Mente, diaframma, corpo

Negli ultimi anni lo studio ultra trentennale del Tai Chi e del Qi Gong della International Tai Chi Chuan Association, scuola fondata dalla famiglia Yang di cui sono discepolo di VI generazione, mi ha visto fondare la teoria delle “Cinque posizioni del diaframma”©.

Nel 2008 conobbi una ragazza che mi descrisse la sua storia: a 15 anni, a New York, fu operata alla schiena per una forte scoliosi.
Le fu aperta chirurgicamente in lunghezza la colonna, furono inseriti degli anelli di metallo permanenti per tenere la colonna diritta e infine fu suturata con parti della pelle prelevate in altri punti del corpo.

Il caso di questi medici criminali non è unico, recentemente si preferisce adottare altri metodi come i corsetti, ma il sadismo degli esseri umani fa si che esistano ancora operazioni chirurgiche che creano danni, anche psichici, ai malcapitati di turno. La ragazza non era neppure consenziente, ma ahimè, il padre si.
La motivazione dei medici era che la scoliosi interferisce col corretto funzionamento del diaframma e conseguentemente creava problemi alla respirazione. Qui in questa affermazione tutta la follia dell’approccio medico.

Perché dico questo?

Dopo anni di studio con centinaia di allievi ho verificato che ogni essere umano forma negli anni un blocco, una tensione al diaframma, uno nella parte destra del corpo ed uno nella parte sinistra.

È questa tensione al diaframma che causa la scoliosi, non il contrario!
I fattori coinvolti sono sempre tre:
corpo – diaframma – mente.

È facile capire che sono gli stati mentali ad agire sul diaframma e conseguentemente sul corpo creando tensioni. Facile farne la prova, basta provare ad essere arrabbiati per sentire che il diaframma si blocca. L’allievo di Sigmund Freud, Wilhelm Reich, fu un geniale ricercatore e giunse a questa comprensione.
Qualsiasi stato emozionale negativo influisce negativamente sul diaframma creando a lungo andare stati di malattia.

La bellezza del Tai Chi e del Qi Gong – nella scuola di Yang Sau Chung non esiste una differenza fra Tai Chi e Qi Gong – risiede nel fatto di potere lavorare direttamente sul diaframma creando benefici su corpo e mente essendo il diaframma nella posizione centrale fra i due.

Per riassumere:

1) Mente – diaframma – corpo è l’approccio corretto, sano, presuppone un lavoro di consapevolezza sui propri processi mentali. Non è economicamente alla portata di tutti.

2) Diaframma. Questo lavora contemporaneamente su mente e corpo. Ha il vantaggio che una pratica minimale su dei gruppi di persone di qualsiasi età è economica e porta ad ottimi risultati.

3) Corpo – diaframma – mente lo ritengo un approccio di comodo, dispendioso e traumatizzante sulla mente quindi con risultati negativi sul diaframma. Insano.
Il diaframma è continuamente sottoposto a cambiamenti durante l’attività motoria e fisica, segue o meglio aiuta tutte le attività umane.

Ho individuato 5 posizioni del diaframma che seguendo l’alchimia taoista possiamo definire come posizione del Legno, del Fuoco, della Terra, del Metallo e dell’Acqua.
Ogni persona sviluppa durante la crescita un blocco diaframmatico sul lato sinistro del corpo ed uno sul lato destro.

Vi è un blocco primario, cioè uno dei due lati della nostra struttura corporea è predominante sull’altro, si tratta di agire sulla “riapertura”, sul riposizionamento corretto del diaframma per ottenere a qualsiasi età uno stato ottimale di salute.

