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Sull’esserci o non esserci

Essere o non essere, questo il problema. Ho finalmente compreso le parole di Shakespeare vedendo come molti gettino via se stessi.

Le persone ci sono o non ci sono.

Si impara, col tempo, a comprendere e ad apprezzare chi c’è e a lasciar perdere chi non c’è, sperando un domani possa, dopo aver lavorato su se stesso o su se stessa, esserci.

In riferimento al Tai Chi è più utile avere insegnanti, allievi che ci sono, che altri che appaiono anche bravi tecnicamente, ma quando servono o quando ci sono degli impegni, scompaiono regolarmente.

Le scuse sono tante, dalla morte di un caro, alla perdita del gatto, ai troppi impegni, ai problemi economici.

Perché chi c’è, c’è?

È un problema energetico. Chi c’è è aperto energeticamente e tutto fluisce, tutto si combina e non rovina se stesso con “scuse esterne”.

A chi non c’è accade di tutto, un braccio che fa male, un tallone che impedisce il movimento, un lutto protratto per mesi e mesi. Si fa sopraffare dall’ego distruttivo e ne soccombe sempre e mai si avvede di questi meccanismi, la consapevolezza è offuscata.

Il buonismo di chi osserva tende a giustificare questi comportamenti, ma facendo così si entra in risonanza con colei o colui che non ci sono: è molto meglio dire in faccia quello che si pensa e semplicemente sperare che chi non c’è comprenda che il non esserci è distruttivo principalmente per se stessi.

L’apprezzamento deve esserci per chi c’è, per coloro che danno se stessi per il bene del Tai Chi, degli allievi, degli insegnanti perché hanno compreso che il bene del tutto è il bene per se stessi. 

Onoriamo chi c’è.

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Itcca Italia Patrizia Roberti Stage

Modena 2017

Stage insegnanti Ado-Itcca di Modena Novembre 2017
condotto da Carlo Lopez

I “64” del corpo insegnanti Itcca Italia
e il Caposcuola, il M° Carlo Lopez

Al centro la Maestra Patrizia Roberti nella Commissione Nazionale Ado-Uisp durante gli esami delle varie scuole

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Amore Universale Essenze Floreali Holly Meditazione Patrizia Roberti Salute

Apriamo il cuore

APRIAMO IL CUORE ALL’AMORE UNIVERSALE

Il solstizio d’inverno è il periodo più buio e freddo dell’anno, ed è in queste lunghe notti invernali che la luce e il calore cominciano a manifestarsi. In questo periodo lo Yin raggiunge il suo massimo e comincia a decrescere e lo Yang al suo minimo comincia ad aumentare per transitarci verso la primavera.

Come il Macrocosmo anche l’essere umano attraversa i suoi inverni, periodi in cui si sente freddo e desolato. In questi momenti ha bisogno di trovare la scintilla dentro di sé e coltivarla, affinché risplenda e trasformi freddo e desolazione in calda partecipazione. Il fiore di Bach che può aiutarci in questo è Holly, l’Agrifoglio. Pianta bene augurante, usata per decorare le nostre case nel periodo natalizio e che in molte religioni ha fama di scacciare spiriti maligni e influenze negative. L’Erboristeria Tradizionale considera l’Agrifoglio una pianta saturnina segnata dall’elemento freddo, perché sempreverde, in cui si manifesta anche l’elemento calore, grazie alle spine e alle bacche rosse. È una pianta che cresce all’ombra perché le sue foglie scure sono in grado di assorbire il massimo della luce. L’agrifoglio riassume in sé la polarità caratteristica del solstizio d’inverno: il freddo oscuro e il sole nascente. Holly è il fiore dell’Amore Universale, il rimedio dei rimedi in grado di sciogliere l’odio, il freddo che attanaglia il cuore, come “neve al sole”. Alimenta il nostro Sole Interiore affinché possiamo aprirci ad un sentimento di Unità
Bach scrive in “Guarisci Te stesso”: “Sviluppare l’Amore ci porterà alla comprensione dell’Unità, della verità che noi tutti siamo Una Sola Grande Creazione. Le causa di tutti i nostri affanni sono l’egoismo e la tendenza alla separazione, che svaniscono non appena l’Amore e la Consapevolezza della grande Unità divengono parte della nostra natura.”

E esperienza quotidiana di tutti noi, nelle nostre relazioni personali, sperimentare la competizione esasperata, la contrapposizione, l’aggressività, l’odio. La comprensione reciproca, spesso diventa troppo impegnativa e si preferisce, “rimanere nel proprio piccolo io, occuparsi dei propri interessi, del proprio orticello”. Non va certo meglio a livello sociale sia nazionale che internazionale: negli ultimi anni abbiamo assistito a un’autentica esplosione di odio: la violenza sulle donne e la piaga del femminicidio sempre più virulenta, attentati, guerre e la tragedia dei profughi che nessuno vuole. Recuperare il senso di Unità diventa arduo quando prevalgono sentimenti di divisione ed isolamento. Eppure è l’esperienza dell’Amore quella a cui tutti aneliamo e che è così difficile da realizzare. Quando ci sentiamo separati dagli altri, non riusciamo a provare compassione o interesse e veniamo sopraffatti da sentimenti negativi come invidia, gelosia, sospetto, rabbia, odio. Bach ci offre uno strumento concreto e semplice e grande come il suo sistema per aiutarci a trasformare questi stati d’animo in sentimenti d’Amore. Schiude il nostro cuore all’esperienza dell’Amore Universale. Sviluppa la nostra capacità di trasformare la visione limitata e ristretta del nostro Io affinché possiamo aprirci ad un sentimento di Unità e di comunione con gli Altri. Holly potenzia la nostra capacità di amare e ci permette di riconoscere e accettare l’amore degli altri.

