi, che non c'entra nulla col bravo, bello dell'ego, riporta dentro e lo spirito gioisce.



Sui benefici del Tai Chi e del Qi Gong e della Meditazione

2015/02/22




Quando iniziai a praticare il Tai Chi era il 1983. Giocavo a calcio in campetti di periferia con gli amici, ero appassionato di sport sin da ragazzo, dovevo muovermi, a 17 anni ero stato campione italiano juniores di corsa campestre con la squadra della Pro Patria, correre era faticoso, si correva nel traffico attorno a San Siro e all'ippodromo, smisi.

Mi sposai troppo presto, a 21 anni: dovetti trovarmi un lavoro, lo sport lo lasciai perdere.

Un giorno guardando la bilancia superare i 100 chili capii che qualcosa non andava, dovevo ricominciare a fare del movimento. Salii in bicicletta con mio cognato verso la Brianza, quasi mi venne un infarto. Lasciai perdere il ciclismo nonostante la bicicletta fosse stata il mio mezzo di locomozione preferito; in città, a Milano, volavo sopra strade sconnesse, binari e scivolavo in mezzo al traffico per raggiungere gli amici al cinema di turno o per andare a scuola.

La mia cultura sportiva era bassissima, negli anni capii che la cultura sportiva dell'intero Occidente è inesistente. Ancora oggi nel 2015 è molto scarsa, gli stessi medici non conoscono se stessi pur conoscendo ogni nome di ogni parte del proprio corpo. Troppa enfasi sul corpo.

Cominciai a leggere libri sul jogging, consigli utili, non forzare, soppesare le proprie capacità, andavo la mattina al Parco di Monza, bello, correvo senza vedere nessuno per un'ora, è un parco vasto, ferito si dal campo di Golf, dall'autodromo, dalle strade che la deturpano con la loro regolarità, ma è vasto.

La domenica mattina invece, era riservata alla partitella di calcio, il calcio è bello da praticare, molto divertente, ma vedevo i miei amici rovinarsi, i.campi erano duri, pericolosi, Luciano con la spalla che ormai gli scendeva ogni volta, Vladimiro con le ginocchia a pezzi. Un giorno anche io ebbi l'incidente: un occhio colpito da una gomitata assassina di uno sconosciuto, capitato lì per caso, una domenica mattina qualsiasi. Ospedale, intervento sulla retina: lei ora deve star fermo, immobile. Fermo? Ci provai, le ore passavano lente in ospedale, soffrivo, non sapevo cosa fare, era un inferno stare lì. A casa andava meglio, ma l'occhio era praticamente andato, un cerchiaggio, una parte della retina tolta, visibilità quasi zero. Stop col calcio, ma stop anche con il jogging, i miei autori erano morti correndo, lo stesso inventore del jogging era morto a 52 anni d'infarto. Nessuno lo sa, ma anche l'inventrice dell'aerobica, tanto in voga a quei tempi, Jane Fonda, ha avuto un infarto.



Cosa potevo fare? Decisi di approfondire i miei studi sullo Yoga; avevo da anni un paio di libri e mi affascinava. Iniziai con Maurizio Morelli, era il 1982, andai avanti due anni, mi piaceva stare sulla testa, lo trovavo incredibile, sconvolgeva il mio mondo e le meditazioni erano affascinanti, ricordo ancora quella con la luce blu per la gola; ma la mia schiena impazziva, uscivo piangendo e smisi: comunque avevo scoperto il Tai Chi. Era il 1983, il mio amico di gioventù, Walter Russo, attualmente allievo diretto di Yang Ma Lee, figlia del fondatore della Itcca, mi invitò ad una lezione del compianto Maestro Ermanno Cozzi, allievo diretto di Yang Sau Chung.



Erano i primi anni del Tai Chi in Italia, quasi totalmente sconosciuto nel nostro paese. Ermanno mi fece sedere a guardare la lezione, restai profondamente colpito, ecco, questo è quello che farò da grande, mi dico. Avrei cominciato subito, ma Ermanno era un puro, no, puoi cominciare ad Ottobre, quando ricominciano i corsi. Rimasi un po' sconcertato e andai subito alla libreria Hoepli, allora era l'unico accesso al mondo, niente Web, niente Youtube. Tai Chi? Provi fra le Arti Marziali mi dissero. Fui fortunato, trovai il libro di Muradoff, ballerino persiano che a Roma si era messo ad insegnare Tai Chi. Aspettando la mia prima lezione cominciai a copiare i gesti delle sue foto, aveva i pantaloni a zampa d'elefante...









Questo articolo voleva essere un trattato sul perché il Tai Chi fa bene, ne è venuto fuori una auto-biografia, credo vada bene, ho sperimentato su di me i benefici del Tai Chi: la mia schiena è mille volte più a posto ora che ho 59 anni di quando ne avevo 24, i miei occhi non si lamentano, le ginocchia rovinate dallo sport reggono. Ebbi un intervento, un dieci anni fa, sull'altro occhio a causa di un'infezione dovuta alle lenti a contatto morbide, nessuno vi viene a dire che sono molto pericolose nell'acqua di mare. Aver imparato col Tai Chi a star fermo mi permise, questa volta, di restar immobile a letto in ospedale per una settimana e l'occhio guarì contrariamente alle previsioni mediche. Naturalmente portavo il Qi verso la pupilla costantemente per guarirla.



Nel 1983 quando iniziai a praticarlo non c'erano ricerche scientifiche sul Tai Chi e sul Qi Gong, oggi sono più di 1000. Perché fa bene? La risposta che mi sono dato è: la lentezza.

Rallentare porta sanità. Rallentare il corpo, rallentare la mente, non si possono dissociare.

Rallento e respiro, rallento e vivo, rallento e medito. Ovvero, non c'è molto da dire, i benefici del Tai Chi e del Qi Gong e della Meditazione (tre nomi per una sola cosa) sono dovuti alla lentezza.

Gli antichi Taoisti avevano studiato gli animali più lenti e compreso che, come la Tartaruga, i più lenti sono i più longevi.


Fiori e Tai Chi

2014/08/24


Nella Forma sii come un fiore: diritto come il suo stelo, chiuso, aperto come i suoi petali, morbido come la sua essenza, respira il suo profumo.


Sul mal di schiena
Il mal di schiena è un evento sociale della nostra epoca, pochi sono quelli che ne sono immuni. Il Qi Gong e la sua estensione, il Tai Chi Chuan,  sono noti per le loro capacità di beneficio anche su questo malessere immobilizzante.

Come agiscono? Getto li una provocazione: curano la mente. Un maestro Zen direbbe che noi viviamo in una società cosiddetta 'dualistica', se ci viene mal di schiena, mai associamo questo alla nostra condizione mentale, il male è sempre 'altro da noi', è qualcosa che purtroppo
ci è capitato e aimé, dobbiamo sopportare con abnegazione e magari con qualche medicinale di conforto.

Il mal di schiena nel Qi Gong e nel Tai Chi viene trattato come un problema posturale, un 'disallineamento' e conseguentemente come un problema energetico, il Qi, il Prana a causa del disallineamento non circola bene. Un maestro direbbe però che il vero problema è nella mente del sofferente.

Strutturalmente possiamo dire che chi ha mal di schiena tende a spostare il peso del corpo sull'avanpiede, noi usiamo il tallone e la punta del piede, se camminiamo questo lo possiamo percepire, tacco, punta, tacco punta, yin e yang, sempre yin yang. Dieci anni addietro ho scritto un articolo per una rivista di psicoanalisi, sulla funzionalità dei piedi, 'Achille piè veloce', se avete voglia di leggerlo è attinente al nostro tema, anzi, è un caso: Achille sicuramente soffriva di mal di schiena link.