I cosiddetti “24 Esercizi Taoisti”, gli esercizi di “Qi Gong” e di “Yi Gong” e la pratica della “Forma”, agiscono tutti sullo scioglimento della tensione diaframmatica dando benefici di lunga durata ai praticanti.
Carlo Lopez

Vervain – La Verbena

Tu devi essere, questo piccolo fiore deve essere. E’ se lui deve essere, tutti devono essere e devono essere graziosamente e perfettamente. Nessuno deve soffrire, perché fa freddo? Perché fa caldo? Ci deve essere un errore; perché quello è ricco, perché quello è povero, perché?
Soffre che altri soffrano, soffre che altri facciano brutte cose e finiscono in prigione, ma perché non sono in prigione? Dov’è Dio che non mette a posto nulla? Io posso provare.

Anni dopo, quando è più anziano, comincia a capire che è troppo pesante, troppo difficile cambiare come vanno le cose nel mondo. Adesso può crollare o a volte sentire che la strada di Dio non è la stessa di come era la sua, che la strada non era una strada diritta, la strada può piegarsi e seguire sentieri che non aveva considerato per nulla e che forse la vita non segue binari come pensava, come desiderava per poter aggiustare tutto, per completare il mondo come voleva.

Vervain e sua preparazione

Crab Apple – La Mela selvatica

If you think something is not ok, if you feel bad in yourself, if you have some problems in life, Crab Apple fix it and release the tension that causes that problem, so… it’s an universal healer 🙂 you can always take it, it puts every physical, mental and spiritual trouble in it’s real state and heals them.
White-snow was locked in her house one morning and a old very ugly woman come to offer her an apple, White-snow took it and eat it and fall unconsciously, what that means Carlo in reality? Before she was afraid, she was afraid her mother in law could kill her for her beauty, she was split in two parts, the white and the black one, the ugly and the beauty one, the bad and the good one, everything in her was like that, she made that split, she chose to see beauty and so she had to see ugliness and at the end everything was terrible nice and terrible dangerous and what could she do if not close herself in the house? She eat Crab Apple and? and Crab Apple was not half poisoned, but her state of so illuminated consciousness fade away and she finally slept, she finally relax and let things go by there self, without seeing no more black and white with so deep cut between one and the other. All around though she was death, but was not so, she was in a new state, she was only relaxed and free, free to let her prince, (the Yang element) come to her and deeply kiss her and she was free to go with him for a new life, Yin and Yang now together for ever.

Wild Rose – Rosa canina

Siamo su uno stretto sentiero di montagna, dopo un po’ questo curva e si apre un’incantevole vallata. Nascoste da rovi di Wild Rose ci sono dei ruderi, qui un tempo c’era un piccolo paese con persone che ridevano e cantavano, adesso più nulla. L’albero di Wild Rose è li, aspettando, aspetta per poter far ridere e cantare ancora le persone. Noi sediamo in un bel posto, tutto contornato di fiori di Wild Rose, tu ed io, le nostre mani una nell’altra e stiamo fermi così, ascoltando il gentile vento attorno a noi. Non è immediato, dobbiamo aspettare il giusto momento, lo spazio fra il silenzio del tempo ed in quell’istante sorge, direttamente dai nostri cuori arriva la strana forte sensazione, ho i miei occhi chiusi, come i tuoi e ti sento in tutto il mio essere ed anche tu hai la stessa sensazione, la stessa energia, siamo uniti nell’amore….
La bella addormentata nel bosco e tutti quelli del suo reame furono addormentati per un centinaio di anni e Wild Rose era attorno al loro castello in rovina proteggendoli, aspettando che arrivasse il Principe, l’elemento Yang, lui bació la Principessa e Wild Rose potè fluire ancora una volta nei loro cuori per far si che la vita avesse il suo reale significato, l’amore.

