L’autostrada e il Ginkgo

Le nostre autostrade esemplificato bene l’essere umano moderno, auto sfreccianti dovunque. Lavori in corso, limite a 80 chilometri orari, se rispetti il limite sei l’unico fesso e costringi chi va a 160 a rallentare e a incollarsi al poverino che ti sta sorpassando a 130 all’ora.

Pazzi scatenati di una vita senza senso, una vita che ci sfreccia addosso come un’auto sull’autostrada e che al termine non avremo vissuto.
Sessantenni che muoiono o si ammalano gravemente senza neppure sapere perché, troppo abituati a correre nella vita senza neppure conoscersi, senza essersi fermati a pensare a se stessi.

Diamoci un attimo di “respiro”…

Al Ginkgo si scende una scala a chiocciola, si è subito costretti a rallentare, si “scende”dall’auto.
Si entra sottoterra, come in una grotta.

Il ritmo all’ingresso è ancora dissonante, si cerca subito la “conversazione” con l’altro, la mente cerca di spostarsi in una attività di distrazione, cerca di tornare “normale”, sfrecciante in autostrada.

I primi movimenti lenti la fanno fermare, gli esercizi in cui finalmente si “respira” e ci si “apre” fanno entrare in un’altra realtà e chi arriva in ritardo dà subito l’idea della diversità col suo modo di essere ancora da carroarmato…

Entrati nello “stato di grazia” si ritorna esseri umani con tutte le nostre potenzialità, si ritorna sani ed in salute, i malanni spariscono, restano solo a chi ancora non cede, a chi ancora sta sfrecciando nel tentativo di sorpassare un altro essere umano.

La meditazione ancora viene evitata, sono soprattutto gli uomini che al momento della meditazione se ne vanno in fretta, sono loro i guidatori peggiori, quelli che investirebbero anche la vecchina che intralcia il loro andare…

Uscendo dal Ginkgo lo stato di essere umano è raggiunto. Si è scesi dall’auto, ora si è se stessi, si può godere della vita.

Carlo Lopez

La spada che fu riforgiata

Oggi dovevo far di conto, pagare bollette e segnare i nostri associati. Non l’ho fatto, mi sono steso a scrivere sul mio taccuino. Un bel taccuino, portentoso, un pozzo dove tutto entra e resta. Una app per il mio cellulare Android, la app si chiama Workflowy e ve la consiglio vivamente.

Ora scriverò sulla spada. Antico strumento di morte, risuona il detto: chi di spada ferisce, di spada perisce. Un monito ben preciso, la spada non deve ferire. Perché allora nel Tai Chi pratichiamo la spada? Avevo un tempo un allievo pacifista che non voleva avere a che fare con le armi, sentivo che bloccava all’interno ogni aggressività e l’impugnare una spada anche di legno, sarebbe stato troppo per lui, rischiava di usarla per ferire, le sue pulsioni trattenute potevano esplodere.
Tenere dentro non va mai bene, questa energia, se non esce, ci causa danni, danneggia noi stessi, ci colpirà da qualche parte, ci ammaleremo. D’altronde chi di spada ferisce, di spada perisce… Chiunque usi violenza finisce prima o poi male e vive male.

Ed allora come fare?

Ci viene in aiuto il nostro amico taoista Semola, il protagonista del film di Walt Disney, la Spada nella Roccia. Qui tutto trova una spiegazione.
La Spada è usata male, energumeni bellicosi, assetati di potere, (chi riesce ad estrarla diventa re), cercano di togliere la spada dalla roccia. Questa non si muove, non può muoversi se si usa la forza muscolare per tirarla.
La nostra società non ha capito questo, lo sport, la conoscenza fisica è tutta incentrata sui muscoli, sul loro uso, sulla loro conoscenza. I nostri allievi che affrontano gli esami stabiliti dall’ente sportivo preposto al rilascio del loro diploma di Insegnanti di Tai Chi e Qi Gong, sono costretti a studiare i muscoli, i loro nomi, come tonificarli, come essere dotati di bei muscoli pronti all’azione.