Ed ecco il nostro maestro: Carlo, hai mal di schiena? Cosa ti fa fare il mal di schiena? Cosa vuole la tua schiena da te? Vuole che tu stia fermo. Carlo, questo è il punto nodale, la schiena sta dietro di te, è schiena e sta tirando dietro, tu non l'ascolti, non le dai retta e continui ad andare in avanti, in avanti con la mente, non sai fermarti, non sai stare sui talloni, Carlo stop, il mal di schiena ti
sta pregando di fermare qualcosa nella tua vita, ferma almeno qualche volta l'incessante attività mentale, grazie maestro! Sono però fortunato, non ho mal d schiena da quando ho iniziato a praticare Qi Gong e Tai Chi nel 1983.

Il nostro atteggiamento mentale si riflette nella postura del corpo: il
pensare  è sempre attivo? Nella vita non riesco a fermarmi, la postura si sposta col bacino avanti. Per capire come, basta provare a mettere dei tacchi alti.

Un esercizio taoista della Itcca di grande beneficio per la schiena , La Tartaruga Sacra guazza.

1)Posizione di partenza, piedi paralleli posti un po' più larghi delle spalle, peso sui talloni, avambraccia piegate con i gomiti che sfiorano il corpo. Pensate di essere un o una pianista che si siede
per un concerto e pone le mani sul piano.

2)Massima attenzione sull'osso sacro, chiave di volta per eliminare il mal di schiena, lo facciamo scivolare indietro, lentamente, senza nessuna fretta, ci stiamo piegando, la testa ed il petto scivolano avanti. Yin e yang, voglio andare avanti con la testa? Devo andare
indietro con l'osso sacro. Arrivo sino ad essere con la schiena parallela al terreno, le braccia durante il movimento si sono aperte ai lati ed ora sono in avanti, ai lati della testa, la sguardo e un po' davanti.

Il segreto dell'esercizio sta nel portare l'attenzione sul movimento che parte dall'osso sacro, la nostra coda e non muoverci partendo dalla
testa.

Durante questa fase inspiriamo aprendo bene tutto il corpo, la tartaruga si
estende.



3)Espirando torniamo su, la tartaruga torna nel suo guscio.


Troppo abituati ad una medicina che risolve per noi i nostri problemi, molti
in caso di mal di schiena chiedono aiuto al medico e rischiano di finire inutilmente sotto i ferri della chirurgia. Una ragazza di New York mi raccontò il suo triste episodio, a 15 anni era un po' curva e il padre non voleva che lei lo fosse, la portò a fare delle cure.
Dopo alcuni mesi di terapie i medici dissero al padre che per raddrizzarla totalmente avrebbero dovuto operarla. Fra le lacrime disperate della figlia, il padre acconsentì all'operazione. Dopo
anni la ragazza è più diritta, ha dei chiodi nella colonna vertebrale e una grande cicatrice lungo tutta la spina dorsale.

La soluzione al mal di schiena è semplice: fermarsi, fermarsi a riflettere. Qualcosa nella nostra vita ci sta procurando questo
dolore, è necessario trovarne le cause e modificare qualcosa. La riflessione ci porterà a comprendere che stiamo trascurando una parte di noi a danno di un'altra; il taoismo concepisce l'essere
umano nei suoi tre aspetti, cuore, pancia, testa, aspetti fisici, emozionali e mentali, ogni aspetto deve avere il suo cibo, se noi trascuriamo una nostra parte, la postura fisica si modella sulle
nostre scelte, il corpo è bravissimo ad adattarsi sul nostro modo di pensare e una postura anomala procura dolori alla persona.

La vita è Yin e Yang, fermarsi ed andare, dobbiamo rispettare questo ritmo, l'inglese lo rende bene: stop and go. Siamo come auto in corsa, la nostra mente "occidentale" non si ferma mai, la testa si protende a causa di ciò, la colonna "tira" e lavsaggezza del corpo ci suggerisce: fermati!

Molte cose in questo caso possono essere benefiche, io insegno Tai Chi, Qi Gong e Meditazione, tutte queste "fermano", a me piacciono, ma ognuno dovrebbe trovare il suo stop & go adatto a sé.

Le favole della Valle: Tai Chi Chuan
2014/05/08

Corvo: “La valle del Tai Chi Chuan”
Cerva: “È imponente
Cerva: “Immobile”
Cerva: “Sacra”
Cerva: “La sento nel cuore”
Cerva: “Ora vedo un prato e degli alberelli”
Cerva: “C'è una bella luce”
Cerva: “È mattino”
Cerva: “Ora vedo un vecchio. Sembra un eremita”
Cerva: “Sta seduto immobile”
Cerva: “Credo che mediti”
Cerva: “Fa segno di sederci”
Cerva: “Sediamoci”
Cerva: “Tira fuori una pipa e l'erba. La carica”
Corvo: “Bello”
Cerva: “Gesti lenti ed eleganti, regali”
Cerva: “Noi guardiamo in silenzio”
Cerva: “Anche lui ci guarda. È un bello sguardo”
Cerva: “Ora la pipa è carica”
Cerva: “Te la porge. Mi sa che devi accendere tu”
Corvo: “La prendo”
Cerva: “Lui prende l'accendino”
Cerva: “E avvicina la fiamma”
Corvo: “Tiro”
Cerva: “Si attizza”
Corvo: “Tiro lungo”
Corvo: “Aspiro”
Corvo: “Espiro”
Corvo: “Buona”
Cerva: :)
Corvo: “Tre volte”
Cerva: “Si”
Corvo: “La passo a te”
Cerva: “Si”
Corvo: “Ecco”
Cerva: “La prendo”
Cerva: “Aspiro”
Cerva: “A fondo”
Cerva: “Non brucia”
Cerva: “Buona”
Cerva: “Espiro”
Cerva: “Tre anch'io”
Cerva: “La passo al vecchio”
Cerva: “Ora fuma lui”
Cerva: “Finita. Svuota la pipa”
Cerva: “La ripone
Cerva: “Dice “questa è la Valle del Tai Chi. il Tai Chi è la Via. Il fumo sacro è la Via. La meditazione è la Via. Restate nella Valle, nella Via.”
Corvo: “Bello”
Cerva: “Lo sento molto nel cuore. Dopo fumato di più”
Corvo: “Un fumo che apre il cuore”
Corvo: “Il fumo è il respiro?”
Cerva: “Il fumo sacro. Si”
Cerva: “Porta a Dio”
Cerva: “Ho sentito il Leone ruggire”
Cerva: “È il vecchio”
Cerva: “Il vecchio è Leone”
Cerva: “Infatti aveva una folta e lunga capigliatura”
Cerva: “Anche la barba lunga e folta”
Cerva: “È molto bello qui”
Corvo: “Si”
Corvo: “Grazie”
Cerva: “Grazie”

Achille piè veloce
Lo studio del taoismo sulla sacralità del Corpo è anche studio del movimento: si osservano i movimenti naturali degli esseri umani, in particolare dei bambini, perché più liberi da blocchi, e degli animali: nei monasteri era comune trovare tartarughe e gru anche per comprendere la loro longevità. Queste osservazione e questi studi hanno dato vita ad esercizi fisici che sono parte integrante della vita taoista e che mirano al raggiungimento di una salute che coinvolge anche l’aspetto mentale.

Uno dei prodotti più raffinati è il Tai Chi Chuan, arte alla moda ai nostri giorni ma anche svuotata di contenuti dagli occidentali. Il nostro pensiero lineare non ammette se non la superiorità delle civiltà presenti: siamo la massima evoluzione in tutto! Ed ecco allora che teorie energetiche, fisiche e di movimento studiate per secoli sono messe in discussione solo perché le nostre tavole anatomiche sono le più perfezionate (così afferma un rinomato insegnante di Tai Chi Chuan americano). In realtà il gap tra noi ed il funzionamento del nostro Corpo è arrivato ad un punto di grave frattura, che punte masochiste come il body building o lo sport agonistico ed estremo mettono in luce, mentre pratiche nelle quali l’uso della tensione muscolare è di ostacolo sono ancora difficilmente comprensibili.