Rock Water – Acqua sorgiva

Rock Water è un vecchio molto rigido, sa che è vicino a conoscere Dio, prova di tutto per raggiungerlo, ma invano… sta lì, in meditazione aspettando, facendo di tutto per sentire Dio in sé; conosce molto del significato della vita, può aiutare le persone, ma non può aiutarsi oltre. Un giorno comprenderà che quel che mancava era il fluire, capirà che tutti quegli alti ideali che ha non sono Dio, sono solo stupide idee del suo ego per sentire che lui era dio, tutti quegli alti pensieri rigidi, la sua morale, la sua etica lo tenevano lontano dalla meta.
Un giorno, stanco di tutto ciò, si sedette in un campo guardando bimbi e bimbe giocare, era bello vedere la loro allegria… all’improvviso un bimbo sbottò: ‘porco dio’… il bimbo si fermò e, spaventato, guardò il vecchio, sapeva di aver detto una cosa terribile, aveva ripetuto senza pensare quello che aveva sentito da altri, adesso temeva il vecchio, la sua reazione, quel che avrebbe detto. Il vecchio cominciò a ridere a lui, corse dal bimbo e lo sollevò al cielo ancora ridendo pieno di gioia: Come abbiamo potuto noi, pensare con la nostra alterigia, che possiamo non far ridere Dio? Tutti i bimbi e le bimbe ridevano felici con il vecchio, sentivano in qualche modo che il vecchio stava dicendo loro che la vita era facile come il gioco a cui stavano giocando.

Olive – l’Olivo

Olive cammina in un fresco, ventoso paesaggio assolato, egli realizza che tutto è fatto, null’altro più deve essere, la natura è li nella sua bellezza e lui è in pace.
Prima era stanco, la sua vita era piena di cose, un sacco di cose stancanti che doveva fare tutte, ma adesso… non c’era più nulla da fare!
Dio stesso aveva già fatto tutto ed egli si sta domandando perché era così impegnato, facendo cosa? Tutte quelle cose che pensava andavano fatte per salvarsi, per salvare il mondo… adesso è facile, il suo cuore desidera qualcosa e quella cosa si realizza, prima era la sua testa che desiderava centinaia di cose e doveva lavorare duramente per tutte, ma quando ne realizzava una non c’era soddisfazione e doveva farne subito un’altra.

Adesso siede sotto un’albero, ammirando il sole che incontrava la notte… si sta così bene adesso, nulla più da fare, solo apprezzare la vita.

Pine – Il Pino

Il Pino è un uomo grigio che tutto solo cammina lungo una ventilata fredda strada, foglie mosse dappertutto dal vento, solleva il bavero della giacca di più per nascondere se stesso più che per proteggersi dal gelo. Questo non viene dall’esterno, ma da se stesso, non sa cosa vuol dire Dio, lui è un dio del mondo che pensa di aver creato e che può cambiare con le proprie decisioni, col potere delle sue azioni. Può persino uccidere per sentire come lui può cambiare il destino di altre vite umane, tanto è importante. Il suo bimbo interno è in una bara, non morto, non può morire, era troppo debole per essere mostrato al mondo, questo mondo così terribile con un dio che vuole punire un altro piccolo dio triste.

Oak – La Quercia

La quercia è un albero grande, lavora duramente, vuole mostrare com’è buono con gli altri, aiuta molto in ogni cosa, aiuta le persone che lui pensa di amare, ma spesso ama persone per aiutarle e vuole che queste persone non soffrano.

oak

 

Finisce così facendo cose che non dovrebbe fare, lavori che non sono suoi e lavora troppo per gli altri senza lavorare per se stesso. Solo il lavoro per se stessi è un lavoro veramente benefico, sempre Carlo. Lavorare per se stessi è lavorare per gli altri e può realmente aiutarli. Ash

Gesù e la croce

In ogni epoca troviamo la simbologia della croce: usata dai Cinesi, dagli Indiani d’America, dal Buddismo, dall’Induismo, dai Celti, dal Cristianesimo, dal Nazismo, da ogni cultura, con rappresentazioni diverse e con vari significati.

L’asse orizzontale non sempre è posto alla stessa altezza, in alcune croci è al centro dell’asse verticale; alcune hanno due assi orizzontali, normalmente nel Cristianesimo l’asse orizzontale è posto più in alto del centro, come una spada conficcata nella roccia (la spada è una croce). Nel cristianesimo nei primi tre secoli dopo Cristo non vi è traccia della croce.