Li si sta invitando ad usare la spada per ferire.

La Spada nella roccia non si limita a mostrarci l’aspetto stupido dell’uso della spada, non tutti i personaggi che cercano di estrarla hanno le spalle larghe e la vita stretta, uno, Semola, è esattamente come il suo nome, ancora ragazzo, è mingherlino, senza un muscolo. Arriva alla roccia e senza alcuno sforzo estrae la Spada e la porta in alto. Meraviglia, nel film il cielo si apre, la cupezza sparisce, appaiono i raggi del sole, i raggi della vera conoscenza e si sente una musica celeste.
Quello che avviene non è un miracolo, Semola si è preparato a questo evento, non ha certo studiato i muscoli, non sa neppure cosa siano, eppure diventa re.
Nel film Semola dice di non averne, Merlino chiede … e come fai a muoverti? E poi ammette … quelli bastano.
Mi sovviene l’immagine della mia allieva più anziana. Beatrice ha quasi 90 anni e lei a lezione è solida, centrata. Un paio d’anni fa cadde all’indietro urtando un ostacolo, tutti fummo sgomenti, ma lei si rialzò in un attimo e ci chiese perché la guardassimo così. Invece di studiare i muscoli ha praticato Tai Chi col suo insegnante dal 1991, per quasi 25 anni ed è diventata Semola, ha appreso a fondo i principi della Spada. Lei non trattiene dentro e non usa la spada per ferire. La usa per stare bene, per godere della vita. Un altro episodio. Andrea Capriotti, esperto conoscitore di varie arti marziali, capace di rompere tombini di ghisa persino con la testa, venne da me ad imparare Tai Chi. Lo misi con Beatrice allora giovane settantacinquenne. Lui vedendo che lo inserivo in un gruppo di nonnine resto molto perplesso e un po’ offeso. Durante il Qi Gong, Beatrice notando che Andrea non riusciva più a tenere in posizione le braccia, si girò verso di lui dicendogli, Andrea, prova a rilassare le spalle. Andrea colse l’insegnamento di Semola e continuò Tai Chi a lungo.

Nel film possiamo carpire i segreti di Semola, osserviamoli. Ha un maestro, questo è necessario, ma se si vuole apprendere un maestro arriva e Semola è fortunato, trova un maestro Taoista, niente meno che il mago Merlino. Per Merlino Semola è importante, lo ha aspettato, ora ha il materiale su cui lavorare, per gli altri, Semola è nessuno, buono per fare lo sguattero, al limite per fare da scudiero al fratellastro, un energumeno pieno di muscoli, muscoli che sicuramente conosce bene.

Cosa apprende Semola?

Impara i tre mondi in cui viviamo, diventa pesce e impara a fluire nel mondo dell’acqua, impara a gestire il Tan Tien inferiore, la pancia.

Poi conosce il mondo dell’aria, diventa uccello, il Tan Tien superiore, la testa, impara a volare, impara che la mente umana deve saper volare.

E poi apprende l’uso del Tan Tien del cuore, diventa scoiattolo e conosce una scoiattola che si innamora di lui.

Testa, Cuore, Pancia, ora è completo.
Vi starete chiedendo cosa c’entra questo con la Spada? I Taoisti ben sapevano che la Spada è la nostra colonna vertebrale, Semola ha allineato testa, cuore e pancia, ora è un’unità completa, il diaframma si apre come un mantice e l’energia fluida gira. Semola non è più Semola, ora è un re, re Artù.
Abbiamo nel Signore degli anelli un altro esempio, il ramingo Aragorn riforgia la spada che fu spezzata e diventa anche lui re. Ognuno di noi ha la spada spezzata, la nostra colonna vertebrale è disassata perché ogni nostro centro va per conto suo, la testa vuole una cosa, la pancia un’altra e il cuore un’altra ancora.
Gli energumeni che usano i muscoli hanno la spada spezzata, ecco il significato della Spada che è nella roccia, usano i muscoli per tutto quel che fanno. Semola no, usa testa, pancia e così riesce anche a mettere il cuore mentre estrae la Spada: il cielo si apre a lui.