La conoscenza del nostro Corpo non è facile, esige anche momenti di quiete, di meditazione, di ascolto, tutte situazioni non agevoli al mondo d'oggi. Proviamo a stare in piedi, lasciando il bacino e l’osso sacro libero, oscillando la colonna come un pendolo, potremo goderci lo spostamento del peso dai talloni (Yin) all'avampiede (Yang) e conquistare un'insolita sensazione di libertà.

Approfondendo lo studio del movimento sui piedi con il Qi Gong e il Tai Chi Chuan andremo in profondità e potremo penetrare la sacralità del Corpo: sul tallone, posizione Yin, sentiremo la possibilità di essere in asse, di avere i tre centri allineati, le braccia si apriranno facilmente come fossero ali ed allora il nostro diaframma libero ci consentirà una profonda inspirazione, sarà più facile aprirci all'interno e sentire quelle emozioni che spesso ci nascondiamo. Sull'avampiede – posizione Yang - potremo rilasciare il bacino e goderci un’espirazione libera, che scarica completamente le nostre tensioni.

Il mito narra che Achille aveva un unico punto debole, vulnerabile: il tallone. Nel Tai Chi Chuan diremmo che aveva un problema di Yin, non riusciva a stare sui talloni, a fermarsi. Colui che sta sempre sulle punte, continua ad andare, ad esempio accelera ai semafori (punta) invece di frenare (tacco).

La discendenza divina, la quasi invulnerabilità lasciano intendere una situazione più evoluta rispetto ai suoi compagni ed ai suoi nemici intenti solo alla guerra ed alla distruzione reciproca. In effetti nell’Odissea ad un certo punto Achille si ferma, “Disse così; al Pelide venne dolore, il suo cuore nel petto peloso fu incerto tra due: se, sfilando la daga acuta via dalla coscia, facesse alzare gli altri, ammazzasse l’Atride, o se calmasse l’ira e contenesse il cuore”. Smette le armi e si domanda le ragioni della guerra contro i Troiani, sa che non nutre motivi personali contro di loro. In quel momento Achille “è” nel suo tallone: in questa posizione si può inspirare, si è più aperti nel Corpo, le emozioni nascoste si aprono all’esterno ed anche i pensieri si fanno più profondi. In questa posizione è invulnerabile. Achille, nonostante le pressioni dei suoi amici Achei, riesce a stare in questa posizione Yin, ma “Yin e Yang amano alternarsi continuamente”, ora comincia l’oscillazione verso lo Yang.

Nella sua storia a questo punto sopraggiungono due problematiche: dapprima gli viene sottratta Briseide, successivamente muore il suo amico Patroclo. Sono due elementi Yin, Briseide una donna e Patroclo un uomo ma dall’animo gentile. Il dolore è troppo forte e Achille si chiude, chiude il suo diaframma ed in esso il dolore. Perde il collegamento con il tallone ed il dolore trattenuto si trasforma in ira, e per l’eroe giunge la fine. Torna una situazione Yang non armonica, reattiva, eccessiva, l’ira funesta senza freno; sarà il Dio Apollo a colpirlo nel calcagno e con la morte a farlo tornare in una nuova situazione Yin. Avrebbe dovuto ritrovare all’interno di se i due elementi Yin perduti per bilanciare l’eccesso di Yang.

Situazione molto attuale: anche noi come Achille, non riusciamo a trovare una soluzione allo Yang, a bilanciare Yin e Yang, siamo capaci solo di usare la rabbia e la forza fisica, degli eserciti, dell’autoritarismo e/o a chiuderci in uno Yin spento, senza luce. Lo Yang nel Tai Chi Chuan è, al contrario, forza che si appoggia allo Yin, forza energetica, che ha respiro, esplosione morbida ma potente, forza neutralizzante, forza svuotata dall’aggressività, non reattiva, forza che ha cuore.

Pubblicato nel numero 5 dei quaderni degli argonauti Giugno 2003

3 Giugno 2003

La spada nella doccia
La spada è un simbolo importante in tutte le culture, ha due tagli, è doppia come la mente che crea e distrugge; per il Taoismo rappresenta l'acqua, lo Yin, contrapposta alla sciabola, il fuoco, lo Yang.  

Nelle arti marziali come il Tai Chi Chuan, la spada è manovrabile se il suo baricentro cade ad un terzo dall’impugnatura. La spada rappresenta anche la colonna vertebrale: l'impugnatura coincide con l'osso sacro, il baricentro con il “Campo di Cinabro” (baricentro del Corpo umano), il secondo terzo con il cuore e la punta corrisponde alla testa.


Il film per bambini (?) di Walt Disney La Spada nella roccia

ci fornisce una chiave interpretativa semplice e profonda.

     

I tempi sono cupi, l'Inghilterra non ha re: la leggenda vuole che lo diventi

solo colui che riuscirà ad estrarre una spada dalla roccia.

Nessuno ci è mai riuscito ed allora si organizza un torneo: il vincitore sarà incoronato re.

     

La lotta, la sfida con le armi come unico mezzo che l’uomo sempre trova per risolvere i suoi conflitti, genera tempi cupi e la spada, segno dei tempi, è infissa nella roccia, girata verso il basso, nei Tarocchi segno infausto.  


L'osso sacro è tenuto fermo come roccia, e quindi la colonna è rigida, il movimento del Corpo parte dall’alto, dalla testa, il baricentro è nel cuore e non nella pancia, siamo squilibrati, il diaframma è bloccato e il respiro superficiale, la testa è troppo pesante, piena di pensieri gira a vuoto...

Semola, così è soprannominato colui che sarà il futuro re Artù, ragazzo mingherlino, si trova a far da scudiero al fratellastro, un ragazzo con molti muscoli ma di scarso cervello. All'inizio del torneo si accorge di aver dimenticato la spada del fratello alla locanda, vi ritorna ma la trova chiusa, lì accanto vede una spada nella roccia, la prende e la porta al fratello! Qui il padrino riconosce che è quella spada ed i valenti e forti cavalieri si stupiscono che un ragazzino sia riuscito ad estrarla. Tornano allora alla roccia per una riprova. Subito fa capolino l'ingordigia, ora altri vogliono provare pensando che sia ormai un gioco da ragazzi… ma non ci riescono.


Il motivo è semplice, tutti la estraggono per un fine egocentrico, non riescono a farne un “gioco da ragazzi”, tutti usano la forza, la spada non può essere estratta con la forza. Quando una motivazione nasce “di testa” e come se la spada (la colonna vertebrale) fosse impugnata dall’alto, il movimento di tirare nasce dalle spalle ed è usata la forza muscolare. Il bacino, l'osso sacro, l'acqua si blocca e la punta della spada, in giù, è nella roccia e rimane rovesciata. Per il Tai Chi la capacità energetica del Corpo è inversamente proporzionale alla forza muscolare applicata.


A questo punto un nobile cavaliere ferma tutti e fa riprovare Semola. La spada scivola fuori e punta verso il cielo dove le nubi finalmente s'aprono, un raggio di sole scende su di essa (lo Yang, il fuoco che incontra lo Yin, l'acqua) e ora il ragazzo diventa re Artù, meritato re: è stato l'unico a non usare la forza muscolare, a non estrarla per sé, per un se testa, ma per sé essere completo.