“La coppia Yin e Yang si forma dappertutto”. Sull’asse che segue la gravità terrestre le varie culture di volta in volta pongono coppie di opposti: “Terra e Cielo”, “Nord e Sud”, “Gioventù e Vecchiaia”; nel cristianesimo abbiamo “il Figlio (Yin) ed il Padre (Yang) ”. Sull’asse dell’orizzonte possiamo trovare “Madre e Padre”, “Est ed Ovest”, “ Corpo e Spirito”, “Nascita e Morte” e nel cristianesimo lo “Spirito Santo”, in cui Yin e Yang sono rivelati dalla parola doppia. Spirito Santo che in Oriente è chiamato Qi, Ki, Prahna, e da noi ora semplicemente energia.
Apocalisse 22:17 “Lo Spirito e la sposa dicono: ‘Vieni’. E chi ode, dica: ‘Vieni’. Chi ha sete, venga; chi vuole, prenda in dono dell’acqua della vita.”
Qi, Spirito Santo che è il principio, la forza generativa, e sempre scaturisce dall’incontro tra i due poli Yin e Yang, sempre in coppia: polmoni, (in alcune croci rappresentati sui lati sotto l’asse orizzontale), ovaie, testicoli, reni, ventricoli del cuore, emisferi cerebrali, occhi, orecchie, mani.

Mani che nella meditazione orientale (e nel Presepe sua rappresentazione), unite sotto l’ombelico sono coppia generatrice, (Maria e Giuseppe), e creano la scintilla divina, (il bambin Gesù), nel Tan Tien della pancia (la mangiatoia), che un’altra coppia, Milza e Fegato, (l’asinello ed il bue), scalda.

Normalmente le persone cattoliche tracciano il segno della croce molto in alto, tra testa e cuore; la sfera del bacino, il suo centro, il bambin Gesù cioè il Figlio è del tutto assente, ed alcuni in tarda età tracciano il simbolo solo sul viso, sparisce anche la sfera del cuore.
Nel Tai Chi la stabilità fisica è indice anche di stabilità interiore, e si ottiene quando il baricentro, come un galleggiante, è sospeso nella zona appena sotto l’ombelico ed il Corpo aperto e rilassato. Provando a spingere delicatamente una persona dopo che questa ha tracciato il segno della croce si nota che questa stabilità diminuisce e diminuisce tanto più quanto più alto è il tracciato.