Per finire osserviamo l’immagine della spada, quando è nella roccia l’impugnatura è in alto, il baricentro, che si trova ad un terzo dall’inizio dell’impugnatura, è in alto. Si usano le spalle, l’impugnatura è nel collo, il baricentro nel cuore lo appesantisce, la vita pesa. Semola gira la spada, mette l’impugnatura nell’osso sacro ed il baricentro della spada torna al suo posto naturale, nella pancia.

In questi anni ho un debito di riconoscenza verso Semola, lo ringrazio e mi chino a lui Maestro. Verso Merlino ho solo un appunto da fargli, se usato un Leone invece dello scoiattolo per l’apprendimento del cuore sicuramente Ginevra avrebbe amato Artù e non Lancillotto.

Carlo Lopez

Vervain – La Verbena

Tu devi essere, questo piccolo fiore deve essere. E’ se lui deve essere, tutti devono essere e devono essere graziosamente e perfettamente. Nessuno deve soffrire, perché fa freddo? Perché fa caldo? Ci deve essere un errore; perché quello è ricco, perché quello è povero, perché?
Soffre che altri soffrano, soffre che altri facciano brutte cose e finiscono in prigione, ma perché non sono in prigione? Dov’è Dio che non mette a posto nulla? Io posso provare.

Anni dopo, quando è più anziano, comincia a capire che è troppo pesante, troppo difficile cambiare come vanno le cose nel mondo. Adesso può crollare o a volte sentire che la strada di Dio non è la stessa di come era la sua, che la strada non era una strada diritta, la strada può piegarsi e seguire sentieri che non aveva considerato per nulla e che forse la vita non segue binari come pensava, come desiderava per poter aggiustare tutto, per completare il mondo come voleva.

Vervain e sua preparazione

Crab Apple – La Mela selvatica

If you think something is not ok, if you feel bad in yourself, if you have some problems in life, Crab Apple fix it and release the tension that causes that problem, so… it’s an universal healer 🙂 you can always take it, it puts every physical, mental and spiritual trouble in it’s real state and heals them.
White-snow was locked in her house one morning and a old very ugly woman come to offer her an apple, White-snow took it and eat it and fall unconsciously, what that means Carlo in reality? Before she was afraid, she was afraid her mother in law could kill her for her beauty, she was split in two parts, the white and the black one, the ugly and the beauty one, the bad and the good one, everything in her was like that, she made that split, she chose to see beauty and so she had to see ugliness and at the end everything was terrible nice and terrible dangerous and what could she do if not close herself in the house? She eat Crab Apple and? and Crab Apple was not half poisoned, but her state of so illuminated consciousness fade away and she finally slept, she finally relax and let things go by there self, without seeing no more black and white with so deep cut between one and the other. All around though she was death, but was not so, she was in a new state, she was only relaxed and free, free to let her prince, (the Yang element) come to her and deeply kiss her and she was free to go with him for a new life, Yin and Yang now together for ever.

Wild Rose – Rosa canina

Siamo su uno stretto sentiero di montagna, dopo un po’ questo curva e si apre un’incantevole vallata. Nascoste da rovi di Wild Rose ci sono dei ruderi, qui un tempo c’era un piccolo paese con persone che ridevano e cantavano, adesso più nulla. L’albero di Wild Rose è li, aspettando, aspetta per poter far ridere e cantare ancora le persone. Noi sediamo in un bel posto, tutto contornato di fiori di Wild Rose, tu ed io, le nostre mani una nell’altra e stiamo fermi così, ascoltando il gentile vento attorno a noi. Non è immediato, dobbiamo aspettare il giusto momento, lo spazio fra il silenzio del tempo ed in quell’istante sorge, direttamente dai nostri cuori arriva la strana forte sensazione, ho i miei occhi chiusi, come i tuoi e ti sento in tutto il mio essere ed anche tu hai la stessa sensazione, la stessa energia, siamo uniti nell’amore….
La bella addormentata nel bosco e tutti quelli del suo reame furono addormentati per un centinaio di anni e Wild Rose era attorno al loro castello in rovina proteggendoli, aspettando che arrivasse il Principe, l’elemento Yang, lui bació la Principessa e Wild Rose potè fluire ancora una volta nei loro cuori per far si che la vita avesse il suo reale significato, l’amore.