Naturalmente Semola non era così sprovveduto, aveva un maestro, il grande mago Merlino e con lui aveva superato tre stadi: nel primo era stato pesce, aveva affrontato l'acqua, aveva aperto le sensazioni corporee, il bacino; nel secondo era stato uccello, aveva affrontato l'aria, aveva aperto la mente; nel terzo era stato scoiattolo ed una scoiattola si era innamorata di lui, aveva aperto il cuore.

1 Gennaio 2003



I tre centri
“I tre centri”

Nel taoismo la sacralità del Corpo si esprime nelle sue molte rappresentazioni - paesaggi con monti, laghi, fiumi, campi - e nei poetici nomi: il cuscino di giada è la nuca, la pagoda a dodici piani è la gola, il fondo dell’oceano è il perineo. Corpo tenuto in grande considerazione perché è il nostro dono, è la nostra possibilità di vita sulla Terra. La meditazione taoista è andata molto in profondità nell’esplorazione del nostro veicolo, esplorazione che ha dato secoli fa grandi possibilità artistiche e risposte scientifiche: la medicina cinese, la chimica, la fisica quantistica, la comprensione di leggi universali.

Chu King Hung, maestro di Tai Chi Chuan dei nostri giorni, grazie all’ombrello o all’automobile o all’aereo, dà profonde spiegazioni sulla funzionalità del nostro Corpo: mani e piedi come ruote, il diaframma come pistone, la mente come batteria, l’apertura e la chiusura dell’ombrello come la nostra respirazione e così via. Non che il Corpo sia una macchina ma tutti i ritrovati tecnici, spiega, sono ad immagine e somiglianza e funzionalità del Corpo. Comprensione che dà ai nostri insegnanti di Tai Chi la possibilità di trovarsi di fronte a bambini, ad adulti, ad anziani in luoghi diversi: scuole, associazioni, ospedali, e persino carceri a spiegare cose semplici che molti hanno disimparato, come piegarsi per allacciare le scarpe senza soffrire.

Un sommelier quando alza il gomito per assaporare il vino vi dirà che lo fa per l'estetica del gesto, è vero ma c’è di più: alzando il gomito, il diaframma e la gola si aprono, l'olfatto ed il gusto sono potenziati. E’ questo gesto che ne fa un Sommelier e intuiremo da dove nasce l'espressione “alzare il gomito”.

La nostra cultura ginnica e sportiva, le varie arti come la danza classica, invece hanno usato il Corpo come una macchina, utilizzandolo e devastandolo a fini narcisistici di prestazioni e competizione. I culturisti ad esempio: potenziano muscoli che poi impediranno loro una respirazione libera ed una deambulazione normale.

Un amore per il Corpo, per noi stessi, che nei secoli abbiamo dimenticato ed il cui recupero osteggiato e deriso, lascia chiaramente intravedere un dominio di uno dei tre centri sugli altri due. Testa, cuore, pancia: tre mondi, tre centri, tre sfere; un disallineamento od uno squilibrio di uno di questi porta alla disarmonia fisica e mentale.

La colonna vertebrale è l'asse, la colonna portante: in alto la testa, in mezzo cuore, polmoni e braccia, in basso reni, pancia, bacino e gambe.

Punti nodali, piani di unione delle tre sfere sono gola e diaframma, qualsiasi tensione e chiusura si riflette su di essi.

Il profondo e geniale lavoro sul carattere ed il linguaggio del corpo di Wilhelm Reich fanno sospettare in lui conoscenze taoiste. L’essere umano percepito come sfera, il neonato preso a modello: è come una palla, rotondo, morbido, potente energeticamente, respira con il diaframma. Poi il bambino, crescendo, perde questo stato, blocchi emotivi si ripercuotono nel suo Corpo che tenderà a chiudersi. Un bambino va a scuola, trova una situazione che non capisce, calata dall’alto, piange, sente una situazione di giudizio intorno a sé, si vergogna, schiaccia lo sterno per bloccare il pianto. A questo punto il respiro si accorcia, la gola si stringe perché la sfera del cuore si svuota e la testa trova meno appoggio. Sentirà meno dolore perché questo è bloccato nella sfera del cuore, potrà avere crisi d’asma che serviranno a liberare da questa sfera energia in eccesso, forse gli faranno dei test allergici e lo “cureranno”. Ora l’energia è più bloccata con rischi per il cuore più alti; la vita gli darà molte possibilità di ritrovare quella condizione di sfera aperta, dovrà lavorare su tre piani: energetico, emotivo e mentale e avrà bisogno del suo Corpo e della sua consapevolezza per fare questo.

Ogni sfera ha un centro, un Tan Tien: il Palazzo di Cristallo all’interno della testa, dietro gli occhi, tra le orecchie, centro dello Yi, dell’intenzione, la mente; il Palazzo Scarlatto, il cuore, residenza dell’imperatore, centro della sfera tra gola e diaframma, centro delle emozioni, ed il Campo di Cinabro, punto energetico misterioso da sempre (Hara per i Giapponesi, punto vitale dove facevano Hara-Kiri) sotto l’ombelico, centro della sfera tra diaframma e perineo, baricentro del Corpo fisico, sede del Qi, l’energia e punto di partenza del respiro, simile al pulsante di apertura dell’ombrello.

Ogni centro è importante nello stesso modo: nel taoismo la salute si raggiunge quando arriviamo alla consapevolezza dell’uguale importanza delle tre sfere e riusciamo a tenerle collegate ed in armonia.


Ne Il Signore degli anelli di Tolkien abbiamo un epico inseguimento di tre eroi: il nano Gimli che usa l'ascia, guerriero di grande forza fisica, abita sotto terra, è la nostra pancia, il bacino; l'elfo Legolas, con l'arco non manca mai il bersaglio, ha una vista da falco, e il suo popolo vive sopra gli alberi, rappresenta la nostra testa; l'umano Aragorn, che capta le tracce degli amici Hobbit con l'intuito, decide la via, rappresenta il cuore. Tutti e tre di stirpe reale al termine dell'inseguimento incontreranno il mago Gandalf “il grigio”, che pensavano morto in un incredibile duello con un Balrog, terribile demone di fuoco. Ora è Gandalf “il bianco”. L'incontro simboleggia il termine di una scissione dei nostri tre centri: ora riuniti nuovamente nel mago, sono molto più forti. Ma cosa inseguivano i nostri tre eroi? Due piccoli Hobbit, cioè due bambini, rapiti dai tremendi Orchi o meglio perduti e confusi con loro. E’ la ricerca del bambino interiore, cioè la ricerca di quelle pulsioni naturali, di quelle emozioni, di quella intelligenza del Corpo che abbiamo dovuto "perdere" in una società giudicante e squilibrata nei suoi tre centri, in cui il nostro bambino interiore è percepito come il diavolo mentre è la nostra parte più antica e quindi più saggia. Gli orchi, e con loro l'identificazione delle pulsioni con il male, saranno distrutti dai cavalieri di Rohan. Sono uomini a cavallo: hanno il centro della sfera del bacino, il baricentro, collegato col cavallo; la loro energia di base è di supporto al resto della persona. I due Hobbit sono ora liberi, salvi in una foresta con dei pastori di alberi, gli Ent, antichissime entità sagge della natura; sono tra loro simili.

Nel libro di Tolkien il male è rappresentato da due personaggi maschili, entrambi vivono in due alte torri. Il primo, Sauron, è un occhio infuocato ed è situato ad Est, posizione dove nasce il sole. Ad Est per gli indiani d'America si pone il Grande Spirito, il padre. Il secondo cattivo è il mago Saruman, la sua torre svetta isolata a Sud in una valle resa arida dalla sua sete di potere. Sud è il luogo dove gli indiani d’America pongono l’infanzia, l’energia della crescita, il sole a mezzogiorno, ed anche l’essere umano, mentre per l’occidente spesso il Sud è il luogo del diavolo. Saruman è sconfitto dai due Hobbit, aiutati dagli Ent, quando l'acqua, come un orgasmo, rotti gli argini della diga spazza la desolata dimora del mago ed il Sud torna ad essere una valle incantevole.