Patrizia Roberti, maestra Tai Chi e Qi Gong, esperta in floriterapia

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Appuntamenti Dimostrazioni WTCQD

Word Tai Chi day

Tai Chi Milano


Giornata Mondiali del Tai Chi 2018

Il Ginkgo era ai Giardini pubblici a Milano

Qui potete trovare gli altri 20 ritrovi della Scuola

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Articoli Tai Chi

Carlo Lopez scrive su DBN Magazine

Un patrimonio dell’umanità

Gli amici di DBN Magazine, in particolare Silvia, mi hanno chiesto di scrivere sul Tai Chi Chuan, riporto in tre PDF il primo dei due articoli che mi sono impegnato di dare loro.

Carlo Lopez scrive su DBN Magazine 1
Carlo Lopez scrive su DBN Magazine 2

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Scritti

L’anno del cane di terra

2018: Anno del Cane di Terra

Anno del Cane di Terra

Il 2018, per l’astrologia cinese, è sotto il segno del Cane di Terra.

L’oroscopo cinese è basato su 12 segni astrologici, ciascuno di essi è associato ad un animale: il Topo, il Bue, la Tigre, il Coniglio, il Drago, il Serpente, il Cavallo, la Capra, la Scimmia, il Gallo, il Cane ed il Maiale, ciascuno ha la durata di un anno. I segni si ripetono ciclicamente ogni 12 anni.

Vi è anche un ciclo decennale associato agli elementi cosmogonici: Legno, Fuoco, Terra, Metallo, Acqua. Gli elementi si avvicendano ogni 2 anni.

Il segno del Cane simboleggia tolleranza ed apertura e tra le sue qualità annovera compassione, fiducia ed empatia.

Negli ultimi mesi ho sentito sempre più forte l’esigenza di affinare la capacità di ascolto, di sviluppare la comprensione, evidentemente, l’influsso del segno del Cane ha già fatto sentire i suoi effetti. O, forse, questa esigenza è scaturita dall’osservazione degli effetti devastanti provocati dal rifiuto del diverso, dalla mancanza di accoglienza, dalla sopraffazione del più debole nella nostra società. O, forse, dallo sperimentare quali effetti provochino sulle nostre relazioni personali l’intolleranza, l’incapacità di ascolto e di empatia.

Meditazioni al Ginkgo

Mi piacerebbe continuare il percorso iniziato alla festa di apertura d’anno al Ginkgo con la meditazione dedicata a Beech, il fiore del Sistema Bach che sviluppa la tolleranza, l’empatia e la comprensione con incontri a cadenza stagionale dove potremo esplorare le varie sfumature di queste qualità e i sentimenti e le emozioni che si oppongono alla loro piena espressione con l’aiuto di Fiori.

Ogni incontro sarà dedicato ad Fiore diverso che approfondiremo con la meditazione e, per chi vorrà con la sperimentazione.

L’elemento Terra che contraddistingue il 2018 ci darà la necessaria determinazione per riuscire a sviluppare queste qualità.

A breve vi verrà fornito il calendario degli incontri (che si terranno in occasione delle meditazioni del venerdì).

Cerchio con l'annodel Cane di Terra

Patrizia Roberti

 Blog di Patrizia Roberti

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L’occhio del ciclone

Quale è l'unico posto sicuro nel caso di un ciclone? Il centro, esattamente in mezzo. Se siamo capaci di stare nell'occhio del ciclone siamo salvi.

Questa è la metafora della vita: un ciclone, il ciclone è la vita.

Molti fuggono e non vivono, molti sono nei punti più tragici del ciclone e restano spesso danneggiati. I più sono più vicini al centro e ogni tanto ne vengono sconvolti. Pochi hanno capito e sono sempre nel centro della loro vita, nell'occhio del ciclone.Andare al centro

Quando finalmente si trova il coraggio si salta finalmente dentro. Naturalmente è uno sconquasso: "Nel mezzo del cammin di nostra vita mi ritrovai in una selva oscura che la diritta via era smarrita." Qui Dante esprime l'angoscia di trovarsi improvvisamente non più sulla retta via, la via falsa, fuori dal ciclone, ma nella selva oscura, nel ciclone stesso. Dovrà percorrere Inferno, Purgatorio, Paradiso (pancia, testa e cuore) per arrivare nell'occhio del ciclone.
Qui si trova la pace, la pienezza, si è arrivati.

Ci vuole qui molta consapevolezza perché il ciclone, la vita, si muove e noi dobbiamo ascoltare per capire dove si muove e restarne al centro.