Rock Water – Acqua sorgiva

Rock Water è un vecchio molto rigido, sa che è vicino a conoscere Dio, prova di tutto per raggiungerlo, ma invano… sta lì, in meditazione aspettando, facendo di tutto per sentire Dio in sé; conosce molto del significato della vita, può aiutare le persone, ma non può aiutarsi oltre. Un giorno comprenderà che quel che mancava era il fluire, capirà che tutti quegli alti ideali che ha non sono Dio, sono solo stupide idee del suo ego per sentire che lui era dio, tutti quegli alti pensieri rigidi, la sua morale, la sua etica lo tenevano lontano dalla meta.
Un giorno, stanco di tutto ciò, si sedette in un campo guardando bimbi e bimbe giocare, era bello vedere la loro allegria… all’improvviso un bimbo sbottò: ‘porco dio’… il bimbo si fermò e, spaventato, guardò il vecchio, sapeva di aver detto una cosa terribile, aveva ripetuto senza pensare quello che aveva sentito da altri, adesso temeva il vecchio, la sua reazione, quel che avrebbe detto. Il vecchio cominciò a ridere a lui, corse dal bimbo e lo sollevò al cielo ancora ridendo pieno di gioia: Come abbiamo potuto noi, pensare con la nostra alterigia, che possiamo non far ridere Dio? Tutti i bimbi e le bimbe ridevano felici con il vecchio, sentivano in qualche modo che il vecchio stava dicendo loro che la vita era facile come il gioco a cui stavano giocando.

Olive – l’Olivo

Olive cammina in un fresco, ventoso paesaggio assolato, egli realizza che tutto è fatto, null’altro più deve essere, la natura è li nella sua bellezza e lui è in pace.
Prima era stanco, la sua vita era piena di cose, un sacco di cose stancanti che doveva fare tutte, ma adesso… non c’era più nulla da fare!
Dio stesso aveva già fatto tutto ed egli si sta domandando perché era così impegnato, facendo cosa? Tutte quelle cose che pensava andavano fatte per salvarsi, per salvare il mondo… adesso è facile, il suo cuore desidera qualcosa e quella cosa si realizza, prima era la sua testa che desiderava centinaia di cose e doveva lavorare duramente per tutte, ma quando ne realizzava una non c’era soddisfazione e doveva farne subito un’altra.

Adesso siede sotto un’albero, ammirando il sole che incontrava la notte… si sta così bene adesso, nulla più da fare, solo apprezzare la vita.

Pine – Il Pino

Il Pino è un uomo grigio che tutto solo cammina lungo una ventilata fredda strada, foglie mosse dappertutto dal vento, solleva il bavero della giacca di più per nascondere se stesso più che per proteggersi dal gelo. Questo non viene dall’esterno, ma da se stesso, non sa cosa vuol dire Dio, lui è un dio del mondo che pensa di aver creato e che può cambiare con le proprie decisioni, col potere delle sue azioni. Può persino uccidere per sentire come lui può cambiare il destino di altre vite umane, tanto è importante. Il suo bimbo interno è in una bara, non morto, non può morire, era troppo debole per essere mostrato al mondo, questo mondo così terribile con un dio che vuole punire un altro piccolo dio triste.

Oak – La Quercia

La quercia è un albero grande, lavora duramente, vuole mostrare com’è buono con gli altri, aiuta molto in ogni cosa, aiuta le persone che lui pensa di amare, ma spesso ama persone per aiutarle e vuole che queste persone non soffrano.

oak

 

Finisce così facendo cose che non dovrebbe fare, lavori che non sono suoi e lavora troppo per gli altri senza lavorare per se stesso. Solo il lavoro per se stessi è un lavoro veramente benefico, sempre Carlo. Lavorare per se stessi è lavorare per gli altri e può realmente aiutarli. Ash