Contemporaneamente, in cammino verso Est, verso il monte Fato, un vulcano vicino alla torre di Sauron, l’altro malvagio, troviamo Sam Gangee, e Frodo Baggins. Frodo – il cuore - ha l’incarico di salvare il mondo gettando l’anello del potere, creato da Sauron, all’interno del cratere. Si perdono, sono solo in due, non hanno la testa. Ne trovano una “pazza” in Gollum, un essere strisciante alla ricerca del “suo tesoro”, l’anello di cui un tempo era in possesso. Gollum detesta Sam - la pancia – e vorrebbe uccidere i due Hobbit per riprendere l’anello, riprendere il comando sugli altri due centri, situazione che lo aveva un tempo quasi distrutto. Poco alla volta sente la fiducia di Frodo, del cuore, e torna a galla la parte sana della mente, si ricorda che il suo vero nome era Smeagol, ora è in sintonia con i due Hobbit e salva Frodo dalla morte. In seguito, una circostanza avversa, gli fa crollare questa fiducia e Smeagol viene di nuovo soppiantato da Gollum; riesce comunque ad indicare la direzione in mezzo a mille pericoli.

L’arrivo alla meta nel tratto finale è impresa titanica, compiuta da Sam che porta Frodo sulle spalle su per il monte Fato; per loro fortuna l’occhio malevole di Sauron era troppo intento nella conquista del mondo e quando si accorge che tre piccoli esseri sono ormai al centro del suo regno con il suo anello è troppo tardi. L’epilogo vede sul ciglio del vulcano la lotta tremenda tra la testa ed il cuore, Gollum nel momento in cui si crede vittorioso ed ha in mano l’anello del potere inciampa e scompare dentro il vulcano fumante. Solo il cuore tra tutti poteva portare l’anello senza esserne sopraffatto. A questo punto l’impero di Sauron crolla, il mondo è libero dal male, a salvare Sam e Frodo arriva su di un’aquila il mago Gandalf, ha con se altre due aquile per i piccoli Hobbit; sono di nuovo in tre.

1 Gennaio 2003

Tao Te Ching Vol II

Il dolore e l'energia
2016/06/25

Un calcolo renale molto doloroso mi diede questa intuizione: è ovvio che il dolore ci induce a porre attenzione ad una parte che ha bisogno, che richiama la nostra attenzione, - anche se, incredibilmente, esistono persone che non arrivano a questa minima comprensione, vedi coloro che hanno mal di schiena - ma il vero scopo del dolore è apportare energia alla zona sofferente: dolore, richiesta di attenzione, e dove va l'attenzione li si porta energia.

Eppure lo sapevo da anni, avevo avuto una infezione da lenti a contatto morbide. Scoprì troppo tardi che non bisogna mai fare il bagno in mare con le lenti a contatto morbide! Finii in ospedale, infezione alla pupilla, un disastro, sarebbe restata la cicatrice, successive operazioni col laser sperando di eliminarle. (Da tener conto che l'altro occhio era praticante cieco, da giovane ebbi un pesante distacco alla retina dopo una gomitata violenta nell'occhio giocando a calcio. In ospedale allora non sapevo nulla di mediazione, non avevo strumenti per guarirmi.)
Mi misi immobile a letto per 10 giorni. Giorno e notte portai energia alla pupilla malata e avvenne il miracolo, guarii e non restò traccia di cicatrice.

È essenziale aver cura di sé e questo vuol dire, se possibile, non prendere farmaci, se possibile, non mettersi nelle mani dei medici.
È essenziale comprendere perché ci si è ammalati e ascoltare, meditare e restare sulla parte malata sentendo l'energia che guarisce.

La struttura ed il Gong
2016/06/25

Venti anni fa, alla Fiera di Officinalia che si tiene a Belgioioso, comprai un Gong. Affascinante con quel suono rimbombante e molto adatto al centro dove insegno Tai Chi.
Sono passati 20 anni, il Gong c'è sempre, relegato in bella vista, appoggiato per terra. Troppo pesante per appenderlo o metterlo su come si fa con altri oggetti.

Tutto ha un significato nella vita e al mio 60° compleanno 8 miei allievi mi hanno regalato una bellissima struttura in legno per sorreggere il Gong. Una struttura con motivo cinese, ben adatta all'ambiente della pratica.

Ora il Gong risuona, è facile passando prendere il battente e dargli qualche colpo che rallegra la sala.

Ora il Gong è vivo

La struttura permette al Gong di risuonare.

Ho dedicato gli ultimi tre anni allo studio approfondito della struttura nel Tai Chi, a quello che definiamo Yi Gong. La struttura umana è essenziale, non è importante lavorare sui muscoli. La struttura contiene gli organi interni, organi vitali, organi energetici, organi che risuonano come il Gong. Se la struttura collassa o è bloccata, rigida, gli organi interni soffrono: pensate ad un cuore o ai polmoni tenuti stretti, come possono battere e respirare? O ad una schiena tenuta malamente indietro e dolorante, i poveri reni? Gli organi sessuali? Un bambino che deve trovare casa nella pancia di sua madre e crescere per 9 mesi? La testa che cade in avanti con una parte del cervello che è malamente alimentata e così via.

L'altro aspetto del Tai Chi è il Qi Gong, è l'aspetto energetico, è il lavoro sui tre centri, testa, cuore, pancia, i tre Tan Tien. Questo l'avevo compreso da anni, da 20 anni? Da quando ho comprato il Gong? Si Gong e Qi Gong, straordinaria assonanza del termine, significativo.

Significativo il regalo della struttura per il mio 60° compleanno, ho compreso come unire il Qi Gong all'Yi Gong, ho capito il significato della struttura e del Gong, devono essere assieme, uno senza l'altro non hanno senso. Il Qi, l'energia non può esistere senza una struttura e la struttura da sola non ha senso. Un corpo umano, non ha senso senza l'energia, un corpo umano strutturalmente aperto assieme alla mente risuonano, sono vivi.

Gli 8 trigrammi, rappresentano le posizioni del Qi Gong e 8 sono le persone a cui devo questo regalo, ad ognuna un trigramma.

Meditazioni tombali
Vanno molto di moda le meditazioni da tomba.
Sono quelle meditazioni che cercano di spegnere la mente, cercano di portarla su un piano tombale, antecedono la morte vera e propria.

I tombali hanno il viso grigio, questo fatto è causato dal blocco rigoroso che attuano fermando la loro mente nella meditazione, mente che invece potrebbe usare la meditazione per sciogliere ogni nodo che si è procurata nella vita quotidiana con pensieri e decisioni che stringono e limitano la sua potenza vitale e così guarire l'intero nostro essere.

Quale potente mezzo di vita è la meditazione!

Le persone che seguono la "meditazione tombale" si trovano bene con queste, hanno già deciso che non vale più la pena continuare la loro vita e così, grazie ad esse, cesellano la loro bara.


 

Da, Un corso in Miracoli

T-11.V.1. No one can escape from illusions unless he looks at them, for not looking is the way they are protected.

1. Nessuno può sfuggire alle illusioni a meno che non le guardi, perché il non guardarle è il modo per proteggerle.

La Croce della vita
2015/05/24

La vita ha due assi, uno orizzontale ed uno verticale.
La vita quotidiana si svolge sull'asse orizzontale, l'asse della superficie. Da un lato il lavoro, dall'altro lo svago, il piacere. Un binomio Yin e Yang. Il segreto della vita è comprendere il punto centrale, l'incrocio dei due assi.