Carlo Lopez

PS In un mio post sul film "Il labirinto del Fauno", Ofelia entra nel labirinto-ciclone quando trova "l'occhio" mancante del fauno.

https://pioggiaopportuna.blogspot.it/2015/02/il-labirinto-del-fauno.html

Il Ginkgo nella Valle del Tao

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L’albero della Vita

L'amaro caffè

L'essere umano studia tutto fuorché se stesso. Vengono sprecati tantissimi soldi ed energie per studi inutili, per ricerche scientifiche senza senso, l'ultima di cui ho sentito parlare è sul fatto che chi prende il caffè amaro ha più tendenze psicopatiche. Una ricerca del nord Europa, una ennesima ricerca "idiota".

Il Tai Chi

Nessuno studia come dovremmo muoverci, respirare, pensare. Chi inizia Tai Chi si trova spesso spaesato, si domanda: devo capire tutte queste cose su me stesso?! Sì, viviamo tutta la vita con noi stessi, dentro noi stessi, abbiamo malattie, posture vergognose, non respiriamo.

L'Albero della vita

Esistono due alberi, l'albero della conoscenza e l'albero della vita. Ne parla anche il vecchio testamento. Siamo molto attratti dall'albero della conoscenza, facciamo studi, ricerca, la mente ha sempre un nuovo giocattolo per occupare il tempo, abbiamo l'ultima soap opera o l'ultima serie Netflix da guardare.

L'albero della vita invece chiede qualcosa di molto diverso, chiede di respirare, di sentire in ogni momento il piacere di questa funzione fondamentale che è sempre stata con noi e sempre sarà con noi.

Chi è legato all'albero della conoscenza tratterà il respirare come una perdita di tempo, tanto è automatica, posso occuparmi di altro.

Albero della vita

Chi ama l'albero della vita ama respirare, ama stare un po' con se stesso, ama comprendere come funziona la propria mente, la propria vita.

Questo è quello che fa il Tai Chi: un ritorno al Paradiso perduto.

 

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Il Tai Chi ai miei tempi

Tutti ad un certo punto della loro vita dicono: ai miei tempi, segno della incapacità di vivere il momento presente, segno della stoltezza di credere che quando si è giovani è meglio.

Molto in voga è anche: “la vecchiaia è una brutta malattia”…

Troviamo questi riferimenti continuamente, molti su Facebook, non starò ad elencarvi tutte le possibili applicazioni, ma quando trovate un “ai miei tempi tutto era meglio, tutto era più bello”, lì sapete per certo che v’è un errore di consapevolezza.

Ad esempio nel Tai Chi. Spesso si legge: nei tempi antichi il Tai Chi era un’arte marziale senza pari, adesso è solo una buona disciplina per il benessere, detto con molto disdegno e un po’ di alterigia.

Dove sta l’errore di consapevolezza?

È vero che un tempo il Tai Chi non aveva eguali, Yang Lu Chan e suo figlio e suo nipote erano considerati invincibili e sono nei libri di storia…

Oggi migliaia di ricerche scientifiche cercano di dimostrare che il Tai Chi, forse addirittura più dello Yoga, è formidabile per il benessere della persona…

Conclusione?

Il Tai Chi è formidabile, ora come allora, semplicemente ora la ricerca è più sul benessere… e chi pratica Tai Chi non ha bisogno di prove Marziali o scientifiche per comprenderlo.

Onore al Tai Chi dei miei tempi del passato e dei miei tempi attuali.

Carlo LopezVI generazione famiglia YangImbattibile come i suoi precursori, ma nel campo del benessere.

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La malattia

È necessario che ogni essere umano sviluppi una consapevolezza sul significato della malattia. La malattia non è una sfortunata casualità, non capita l’influenza, il morbillo, l’Alzhimer o un tumore a caso, la malattia richiede uno stato mentale destabilizzato per potere attecchire.

Questo concetto parrà ai più assurdo, eppure è la reale condizione dell’essere umano: il corpo reagisce a qualsiasi pensiero.

La malattia agisce attraverso “varchi” che noi creiamo, momenti di stress, rabbie, chiusure.

Ogni malattia quindi va considerata “psicosomatica”, solo il “pensatore sciocco” non riesce a fare questo collegamento.

Una persona con una mente sana non può ammalarsi, ognuno quindi può ammalarsi, non è qualcosa di sconvolgente, può capitare, imparare a comprendersi non è semplice.

Creare barriere alle malattie è il reale pericolo, la malattia cerca sempre un varco, se ad esempio un anziano usa un vaccino antinfluenzale, si blocca una determinata malattia, l’influenza, ma non si è lavorato per chiudere il varco. Una malattia più potente cercherà di passare, il varco per ora è piccolo, se si accettava l’influenza il varco si sarebbe chiuso, ma resta aperto, col tempo può allargarsi ed allora l’Alzhimer ha più possibilità di trovare la sua strada.

Elimino ogni rischio di contagio, ad esempio con un vaccino che ne blocca dodici? Apro dei varchi sempre più grossi e malattie come i tumori necessitano di questi varchi.