Corinzi 6:19 “Il Corpo è il tempio dello Spirito” ed il segno della croce, come i gesti di tante religioni, prima di diventare un rituale, doveva essere un atto energetico di riunificazione, due coppie di Yin e Yang che portano al centro della croce, al cuore; per un Cattolico sarebbe interessante ritrovare il significato energetico.
Ognuno porta il suo Corpo ed ogni Corpo è immagine del carattere, porta i segni del vissuto. Ogni persona è rispecchiata nel suo Corpo e più è chiuso, più è piegato, più è rigido, più è muscoloso, più è disprezzato, più è trascurato, più è usato come una macchina, più è scisso dalla consapevolezza, e più è una croce pesante da portare. Le spalle sopportano oggetti e situazioni immaginarie o volute e si curvano, le braccia sono dure, il baricentro si sposta in alto e il cuore è afflitto, il diaframma bloccato taglia il Corpo in due. Si crea una situazione conflittuale, masochista, di sensi di colpa, pesante, dualistica: l’Inferno è sotto, sotto terra, sotto il diaframma, nei visceri, nei genitali, si fa “peccato” se uno stimolo viene recepito da questa zona diventata impura e l’energia, lo Spirito Santo non ci avvolge più.
Il Sacro resta bloccato in alto, nel cuore e nella mente, zone diventate pure, e diventa idealizzato, lontano, irraggiungibile. Dio posto in alto diventa giudicante.
“Yin e Yang vivono sempre assieme”, come il nostro sedere e l’osso sacro.
La sfera del bacino è il Sud, il posto dell’energia rigogliosa, della crescita, della libido. La sfera della pancia, del bacino é la sfera dell’anima-litá, la sfera dove siamo cullati per nove mesi prima di nascere, la sfera con cui procreiamo, la sfera del piacere e della creatività. I genitori diventano genitori con la sfera del bacino, i figli diventano figli con la sfera del bacino.
La croce tracciata senza che la mano arrivi al Tan Tien della pancia ricrea la situazione descritta nel libro di Tolkien: il mago Saruman, il Diavolo, si é impossessato della sfera del bacino, ci ha invaso dal diaframma in giù; Saruman che voleva distruggere tutti gli umani con le sue orde di orchi non è nient’altro che il riflesso in basso del Padre scisso, la nostra volontà di potenza si ritorce contro di noi, quelle pulsioni genitali che da bimbi erano naturali ora sono fiamme dell’inferno.
Quando la mano che scende tocca il cuore lo pone a Sud, non al centro del segno, centro che invece sarà nella gola, tagliata dall’asse orizzontale. Il cuore bloccato tra una gola ed un diaframma chiusi non può dirigere quella libido che sta a Sud e che lasciata sola diventa sete di potere, vendetta narcisistica, l’anima-le in noi, diventa belva: donne e uomini bruciati sui roghi, crociate, guerre in nome di Dio… Luca 9:58 “E Gesù gli rispose: Le volpi hanno delle tane (sfera del bacino) e gli uccelli del cielo dei nidi (sfera della testa), ma il Figliuol dell’uomo (sfera del cuore) non ha dove posare il capo.” (schiacciando lo sterno per chiudere il cuore il capo non trova appoggio e la gola si serra).
Aragorn, il cuore, é un “ramingo”, è solo, senza popolo, senza un posto dove andare, è erede di una leggendaria spada che porta con sé ma che è rotta. Al termine del “Signore degli Anelli” Aragorn, con la spada ricostruita, dopo aver sconfitto, grazie all’aiuto di Nani, Elfi, Hobbit, Uomini e Donne, cioè delle nostre parti sane, i vari “mostri” assetati di potere, s’insedierà nel suo regno e riunificherà il mondo che torna libero.
La vita c’insegna a non negare mai una nostra parte, cerca sempre di ricondurci sulla via della consapevolezza, anche grazie alla malattia: quanti disturbi al giorno d’oggi nella parte “bassa” del Corpo , un richiamo di attenzione, una richiesta di libertà.
La rappresentazione del Cristo sulla croce nelle nostre chiese è di un corpo morto, appeso, che pende dalla croce e dà chi guarda, soprattutto ai bambini, una sensazione, spesso inconsapevole, di blocco, di pesantezza, di angoscia.