Più si lavora e più si cerca piacere. Agogno un viaggio in isole o terre remote, ma più l'agogno e più mi sposto dal centro e più significativa è la mia alienazione dalla realtà e l'asse comincia a ballare, come una bilancia impazzita.

L'asse verticale è l'asse della profondità, i popoli orientali nel passato erano orientati su quest'asse, i monaci zen, l'adepto taoista, lo yogi, entravano in stati di vita profonda con la meditazione, a volte talmente profondi che non si muovevano più. È lo stato dell'immobiiItà, contrapposto allo stato del movimento rappresentato dall'asse orizzontale.

Viviamo ormai di quest'asse, il movimento globale, la comunicazione globale, il terzo occhio sempre aperto che fagocita, che mangia tutto. Polifemo con il suo gigantesco, unico occhio, ben lo rappresenta. Ulisse è il grande saggio occidentale che riesce a "chiudere" il terzo occhio e si centra.
Centrarsi, cioè avvicinarsi all'interazione dei due assi senza più oscillare paurosamente di qui e di là come stiamo facendo.

Il Tai Chi rallenta, ci porta più verso il centro, ci aiuta a capire la necessità di avere un asse verticale nella nostra vita, il saggio, l'illuminato non si sposta più dal centro della croce.

Tai Chi
2015/05/27

Un fiore nasce, cresce e muore.
La sua bellezza resta nell'essere un fiore.
Una breve brezza ondeggia i suoi petali.
Il Tai Chi ci fa tornare noi stessi.
Ondeggiamo lenti, sospinti dalla brezza della vita.
Incuranti dei falsi problemi che ci siamo costruiti.
Ora siamo quei fiori dai mille colori.

Giochi di sabbia
2015/08/02

Il mondo reale è come la sabbia, puoi costruire tutto, anche la cosa più bella, ma prima o poi torna sabbia e noi ce ne andiamo senza neppure un granello di questa sabbia.

Ciò che l'ego costruisce con immani sforzi non è null'altro che un gioco di bimbi, pur tuttavia questi si divertono!

Quanti castelli di sabbia inutili.



La puntina e il solco
2015/07/08

Una puntina è essenziale che passi sul solco di un disco affinché possa riprodurre musica.
Questo binomio Yin Yang lo ritroviamo in miriadi di cose: sto scrivendo col mio smartphone queste parole, musica più o meno bella, strisciando il mio dito, la puntina, su una tastiera, il solco.
Una mano che sfiora la pelle, una bocca che bacia, un pene in una vagina sono tutte puntine a contatto col solco che suonano musica. Il risultato del contatto materiale è centuplicato energeticamente!

Si ha paura dell'energia, chiese e materialisti ne han paura, la musica va in profondità.

8 Marzo

2015/03/08



Nella vita l'uomo deve imparare a conoscere il suo lato Yin e così conosce molto meglio il suo lato Yang e vive 365 giorni nello Yin e nello Yang e festeggia la giornata dell'uomo e della donna 365 volte l'anno.

Naturalmente anche le donne devono conoscere il loro lato Yang.

Entrambi sono ora completi.

Sulla morte

2015/02/22



Tutti hanno paura della morte, chi più, chi meno.

È l'ego che ha paura di morire, abbiano paura di perdere noi stessi.

 Epperò vogliamo in fondo essere diversi, migliori, non vogliamo essere il nostro ego.

 Allora, se muore l'ego, che paura abbiamo?




Il Tao
2014/04/18

Il Tao che tutto unisce e tutto abbraccia. Sono parole del Tao Te Ching, antico e fondamentale testo Taoista.

Perché un taoista ha fede? È una filosofia laica, molto poco bigotta, adatta al credente e al non credente, eppure le parole: il Tao che tutto unisce e tutto abbraccia non lasciano dubbi, unisce ed abbraccia, tutto, se ci riflettiamo è un'espressione di Dio molto bella.

Un taoista ha fede perché il taoismo si basa sulla comprensione dell'e-e, se c'è Yin, c'è Yang, se c'è Yang, c'è Yin, se c'è la donna, c'è l'uomo, se c'è il giorno, c'è la notte. Ne traiamo la naturale conseguenza: se c'è l'essere umano, c'è il Tao.
L'ateo o il religioso sono scissi, non hanno fede, sono o-o. L'ateo crede di essere solo, separato, è presuntuoso, ci sono io. Il religioso crede in Dio, non crede in sé, si separa da Dio.
L'ateo crede in sé, il religioso crede in Dio, chi ha fede crede in sé ed in Dio, non è separato, il Tao tutto unisce e tutto abbraccia.

Sulla Befana, sui Re Magi, sui tre centri

2014/01/07



Arriva la Befana volando alta sulla scopa, è notte.
Arrivano i Re Magi da lontano a portare i loro doni, è notte.

La Befana porta doni, carbone o caramelle? La calza nasconde la sorpresa, cosa conterrà?
I 3 Re Magi hanno doni per pancia, testa e cuore, mirra, incenso e oro, portano completezza alla nostra nuova nascita in un nuovo anno solare: sapremo usarli?

Sapremo scegliere il dono giusto che la Befana ci porta oggi? Biancaneve sbagliò scelta, la strega/befana le diede in dono una mela, metà era avvelenata, metà no. Biancaneve fu attratta dal lato estetico e perì. Molto simbolico, molto reale, la Befana è la vita: che scelta facciamo?

Noi del Tai Chi non abbiam dubbi, oggi cosa scegliamo? Una Forma sicuramente! Un po' di Meditazione, fatti con testa, pancia e cuore, incenso per bene dire, mirra per la saggezza e oro per l'amore.

Vita quotidiana

L'autostrada ed il Ginkgo
25/4

Le nostre autostrade esemplificato bene l'essere umano moderno, auto sfreccianti dovunque. Lavori in corso, limite a 80 chilometri orari, se rispetti il limite sei l'unico fesso e costringi chi va a 160 a rallentare e a incollarsi al poverino che ti sta sorpassando a 130 all'ora.

Pazzi scatenati di una vita senza senso, una vita che ci sfreccia addosso come un'auto sull'autostrada e che al termine non avremo vissuto.
Sessantenni che muoiono o si ammalano gravemente senza neppure sapere perché, troppo abituati a correre nella vita senza neppure conoscersi, senza essersi fermati a pensare a se stessi.

Diamoci un attimo di "respiro"...

Al Ginkgo si scende una scala a chiocciola, si è subito costretti a rallentare, si "scende"dall'auto.
Si entra sottoterra, come in una grotta.

Il ritmo all'ingresso è ancora dissonante, si cerca subito la "conversazione" con l'altro, la mente cerca di spostarsi in una attività di distrazione, cerca di tornare "normale", sfrecciante in autostrada.

I primi movimenti lenti la fanno fermare, gli esercizi in cui finalmente si "respira" e ci si "apre" fanno entrare in un'altra realtà e chi arriva in ritardo dà subito l'idea della diversità col suo modo di essere ancora da carroarmato...

Entrati nello "stato di grazia" si ritorna esseri umani con tutte le nostre potenzialità, si ritorna sani ed in salute, i malanni spariscono, restano solo a chi ancora non cede, a chi ancora sta sfrecciando nel tentativo di sorpassare un altro essere umano.

La meditazione ancora viene evitata, sono soprattutto gli uomini che al momento della meditazione se ne vanno in fretta, sono loro i guidatori peggiori, quelli che investirebbero anche la vecchina che intralcia il loro andare...

Uscendo dal Ginkgo lo stato di essere umano è raggiunto. Si è scesi dall'auto, ora si è se stessi, si può godere della vita.

