Il Vuoto

Il sommo filosofo Lao Tsu, soleva dire che l’importanza di un vaso sta nello spazio vuoto che reca.

Nella nostra cultura il Santo Graal è visto tempestato di gemme preziose, intarsiato finemente. Cristo e Lao Tsu sono due saggi. Al saggio gli ornamenti esterni poco importano, la preziosità della coppa risiede nella sua capacità di contenere qualcosa.
Il Santo Graal è un simbolo, nessuna coppa esterna e più preziosa della capacità della mente di svuotare se stessa per fare spazio.

L’utilità di una cantina sta nello spazio vuoto; di una cantina piena di cose vecchie non ce ne facciamo nulla, si resta attaccati a queste cose, ma solamente quando si riesce a liberarsi di esse, la cantina diventa utile.

Il saggio ha la mente vuota, non porta appresso nulla, il sapiente è pieno di tutta la sua saccenza, saprà tutto di tutto, è una cantina piena, un vaso pieno. La parola saggio deriva da assaggiare, chi assaggia non si riempie, gli basta l’as-saggio per sapere, per distinguere e conoscere.

Sentiamoci botti, botti  piene di ogni cosa, pensieri, paure, agitazioni. Dopo un poco rovesciamo la botte e la svuotiamo di tutto. Rimettiamo la botte in piedi, restiamo così, vuoti, pronti ad essere riempiti d’amore e di gioia, novelli Diogeni, freschi e liberi.

«Tutto appartiene agli dei; i saggi sono amici degli dei; i beni degli amici sono comuni. Perciò i saggi posseggono ogni cosa»
(Diogene di Sinope)