Gesù Risorto ha integrato il suo Corpo, la croce, nella persona, lo ha reso vuoto, leggero, aperto, energetico; è volato in cielo (il simbolo della colomba), ha estratto la spada, non sente più il Padre in alto che lo schiaccia ma si siede accanto a lui. Padre, Figlio e Spirito Santo, i tre centri si sono integrati nel Cristo. La croce scompare, coincide con lo scheletro, il Corpo siamo noi, le spalle e le braccia non più strumenti di fatica sono libere, diventano simili ad ali (osserviamo i dipinti degli Angeli): ora nella vita si può volare. Non c’è più dualismo, il baricentro scende nella pancia, il diaframma è libero, l’inferno pure, tutto diventa sacro, tutto diventa profano, si torna come quando bimbi di pochi mesi amavamo mettere in bocca i nostri piedi.
Il Cristianesimo ha preso come simbolo Gesù morto sulla croce mettendo così in secondo piano il Cristo Risorto, non ha aiutato gli esseri umani a liberarsi dalla Croce che il Cristo ha fatto “sparire” e gli ha lasciati per secoli con la paura di perdere la propria croce narcisistica attivando un meccanismo Yin e Yang di ritorno: piegati e deboli sotto il suo peso, pieni di sensi di colpa.
E’ facile controllare persone e bambini e se stessi chiudendo il Corpo: si respira poco, le pulsioni si bloccano, si ritorcono verso l’interno e non danno fastidio. In Cina negli ultimi decenni il Tai Chi Chuan e gli esercizi energetici del Qi Gong sono stati modificati, resi ginnici, sportivi, chiusi per mantenere la popolazione asservita. Movimenti che si rifanno a stili più antichi, più aperti, come il Fa Lun Gong, sono banditi ed operano in clandestinità.
Un esempio occidentale si trova nel galateo, a tavola i gomiti vanno tenuti chiusi, ottima posizione per bloccare le pulsioni dei figli, soprattutto delle figlie. Si appende la croce in classe quando il potere politico diventa più autoritario.
Marco 14:36 “Padre! Ogni cosa ti è possibile; allontana da me questo calice! Però, non quello che io voglio, ma quello che tu vuoi.” Gesù si affida al padre, cosa voleva insegnare il Padre a Gesù e per suo tramite all’umanità?
Si inizia la vita inspirando, la si termina espirando. Gesù muore, esala, ma poi risorto, di nuovo inspira: il Padre gli dà, ci dà la certezza che dopo l’espirazione, anche se l’ultima, avremo sempre una nuova inspirazione, non importa se resuscitati o in Paradiso o nel Nirvana o in una possibile reincarnazione o come atomi sparsi nell’universo. Se espiro totalmente in quest’istante, dovunque mi trovo, anche su una croce, avrò sempre una nuova possibilità di inspirare. Il Padre ci ha mostrato che “dopo lo Yang c’è di nuovo lo Yin”, Gesù che espira diventa il Cristo che inspira.
Gli Scribi del tempio, chiusi nella loro religione senza più linfa, religione di potere, scissi come una testa isolata domina il Corpo senza accorgersi che così toglie vita anche a se stessa vogliono la morte di Gesù e lo fanno crocifiggere sul Golgota (testa): non potevano accettare quello che è sempre stato un metodo rivoluzionario, usato da Lao Tze, da Buddha, da qualsiasi essere in contatto con se stesso e non identificato in una sola parte di sé, testa, cuore o pancia.
Gesù lo chiamava “Padre”, Lao Tze “il non-agire”, l’azione che nasce dalla non reazione, Davide Lopez, direbbe si affida alla potenza del preconscio, nel fertile rapporto tra questa e la consapevolezza.
Certo Gesù non intendeva limitare l’intera divinità al solo “Padre”, come tuttavia è accaduto: se all’inizio del segno della croce, toccandoci la fronte diciamo “nel nome del Padre” e per secoli identifichiamo Dio esclusivamente con il Padre stiamo scindendo la trinità e menomando il Corpo. La testa diventa Dio, un Dio razionale e maschile, e Dio diventa un mostro, più un Diavolo che opprime ed uccide, come è successo e succede in occidente. Ma Dio è anche Dia – perché limitarlo – ed il Padre é anche cuore e pancia, ne ha ben diritto! Anche nell’induismo abbiamo una trinità, Brahma, “la prima manifestazione”, è posto nella pancia, regge il cuore, Vishnu e la testa, Shiva.

Problema molto attuale per l’umanità il monoteismo, questa ricerca ossessiva dell’unità, del proprio Dio migliore di quell’altro a propria immagine e somiglianza senza comprendere che l’uno si scinde sempre in Yin e Yang, il due, e che esiste anche lo zero, il vuoto e Dio ama celarsi in esso.
Lao Tzu direbbe che il Creatore è il grande “Tao” che tutto e nulla abbraccia.