La Febbre

2015/02/13



Quando giunge la febbre, chi l'ha, chi gli sta vicino, i dottori stessi, si lanciano in una guerra per abbatterla. Tachipirina a volontà, un tempo era aspirina, poi rivelatasi nociva.
La tachipirina è l'amica, la febbre la nemica.
Che abbaglio! La nemica è la malattia, la febbre è l'amica, quella che arriva in aiuto contro gli agenti patogeni.
La febbre normalmente è benefica sino ai 40 gradi, sembra che oltre i 39 distrugga persino le cellule tumorali.

Quando arriva la febbre aiutiamola, sdraiamoci a letto, immobili come gli animali o i bambini piccoli; la febbre chiede questo, non muoviamoci, godiamo questo momento di "Non fare", così naturale in natura. Più siamo capaci di far questo e prima guariremo, freschi e rinnovati. In alternativa prendete la tachipirina, andate subito a lavorare e trascinatevi per tutto l'inverno malati.

Sul lavarsi i denti
2015/06/11

Non piegatevi in avanti, così facendo chiudereste la bocca ed i denti si serrano.
Invece, alzate la testa, aprite per fare questo le costole sul davanti, alzate il petto e così la bocca si schiude ed i denti si aprono in maniera naturale.
Una persona mi disse che in codesta maniera avrebbe schizzato lo specchio; può aver ragione, ma lavarsi i denti come propongo è più gioioso e più sano, magari potete provare a farlo da seduti, è una ottima soluzione.
La scelta è fra amare i propri denti, quindi amare se stessi o odiarli. La rabbia chiude il petto ed i denti si stringono mettendosi in una posizione non naturale, di notte così si digrigna, aprire è la soluzione.
Quando vi accorgete di avere problemi ai denti considerate che state dando colpi ai vostri denti perché siete troppo duri, fermatevi e portate loro energia con l'apertura, i denti vi ringrazieranno e torneranno a funzionare!

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Poesie

Un cuore verde
2014/10/14

Gli anni passavano,
il tuo viso pian piano riluceva,
giunta ad un'età dove molti se ne vanno,
i tuoi occhi splendevano,
verdi d'inverno,
grigi perla d'estate.

I capelli faticavan ad ingrigirsi.
Cercavo il segreto della tua giovinezza,
compresi che veniva da dentro,
il tuo cuore era sempre lo stesso,
il cuore del tuo primo giorno di vita.

14 Ottobre 2014

L'allieva
Tornasti
Due settimane mancasti
Il sorriso radioso per la lezione vicina
Ti baciai contento di vederti

Profumo, non me n'ero accorto
Annusai il mio respiro

Quella sera la lezione, lieta
Ti ringraziai con questi versi

28 Febbraio 2015

Dio e la Bibbia
Gridai un grido
un grido di dolore
leggevo la bibbia
turpe e bassa

Dio, che ci fai lì dentro!

Dio mi sorrise e mi rispose:
Carlo, non temere
son dentro di te
son dentro di loro
lì c'è solo il loro ego

1 Marzo 2015

Plastica
Ti baciai, sapevi di plastica
ti ribaciai, sapevi di plastica
la tua lingua dov'era?
serpentina e plasticosa

Ti guardai nei tuoi occhi
color noce plastica
ti scossi le spalle
rumore di plastica

Aspira! Aspira i miei baci
riprovai
plastica colorata

Ma... ecco lì in fondo
nascosto in te
il dolce polline apparve
l'ape in me succhiò
rasserenata

2 Marzo 2015

Compagna di scuola
Compagna di scuola
Ti rividi una notte

Sembrava ieri quand'eravamo in classe
Quel bacio a lungo atteso fra i banchi ormai vuoti
la sera diventò notte fra i nostri lunghi discorsi e i gemiti dell'orgasmo

Ora mi sfiorasti
La tua energia penetrò
molto più dentro delle tue dita
molto più nell'anima di quel che pensasti

fummo costretti
l'orgasmo 40 anni dopo
fu tale e quale
ma il sorriso stavolta non svanì

5 Marzo 2015

Festa delle donne
Può una donna avere una festa?
una sola festa all'anno?

lo Yin in me sorride
non sempre ha il suo spazio

lo Yang anche sorride
non sempre ha il suo spazio

ed allora che sia
festa per il mio Yin tutto l'anno
festa per il mio Yang tutto l'anno

si stringono assieme felici
ed il mio cuore è lieto

8 Marzo 2015

Comunque lieta
Sopra di te
Sopra di me
A lato
Comunque lieta

Rumor di sciacquio
Eccitante
A fondo
Ecco, ora eravamo profondi
E tu
Comunque lieta

Ruggiva Leone
Quattro ruggiti
Tormenti d'amore
Svaniti nel nostro respiro
Dovetti uscire da te
Restasti
Comunque lieta

14 Maggio 2015

She
Long years passed
The sea between us
A whisper of the wind
Words in my back
Coming from nowhere
I knew was you

7 Giugno 2015

She
2015/06/07

Long years passed
The sea between us
A whisper of the wind
Words in my back
Coming from nowhere
I knew was you

L'uomo
L'uomo dicono sempre.
Anche le donne dicono uomo.

E le donne dico io?

Uno sguardo vuoto percorre...
L'uomo?
Si intende anche la donna, replicano.

Ah! Faccio io.

13 Giugno 2015

Nera
Nera come la notte
Pelle vellutata
Sulla mia scivolava
Caldo dei nostri cuori
I respiri erano pronti
Prudenza pensasti
E l'amor lasciasti

15 Luglio 2015

Nato stolto
Sei nato, non sei morto
Mai sei morto perché neppure te ne accorgi
Ridi della via allora
Non puoi morire
Ed allora, che paura puoi avere mai?

Gli stolti si occupano dei soldi
Non sanno loro che c'è chi provvede a tutto
Aspettano la morte raccogliendo a più non posso
L'amore passa loro accanto
Mai lo vedono
Ai, ai
Svegliatevi o voi stolti!
O voi si che morrete: mai siete nati!

Poems

Fjords
2010/06/26

I sing for you, my beautiful star
a sad song of love.
You come one night in my dreams
and slowly, moment after moment,
the enchantment never is gone.
You are too beautiful for me,
you are too young for me,
but leave that I can breath for an instant more near your beautiful soul
---------------------------
Are you a dream for me or a sign?
a dream of a born love, but never lived and still intact
a sign of destiny of a soul too pure, so light in her brightness
I knew you as Ash, blond ash of star
I know you as Elisabeth, dark hair of a summer night
still I don't know you enough,
but always a tear fulfills my heart when you write me a word

Dedicate to Ash

The old sun, the young night
2008/12/02

The morning, the child, like the sun appearing on the horizon, meets the mother, the night leaving place to the day.

Same was your story, you, the day going down, met Sheila, the young night coming out.

The moment is magic, all things stop, a door of energy is open, hearts stop beating for some instants.
At one moment, you don't know exactly, all is gone, the day disappeared, the night is there all over, covering everything.

This was you love Carlo and Sheila, was beautiful, but... this happens day after day, not only one day

My white tyger
2011/07/20

I write this poem for you
my sadness is everywhere
sticking in your loss skin
white like snow
far and lost in the North
where the sun can't shine more than you
I told you here was earth for you
I was meaning for your heart
I was telling this for your soul
... you lost yourself
and I lost my white tyger



Meaningless Riot
2008/09/25

"And there I was," he said,
"It was me against the world.
It was a huge and nasty riot.
Everyone asked me questions and
insisted I answered every single one of them."
"Wow," said the little girl, "What did you do?"
"Oh, that's simple," he said, "I told them
to look for the answer within themselves.
No matter what chaos they created, my answer stayed."
"Did they?" She held her teddy bear closer.
"No, they all ignored me as they have
for centuries now. They expect me to give
them the answer to everything. It's absurd, really."
The girl looked at him, "I don't expect you to answer,
I will listen and look within."
She said this as if offering comfort.
He smiled, "I know you would. But you are a child,
your questions are different.
You don't ask why your life is not joyful,
why you don't have the job you wanted,
why you could not get married,
why you could not have children,
why you aren't beautiful,
why life isn't simple,
why you are in jail,
why you are not in school.
These are really not questions I should be asked.
These are questions people must ask themselves.
But they refuse to believe they hold the fault
for everything and anything
that they think is not right in their own lives."
The little girl sighed and looked out to the sky,
"Why do we have clouds?"
God laughed,
"Now that is a question I would answer!"

by kind permission of Sheila "zaphi" Sanchez

Three acts of a girl
2008/09/24

A man traveled in a far off place,
tired and annoyed at the world.
He stumbled upon a girl
who quietly bathed in a calm water.
Hiding behind a couple of bushes,
he stared at her,
enjoying the sight.
An idea erupting in his mind,
he took off all his clothing
and sneaked into the water
for the first act of his show.
"Help!" he cried.
The girl, good hearted
and now currently confused,
went to help this
victim of the water,
when truly he was the victim of desire.
He let himself melt,
let go,
into her embrace
when she pulled him to her.
And for his second act,
he is now unconscious
on her skin, her bare chest.
His mouth is near her neck,
his hands so close,
oh how aroused the man has become!
Poor girl,
not knowing what to do,
she holds him close to her,
and gets them out of the water.
On the shore,
laid out on the ground,
the man really does look unconscious,
except for...
She is lost looking at this man,
thinking maybe CPR will help.
But as she gets near his lips,
she realizes his features,
his beauty,
and her lips lock immediately with his,
as if by some magnetic pull.
Never did she think her first kiss
would be this way.
An unconscious man!
Really! What will her mother think?!
And what does it matter?
This virgin has lost all sense of
right, wrong, up, down,
even her own breathing became irregular
from this newly found sensation
from having this man in front of her,
unconscious,
except for...
And how could she not invite herself to it?
Her face up to the skies
in expressions showing a strange
and understandable mix of
newly found pleasure and pain,
the man trying not to shout,
blood tickling his body.
This girl,
on an 'unconscious' man.
She's about to burst
and she doesn't even know it.
Oh, this unconscious man!
And for his third act...

by kind permission of Sheila “zaphi” Sanche

C seasons
2008/09/20

I am the Spring,
but I hold no flowers, no gardens,
no green grass or green leaves.
I am the Summer,
but I hold no laughing children,
no cool nights with loved ones.
I am the Autumn,
but I hold no cool breeze,
no colorful leaves, nothing has fallen.
And I am the Winter,
but I hold no snow,
no gifts, no New Year.
So am I truly the Spring?
Summer? Autumn? Winter?
Could it be that I have lost all that is necessary
and now I am nothing?
Impossible.
I am the Spring.
I have you blossoming within me.
I am the Summer.
Your smile makes up for the missing laughter.
I am the Autumn.
We fall all the time - for each other.
I am the Winter.
Love is and always will be a gift,
a very beautiful gift.

Ash

Fjords
2010/06/26

I sing for you, my beautiful star
a sad song of love.
You come one night in my dreams
and slowly, moment after moment,
the enchantment never is gone.
You are too beautiful for me,
you are too young for me,
but leave that I can breath for an instant more near your beautiful soul
---------------------------
Are you a dream for me or a sign?
a dream of a born love, but never lived and still intact
a sign of destiny of a soul too pure, so light in her brightness
I knew you as Ash, blond ash of star
I know you as Elisabeth, dark hair of a summer night
still I don't know you enough,
but always a tear fulfills my heart when you write me a word

Dedicate to Ash

Carlo

The old sun, the young night
2008/12/02

The morning, the child, like the sun appearing on the horizon, meets the mother, the night leaving place to the day.

Same was your story, you, the day going down, met Sheila, the young night coming out.

The moment is magic, all things stop, a door of energy is open, hearts stop beating for some instants.
At one moment, you don't know exactly, all is gone, the day disappeared, the night is there all over, covering everything.

This was you love Carlo and Sheila, was beautiful, but... this happens day after day, not only one day

Sheila

Meaningless Riot
2008/09/25

"And there I was," he said,
"It was me against the world.
It was a huge and nasty riot.
Everyone asked me questions and
insisted I answered every single one of them."
"Wow," said the little girl, "What did you do?"
"Oh, that's simple," he said, "I told them
to look for the answer within themselves.
No matter what chaos they created, my answer stayed."
"Did they?" She held her teddy bear closer.
"No, they all ignored me as they have
for centuries now. They expect me to give
them the answer to everything. It's absurd, really."
The girl looked at him, "I don't expect you to answer,
I will listen and look within."
She said this as if offering comfort.
He smiled, "I know you would. But you are a child,
your questions are different.
You don't ask why your life is not joyful,
why you don't have the job you wanted,
why you could not get married,
why you could not have children,
why you aren't beautiful,
why life isn't simple,
why you are in jail,
why you are not in school.
These are really not questions I should be asked.
These are questions people must ask themselves.
But they refuse to believe they hold the fault
for everything and anything
that they think is not right in their own lives."
The little girl sighed and looked out to the sky,
"Why do we have clouds?"
God laughed,
"Now that is a question I would answer!"

by kind permission of Sheila "zaphi" Sanchez

Three acts of a girl
2008/09/24

A man traveled in a far off place,
tired and annoyed at the world.
He stumbled upon a girl
who quietly bathed in a calm water.
Hiding behind a couple of bushes,
he stared at her,
enjoying the sight.
An idea erupting in his mind,
he took off all his clothing
and sneaked into the water
for the first act of his show.
"Help!" he cried.
The girl, good hearted
and now currently confused,
went to help this
victim of the water,
when truly he was the victim of desire.
He let himself melt,
let go,
into her embrace
when she pulled him to her.
And for his second act,
he is now unconscious
on her skin, her bare chest.
His mouth is near her neck,
his hands so close,
oh how aroused the man has become!
Poor girl,
not knowing what to do,
she holds him close to her,
and gets them out of the water.
On the shore,
laid out on the ground,
the man really does look unconscious,
except for...
She is lost looking at this man,
thinking maybe CPR will help.
But as she gets near his lips,
she realizes his features,
his beauty,
and her lips lock immediately with his,
as if by some magnetic pull.
Never did she think her first kiss
would be this way.
An unconscious man!
Really! What will her mother think?!
And what does it matter?
This virgin has lost all sense of
right, wrong, up, down,
even her own breathing became irregular
from this newly found sensation
from having this man in front of her,
unconscious,
except for...
And how could she not invite herself to it?
Her face up to the skies
in expressions showing a strange
and understandable mix of
newly found pleasure and pain,
the man trying not to shout,
blood tickling his body.
This girl,
on an 'unconscious' man.
She's about to burst
and she doesn't even know it.
Oh, this unconscious man!
And for his third act...

by kind permission of Sheila “zaphi” Sanche

C seasons
2008/09/20

I am the Spring,
but I hold no flowers, no gardens,
no green grass or green leaves.
I am the Summer,
but I hold no laughing children,
no cool nights with loved ones.
I am the Autumn,
but I hold no cool breeze,
no colorful leaves, nothing has fallen.
And I am the Winter,
but I hold no snow,
no gifts, no New Year.
So am I truly the Spring?
Summer? Autumn? Winter?
Could it be that I have lost all that is necessary
and now I am nothing?
Impossible.
I am the Spring.
I have you blossoming within me.
I am the Summer.
Your smile makes up for the missing laughter.
I am the Autumn.
We fall all the time - for each other.
I am the Winter.
Love is and always will be a gift,
a very beautiful gift.

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